Comunicati Filctem e CGIL

Categoria: Comunicati Filctem e CGIL

 

Siamo estremamente colpiti da quanto è avvenuto martedì quando UN LAVORATORE ha perso la vita. Possiamo scrivere qualsiasi parola di commiato e di disappunto, possiamo esprimere qualsiasi tipo di valutazione sulle responsabilità ma in ogni caso è morto UN LAVORATORE. Questo crea una forma di disagio non solo ai colleghi ma anche a tutta una comunità, quella del mondo del lavoro, che negli ultimi mesi sta subendo gravissime ed insensate perdite. Leggendo un po’ le reazioni e le dichiarazioni si fa intendere che c’è stata qualche forma di negligenza da parte del lavoratore, noi questo non possiamo assolutamente accettarlo in quanto possiamo dire chiaramente che se ci fossero una valutazione del rischio, una formazione e preparazione adeguata ma anche un’organizzazione del lavoro specifica forse si riuscirebbe a fare di più. Diciamo forse perché il “rischio zero” non esiste ma può invece esistere la gestione del rischio nella consapevolezza di tutti. Quali sono i limiti che riscontriamo come sindacato? C’è una forte paura da parte dei lavoratori in tutte le aziende di denunciare problemi legati alla sicurezza, possiamo dire che esiste una forma di omertà che è generata dalla precarietà che viene data non solo dai contratti stabili ma soprattutto per la facilità nei licenziamenti e per la libertà che molti imprenditori hanno per ricattare i dipendenti. È ovvio che un periodo di crisi può far assumere a molte lavoratrici e molti lavoratori una posizione in cui è meglio stare zitti piuttosto che perdere il posto di lavoro.


Quindi è inutile fare riflessioni quando queste tragedie accadono e per qualche giorno vengono lette sui giornali e poi ci sono effetti solidaristici che durano per un tempo brevissimo e si ritorna poi alla normalità. Il Veneto detiene purtroppo questo triste record delle morti bianche sul lavoro, e aldilà di qualche tavolo organizzato per intervenire sulla questione oggi si continua a parlare di prosecco, dei mondiali di calcio e delle olimpiadi invernali. Per rendersi conto di come stanno le cose basta prendere la macchina e fare un giro in prossimità della Fincantieri all’ora di pranzo o al mattino presto per toccare con mano questo tipo di disagio. Aldilà di tutte queste riflessioni ora però abbiamo il dovere di dare sostegno legale alla famiglia di questo lavoratore e percorrere tutte le vie necessarie per rendere giustizia senza che vi siano valutazioni superficiali che di solito si scaricano nei confronti del lavoratore. Ci auguriamo che questo non sia solo un dovere del sindacato ma che sia, e soprattutto diventi, una questione di maggior interesse da parte anche delle istituzioni venete e veneziane.

Segreteria FILCTEM CGIL Venezia
Riccardo Colletti
Michele Pettenò

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Siamo estremamente colpiti da quanto è avvenuto ieri quando UN LAVORATORE ha perso la vita. Possiamo scrivere qualsiasi parola di commiato e di disappunto, possiamo esprimere qualsiasi tipo di valutazione sulle responsabilità ma in ogni caso è morto UN LAVORATORE. Questo crea una forma di disagio non solo ai colleghi ma anche a tutta una comunità, quella del mondo del lavoro, che negli ultimi mesi sta subendo gravissime ed insensate perdite. Leggendo un po’ le reazioni e le dichiarazioni si fa intendere che c’è stata qualche forma di negligenza da parte del lavoratore, noi questo non possiamo assolutamente accettarlo in quanto possiamo dire chiaramente che se ci fossero una valutazione del rischio, una formazione e preparazione adeguata ma anche un’organizzazione del lavoro specifica forse si riuscirebbe a fare di più. Diciamo forse perché il “rischio zero” non esiste ma può invece esistere la gestione del rischio nella consapevolezza di tutti. Quali sono i limiti che riscontriamo come sindacato? C’è una forte paura da parte dei lavoratori in tutte le aziende di denunciare problemi legati alla sicurezza, possiamo dire che esiste una forma di omertà che è generata dalla precarietà che viene data non solo dai contratti stabili ma soprattutto per la facilità nei licenziamenti e per la libertà che molti imprenditori hanno per ricattare i dipendenti. È ovvio che un periodo di crisi può far assumere a molte lavoratrici e molti lavoratori una posizione in cui è meglio stare zitti piuttosto che perdere il posto di lavoro.


