Comunicati Filctem e CGIL

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La situazione a Murano è sempre più allarmante. Fornaci chiuse, cartelli “Vendesi” e un proliferare di strutture alberghiere nella completa indifferenza del Comune e della Regione, che non sembrano andare nella direzione di tutelare un sito significativo come quello di Murano.

Venini

Ma quale patrimonio dell'Unesco? Quello che stiamo vedendo in questi ultimi mesi è che ci sono interessi opposti alla conservazione di lavoro e imprese sull'isola. Questi segnali ci arrivano dalle feroci discussioni sulle destinazioni d’uso degli immobili. E a questi aggiungiamo l’ultimo elemento di novità, su cui non ho assistito ad alcuna presa di posizione, cioè la messa all'asta dello storico edificio in cui è situato il marchio di Venini. Quindi anche qui sorgerà un albergo?.

Interessi in conflitto

Inutile fare assemblee in cui si incontrano le varie parti per chiedere problematicità e richieste, se poi si hanno in mente altri disegni, che sembrano proprio andare nella direzione di fare di Murano un’isola di turismo e dormitorio. All'incontro di un anno e mezzo fa con il sindaco, Luigi Brugnaro, c'erano imprenditori, sindacati e varie associazioni, e ognuno spiegava le proprie esigenze, come la necessità di rafforzare la lotta alla contraffazione, la difesa del marchio, la difficoltà dell'andamento discontinuo della domanda e la concorrenza, anche sleale, rispetto al vetro prodotto sull'isola, con costi più alti e difficoltà ben maggiori, compreso il costo del lavoro. Bene, a valle di quell’incontro non è accaduto nulla, se non chiusure di aziende con lo scopo di convertirle in strutture ricettive, o altre attività non affini all’isola del vetro di Murano. Misuriamo un conflitto d'interessi, non solo istituzionali, ma anche fra imprenditori.

Cadmio

Poi arriva la questione del cadmio. Con un dispositivo della Comunità Europea che obbliga, nell’arco di 3 anni, tutte le aziende, a non utilizzare più l'elemento. Ma l’eventuale studio delle composizioni di materiali alternativi, per i colori del vetro, viene affidato a un’azienda qualsiasi. Sparisce la funzione del centro sperimentale, che è sempre esistito, e che in stretto rapporto con i produttori consentì in passato di trovare le combinazioni giuste per non utilizzare più piombo e arsenico.

Ambiente

Siamo d’accordo che è necessario adeguarsi e rispettare l’ambiente e la salute. Ma pretendiamo anche che i prodotti introdotti in Italia abbiano le stesse caratteristiche e composizioni di quelli che devono essere fatti in loco, nel rispetto delle regole, affinché non ci sia competizione al ribasso. Il marchio deve essere un elemento attraverso cui le istituzioni, e chi lavora nell’ambiente, difende le garanzie prescritte dalla Comunità Europea. Credo sia arrivato il momento di affrontare la situazione di Murano concretamente, con meno slogan e più fatti a sostegno di un patrimonio millenario sciupato da interessi privatistici che prediligono il denaro veloce.

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▪️È stato firmato in Regione da parti sociali ed istituzioni il “piano strategico regionale sulla salute e sicurezza sul lavoro”. Si tratta di un primo approdo, fortemente voluto dal sindacato mobilitatosi a tutela della vita e della salute dei lavoratori dopo i tragici eventi che hanno seminato lutti nelle aziende della regione.
Il piano prevede, tra l’altro, l’aumento (intanto di 30 unità, destinate a crescere nei prossimi due anni) dell’organico degli Spisal le cui carenze sono state più volte sottolineate da Cgil Cisl Uil.
È inoltre istituito un tavolo permanente che dovrà attuare e monitorare l’applicazione del Piano Strategico.

▪️“È il primo miglio di una strada ancora lunga e tutta da percorrere”, commenta Christian Ferrari, Segretario Generale della Cgil del Veneto che guarda ai prossimi passi da compiere, primo fra tutti quello verso un protocollo tra le parti sociali che abbia al centro investimenti e modelli organizzativi per un lavoro sicuro e di qualità.

▪️“In un 2018 terribile, che ha consegnato alla nostra Regione l’inaccettabile primato in Italia per morti sul lavoro – sottolinea Ferrari – quella di oggi rappresenta una giornata positiva: il Piano Strategico firmato questa mattina costituisce un primo risultato per il mondo del lavoro veneto, reso possibile innanzitutto dalle lavoratrici e dai lavoratori. Con la loro mobilitazione di questi mesi, con gli scioperi, con la grande manifestazione unitaria di Padova hanno portato l’emergenza “salute e sicurezza sul lavoro” dalle pagine di cronaca nera dei quotidiani al centro dell’agenda politica ed economica regionale.

