Comunicati Filctem e CGIL

Categoria: Comunicati Filctem e CGIL

 

 

Importante riunione sul fondo energia lunedì 19 giugno con la presenza del compagno Roberto Arioli il quale ha spiegato la situazione del fondo, spiegando pregi e migliorie apportare negli ultimi anni. Come categoria Filctem Cgil siamo stati tra i primi a istituire questi fondi contrattuali che danno l’opportunità di arrivare ad avere un trattamento pensionistico “adeguato”. Il fondo energia è uno dei migliori sia in termini di erogazione che in termini di sottoscrizione da parte dei lavoratori. Roberto Arioli oltre a rispondere alle domande che molti lavoratori hanno fatto ha anche presentato i candidati che saranno il punto di riferimento degli iscritti Filctem Cgil Venezia.


I nostri candidati sono: Dario Seccarello e Giorgio Zambon. Chiediamo a tutti i nostri iscritti di sostenerli alle prossime elezioni del Fondo Energia

 

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Dalle 7 alle 10 di mercoledì mattina i lavoratori Syndial saranno alla portineria 9 per uno sciopero con volantinaggio. A seguire ci sarà il blocco dei cantieri di lavoro della società.

Varie sono le ragioni che hanno portato sindacati e lavoratori a manifestare. Di sicuro si tratta dell'epilogo finale di un elenco di difficoltà pesanti e irrisolte. Syndial Spa è una società del gruppo Eni che fornisce un servizio integrato nel campo del risanamento ambientale. Si occupa, anche a Porto Marghera, di campionamento e analisi delle acque, suoli, rifiuti, emissioni in atmosfera, ricerca e sviluppo per realizzare, nell’ambito delle attività di bonifica, tecnologie a minor impatto sull’ambiente.

Da tempo il dialogo con le parti datoriali è diventato difficile. Il sindacato Filctem Cgil Venezia aveva sempre trovato il modo di discutere e trattare sulle condizioni di lavoro degli addetti. Poi i vertici sono cambiati e il tanto lavoro messo in piedi da anni è stato messo da parte.

In nome di principi aziendali profondamente cambiati. Sempre più votati al taglio dei costi e sempre meno interessanti e attenti alla qualità del lavoro e al benessere dei dipendenti, attori della crescita e dello sviluppo aziendale.

Riteniamo che la situazione sia "insostenibile". Tutto è partito da un cambio di categoria contrattuale che nella realtà si sta ritraducendo in una perdita economica e di diritti acquisiti per il personale. L'azienda ha chiesto alle rappresentanze dei lavoratori di modificare gli orari nei prossimi giorni per chiudere in tempi rapidi le attività previste ed evitare sanzioni amministrative. La richiesta di straordinario senza alcuna disponibilità a trattarne le condizioni, non può che far capire l'intenzione di procedere sempre più unilateralmente della società.

In questi anni Syndial (attività ambientali ) ha cambiato atteggiamento nei confronti dei propri dipendenti. Un atteggiamento che tende a penalizzare e trattare i propri dipendenti in una maniera che non avevamo mai visto. E a fronte di questo ora si chiede perfino maggiore disponibilità.

La logica adottata da chi rappresenta l’azienda è basata solo sul risparmio in relazione al lavoro, senza alcuna verifica delle anomalie e degli sprechi perpetrati e segnalati. Questo è già il secondo anno che la ditta comunica ai dipendenti che non verrà erogato il premio di sicurezza e lo fa senza una plausibile dimostrazione dell’obiettivo non raggiunto.

Questo “risparmio” sarà di circa 250 euro a lavoratore. Ci sono altre ragioni che ci fanno essere ancora più determinati, in quanto in una riorganizzazione dell’impianto Taf (trattamento acque di falda) l’azienda ha ridotto gli organici e creato una squadra giornaliera che dovrebbe monitorare attraverso campionamenti le attività degli impianti. Purtroppo a questi lavoratori non si danno gli strumenti per esercitare queste attività. Da diverso tempo questi dipendenti di Syndial sono messi in un 'limbo' dove non c’è alcuna certezza.

Per non parlare della lunga lista di trasferisti che operano tra Ferrara, Ravenna e Mantova, i quali, proprio per effetto del cambio di contratto, si trovano ad adoperare in condizioni economiche molto restrittive. Questi lavoratori si erano resi disponibili agli spostamenti, per andare a risolvere problemi  in altri siti, vista la loro professionalità. Ma di questa disponibilità non si tiene per niente conto. Viene sottopagata e non capiamo per quali motivi questi, quindi, i lavoratori mandati negli altri siti dovrebbero continuare a essere disponibili.

