Mailinglist

Iscriviti alla nostra mailinglist e sarai il primo a consocere le ultime novità
Please wait

TWITTER

La Gente con noi . . . noi con la Gente

Comunicati Filctem e CGIL

  • Piano strategico Eni 2017-2010 presentato alle segreterie nazionali. Ecco cosa pensiamo


     

     

    Questo è il piano Eni presentato alle segreterie nazionali. Dal nostro punto di vista sulla chimica vi sono ben pochi riferimenti. Ormai è passato un anno da quando Eni e Confindustria a Roma avevano assunto l’impegno di presentare il piano specifico sulla chimica con solidi investimenti, che dovevano essere destinati al rafforzamento degli impianti esistenti, ma soprattutto a nuove iniziative sulla chimica verde. Questo silenzio ci fa preoccupare perché tutti i ritardi accumulati in questi anni dovuti alla scelta sbagliata di Versalis hanno messo in grossa difficoltà tutto il settore chimico. Abbiamo la necessità di recuperare questo tempo ma soprattutto capire realmente quanto Eni creda nella chimica italiana. Troviamo sbagliato che un’azienda italiana concentri solo i proprio profitti su attività estere e in Italia non si impegni minimamente a sostenere il comparto industriale.

     

     
  • Thetis, cura dimagrante per salvare le sue sorti. Cgil: "Purchè non paghino i lavoratori"


     

    Il Consorzio Venezia Nuova, socio di maggioranza, chiede alla direzione aziendale un piano industriale per ridurre i costi. Filctem: "Faccia a faccia col ministro Delrio"

     

     

    Il tavolo di crisi Regionale si è nuovamente riunito mercoledì a Venezia attorno alla questione Thetis. La società a maggioranza del Consorzio Venezia Nuova per cui si prevede, nella prospettiva della conclusione dei lavori legati al Mose, un "dimagrimento" e una "riduzione" dei costi. Una prospettiva che non lascia presagire nulla di buono per i lavoratori, ingegneri e specialisti più volte prorogati e da tempo rimasti senza certezze per il futuro.

    Il sindacato Filctem Cgil assieme alla Regione, al Comune di Venezia, alle Rsu aziendali e alla direzione Thetis, ha appreso le decisioni dell'amministratore unico di Thetis, Wherter Montanari, illustrate ai rappresentanti dei lavoratori e agli enti locali.

    Le voci legate alla 'riorganizzazione' della società, riportate anche dalla stampa locale all’indomani dell’assemblea dei soci, sono state confermate. Il Consorzio Venezia Nuova che ha riconosciuto il valore e le competenze di Thetis, per rilanciare l'azienda ha chiesto alla direzione di elaborare un nuovo piano industriale che, partendo da una riduzione di costi, riorganizzi le attività di Thetis, con particolare attenzione ai settori legati alla direzione lavori e all’ingegneria civile e ambientale. Montanari ha confermato che il settore legato ai sistemi intelligenti dei trasporti, di Thetis, rimane ancora in vendita e, a breve, potrebbero esserci alcune offerte in merito. 

    Il sindacato Filctem Cgil e le rappresentanze aziendali hanno espresso un cauto ottimismo dopo quanto appreso dalla relazione dell’amministratore unico di Thetis, ribadendo la propria disponibilità a trattare e confrontarsi con l’azienda in merito al nuovo piano industriale, a condizione che l'azienda non preveda nuovi licenziamenti o avvii di procedure di mobilità anche a fronte di quanto dichiarato dal commissario del Consorzio Venezia Nuova, Giuseppe Fiengo, e dallo stesso provveditore, Roberto Linetti, in sede di assemblea dei soci.

    La Filctem Cgil apprezzando la sensibilità dimostrata sulla questione “Thetis” dalla Regione del Veneto e dal Comune di Venezia in questi mesi, invita gli enti locali e le istituzioni a richiedere ancora una volta un incontro con il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, al fine di chiarire tutti gli aspetti ancora irrisolti legati alla gestione e manutenzione del sistema Mose che giocoforza, proprio alla luce delle ultime decisioni prese in assemblea dei soci, interessano le competenze di Thetis Spa. Infatti, resta ancora irrisolto il problema della gestione dei laboratori presso il provveditore che, dopo mesi di discussione non è ancora chiaro a chi debba essere attribuita, lasciando anche per il 2017 una incertezza in capo ai lavoratori distaccati di Thetis.

    Davide Camuccio

    Filctem Cgil Venezia

     
  • SIGLATA IPOTESI DI ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO 2016-2018. L'AUMENTO COMPLESSIVO NEL TRIENNIO E' DI 89 EURO


     

    SIGLATA IPOTESI DI ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO 2016-2018. L'AUMENTO COMPLESSIVO NEL TRIENNIO E' DI 89 EURO

     

    Dopo una lunga trattativa durata oltre sedici mesi, un riuscitissimo sciopero generale, manifestazioni e presidi davanti le aziende, nelle prime ore di giovedì 18 maggio2017 tra le associazioni imprenditoriali Anfida, Igas, Anigas, Confindustria-Energia,Utilitalia-Confservizi e i sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil è stata siglata l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2016-2018 del settore gas-acqua (oltre48.000 i lavoratori interessati, dipendenti da circa 600 imprese), scaduto il 31dicembre 2015.L'intesa sottoscritta prevede un aumento medio complessivo (minimi, produttività,welfare) di 89 euro. L'aumento medio (5° livello - parametro 139,96) sui minimi di68 euro, è distribuito in due tranche: dal 1 maggio 2017, 40 euro; dal 1 aprile 2018,28 euro, consolidando la durata triennale del contratto.Elemento di novità contrattuale è l'utilizzo di quote di produttività (11 euro per 14mensilità riferiti al 2017, più altri 11 euro per 14 mensilità nel 2018, aggiuntive ai premi aziendali nel biennio 2017-2018).