Quindi è inutile fare riflessioni quando queste tragedie accadono e per qualche giorno vengono lette sui giornali e poi ci sono effetti solidaristici che durano per un tempo brevissimo e si ritorna poi alla normalità. Il Veneto detiene purtroppo questo triste record delle morti bianche sul lavoro, e aldilà di qualche tavolo organizzato per intervenire sulla questione oggi si continua a parlare di prosecco, dei mondiali di calcio e delle olimpiadi invernali. Per rendersi conto di come stanno le cose basta prendere la macchina e fare un giro in prossimità della Fincantieri all’ora di pranzo o al mattino presto per toccare con mano questo tipo di disagio. Aldilà di tutte queste riflessioni ora però abbiamo il dovere di dare sostegno legale alla famiglia di questo lavoratore e percorrere tutte le vie necessarie per rendere giustizia senza che vi siano valutazioni superficiali che di solito si scaricano nei confronti del lavoratore. Ci auguriamo che questo non sia solo un dovere del sindacato ma che sia, e soprattutto diventi, una questione di maggior interesse da parte anche delle istituzioni venete e veneziane.

Segreteria FILCTEM CGIL Venezia
Riccardo Colletti
Michele Pettenò

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Giovedì all’incontro in Prefettura a Venezia, tra organizzazioni sindacali, Actv e Istituzioni locali, si è discusso del problema della “LINEA 80” di servizio, nella tratta Chioggia - Venezia. FILCTEM CGIL con una numerosa rappresentanza di lavoratori ha presenziato, in forma di protesta, al tavolo. Dopo ampia discussione è stato siglato un verbale di incontro da cui si prende atto di tutti i problemi e disagi che il nuovo appalto della “LINEA 80” sta creando, dando l’avvio ad un tavolo tecnico di approfondimento dei problemi per un ritorno in Prefettura nell’arco di un paio di settimane.

L'appello ai Comuni

Come FILCTEM CGIL esprimiamo una cauta soddisfazione per il risultato ribadendo l’urgenza di risolvere i problemi evidenziati che mettono in forte difficoltà i numerosi lavoratori residenti a Chioggia, che ogni giorno vanno a lavorare al Petrolchimico di Porto Marghera. E’ impensabile seguire logiche di risparmio penalizzando operatori che, anche impegnati in turni, passano quasi due ore in autobus per andare e tornare dal lavoro. Rinnoviamo l’appello al Comune di Venezia e al Comune di Chioggia affinché attraverso il tavolo prefettizio intervengano con decisione a tutela di questi lavoratori. FILCTEM CGIL continuerà a supportare la legittima protesta di questi lavoratori fin quando non si troveranno soluzioni ragionevoli.

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A Porto Marghera sulle aree del Petrolchimico, sulla questione delle bonifiche ma soprattutto sugli interessi di carattere speculativo non possiamo lasciare che il tempo passi, così come è accaduto in questi ultimi periodi dove si passa da un picco di interesse mediatico sulla questione delle aree e sugli interessi (appunto speculativi) e poi si spengono i riflettori per qualche mese.