Oggi l’azienda si sorprende perché indiciamo uno sciopero? Credo sia più opportuno che si renda conto delle situazioni che si sono venute a creare all'interno della società. Con i dipendenti sempre più fortemente differenziati gli uni dagli altri e privati dei diritti acquisiti e una logica di risparmio fatta sulla pelle di chi opera e produce ricchezza, di certo non ai livelli più alti dei profili professionali, dove le decisioni vengono prese in modo da rispondere alla logica dei tagli imposta dall'azienda.

A noi una domanda sorge spontanea. 

Questo risparmio, che porta valore aggiunto all’azienda, può essere venga poi in parte redistribuito a quei dirigenti che prendono direttamente le decisioni nel sito di Porto Marghera? Questa è una supposizione, ma se così fosse non si sorprendano del clima che stanno creando. Perché ne sarebbe una logica conseguenza.

Segreteria Filctem Cgil Venezia

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Crediamo sia necessario ribadire alle dichiarazioni di Luigi Brugnaro evidenziando alcuni aspetti importanti sull’area dei Pili, dove il sindaco intende realizzare il Palasport.


Chiaro che il primo cittadino è proprietario dei quei terreni e li ha a acquisiti dalle precedenti amministrazioni, che poi hanno cambiato attraverso il Pat (piano di assetto del territorio) l’uso e destinazione delle aree. Addirittura variando la geometria del Sin (sito d’interesse nazionale), è stato possibile cedere quelle aree e poi con il Pat cambiarne l’indirizzo.


E’ inutile dire che nel contesto della prima zona industriale (dove ancora esistono insediamenti industriali e anche in salute) vi è un profondo interesse da parte di privati a riutilizzare quelle aree soprattutto in maniera speculativa. Conflitto d’interessi o meno il problema è che su quelle aree bisogna fare bonifica. E non accettiamo il principio di bonifica fatta al parco San Giuliano.


Credo sia utile mettere a conoscenza dei cittadini che frequentano il parco cosa c’è sotto il terreno: fosfogessi, cadmio, nichel, pirite, cromo, scarti di industria farmaceutica e altro. E se qualcuno continua a pensare che con un po’ di terra e o avanzi dei marginamenti si possa riutilizzare un terreno così inquinato, non lo riteniamo appropriato. C’è un accordo di programma che vincola i soggetti proprietari di quei terreni ad effettuare le bonifiche.

Poco importa se con il Pat o il benestare della giunta comunale si fa passare il cambio di destinazione d’uso e tutto quello che c’è diventa acqua fresca. Proprio a San Giuliano vi sono dei camini di sfiato, oltre ai pozzi di prelievo dell’acqua di falda, che sarebbe utile capire che tipo di sostanze rilasciano nell’aria. Per non parlare dei fosfogessi e il livelli di radioattività che hanno.


Inutile appropriarsi dei terreni a basso costo e trovare le scappatoie per non effettuare quanto è previsto dalla legge. Per evitare questo si possono anche attivare le vie legali, i ricorsi e altro. Ma con questo non si risolve la questione ambientale. Da tutti i piani di carotaggio effettuati nei terreni della prima macro isola si sa benissimo qual è il livello di inquinamento dell'area e dentro ad essa c'è anche l'area dei Pili.

Non vogliamo entrare sulla discussione del conflitto d’interessi. Però mi pare strano che quando si afferma: “I soldi li metto io e non ci guadagno nulla”, ci sembra venga detto uno sproposito. Come si dice in Veneto: “El can no move a coa par niente”.

Anche alle precedenti amministrazioni abbiamo contestato, nel merito, le scelte che hanno favorito, senza un regolare piano di sviluppo, il riutilizzo di quelle aree. E questo ovviamente ha favorito, anzi ha spianato il terreno a chi ha interessi soprattutto speculativi, che poco si conciliano con le attività presenti. Voglio ricordare che la Raffineria non è più una raffineria tradizionale ma una bioraffineria, tecnologicamente avanzata. Poi c'è la Pilkington che ha recentemente investito sulle attività creando posti di lavoro. C'è anche la presenza di Venezia Tecnologie, un'azienda specializzata nella ricerca funzionale alle attività produttive. La politica c’entra poco. C’entra invece molto il livello d’interesse che molti hanno di appropriarsi di quelle aree spendendo il minimo possibile.

