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Comunicati Filctem e CGIL

  • Linea 80 Venezia-Chioggia: "Non si penalizzi chi viaggia ore per andare a Porto Marghera a lavorare"

     

     

    Giovedì all’incontro in Prefettura a Venezia, tra organizzazioni sindacali, Actv e Istituzioni locali, si è discusso del problema della “LINEA 80” di servizio, nella tratta Chioggia - Venezia. FILCTEM CGIL con una numerosa rappresentanza di lavoratori ha presenziato, in forma di protesta, al tavolo. Dopo ampia discussione è stato siglato un verbale di incontro da cui si prende atto di tutti i problemi e disagi che il nuovo appalto della “LINEA 80” sta creando, dando l’avvio ad un tavolo tecnico di approfondimento dei problemi per un ritorno in Prefettura nell’arco di un paio di settimane.

    L'appello ai Comuni

    Come FILCTEM CGIL esprimiamo una cauta soddisfazione per il risultato ribadendo l’urgenza di risolvere i problemi evidenziati che mettono in forte difficoltà i numerosi lavoratori residenti a Chioggia, che ogni giorno vanno a lavorare al Petrolchimico di Porto Marghera. E’ impensabile seguire logiche di risparmio penalizzando operatori che, anche impegnati in turni, passano quasi due ore in autobus per andare e tornare dal lavoro. Rinnoviamo l’appello al Comune di Venezia e al Comune di Chioggia affinché attraverso il tavolo prefettizio intervengano con decisione a tutela di questi lavoratori. FILCTEM CGIL continuerà a supportare la legittima protesta di questi lavoratori fin quando non si troveranno soluzioni ragionevoli.

     
  • Porto Marghera, Petrolchimico, bonifiche e speculazioni: "Si vada oltre i titoli di giornale e le polemiche, servono i fatti"


     

     

     

    A Porto Marghera sulle aree del Petrolchimico, sulla questione delle bonifiche ma soprattutto sugli interessi di carattere speculativo non possiamo lasciare che il tempo passi, così come è accaduto in questi ultimi periodi dove si passa da un picco di interesse mediatico sulla questione delle aree e sugli interessi (appunto speculativi) e poi si spengono i riflettori per qualche mese.

    Inchieste

    Il problema c’è e dev’essere affrontato ma non si può farlo a giorni alterni, non può essere che un’inchiesta di Report o di Fanpage riproponga lo stato dell’arte che conosciamo bene tutti e si riapra una discussione che durerà un altro paio di giorni e poi si rimette tutto nel cassetto. L’area dei Pili è inquinata, dimostrino il contrario in termini trasparenti. L’area dei Pili è un’area demaniale acquistata per pochi soldi dall’attuale Sindaco di Venezia che ha la possibilità di cambiare la destinazione d’uso di quell’area e quindi di riutilizzarla come meglio crede ma ovviamente di mezzo ci stanno le bonifiche i cui costi non possono essere scaricati sui cittadini e sullo Stato. È giusto affrontare la questione sul conflitto degli interessi non solo sulle aree dei Pili, ma bisogna anche verificare il contesto globale su cui stanno avvenendo cessioni di palazzi, di aree specifiche proprio per dare sfogo ai privati e ad un piano di investimenti prevalentemente legato al turismo. Praticamente Venezia, Marghera, Mestre e Murano sono diventate un supermarket dove privati facoltosi stanno acquisendo pezzi importanti a pochi soldi, privati che hanno solo un interesse di business che non coincide con  interessi e i bisogni della nostra città.

    Bonifiche

    Le aree libere di Porto Marghera, le bonifiche del sito di interesse nazionale devono essere seguite in maniera puntuale e precisa e soprattutto con la trasparenza che da tempo stiamo rivendicando; questo è un punto prioritario che dev’essere sull’agenda dei politici locali, non può essere una materia di discussione prevalentemente politica legata a semplici contrapposizioni che non ci portano da nessuna parte.Si ritorna a parlare della cabina di regia dell’area SIN ma se ricordo bene qualcuno sosteneva che ci sono diverse manifestazioni di interesse con più di 60 aziende che vogliono investire sulle aree di Porto Marghera, NESSUNO CHIEDE CONTO DI QUESTO? Ci si limita a dire che il problema dello sviluppo è legato alla questione delle bonifiche e quindi? Da vent’anni stiamo sostenendo questa tesi e da vent’anni vediamo la riproposizione dei soliti accordi di programma e del fatto che si continua ancora a parlare di burocrazia, ma le cose sono sempre ferme.

    Tavolo 

    Ci siamo stancati di vedere questo continuo disinteresse sulle cose basilari e pratiche che si potrebbero affrontare da subito, assistiamo a continue polemiche e al fatto che il Sindaco attacca la stampa nemica o chi fa domande precise e pretende di avere risposte. Per questo motivo, chiedo alle forze politiche di costituire un tavolo permanente prendendo spunto da quel poco di esperienza che abbiamo per far capire come stanno esattamente le cose sia sullo stato di inquinamento sia sulle attività produttive, ma anche su come la pensiamo sui pericoli che derivano dalle speculazioni perché non vi è solo l’area dei Pili ma la cosa è ben più ampia di quello che si pensa.