▪️Il nostro pensiero – aggiunge Ferrari – va prima di tutto ai familiari delle oltre 40 vittime che, dall’inizio dell’anno, hanno perso la vita nei luoghi di lavoro della nostra regione. È innanzitutto per loro che abbiamo aperto una vertenza – con le parti datoriali e nelle Istituzioni regionali – che non si chiude certo oggi, anzi potremmo dire che oggi si apre veramente, perché – per quanto ci riguarda – potremo dichiararci soddisfatti solo nel momento in cui gli incidenti mortali saranno estirpati dal tessuto produttivo veneto”.
Quanto al piano, “gli obiettivi previsti e in particolare l’avvio di un percorso di rafforzamento degli organici degli SPISAL – con una misura iniziale di 30 nuove assunzioni nel 2018 che dovrà essere ulteriormente implementata nel 2019/2020 – rappresentano una prima risposta concreta ma sicuramente non conclusiva né risolutiva”, dice Ferrari.

▪️Si tratta, insomma, del “primo tratto di un cammino ancora molto lungo che dovrà portarci dalla vergogna dell’attuale primato nazionale a diventare una regione virtuosa nell’applicazione delle norme sulla sicurezza, nei controlli, nella tutela a 360 gradi della salute dei lavoratori. Siamo ancora ben lontani da questo obbiettivo.
Nessun trionfalismo dunque, ma la semplice convinzione di aver finalmente intrapreso la strada giusta, una strada che vogliamo percorrere fino in fondo, non solo nel confronto con le Istituzioni, ma nella dialettica con le parti datoriali, cui spetta ora assumersi le proprie responsabilità.
Il rilancio di una vera strategia per la salute e sicurezza nella nostra regione non potrà infatti dirsi completo sino a quando anche le Parti datoriali non assumeranno impegni seri e precisi sul fronte degli investimenti, dei modelli organizzativi, del lavoro sicuro e di qualità, considerando la salute di chi lavora una condizione della produzione che non ammette deroga alcuna.

▪️Questo aspetto fondamentale – osserva Ferrari – oggi ancora manca. Ed è per questo che abbiamo chiesto e ottenuto dal Presidente della Regione di farsi promotore e garante affinché il primo compito del Comitato di coordinamento regionale per la sicurezza sul lavoro – il tavolo permanente che dovrà attuare e monitorare l’applicazione del Piano Strategico –sia la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra le Parti sociali che abbia al centro questi obiettivi e che assuma coerenti impegni in questa direzione da parte delle Associazioni datoriali, a cominciare da Confindustria.
Il tavolo regionale per la sicurezza non si conclude quindi con la firma di oggi, ma – se così possiamo dire – rimane convocato in maniera permanente per perseguire una strategia di lungo periodo, la cui attuazione va monitorata costantemente e il cui traguardo potrà dirsi raggiunto solo con un’inversione di tendenza e una vera e propria svolta nella tutela della salute dei lavoratori veneti”.

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Carissime e carissimi, le Segreterie di CGIL CISL UIL di Venezia convocano la 12^ Assemblea provinciale dei delegati aziendali, delle RSU e degli RLS/RLST sul tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, per il giorno venerdì 13 luglio 2018 dalle ore 9.00 presso il Capannone del Petrolchimico a Marghera Venezia. Il titolo di questa 12^ edizione dell’assemblea è “Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro: la gestione oltre l’emergenza”. In un mondo del lavoro, ancora funestato da numerosi incidenti ed infortuni malgrado anni di impegno e mobilitazioni del Sindacato e delle sue rappresentanze, rendere più esigibile la prevenzione sulla base di norme e regole per la salute e la sicurezza sul lavoro deve essere la priorità. CGIL CISL UIL di Venezia ritengono indispensabile continuare a lavorare per rafforzare l’azione sindacale dando voce e autorevolezza alle nostre rappresentanze sindacali (RSU e RLS) nei luoghi di lavoro e nelle occasioni della contrattazione collettiva, nei tavoli negoziali, in particolare sul tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Considerando l’importante percorso intrapreso a livello regionale da CGIL, CISL e UIL del Veneto con la Regione Veneto, chiediamo a tutte le strutture di CGIL CISL UIL di Venezia, l’impegno a diffondere in tutti i luoghi di lavoro questa iniziativa al fine di garantire la presenza qualificata del maggior numero di delegate e delegati per la riuscita di questa importante assemblea.

