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Comunicati Filctem e CGIL

  • Sistema elettrico, E. Miceli: "Per un settore strategico occorre un tavolo istituzionale"


     

     

    Emilio Miceli, Filctem Cgil nazionale

    SISTEMA ELETTRICO, AUDIZIONE DEI SINDACATI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI. MICELI (FILCTEM-CGIL): “OCCORRE UN TAVOLO ISTITUZIONALE PER GOVERNARE UN SETTORE STRATEGICO”

     

    “Non esistono più eventi eccezionali, ma ricorrenti”, con queste parole è iniziato  l'intervento di Emilio Miceli, segretario generale della Filctem-Cgil, all'audizione della commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, nel corso della quale i sindacati del settore Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil hanno consegnato al presidente Guglielmo Epifani una nota dettagliata  di osservazioni e proposte sulla attuale situazione del sistema elettrico nazionale.

    “Una durissima situazione – ha proseguito Miceli - quella a cui hanno recentemente dovuto sottostare le popolazioni già duramente colpite dal terremoto e dal maltempo: più di 400.000 abitanti dell'Abruzzo, delle Marche e del Lazio rimasti senza alimentazione elettrica per più giorni, in condizioni climatiche avverse; un'amara vicenda che segnala come l'Italia non abbia ancora un sistema che possa considerarsi in sicurezza”,

    “Questo è il prezzo che si paga – ha aggiunto -  quando si tagliano i costi colpendo anche i margini di efficienza. Infatti  hanno contribuito a questo risultato il taglio degli investimenti fatti sulle reti, le manutenzioni leggere e la dismissione di impianti di produzione, considerati troppo frettolosamente onerosi e inutili”.

    “Il ministero e le istituzioni – ha polemizzato Miceli – non possono ricordarsi di queste aziende e dei problemi del sistema elettrico solo in presenza di condizioni climatiche estreme quando si determinano interruzioni del servizio che evidenziano carenze strutturali del sistema. Occorre subito un tavolo istituzionale, così come abbiamo chiesto nel recente contratto sottoscritto per i lavoratori elettrici, con tutti i soggetti per il governo strategico del settore”, ha concluso Miceli.

     
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  • CONTRATTO TESSILE-ABBIGLIAMENTO-MODA: SIGLATA IPOTESI DI ACCORDO, 90 EURO


     

     

    CONTRATTO TESSILE-ABBIGLIAMENTO-MODA: SIGLATA IPOTESI DI ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO 2016-2019. L'AUMENTO COMPLESSIVO NEL TRIENNIO E' DI 90 EURO

    Ci sono volute 16 ore di sciopero, manifestazioni e presidi in tutta Italia, ma alla fine – dopo una lunga ed estenuante trattativa durata oltre 10 mesi – sindacati e imprese ce l'hanno fatta. Infatti nella tarda serata del 21 febbraio a Milano,l'associazione imprenditoriale Sistema Moda Italia (Smi)-Confindustria e i sindacati del settore Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil hanno siglato l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto tessile, abbigliamento, moda 31 marzo2016-31 dicembre 2019 (oltre 420.000 i lavoratori interessati, impiegati in circa40.000 imprese), scaduto il 31 marzo 2016.L'intesa prevede un aumento complessivo pari a 90 euro (minimi e welfare contrattuale). L'aumento sui minimi salariali è di 70 euro (4°liv.), suddiviso in tre tranche: dal 1 aprile 2017, 25 euro; dal 1 luglio 2018, 25 euro; dal 1 luglio2019, 20 euro.Sul versante del welfare contrattuale, a far data dal 1 gennaio 2018 viene finalmente istituito il Fondo integrativo sanitario di settore, prevedendo 12 euro per tutti i lavoratori, interamente a carico delle imprese. Previsto inoltre un incremento (+ 8 euro) per il Fondo pensionistico complementare “Previmoda”,sempre a totale carico delle imprese. Aumentato anche l'elemento perequativo che passa dagli attuali 200 euro a 300 euro per tutte quelle imprese che non effettuano la contrattazione di secondo livello.“Abbiamo superato – dicono soddisfatti i segretari generali Filctem, Femca,Uiltec, Emilio Miceli, Angelo Colombini, Paolo Pirani – quelle pregiudiziali inizialmente poste da una verifica ex-post, dove il salario non sarebbe stato più definito dal contratto nazionale, trovando una soluzione condivisa tra le parti e ripristinando quel clima di buone relazioni industriali solido, partecipativo, che ha contraddistinto il settore in tutti questi anni. Ora il reddito di migliaia di lavoratrici e lavoratori e il loro welfare contrattuale è salvaguardato, dopo anni che la crisi lo aveva falcidiato. Un settore – ricordano i tre leader sindacali –che solo negli ultimi cinque anni ha perso oltre 100.000 posti di lavoro”. Interessanti le novità sotto il profilo delle normative, a partire dai congedi parentali con la possibilità di frazionabilità in ore dei permessi; prevista l'istituzione di 30 giorni di aspettativa non retribuita per le adozioni internazionali; istituito il delegato aziendale per la formazione continua.Un novità infine anche sulle politiche industriali del settore è rappresentata dall'istituzione di un Osservatorio congiunto sulle politiche di ricollocazione aziendale (“reshoring”). L'ipotesi di accordo stipulata – fanno sapere i sindacati – sarà unitariamente e immediatamente sottoposta all'approvazione delle assemblee dei lavoratori.