    La nostra disponibilità non mancherà mai nei confronti di chi vuole bene a questo territorio e seriamente vuole creare innovazione, sostenibilità ambientale e industriale e occupazione vera.

    Riccardo Colletti
    Segretario generale Filctem Cgil Venezia

     
  • Piattaforma rinnovo contratto chimico: oltre alla parte economica ci sono salute, sicurezza, relazioni industriali e formazione: a breve le assemblee per la partecipazione nei territori


     

    Nella nuova piattaforma di rinnovo del CCNL chimico siamo in presenza di alcuni fattori: la scadenza dell’EDR che si attesta a circa € 40.00 ma anche la difficoltà di interpretazione che Confindustria vuole dare all’ultimo accordo interconfederale che disciplina alcune questioni centrali per i rinnovi dei contratti. Uno in particolare è sul salario minimo garantito, in questo caso noi non abbiamo alcuna intenzione di far diventare una tariffa questa voce perché metterebbe in discussione soprattutto la disciplina con cui abbiamo gestito gli ultimi rinnovi proprio a partire dai valori punto.

    Non è nostro costume discutere le scelte e le modalità con cui si chiudono altri contratti ma quello che è più evidente è che l’ultimo contratto dei metalmeccanici stranamente sposato e sostenuto da Confindustria crea ampie difficoltà di gestione ma soprattutto ci possiamo trovare di fronte a momenti in cui sia il primo che il secondo livello di contrattazione possono subire modifiche sostanziali.

    Ovviamente siamo i primi che affronteranno la nuova fase di rinnovo dei contratti quindi abbiamo una grande responsabilità nel ripristinare alcune questioni di carattere contrattuale per evitare che ci sia una compressione specifica su tutti i contratti da parte di Confindustria.

    Richiesta economica

    Il nostro rinnovo avviene in una situazione economica e produttiva abbastanza buona diversamente dagli anni passati, il che ci mette in una condizione di fare una richiesta economica di 130€ (divisi ovviamente su indicazione chiara dei valore punto) che sia realmente esigibile ma soprattutto che sia immodificabile, a differenza di quanto avvenuto nei precedenti rinnovi.

    Relazioni industriali

    Questo è un capitolo fondamentale in quanto dev’essere sempre più stretto il sistema di relazioni industriali per definire sia le situazioni di crisi sia come intervenire, ma soprattutto per evitare che ci siano processi di delocalizzazione produttive e commerciali ma anche attraverso appositi coordinamenti degli osservatori, dei gruppi industriali che vengano esplicitati i piani industriali e allo stesso tempo i piani di investimento nei comparti chimici (non possiamo più assistere a situazioni come quella della Solvay che a nostro avviso non ha rispettato assolutamente il sistema delle relazioni industriali).

    Organizzazione del lavoro

    Da sempre il sistema chimico oltre a quello farmaceutico hanno utilizzato proposte innovative al fine di abbassare i costi e governare meglio i processi; la velocità con cui si muovono le tecnologie, diversamente dagli anni passati, impone un adeguamento continuo dell’organizzazione del lavoro, questo sistema per noi deve ruotare dentro un rispetto di etica sociale e di pieno coinvolgimento di tutte le parti in quanto i valori professionali che si sviluppano dentro questo aspetto vengono sempre sottovalutati e poco riconosciuti dal punto di vista economico, così come anche la gestione dei tempi. L’altra questione che merita una riflessione specifica è anche purtroppo l’innalzamento dell’età media delle aziende, sia negli impianti a ciclo continuo ma anche nelle attività commerciali. Su questo punto vanno attentamente valutate le riorganizzazioni del lavoro che devono tenere conto appunto delle anzianità degli addetti e dello stato di salute degli addetti.

    Formazione

    È ovvio che, se così come abbiamo registrato, vi è un innalzamento dell’età anagrafica diventa importante e centrale il ruolo della formazione perché dev’essere associata all’ingresso di nuove figure affiancante a chi ha esperienza maturata. Su questo punto va aggiunta anche una specifica verifica delle nuove professionalità e competenze che possono essere sviluppate dalle nuove tecnologie.

    Mercato del lavoro

    Deve continuare la nostra azione nell’aumentare e consolidare diritti e tutele evitando che ci siano sacche di gestione aziendale dove per abbassare i costi si cerca di usufruire di quanto previsto dalla Jobs Act, quindi devono essere valutati attentamente tutti i ricorsi alla flessibilità in genere che le aziende stanno utilizzando.