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Siamo estremamente colpiti da quanto è avvenuto martedì quando UN LAVORATORE ha perso la vita. Possiamo scrivere qualsiasi parola di commiato e di disappunto, possiamo esprimere qualsiasi tipo di valutazione sulle responsabilità ma in ogni caso è morto UN LAVORATORE. Questo crea una forma di disagio non solo ai colleghi ma anche a tutta una comunità, quella del mondo del lavoro, che negli ultimi mesi sta subendo gravissime ed insensate perdite. Leggendo un po’ le reazioni e le dichiarazioni si fa intendere che c’è stata qualche forma di negligenza da parte del lavoratore, noi questo non possiamo assolutamente accettarlo in quanto possiamo dire chiaramente che se ci fossero una valutazione del rischio, una formazione e preparazione adeguata ma anche un’organizzazione del lavoro specifica forse si riuscirebbe a fare di più. Diciamo forse perché il “rischio zero” non esiste ma può invece esistere la gestione del rischio nella consapevolezza di tutti. Quali sono i limiti che riscontriamo come sindacato? C’è una forte paura da parte dei lavoratori in tutte le aziende di denunciare problemi legati alla sicurezza, possiamo dire che esiste una forma di omertà che è generata dalla precarietà che viene data non solo dai contratti stabili ma soprattutto per la facilità nei licenziamenti e per la libertà che molti imprenditori hanno per ricattare i dipendenti. È ovvio che un periodo di crisi può far assumere a molte lavoratrici e molti lavoratori una posizione in cui è meglio stare zitti piuttosto che perdere il posto di lavoro.


Quindi è inutile fare riflessioni quando queste tragedie accadono e per qualche giorno vengono lette sui giornali e poi ci sono effetti solidaristici che durano per un tempo brevissimo e si ritorna poi alla normalità. Il Veneto detiene purtroppo questo triste record delle morti bianche sul lavoro, e aldilà di qualche tavolo organizzato per intervenire sulla questione oggi si continua a parlare di prosecco, dei mondiali di calcio e delle olimpiadi invernali. Per rendersi conto di come stanno le cose basta prendere la macchina e fare un giro in prossimità della Fincantieri all’ora di pranzo o al mattino presto per toccare con mano questo tipo di disagio. Aldilà di tutte queste riflessioni ora però abbiamo il dovere di dare sostegno legale alla famiglia di questo lavoratore e percorrere tutte le vie necessarie per rendere giustizia senza che vi siano valutazioni superficiali che di solito si scaricano nei confronti del lavoratore. Ci auguriamo che questo non sia solo un dovere del sindacato ma che sia, e soprattutto diventi, una questione di maggior interesse da parte anche delle istituzioni venete e veneziane.

Segreteria FILCTEM CGIL Venezia
Riccardo Colletti
Michele Pettenò

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Siamo estremamente colpiti da quanto è avvenuto ieri quando UN LAVORATORE ha perso la vita. Possiamo scrivere qualsiasi parola di commiato e di disappunto, possiamo esprimere qualsiasi tipo di valutazione sulle responsabilità ma in ogni caso è morto UN LAVORATORE. Questo crea una forma di disagio non solo ai colleghi ma anche a tutta una comunità, quella del mondo del lavoro, che negli ultimi mesi sta subendo gravissime ed insensate perdite. Leggendo un po’ le reazioni e le dichiarazioni si fa intendere che c’è stata qualche forma di negligenza da parte del lavoratore, noi questo non possiamo assolutamente accettarlo in quanto possiamo dire chiaramente che se ci fossero una valutazione del rischio, una formazione e preparazione adeguata ma anche un’organizzazione del lavoro specifica forse si riuscirebbe a fare di più. Diciamo forse perché il “rischio zero” non esiste ma può invece esistere la gestione del rischio nella consapevolezza di tutti. Quali sono i limiti che riscontriamo come sindacato? C’è una forte paura da parte dei lavoratori in tutte le aziende di denunciare problemi legati alla sicurezza, possiamo dire che esiste una forma di omertà che è generata dalla precarietà che viene data non solo dai contratti stabili ma soprattutto per la facilità nei licenziamenti e per la libertà che molti imprenditori hanno per ricattare i dipendenti. È ovvio che un periodo di crisi può far assumere a molte lavoratrici e molti lavoratori una posizione in cui è meglio stare zitti piuttosto che perdere il posto di lavoro.