Inchieste

Il problema c’è e dev’essere affrontato ma non si può farlo a giorni alterni, non può essere che un’inchiesta di Report o di Fanpage riproponga lo stato dell’arte che conosciamo bene tutti e si riapra una discussione che durerà un altro paio di giorni e poi si rimette tutto nel cassetto. L’area dei Pili è inquinata, dimostrino il contrario in termini trasparenti. L’area dei Pili è un’area demaniale acquistata per pochi soldi dall’attuale Sindaco di Venezia che ha la possibilità di cambiare la destinazione d’uso di quell’area e quindi di riutilizzarla come meglio crede ma ovviamente di mezzo ci stanno le bonifiche i cui costi non possono essere scaricati sui cittadini e sullo Stato. È giusto affrontare la questione sul conflitto degli interessi non solo sulle aree dei Pili, ma bisogna anche verificare il contesto globale su cui stanno avvenendo cessioni di palazzi, di aree specifiche proprio per dare sfogo ai privati e ad un piano di investimenti prevalentemente legato al turismo. Praticamente Venezia, Marghera, Mestre e Murano sono diventate un supermarket dove privati facoltosi stanno acquisendo pezzi importanti a pochi soldi, privati che hanno solo un interesse di business che non coincide con  interessi e i bisogni della nostra città.

Bonifiche

Le aree libere di Porto Marghera, le bonifiche del sito di interesse nazionale devono essere seguite in maniera puntuale e precisa e soprattutto con la trasparenza che da tempo stiamo rivendicando; questo è un punto prioritario che dev’essere sull’agenda dei politici locali, non può essere una materia di discussione prevalentemente politica legata a semplici contrapposizioni che non ci portano da nessuna parte.Si ritorna a parlare della cabina di regia dell’area SIN ma se ricordo bene qualcuno sosteneva che ci sono diverse manifestazioni di interesse con più di 60 aziende che vogliono investire sulle aree di Porto Marghera, NESSUNO CHIEDE CONTO DI QUESTO? Ci si limita a dire che il problema dello sviluppo è legato alla questione delle bonifiche e quindi? Da vent’anni stiamo sostenendo questa tesi e da vent’anni vediamo la riproposizione dei soliti accordi di programma e del fatto che si continua ancora a parlare di burocrazia, ma le cose sono sempre ferme.

Tavolo 

Ci siamo stancati di vedere questo continuo disinteresse sulle cose basilari e pratiche che si potrebbero affrontare da subito, assistiamo a continue polemiche e al fatto che il Sindaco attacca la stampa nemica o chi fa domande precise e pretende di avere risposte. Per questo motivo, chiedo alle forze politiche di costituire un tavolo permanente prendendo spunto da quel poco di esperienza che abbiamo per far capire come stanno esattamente le cose sia sullo stato di inquinamento sia sulle attività produttive, ma anche su come la pensiamo sui pericoli che derivano dalle speculazioni perché non vi è solo l’area dei Pili ma la cosa è ben più ampia di quello che si pensa.

La nostra disponibilità non mancherà mai nei confronti di chi vuole bene a questo territorio e seriamente vuole creare innovazione, sostenibilità ambientale e industriale e occupazione vera.

Riccardo Colletti
Segretario generale Filctem Cgil Venezia

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Nella nuova piattaforma di rinnovo del CCNL chimico siamo in presenza di alcuni fattori: la scadenza dell’EDR che si attesta a circa € 40.00 ma anche la difficoltà di interpretazione che Confindustria vuole dare all’ultimo accordo interconfederale che disciplina alcune questioni centrali per i rinnovi dei contratti. Uno in particolare è sul salario minimo garantito, in questo caso noi non abbiamo alcuna intenzione di far diventare una tariffa questa voce perché metterebbe in discussione soprattutto la disciplina con cui abbiamo gestito gli ultimi rinnovi proprio a partire dai valori punto.

Non è nostro costume discutere le scelte e le modalità con cui si chiudono altri contratti ma quello che è più evidente è che l’ultimo contratto dei metalmeccanici stranamente sposato e sostenuto da Confindustria crea ampie difficoltà di gestione ma soprattutto ci possiamo trovare di fronte a momenti in cui sia il primo che il secondo livello di contrattazione possono subire modifiche sostanziali.

Ovviamente siamo i primi che affronteranno la nuova fase di rinnovo dei contratti quindi abbiamo una grande responsabilità nel ripristinare alcune questioni di carattere contrattuale per evitare che ci sia una compressione specifica su tutti i contratti da parte di Confindustria.

