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Comunicati Filctem e CGIL

  • ALFASIGMA, avviata procedura di licenziamento per 456 lavoratori. I SINDACATI: sciopero entro il 15 settembre


     

    ALFASIGMA, avviata procedura di licenziamento per 456 lavoratori. I SINDACATI: sciopero entro il 15 settembre
    Le rappresentanze sindacali ritengono inaccettabile, nel merito e nel metodo, la modalità di confronto dell’azienda che ha inviato la procedura di licenziamento mentre era in corso la riunione sindacale

    Mercoledì 06 Settembre 2017

    ALFASIGMA, avviata procedura di licenziamento per 456 lavora...

    Mercoledì 6 settembre scorso, presso la sede di Assolombarda, le segreterie nazionali Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil unitamente alle strutture e alle RSU si sono riunite con la direzione del Gruppo Alfasigma (nata il 1° agosto scorso dalla fusione della Alfa Wassermann con Sigma Tau) per la presentazione del piano industriale. Al termine del confronto l'azienda ha espresso la necessità di procedere ad una riorganizzazione che affronti la situazione della duplicazione delle funzioni creatasi con la fusione, pertanto ha annunciato l'imminente apertura della procedura di licenziamenti collettivi dichiarando 456 esuberi di cui 274 Informatori scientifici. I sindacati hanno ritenuto inaccettabile, nel merito e nel metodo, la modalità di confronto dell'azienda che ha inviato la procedura di licenziamento mentre era ancora in corso la riunione sindacale.

    A fronte di questa situazione è stato proclamato da subito lo stato di agitazione di tutto il Gruppo con il blocco di tutte le attività supplementari, unitamente alla decisione di definire un pacchetto di ore di sciopero. Le prime due ore di sciopero, unitamente a due ore di assemblea per informare i lavoratori, si dovranno svolgere entro il 15 settembre con modalità definite a livello locale, mentre per gli Informatori del farmaco le assemblee si terranno la settimana successiva.
     
  • Fermata del petrolchimico a Porto Marghera, Filctem: "Vietato barattare la sicurezza con premi ai lavoratori"


     

    Giovedì 31 agosto 2017, alle ore 17 al Teatro Corso a Mestre, si firmerà un patto tra aziende committenti e imprese del Petrolchimico sulla questione della sicurezza, tra le imprese figura anche Eni. Come sindacato Filctem Cgil saremo presenti. Un fatto importante che avviene in un momento in cui ci stiamo avvicinando alla fermata del cracking di Porto Marghera, durante la quale verranno effettuate importanti manutenzioni.

    Il titolo che hanno dedicato a questo importante avvenimento è “Il Patto che ti salva la vita”; è la prima volta che si arriva ad avere un sistema di rapporto tra committenti ed esecutori di così importante rilievo. Ricordo però che nell’ultima fermata, fatta qualche anno fa, ci sono stati degli infortuni e anche la morte di un lavoratore.

    Ci si augura sempre che non accadano fatti del genere però il fatto che si sia operata una scelta simile, ovvero quella di costituire un patto tra imprese, per noi è già un passo importante. Tra la teoria e la pratica abbiamo sempre riscontrato grandissime differenze, infatti quello che preoccupa di più, e che sarà senz’altro da monitorare attentamente, è proprio l’esecuzione dei lavori e il tempo che si mette a disposizione per farli. Il nostro timore è che la fretta di finire presto la manutenzione spinga le aziende a prevedere ricompense per i lavoratori, in caso di veloce esecuzione dei lavori.

    Non possono esistere premi erogati per sperare di concludere tutto prima del tempo previsto, perché evidentemente questa prassi, da sempre utilizzata, non ha mai prodotto i risultati attesi ai fini della sicurezza. Casomai se si dovessero distribuire dei premi, questi dovrebbero essere considerati, a nostro avviso, proprio in ragione della sicurezza e sull’assenza di episodi infortunistici. Nelle prossime settimane inizieranno le fasi preliminari che ci porteranno ad avere lo spegnimento del cracking e l’avvio delle manutenzioni previste e degli investimenti che per noi sono basilari per la continuità produttiva degli impianti.

    Questi sono dei passi importanti ma non finisce qui. Abbiamo la necessità di capire, in termini molto chiari, quali siano i piani strategici di Eni. Infatti prendendo in considerazione tutti i settori, quello della chimica ha dato buoni frutti ed è un comparto che deve essere rafforzato, lo dicono proprio i numeri, non solo sulle attività che oggi esistono ma anche su produzioni che nel prossimo futuro potrebbero avere degli importanti sviluppi, come quello della chimica verde.

    Pertanto ci aspettiamo da Eni un vero cambio di marcia e una più profonda attenzione a quegli impianti di chimica di base che la società, nel corso degli ultimi anni, ha progressivamente destrutturato. E se bisogna fare degli investimenti strategici oggi è il momento più opportuno per farli perché ci sono le economie e i mercati che non solo hanno stabilità ma, lo ribadiamo, potrebbero avere delle grandi potenzialità se si decide di rafforzare l’attenzione su queste attività.