    Il montante complessivo di aumento dei minimi e produttività è di 1576 euro. A giugno 2019 si procederà ad una verifica sullo scostamento del tasso di inflazione:se il dato risulterà eguale o superiore a quanto posto alla firma del rinnovo (2,7%) si procederà all' adeguamento dei minimi . Se invece sarà inferiore si procederà all'adeguamento sui minimi di una percentuale del valore dello scostamento, mentre la quota restante sarà stabilizzata sul premio di produttività. L'adeguamento dei minimi decorrerà dal 1 gennaio 2019.Previsti inoltre incrementi sulla sanità integrativa (5 euro) a partire dal 1 gennaio2017 e sulla premorienza ( 5 euro) a partire dal 1 gennaio 2018.“Con questa intesa finalmente si conclude – dicono soddisfatti i segretari generali di Filctem, Femca, Uiltec, Emilio Miceli, Angelo Colombini, Paolo Pirani – il percorso di rinnovo dei contratti del settore energetico (gas-acqua, elettrici, energia e petrolio,n.d.r.) in difesa del reddito dei lavoratori e del welfare contrattuale. Un modello equilibrato – sottolineano – in grado di coniugare l'indispensabile difesa del potere di acquisto con la distribuzione della produttività, un segnale importante a livello confederale di novità sulle linee contrattuali”. Alcuni elementi innovativi nel campo delle normative: dalle relazioni industriali, in cui viene mantenuto il “perimetro” gas-acqua, con l'estensione delle attività di trasporto, stoccaggio, rigassificazione e personale delle holding multiservizi; al mercato del lavoro, dove viene valorizzato lo strumento dell'apprendistato professionalizzante quale forma di inserimento nel lavoro dei giovani, con la conferma della clausola di stabilizzazione occupazionale dell'82% dei contratti di apprendistato svolti nel triennio precedente.Una novità di rilievo arriva dalle gare gas: finalmente, come da intese sottoscritte
    recentemente al ministero dello Sviluppo Economico, viene inserita nel contratto – con una norma specifica - la clausola sociale, a salvaguardia dei diritti occupazionali per i lavoratori che sono coinvolti nelle gare per l'acquisizione della distribuzione del gas negli ambiti territoriali.Infine sul tema dei diritti è confermato l'attuale sistema di tutele previste dal contratto in materia di progressività e proporzionalità delle sanzioni disciplinari. L'ipotesi di accordo stipulata – fanno sapere i sindacati - sarà unitariamente e immediatamente sottoposta all'approvazione delle assemblee dei lavoratori.

     
  • Trattativa bloccata su premio di distretto a Murano, Filctem Cgil: "Confindustria si sfila"

     


     

    L'associazione a tutela delle imprese disconosce l'esistenza di un sistema e punta a lasciare autonoma determinazione alle aziende sui riconoscimenti economici. Cgil: "Regresso"

     

     

    Mercoledì in Confindustria Venezia si è svolta la trattativa tra l'associazione imprenditoriale e il sindacato Filctem Cgil per il premio di distretto del vetro di Murano. Un riconoscimento economico, scaduto nel dicembre 2016, e che attendeva da tempo di essere ridiscusso e rinnovato. Ma l'esito dell'incontro ha portato sostanzialmente ad un nulla di fatto.

    Confindustria sembra negare l'esistenza di un sistema tenuto insieme da tutte le parti e mira a slegare le mani delle aziende sul riconoscimento o meno del contributo economico.

    Ciò che emerge - scrive Michele Pettenò, Filctem Cgil -  è in linea con quanto avevamo previsto. La posizione di Confindustria Venezia punta non solo a mettere in discussione quanto finora costruito negli anni fra lavoro e imprese, ma anche a disconoscere per il futuro il premio di distretto. Togliendo ai lavoratori la possibilità di vedersi riconoscere il contributo, guadagnato nel tempo e di pari passo rispetto alla crescita della produttività nel sistema".

    Insomma Confindustria non intende più trattare, né sottoporre le associate a mediazioni o accordi con il sindacato sul fattore lavoro.

    "Questo - spiega Pettenò - si tradurrà di fatto nella creazione di lavoratori di serie "A" e di serie "B", magari anche all'interno delle stesse aziende, contribuendo a scardinare un organismo. Gli squilibri e le disparità si rifletteranno sul lavoro. Molte imprese diranno che non ci sono le condizioni economiche e pratiche per erogare il premio e lo revocheranno".

    Aggiunge Pettenò: "Sarebbe stata l’occasione ideale per parlare di welfare aziendale, ma nonostante la completa disponibilità da parte del sindacato a trovare gli equilibri per legare una parte del premio a questo aspetto, Confindustria ha risposto sostenendo che culturalmente il distretto non è ancora nelle condizioni di poter comprendere e accettare questo meccanismo".

    "La cosa risulta essere molto grave, a nostro avviso,  - conclude Pettenò - perché i presupposti per costruire in termini condivisi il premio e il distretto ci sono tutti. I parametri che alla fine avrebbero determinato il valore totale del premio potevano essere trovati assieme, dimostrando così di fatto che anche in momenti di crisi si lavora per costruire il futuro, coinvolgendo tutte le parti. Ora la parola passerà ai lavoratori. Stiamo preparando un’assemblea generale in cui chiederemo loro di esprimere la loro volontà. Solo allora, assieme, decideremo quali iniziative intraprendere".