Quindi è inutile fare riflessioni quando queste tragedie accadono e per qualche giorno vengono lette sui giornali e poi ci sono effetti solidaristici che durano per un tempo brevissimo e si ritorna poi alla normalità. Il Veneto detiene purtroppo questo triste record delle morti bianche sul lavoro, e aldilà di qualche tavolo organizzato per intervenire sulla questione oggi si continua a parlare di prosecco, dei mondiali di calcio e delle olimpiadi invernali. Per rendersi conto di come stanno le cose basta prendere la macchina e fare un giro in prossimità della Fincantieri all’ora di pranzo o al mattino presto per toccare con mano questo tipo di disagio. Aldilà di tutte queste riflessioni ora però abbiamo il dovere di dare sostegno legale alla famiglia di questo lavoratore e percorrere tutte le vie necessarie per rendere giustizia senza che vi siano valutazioni superficiali che di solito si scaricano nei confronti del lavoratore. Ci auguriamo che questo non sia solo un dovere del sindacato ma che sia, e soprattutto diventi, una questione di maggior interesse da parte anche delle istituzioni venete e veneziane.

Segreteria FILCTEM CGIL Venezia
Riccardo Colletti
Michele Pettenò

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Giovedì all’incontro in Prefettura a Venezia, tra organizzazioni sindacali, Actv e Istituzioni locali, si è discusso del problema della “LINEA 80” di servizio, nella tratta Chioggia - Venezia. FILCTEM CGIL con una numerosa rappresentanza di lavoratori ha presenziato, in forma di protesta, al tavolo. Dopo ampia discussione è stato siglato un verbale di incontro da cui si prende atto di tutti i problemi e disagi che il nuovo appalto della “LINEA 80” sta creando, dando l’avvio ad un tavolo tecnico di approfondimento dei problemi per un ritorno in Prefettura nell’arco di un paio di settimane.

L'appello ai Comuni

Come FILCTEM CGIL esprimiamo una cauta soddisfazione per il risultato ribadendo l’urgenza di risolvere i problemi evidenziati che mettono in forte difficoltà i numerosi lavoratori residenti a Chioggia, che ogni giorno vanno a lavorare al Petrolchimico di Porto Marghera. E’ impensabile seguire logiche di risparmio penalizzando operatori che, anche impegnati in turni, passano quasi due ore in autobus per andare e tornare dal lavoro. Rinnoviamo l’appello al Comune di Venezia e al Comune di Chioggia affinché attraverso il tavolo prefettizio intervengano con decisione a tutela di questi lavoratori. FILCTEM CGIL continuerà a supportare la legittima protesta di questi lavoratori fin quando non si troveranno soluzioni ragionevoli.

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A Porto Marghera sulle aree del Petrolchimico, sulla questione delle bonifiche ma soprattutto sugli interessi di carattere speculativo non possiamo lasciare che il tempo passi, così come è accaduto in questi ultimi periodi dove si passa da un picco di interesse mediatico sulla questione delle aree e sugli interessi (appunto speculativi) e poi si spengono i riflettori per qualche mese.

Inchieste

Il problema c’è e dev’essere affrontato ma non si può farlo a giorni alterni, non può essere che un’inchiesta di Report o di Fanpage riproponga lo stato dell’arte che conosciamo bene tutti e si riapra una discussione che durerà un altro paio di giorni e poi si rimette tutto nel cassetto. L’area dei Pili è inquinata, dimostrino il contrario in termini trasparenti. L’area dei Pili è un’area demaniale acquistata per pochi soldi dall’attuale Sindaco di Venezia che ha la possibilità di cambiare la destinazione d’uso di quell’area e quindi di riutilizzarla come meglio crede ma ovviamente di mezzo ci stanno le bonifiche i cui costi non possono essere scaricati sui cittadini e sullo Stato. È giusto affrontare la questione sul conflitto degli interessi non solo sulle aree dei Pili, ma bisogna anche verificare il contesto globale su cui stanno avvenendo cessioni di palazzi, di aree specifiche proprio per dare sfogo ai privati e ad un piano di investimenti prevalentemente legato al turismo. Praticamente Venezia, Marghera, Mestre e Murano sono diventate un supermarket dove privati facoltosi stanno acquisendo pezzi importanti a pochi soldi, privati che hanno solo un interesse di business che non coincide con  interessi e i bisogni della nostra città.