     
  • Cavarzere, "Nessuna risposta dalla Taglia e Cuci, migliaia di euro in gioco"


    I sindacati: "Sono tutti i soldi degli stipendi non pagati. Le autorità ci aiutino a capire se questi fallimenti continui sono leciti"

     

    Aver portato in strada la vertenza della ditta Taglia e Cuci Denim di Cavarzere, che ha chiuso improvvisamente i battenti nei giorni scorsi, senza alcun preavviso ai dipendenti e ai sindacati, non sembra aver minimamente scomposto i titolari dell'attività, secondo il racconto delle parti sociali.

    Filctem Cgil e Femca Cisl hanno marciato assieme alle lavoratrici licenziate e non stipendiate da mesi, circa 50 signore, per tutto il centro cittadino fino al Comune, venerdì scorso, facendosi ricevere per un colloquio dal sindaco, Henri Tommasi. Ecco il video:

    "Questa improvvisa chiusura delle attività, ha fruttato nelle tasche dei titolari una cifra di circa 64.000 euro netti: i soldi degli stipendi di giugno. Se consideriamo anche marzo e luglio, altri mesi non pagati alle dipendenti, le cifre si alzano in modo considerevole - scrivono Davide Stoppa, Filctem Cgil e Francesco Coco, Femca Cisl -. Denunciamo queste forme in quanto non parliamo di normali crisi o cessazioni di attività, ma di meccanismi che si ripetono e che vorremmo capire se rientrano nella legalità. Ci appelliamo a tutte le autorità di competenza e speriamo che al più presto qualcuno ci risponda in maniera decisa e precisa. Tale meccanismo, delle mancate ultime retribuzioni, viene adottato sempre in prossimità della cessazione dell’attività, e attraverso il sistema dei fallimenti va a ricadere sulle casse dell'Inps, attraverso il fondo di garanzia che copre il trattamento di fine rapporto dei lavoratori e le ultime tre mensilità".

    Poi c'è la questione del mancato preavviso, scrivono i sindacalisti. "Le lettere di licenziamento sono datate 31 luglio, in modo anomalo visto che fino alla stessa data all'interno della ditta si lavorava a pieno regime, posticipando le ferie per commesse dei circa 6000 capi da consegnare, confermando che tutto ciò era già stato progettato a tavolino. Vorremmo capire se i soldi dei capi lavorati e consegnati sono stati incassati e chi li ha incassati, visto che le lavoratrici non riceveranno i loro stipendi dall'azienda, ma saranno costrette a richiederli all'Inps".

    "Le proteste non si fermano qui - promettono le sigle Femca e Filctem - pronte a scendere in strada con nuove manifestazioni "fino a quando i diritti di ogni singolo lavoratore non saranno rispettati, denunciando a tutte le istituzioni questi sistemi ai danni dei lavoratori e della collettività".

     

     
  • Cavarzere, dalle 9 e mezza manifestazione in strada contro i licenziamenti continui


     

    Davide Stoppa, Filctem Cgil: "Ci siamo accorti che sta diventando una pratica consueta, attività avviate e sospese più volte cambiano titolare e lasciano a terra i dipendenti. Ora basta"

    Un’altra azienda chiude i battenti a Cavarzere. "Altre 50 lavoratrici perdono il posto di lavoro a seguito di scelte imprenditoriali poco chiare e che spesso vedono legami particolari tra società chiuse e poi riaperte - scrive Davide Stoppa della Filctem Cgil Venezia -. A distanza di un anno dall’apertura della ditta in questione ci troviamo con famiglie lasciate per strada, senza lavoro e con stipendi arretrati e mai roscossi per una media di 4/5 mila euro ciascuno. Siamo intenzionati a fare tutto quello che serve per tutelare le dipendenti e far chiarezza sui meccanismi che hanno portato una ditta ad aprire, assumere 50 operatori in un anno, chiedere una settimana fa alle dipendenti di rinunciare alle ferie per poi dichiarare di voler dismettere tutto, nascondendo alle organizzazioni sindacali la loro intenzione fino all'ultimo e nonostante le richieste specifiche di chiarimenti avanzate più volte, anche nei giorni scorsi. Cosa si nasconde dietro questo modo di agire?"

    Una pratica che pesa pure sulle casse dell'Inps, spiega Stoppa, "che ogni volta deve fronteggiare queste chiusure relative, gira e rigira, alle stesse imprese che però agiscono poco dopo alla stessa maniera, indisturbate. Ora basta. Pretendiamo chiarezza, anche grazie all'intervento delle autorità competenti e pretendiamo rispetto per chi lavora e vive di ciò che guadagna". Venerdì è prevista una manifestazione in via Einaudi, davanti alla sede della società, di lavoratori e sindacati. Poi la protesta si sposterà in Comune dove gli addetti tenteranno di incontrare il sindaco.