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La segreteria FILCTEM CGIL di Venezia segue con interesse e preoccupazione il dibattito sui giornali sull’annunciata volontà, da parte del sindaco Brugnaro, di costruire un palazzetto dello sport e molto altro sui terreni di sua proprietà nella zona dei Pili; attraverso quello che sembra apparentemente un bene per la città si cerca di bypassare tutto quello che è previsto dalla bonifica dei terreni, un onere che ci pare debba essere rispettato dai proprietari dei terreni senza nessuna scorciatoia.

Aldilà dei conflitti di interesse su cui tanto ci sarebbe da dire, la domanda principale da farsi è come sia possibile conciliare le attività industriali circostanti all’area e i progetti del nuovo palazzetto dello sport.

Ricordiamo al Sindaco, alla Giunta Comunale e a tutti i Consiglieri che, stando al progetto, antistante alla zona dei Pili c’è la Raffineria di Venezia con il suo parco serbatoi, oltre alla Petroven e poco più in là la Pilkington e via dicendo.

Con nostro rammarico notiamo che, dalle prime reazioni politiche ed economiche che hanno alimentato il dibattito sui giornali, non sia stato messo subito in evidenza questo fondamentale aspetto.

Siamo all’ennesima messa in discussione delle attività produttive a Porto Marghera, l’ennesimo attacco ai posti di lavoro.

Non è pensabile sviluppare un progetto che prevede zone ricettive per lo sport, il commercio e addirittura residenziali senza dichiarare in modo tacito la definitiva chiusura delle attività industriali circostanti.

La FILCTEM CGIL di Venezia non ci sta, la Raffineria di Venezia è un gioiello tecnologicamente innovativo che è ancora in fase di riconversione e che, attraverso anche la perdita di occupazione, ha saputo assicurarsi un futuro nel territorio veneziano.

Come sindacato non accetteremo speculazioni di nessun genere che possano mettere in discussione le attività produttive di Porto Marghera e tantomeno della Raffineria di Venezia.

 

La segreteria FILCTEM CGIL di Venezia

 

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Le immagini delle fiamme divampate al capannone Eco-Ricicli di Veritas mercoledì mattina. Quattro lavoratori al pronto soccorso per accertamenti. 

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Mercoledì mattina è divampato un incendio all’azienda Ecoricicli di Veritas a Marghera. Un rogo di vaste proporzioni che ha distrutto un capannone nuovo con dentro materiali ingombranti dove vengono trattati materiali come mobili in legno materassi, divani, ecc.

Quattro lavoratori sono stati soccorsi e portati al pronto soccorso dell'ospedale all'Angelo per accertamenti. Tre di loro hanno inalato il fumo sprigionato dal rogo, una invece ha riportato una lussazione cadendo nel tentativo di allontanarsi di corsa dal capannone incendiato.

L’incendio, per quanto abbiamo capito è stato domato. Ora sul posto oltre ai pompieri c’è il Noe e l’Arpav che stanno monitorando l’evolversi della situazione. Come al solito persistono difficoltà sulla gestione del rischio e dell’informazione soprattutto ai cittadini, che si allarmano ogni volta che ora vedono fumo su Marghera.

I materiali che hanno preso fuoco sono materiali che generalmente non producono diossina. Ma la preoccupazione di vedere fumo scuro e di non capire di cosa si tratti per noi è sbagliata e fuorviante.

Da sempre su Porto Marghera esiste il sistema Simage che mette in rete pompieri, Arpav e aziende e attraverso il quale si è in grado di definire l’entità del rischio. Ma invece di avere notizie certe, apprendiamo di telefonate giunte da più parti che avvisano di chiudere finestre e barricarsi in casa.

Questo alimenta una psicosi, che per noi è vergognosa.  In quanto se ci fosse un grave rischio per la popolazione le sirene di Porto Marghera suonerebbero tutte. Non a caso periodicamente vengono effettuate delle esercitazione per testare i sistemi di controllo.


Come è possibile che alle scuole arrivino telefonate che avvertono di chiudere le finestre, non solo nella nostra zona ma addirittura fino ai confini della provincia? Quando dovrebbe essere la stessa Arpav collegata al sistema Simage a dare una comunicazione quasi simultanea di quanto sta accadendo?