Bonifiche

Le aree libere di Porto Marghera, le bonifiche del sito di interesse nazionale devono essere seguite in maniera puntuale e precisa e soprattutto con la trasparenza che da tempo stiamo rivendicando; questo è un punto prioritario che dev’essere sull’agenda dei politici locali, non può essere una materia di discussione prevalentemente politica legata a semplici contrapposizioni che non ci portano da nessuna parte.Si ritorna a parlare della cabina di regia dell’area SIN ma se ricordo bene qualcuno sosteneva che ci sono diverse manifestazioni di interesse con più di 60 aziende che vogliono investire sulle aree di Porto Marghera, NESSUNO CHIEDE CONTO DI QUESTO? Ci si limita a dire che il problema dello sviluppo è legato alla questione delle bonifiche e quindi? Da vent’anni stiamo sostenendo questa tesi e da vent’anni vediamo la riproposizione dei soliti accordi di programma e del fatto che si continua ancora a parlare di burocrazia, ma le cose sono sempre ferme.

Tavolo 

Ci siamo stancati di vedere questo continuo disinteresse sulle cose basilari e pratiche che si potrebbero affrontare da subito, assistiamo a continue polemiche e al fatto che il Sindaco attacca la stampa nemica o chi fa domande precise e pretende di avere risposte. Per questo motivo, chiedo alle forze politiche di costituire un tavolo permanente prendendo spunto da quel poco di esperienza che abbiamo per far capire come stanno esattamente le cose sia sullo stato di inquinamento sia sulle attività produttive, ma anche su come la pensiamo sui pericoli che derivano dalle speculazioni perché non vi è solo l’area dei Pili ma la cosa è ben più ampia di quello che si pensa.

La nostra disponibilità non mancherà mai nei confronti di chi vuole bene a questo territorio e seriamente vuole creare innovazione, sostenibilità ambientale e industriale e occupazione vera.

Riccardo Colletti
Segretario generale Filctem Cgil Venezia

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  • FILCTEM-CGIL, ELETTA LA NUOVA SEGRETERIA NAZIONALE

     

     

    L’assemblea generale della Filctem-Cgil nazionale ha eletto oggi, con voto segreto, la nuova segreteria nazionale con 171 (95%) voti a favore, 6 (3,3%) contrari e 3 astenuti (1,7%).
    Hanno votato 180 componenti dell’assemblea (l’84,1%) su un totale di 214 aventi diritto. Nella nuova segreteria nazionale si segnalano due nuovi ingressi: Massimo Marani e Ilvo Sorrentino, rispettivamente ex segretario generale dalla Filctem Cgil di Ravenna e attuale segretario generale della Filctem Cgil del Lazio. I due nuovi componenti subentrano a Luca Barbetti e Gabriele Mazzariello. La nuova segreteria nazionale risulta pertanto così composta: Emilio Miceli, segretario generale; Claudio Bettoni, Marco Falcinelli, Massimo Marani, Elena Palumbo, Sonia Paoloni, Ilvo Sorrentino.
    Roma, 5 febbraio 2019

     
  • COMUNICATO STAMPA

     

     


    Apprendiamo dalla stampa locale che esponenti di primo piano del governo Lega e Movimento 5 Stelle, insieme al presidente della Regione del Veneto e al Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia, danno per scontata la permanenza delle grandi navi passeggeri in laguna e lo spostamento delle attività crocieristiche dalle banchine della Marittima di Venezia a Porto Marghera. Già in passato come FIOM e FILCTEM di Venezia abbiamo avuto modo di esprimere, per ragioni di merito, la nostra contrarietà allo spostamento delle grandi navi a Marghera perché inconciliabile con la prosecuzione delle attività produttive di Porto Marghera e la salvaguardia dell’occupazione, e perché propedeutica ad un cambio speculativo di destinazione d’uso delle aree di Marghera da industriale a turistico - commerciale.  L’inserimento per Legge di Porto Marghera e del comune di Venezia nelle aree di crisi industriale complessa non ha finora prodotto alcun progetto concreto di reinsediamento industriale e di nuova e qualificata occupazione. Su questo, e non sul cambio di destinazione d’uso delle aree di Marghera, il governo e le istituzioni locali sono chiamate a rispondere per diversificare le attività economiche nel territorio veneziano e contribuire ad una programmazione dello sviluppo e delle attività manifatturiere di Porto Marghera fondata su nuovi investimenti e su progetti ad alta innovazione tecnologica, di processo e di prodotto