Richiesta economica

Il nostro rinnovo avviene in una situazione economica e produttiva abbastanza buona diversamente dagli anni passati, il che ci mette in una condizione di fare una richiesta economica di 130€ (divisi ovviamente su indicazione chiara dei valore punto) che sia realmente esigibile ma soprattutto che sia immodificabile, a differenza di quanto avvenuto nei precedenti rinnovi.

Relazioni industriali

Questo è un capitolo fondamentale in quanto dev’essere sempre più stretto il sistema di relazioni industriali per definire sia le situazioni di crisi sia come intervenire, ma soprattutto per evitare che ci siano processi di delocalizzazione produttive e commerciali ma anche attraverso appositi coordinamenti degli osservatori, dei gruppi industriali che vengano esplicitati i piani industriali e allo stesso tempo i piani di investimento nei comparti chimici (non possiamo più assistere a situazioni come quella della Solvay che a nostro avviso non ha rispettato assolutamente il sistema delle relazioni industriali).

Organizzazione del lavoro

Da sempre il sistema chimico oltre a quello farmaceutico hanno utilizzato proposte innovative al fine di abbassare i costi e governare meglio i processi; la velocità con cui si muovono le tecnologie, diversamente dagli anni passati, impone un adeguamento continuo dell’organizzazione del lavoro, questo sistema per noi deve ruotare dentro un rispetto di etica sociale e di pieno coinvolgimento di tutte le parti in quanto i valori professionali che si sviluppano dentro questo aspetto vengono sempre sottovalutati e poco riconosciuti dal punto di vista economico, così come anche la gestione dei tempi. L’altra questione che merita una riflessione specifica è anche purtroppo l’innalzamento dell’età media delle aziende, sia negli impianti a ciclo continuo ma anche nelle attività commerciali. Su questo punto vanno attentamente valutate le riorganizzazioni del lavoro che devono tenere conto appunto delle anzianità degli addetti e dello stato di salute degli addetti.

Formazione

È ovvio che, se così come abbiamo registrato, vi è un innalzamento dell’età anagrafica diventa importante e centrale il ruolo della formazione perché dev’essere associata all’ingresso di nuove figure affiancante a chi ha esperienza maturata. Su questo punto va aggiunta anche una specifica verifica delle nuove professionalità e competenze che possono essere sviluppate dalle nuove tecnologie.

Mercato del lavoro

Deve continuare la nostra azione nell’aumentare e consolidare diritti e tutele evitando che ci siano sacche di gestione aziendale dove per abbassare i costi si cerca di usufruire di quanto previsto dalla Jobs Act, quindi devono essere valutati attentamente tutti i ricorsi alla flessibilità in genere che le aziende stanno utilizzando.

Salute e sicurezza

Nell’ultimo periodo quanto sta accadendo nel mondo del lavoro è preoccupante ed è possibile che tutte le morti a cui stiamo assistendo siano legate proprio alla precarietà in genere. Per questo abbiamo deciso di inserire nella piattaforma una figura nuova ovvero un responsabile della sicurezza di sito. Questa nuova figura a nostro avviso però dovrebbe non solo essere informato dei piani di sicurezza delle attività delle imprese e quant’altro, ma avendo una responsabilità specifica crediamo sia opportuno che come figura responsabile partecipi alla stesura dei bandi di appalto al fine di includere tutte quelle prerogative che permettano speculazioni in questo senso, proprio perché in molti appalti abbiamo visto che la questione della sicurezza è una delle voci che apre ad una competizione al ribasso tra i contraenti.

Welfare

Questo è un capitolo da una parte importante ma dall’altra potrebbe avere riflessi negativi se gestito male. Se parliamo di fondi bilaterali credo ci siano dei chiari vantaggi nei confronti dei lavoratori ma se invece parliamo dei carrelli spesa o benefici ad altro titolo non computabili al vero welfare è evidente che il sindacato ha un ruolo più residuale nella contrattazione, in quanto su quel welfare sono le aziende che stabiliscono attraverso una piattaforma le regole e i lavoratori, ovviamente, possono accettare o meno ottenendo un esiguo risparmio fiscale. Tutto questo però nuoce alla questione pensionistica ed è per questi motivi che bisogna avere una profonda attenzione nel dare maggiori garanzie e sostenibilità vera ai lavoratori.