Siamo alle solite. I cittadini che dovrebbero essere informati e non disinformati o allarmati vengono portati ad assumere una gestione del rischio sbagliata perché lasciata al caso o peggio strumentalizzata. Il comune di Venezia dovrebbe da subito attivarsi per informare la popolazione, utilizzando i mezzi descritti. Aspettiamo una verifica di Arpav sulle analisi ambientali per poi dare, anche dal canto nostro un’informazione più appropriata.

Filctem Cgil Venezia

 

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  • Ci mancherai Annalisa . . . .

     
    Questa notte ci ha lasciato la compagna e amica Annalisa Salmistraro, delegata della Safilo di Santa Maria di Sala. La Filctem Cgil di Venezia esprime tutto il suo dolore ed esprime condoglianze alla famiglia. 
    Annalisa era una delegata storica della Safilo e una dirigente sindacale componente del Direttivo della Filctem Cgil di Venezia. Sarà ricordata per il suo profondo impegno verso i più deboli, per la sua dedizione nel difendere i diritti e le tutele delle proprie colleghe di lavoro. Sempre in prima fila nelle lotte che hanno caratterizzato gli ultimi anni della storia turbolenta del Gruppo Safilo.
    Ci mancherai Annalisa, che la terra ti sia lieve.
     
    Filctem Cgil di Venezia
     
    Venerdì 10 luglio 2020

     

    Davide Camuccio
     
  • Al Compagno Bruno Filippini

     


     

     


     

    Sono passati ormai due anni dalla scomparsa del nostro caro amico e compagno Bruno Filippini.

    La FILCTEM CGIL di Venezia continua a ricordarlo come un compagno che ha fatto vivere momenti indimenticabili e di valore inestimabile a chi, come molti di noi, si stava affacciando in un mondo così complesso come quello del sindacato, trasmettendo valori ed insegnamenti che difficilmente ci abbandoneranno.

    Bruno ci ha fatti crescere lasciando dentro ognuno di noi un pezzo di sé stesso, è sempre stato per noi una spalla e ci ha sempre dato consigli, senza mai togliere autonomia di pensiero, per affrontare, con responsabilità, le grandi vertenze che abbiamo vissuto in questi ultimi anni.

    Con le sue qualità e con i suoi consigli Bruno ci ha fatto capire quanto grande è la nostra organizzazione e come viverla.

    Sono molti i valori che abbiamo assimilato standogli vicino, valori che ci accompagneranno per il resto della nostra vita, non solo sindacale.

    Bruno è la storia del nostro Sindacato e del Petrolchimico di Porto Marghera e l’ha vissuta con grande responsabilità nei momenti più bui contro il terrorismo e quando il sindacato non aveva grandi radici all’interno delle grandi aziende.

    Bruno diceva spesso: “Quando i lavoratori sono con te e condividono le scelte, nessuno può mettere in discussione quello che stai facendo”. Non è una frase banale, ma è un modo di rappresentare con forza, passione e determinazione i più deboli, quelli che subiscono ingiustizie, la parte della società che è sempre stata messa in discussione da chi ha un potere più alto.

     Sei sempre con noi compagno!

     

    La segreteria FILCTEM CGIL di Venezia

    Mestre, 26 settembre 2019

     
  • UN SALUTO ED UN ABBRAACIO A LUCIA


     

     

    Abbiamo appreso con sgomento ed incredulità la notizia della prematura ed improvvisa scomparsa della compagna Lucia Berto.
    Lucia è stata segretaria generale della FILCEA Venezia, segretaria della CGIL di Padova e dal 2017 faceva parte della segreteria dello SPI Cgil di Padova.
    Compagna storica e persona speciale, sempre in prima linea nella difesa dei diritti delle donne, dei lavoratori e delle lavoratrici.
    La ricordiamo per il suo indiscusso impegno e professionalità alla guida della FILCEA di Venezia in un periodo politico-sindacale difficile e caratterizzato da profonde
    trasformazioni del sito produttivo di Venezia.
    Ricordiamo la sua umanità nel confrontarsi con le lavoratrici, i lavoratori e i propri collaboratori avendo sempre un momento di ascolto per ognuno di noi.
    La FILCTEM CGIL di Venezia esprime il proprio cordoglio alla figlia Marina e alla famiglia
    e ai compagni dello SPI CGIL di Padova.

    La segreteria FILCTEM CGIL di Venezia

     
  • GRANDI NAVI A VENEZIA