    Coniugare la sostenibilità ambientale di Venezia con lo sviluppo e la capacità di creare nuova occupazione nel territorio è possibile a patto che si smetta di sperperare ingenti risorse pubbliche per faraonici progetti pensati per favorire in primo luogo le lobbies turistiche e quei potentati economici e speculativi che hanno impoverito e svuotato il centro storico, distrutto attività economiche e produttive storicamente legate alla città e alla sua vocazione industriale e manifatturiera. Servono al contrario, in applicazione della Legge sulle aree di crisi industriale complessa, investimenti in nuove attività produttive e di servizio per riequilibrare una economia, quella veneziana, oggi troppo sbilanciata sul turismo e sullo sfruttamento dei lavoratori.

    Di questo chiediamo conto al Governo e ai suoi ministri, alle istituzioni locali, alla Confindustria, per non perdere l’ennesima occasione data dall’inserimento di Porto Marghera nelle aree di crisi industriale complessa e nel tentativo di produrre il necessario cambiamento delle scelte politiche che hanno finora penalizzato la città e i lavoratori di Porto Marghera.

    Chiediamo pertanto l’apertura di una discussione con il governo su Porto Marghera e sulla città per rimettere al centro i temi del lavoro, degli investimenti e dell’assetto industriale del territorio veneziano.

     Marghera 13 novembre 2018

     Segreteria FIOM CGIL e FILCTEM CGIL di Venezia

     


     

     
  • XVIII Congresso Cgil, mercoledì 19 l'assemblea al Capannone


     

     
  • Enel: Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil preoccupate per la cura dimagrante delle risorse umane


     

     

    L’assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan, e il capogruppo in regione della Lega Nord, Nicola Finco, assistititi dall’Unità di crisi della Regione Veneto, hanno incontrato a Venezia, nella sede della Regione, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali regionali e territoriali dei lavoratori di Enel. I sindacati hanno espresso le loro preoccupazioni in merito al numero degli attuali occupati Enel in Veneto e, di conseguenza, sulla qualità del servizio che l’azienda sarà in grado di garantire nel territorio regionale. L’assessore e il capogruppo del partito di maggioranza hanno assunto l’impegno di invitare i vertici aziendali Enel a un incontro di confronto in regione, da organizzarsi a settembre, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali dei lavoratori.

    'Cura dimagrante'

    Da molti anni Enel, spiegano i sindacati, una delle più importanti società italiane a carattere multinazionale, sta mettendo in atto una lenta e costante cura dimagrante delle risorse umane nelle varie divisioni. Da aprile il personale di E-distribuzione del Veneto è in stato di protesta attraverso il blocco degli straordinari, dello spostamento d’orario e delle ore viaggio eccedenti il normale orario di lavoro perché la pesante riduzione del personale, pari al 23% in dieci anni di riorganizzazioni, ha fiaccato tutto il personale. Ora la situazione si è aggravata ulteriormente, specie per il territorio del Veneto, a seguito delle pesanti riorganizzazioni che nelle varie società Enel vuole mettere in campo da qui a fine anno: chiusura dei Punti Enel per i clienti del mercato di Maggior Tutela, riduzione del personale nella Centrale di Fusina (Porto Tolle è ormai definitivamente “spenta”), accorpamento delle strutture territoriali di E-distribuzione, riorganizzazione nell’ambito delle rinnovabili. Tutte queste riorganizzazioni penalizzano fortemente il Veneto. Per questo, sostenuti anche da un’azione nazionale unitaria a tutela del servizio, dei cittadini e del nostro territorio, abbiamo segnalato la situazione alle istituzioni e alla politica del Veneto. 

    Incontro positivo

    Le segreterie regionali del Veneto della Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil hanno illustrato all’assessore Elena Donazzan, delegata dal presidente, la situazione in cui versa il gruppo Enel nel Veneto e le possibili ricadute negative che le scelte, recentemente presentate ai sindacati, porterebbero al servizio e alla stessa occupazione. L’assessore Donazzan, sentite le criticità illustrate, si è impegnata a convocare tutte le parti, azienda e sindacati, per i primi giorni di settembre. Filctem, FlaeI, e Uiltec valutando positivo l’esito dell’incontro, e visto l’impegno della Regione Veneto, auspicano che vengano riconosciute le giuste istanze da parte della Società Enel.