Tra giugno e luglio faremo tutte le assemblee informative dove porteremo eventuali integrazioni alla piattaforma al fine di favorire un percorso di rinnovo contrattuale più partecipato. Nei prossimi giorni come segreterie territoriali ci riuniremo per stabilire le date delle assemblee.

 Riccardo Colletti

Segretario generale FILCTEM CGIL Venezia

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Apprendiamo dalle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa del 3 giugno, che CFM Ambiente è completamente scollegata a CFM Company Futura Marghera. Da tempo abbiamo chiesto alle 2 società di fare un incontro congiunto per chiarire i nostri dubbi sui legami tra CFM Company e CFM Ambiente, sempre rifiutato. Rifiuto che non ci ha mai permesso di avere le delucidazioni in merito.

Leggiamo dai giornali e da dichiarazioni ufficiali a noi pervenute, che il socio Strada dovrebbe nel tempo assumere un ruolo marginale all'intero di CFM Ambiente, nata da una cessione di ramo aziendale dalla CFM Company. Pur apprendendo che il signor Strada uscirà nel tempo da CFM Ambiente, pare essere confermata ad oggi la nostra dichiarazione rispetto la sua rilevante posizione come socio di maggioranza.

Appare chiaro come un incontro avrebbe permesso ai rappresentanti dei lavoratori di chiedere spiegazioni sul progetto aziendale, sulle strutture societarie e chiarire come vengono gestiti i distacchi dei lavoratori tra le 2 società. Riteniamo importanti questi confronti, soprattutto in fasi difficili per i lavoratori e, non averli accettati, è per noi un errore che amplifica i problemi. Ci interesserebbe fare molte domande alle 2 società: capire il piano industriale di CFM Company Futura Marghera, considerando la riduzione dell'organico passato in CFM Ambiente, risolvere una volta per tutte i ritardi sui pagamenti degli stipendi, e capire come vengono gestiti i lavoratori nelle 2 società.

Siamo contenti che dopo i nostri articoli di questi giorni la CFM Ambiente abbia presentato ai lavoratori, attraverso un'assemblea, progetti e prospettive per il futuro, tranquillizzandoli sul fatto che si sta lavorando per pagare tutti gli arretrati degli stipendi; forse in un incontro avrebbero potuto spiegarlo anche a noi, e attendiamo lo facciano in un tavolo ufficiale perché alcuni progetti è da tempo che li sentiamo e non dall'amministratore. Speriamo che dopo molti mesi di ritardi sugli stipendi, finalmente i lavoratori abbiano una tranquillità economica e che tali progetti si concretizzino.

Le domande che noi come organizzazioni sindacali ci poniamo sono: bisognava arrivare a mezzo stampa? La presentazione ai lavoratori di tali progetti non poteva essere fatta prima, quando i lavoratori stessi chiedevano a noi chiarimenti e soldi per vivere ed evitare debiti? Come hanno intenzione di saldare le somme arretrate? Come sindacati siamo disponibili a un confronto sul futuro di queste due società, ricordando che lo scopo del sindacato è rappresentare i lavoratori che lavorano, e non quelli che sono senza stipendio o lavoro.

Davide Stoppa e Francesco Coco

Filctem Cgil Venezia e Femca Cisl Venezia

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I giorni 19 e 20 giugno si terranno le elezioni del fondo pensione integrativo PEGASO, del settore Gas Acqua, su base nazionale per tutti gli iscritti. L’appuntamento è importante perché sempre di più i fondi pensionistici contrattuali ricoprono un ruolo centrale per l’integrazione economica delle pensioni, per la contrattazione nazionale e territoriale, ma anche perché si stanno sviluppando scelte nazionali su anticipi pensionistici legati agli stessi.