    Salute e sicurezza

    Nell’ultimo periodo quanto sta accadendo nel mondo del lavoro è preoccupante ed è possibile che tutte le morti a cui stiamo assistendo siano legate proprio alla precarietà in genere. Per questo abbiamo deciso di inserire nella piattaforma una figura nuova ovvero un responsabile della sicurezza di sito. Questa nuova figura a nostro avviso però dovrebbe non solo essere informato dei piani di sicurezza delle attività delle imprese e quant’altro, ma avendo una responsabilità specifica crediamo sia opportuno che come figura responsabile partecipi alla stesura dei bandi di appalto al fine di includere tutte quelle prerogative che permettano speculazioni in questo senso, proprio perché in molti appalti abbiamo visto che la questione della sicurezza è una delle voci che apre ad una competizione al ribasso tra i contraenti.

    Welfare

    Questo è un capitolo da una parte importante ma dall’altra potrebbe avere riflessi negativi se gestito male. Se parliamo di fondi bilaterali credo ci siano dei chiari vantaggi nei confronti dei lavoratori ma se invece parliamo dei carrelli spesa o benefici ad altro titolo non computabili al vero welfare è evidente che il sindacato ha un ruolo più residuale nella contrattazione, in quanto su quel welfare sono le aziende che stabiliscono attraverso una piattaforma le regole e i lavoratori, ovviamente, possono accettare o meno ottenendo un esiguo risparmio fiscale. Tutto questo però nuoce alla questione pensionistica ed è per questi motivi che bisogna avere una profonda attenzione nel dare maggiori garanzie e sostenibilità vera ai lavoratori.

    Tra giugno e luglio faremo tutte le assemblee informative dove porteremo eventuali integrazioni alla piattaforma al fine di favorire un percorso di rinnovo contrattuale più partecipato. Nei prossimi giorni come segreterie territoriali ci riuniremo per stabilire le date delle assemblee.

     Riccardo Colletti

    Segretario generale FILCTEM CGIL Venezia

     
  • Cfm Ambiente, preoccupazioni e incertezze


     


    Apprendiamo dalle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa del 3 giugno, che CFM Ambiente è completamente scollegata a CFM Company Futura Marghera. Da tempo abbiamo chiesto alle 2 società di fare un incontro congiunto per chiarire i nostri dubbi sui legami tra CFM Company e CFM Ambiente, sempre rifiutato. Rifiuto che non ci ha mai permesso di avere le delucidazioni in merito.

    Leggiamo dai giornali e da dichiarazioni ufficiali a noi pervenute, che il socio Strada dovrebbe nel tempo assumere un ruolo marginale all'intero di CFM Ambiente, nata da una cessione di ramo aziendale dalla CFM Company. Pur apprendendo che il signor Strada uscirà nel tempo da CFM Ambiente, pare essere confermata ad oggi la nostra dichiarazione rispetto la sua rilevante posizione come socio di maggioranza.

    Appare chiaro come un incontro avrebbe permesso ai rappresentanti dei lavoratori di chiedere spiegazioni sul progetto aziendale, sulle strutture societarie e chiarire come vengono gestiti i distacchi dei lavoratori tra le 2 società. Riteniamo importanti questi confronti, soprattutto in fasi difficili per i lavoratori e, non averli accettati, è per noi un errore che amplifica i problemi. Ci interesserebbe fare molte domande alle 2 società: capire il piano industriale di CFM Company Futura Marghera, considerando la riduzione dell'organico passato in CFM Ambiente, risolvere una volta per tutte i ritardi sui pagamenti degli stipendi, e capire come vengono gestiti i lavoratori nelle 2 società.

    Siamo contenti che dopo i nostri articoli di questi giorni la CFM Ambiente abbia presentato ai lavoratori, attraverso un'assemblea, progetti e prospettive per il futuro, tranquillizzandoli sul fatto che si sta lavorando per pagare tutti gli arretrati degli stipendi; forse in un incontro avrebbero potuto spiegarlo anche a noi, e attendiamo lo facciano in un tavolo ufficiale perché alcuni progetti è da tempo che li sentiamo e non dall'amministratore. Speriamo che dopo molti mesi di ritardi sugli stipendi, finalmente i lavoratori abbiano una tranquillità economica e che tali progetti si concretizzino.

    Le domande che noi come organizzazioni sindacali ci poniamo sono: bisognava arrivare a mezzo stampa? La presentazione ai lavoratori di tali progetti non poteva essere fatta prima, quando i lavoratori stessi chiedevano a noi chiarimenti e soldi per vivere ed evitare debiti? Come hanno intenzione di saldare le somme arretrate? Come sindacati siamo disponibili a un confronto sul futuro di queste due società, ricordando che lo scopo del sindacato è rappresentare i lavoratori che lavorano, e non quelli che sono senza stipendio o lavoro.

    Davide Stoppa e Francesco Coco

    Filctem Cgil Venezia e Femca Cisl Venezia