Le elezioni diventano quindi importanti per determinare i nomi di dei rappresentanti del fondo e di conseguenza le politiche future sostenute da FILCTEM CGIL. Riteniamo che alcuni punti non siano più derogabili e vadano trattati non solo nei contratti ma anche nelle leggi nazionali. Serve dare un maggior supporto fiscale ai fondi, garantire una pensione dignitosa per i giovani, una flessibilità maggiore di uscita per il pensionamento, una rivisitazione della legge Fornero, un lavoro dignitoso che permetta di avere diritti e garanzie contributive. Nel territorio veneziano abbiamo candidato un nostro delegato, lavoratore di Veritas, che vi invitiamo a sostenere dando il voto alla lista FILCTEM CGIL. Abbiamo, anche in questa tornata elettorale, voluto inserire un nostro referente perché riteniamo importante avere qualcuno che colga le discussioni e le proposte del territorio per poi trasferirle all’interno del Fondo Pegaso. Nelle immagini le sintesi di quanto rende il fondo, con le opportune differenze tra rendimento nei confronti del TFR, dove si capiscono bene i ritorni per la futura pensione, i rendimenti e la tassazione agevolata.

Vi invitiamo quindi, a partecipare al voto dei giorni 19 e 20 per la lista FILCTEM CGIL

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  • UN SALUTO ED UN ABBRAACIO A LUCIA


     

     

    Abbiamo appreso con sgomento ed incredulità la notizia della prematura ed improvvisa scomparsa della compagna Lucia Berto.
    Lucia è stata segretaria generale della FILCEA Venezia, segretaria della CGIL di Padova e dal 2017 faceva parte della segreteria dello SPI Cgil di Padova.
    Compagna storica e persona speciale, sempre in prima linea nella difesa dei diritti delle donne, dei lavoratori e delle lavoratrici.
    La ricordiamo per il suo indiscusso impegno e professionalità alla guida della FILCEA di Venezia in un periodo politico-sindacale difficile e caratterizzato da profonde
    trasformazioni del sito produttivo di Venezia.
    Ricordiamo la sua umanità nel confrontarsi con le lavoratrici, i lavoratori e i propri collaboratori avendo sempre un momento di ascolto per ognuno di noi.
    La FILCTEM CGIL di Venezia esprime il proprio cordoglio alla figlia Marina e alla famiglia
    e ai compagni dello SPI CGIL di Padova.

    La segreteria FILCTEM CGIL di Venezia

     
  • GRANDI NAVI A VENEZIA

     
  • Segreteria Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia

     

     


     

    Care compagne, cari compagni,
    abbiamo il piacere di comunicarvi che in data 2 maggio 2019 l’Assemblea Generale della Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia ha eletto il compagno Ugo Agiollo quale Segretario Generale e le compagne e i compagni della nuova Segreteria Confederale che sono: Daniele Giordano (S.G. FP), Valter Novembrini (S.G. FILT), Valentina Rampazzo (FILCAMS), Francesca Salviato (S.G. FISAC), Antonio Silvestri (S.G. FIOM), Federica Vedova (FILT), Monica Zambon (S.G. FILCAMS).
    Cordiali saluti.

     

    Mestre, 6 maggio 2019

     

     
  • Marco Falcinelli - Nuovo Segretario Nazionale Filctem - CGIL

     

     

    È Marco Falcinelli il nuovo segretario generale della Filctem Cgil. 53 anni romano, Falcinelli ha una lunga esperienza nella federazione della Cgil che unisce i lavoratori chimici, tessili, dell'energia e delle manifatture. È infatti presente nella categoria nazionale dal 2001 (prima Filcea, poi Filcem e infine Filctem, in allegato la biografia dettagliata, ndr). Come è noto andrà a sostituire Emilio Miceli, eletto segretario confederale della Cgil il 24 gennaio scorso.

    I 196 membri dell’assemblea nazionale hanno votato, a scrutinio segreto, ed eletto Marco Falcinelli segretario generale con 179 voti favorevoli (91,5%), 14 contrari (7%) e 3 astenuti (1.5%).

     “il valore aggiunto della Filctem Cgil, oggi, sta nell’avere immaginato, anzitempo e per tempo, un modello di categoria in grado di raccogliere le sfide che il mondo del lavoro ci pone davanti. Mentre ciò che sta intorno a noi si frammenta sempre di più noi siamo in grado, con i tanti settori che rappresentiamo, di offrire un punto di unificazione fondamentale per le politiche contrattuali, per le politiche industriali per le politiche organizzative” così ha detto questa mattina Marco Falcinelli nella sua dichiarazione programmatica all’assemblea generale.

    “Sul salario minimo – ha continuato Falcinelli -, condivido la posizione della Cgil sul tema: si dia certezza alla rappresentanza e si assuma, come valore legale, quanto contenuto nei contratti nazionali. Con la volontà di dare un contratto nazionale, nella sua complessità, a chi ne è oggi privo e non di determinare la condizione per cui quel lavoratore il contratto non l’avrà mai perché alle imprese conviene applicare il semplice salario minimo, facendo finta che tutto quello che è altrettanto importante, come diritti e tutele, semplicemente, non esista”.

     “La linea politica della Filctem Cgil sui contratti non cambierà – ha affermato senza mezzi termini Falcinelli -, il nostro modello contrattuale non cambierà”.

    “La difesa dei contratti nazionali non passa solo attraverso il loro rinnovo e dalle scelte che faremo, ma anche da come li andremo a costruire e con chi. Non solo, quindi, con la loro approvazione ma anche come garantiremo la massima partecipazione attiva dei delegati e delle migliaia di lavoratrici e lavoratori”: ha detto Falcinelli sul tema della partecipazione

    “il nostro Paese ha un governo di destra - ha poi spiegato il neoeletto segretario generale della Filctem Cgil riflettendo sull’attuale politica -, molto pericoloso perché opera sul terreno della frammentazione sociale, cavalcando il disagio e fomentando le paure. Altro che inclusività, questo Governo introduce giornalmente azioni che separano le persone, gli uni contro gli altri. La progressiva insicurezza delle persone per il loro futuro è la cifra caratteristica del nostro tempo: precariato, disoccupazione, sfruttamento, impoverimento della classe media, disattenzione sui temi della differenza di genere e pericolosi ritorni a politiche oscurantiste sul tema della famiglia e dei diritti civili”.

    “Il Paese ha bisogno di investimenti pubblici e privati se vogliamo che l’economia riparta – ha infine concluso il segretario generale della Filctem Cgil sul delicato tema dell’economia nazionale -. Produrre ricchezza e reddito rappresentano l’unica via attraverso la quale si possono affermare strategie di redistribuzione solidale”.

     

    Roma, 8 aprile 2019

     


     

     

    BIOGRAFIA

    Marco Falcinelli – Nato a Roma il 4 maggio del 1966, dopo il diploma viene assunto giovanissimo alla Sigma Tau di Pomezia come ricercatore nei laboratori biologici. 

    Si avvicina molto velocemente al mondo sindacale della Cgil entrando, già nel 1990 appena concluso il periodo di formazione, a far parte del consiglio di fabbrica e contestualmente nella delegazione trattante per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro chimico farmaceutico.

    Nel 1992 ha il suo primo incarico politico, eletto infatti nella segreteria territoriale del comprensorio Pomezia-Castelli-Colleferro, vi rimarrà fino al 2001, anno in cui arriva alla Filcea Cgil nazionale.

    Dal 2001, in Filcea Cgil nazionale, ricopre il ruolo di funzionario politico occupandosi del settore chimico farmaceutico. Dal 2006 al 2010 prosegue l'incarico nella Filcem Cgil, nata dall’accorpamento avvenuto proprio nel 2006 tra la Filcea Cgil e la Fnle Cgil (ex energia).

    Nel 2011 entra in segreteria nazionale della Filctem Cgil, categoria costituitasi l’anno precedente con l’accorpamento della Filtea Cgil (ex tessili), con la delega del settore chimico farmaceutico, successivamente si occupa del settore della gomma plastica e del vetro e ceramica, deleghe che ha conservato fino ad oggi.

    L’8 aprile 2019 viene eletto segretario generale della Filctem Cgil.