Comunicati Filctem e CGIL

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Partiamo dall’inizio. Punto di partenza e condizione di ogni scenario industriale e produttivo futuri, per noi, Filctem Cgil, ha un nome e un significato: bonifiche.

Ci lavoriamo da tempo. I siti a livello nazionale, ma anche internazionale, ci hanno impegnato in osservazioni, letture, raccolte di informazioni, e studi, al fine di creare percorsi fattibili e compatibili, con la salute e la sicurezza, di riutilizzazione dei terreni inquinati. Per restituirli ad un’industria moderna e al passo con i tempi.

A Porto Marghera, in questi anni, cercando di lavorare fianco a fianco delle istituzioni, abbiamo assistito a molti accordi che non hanno avuto l’esito sperato. Si è parlato di sburocratizzazione, specie con la Regione, al fine di dare vita alle opere necessarie per la riqualificazione dei terreni. Ma gli anni sono passati e gli esiti non sono arrivati.

Si è sempre lavorato senza una programmazione generale e obiettivi specifici sui singoli step da portare avanti e monitorare, insomma, con poche strategie. Specchio di quello che è accaduto anche a livello nazionale, con l’assenza di politiche industriali, energetiche, ecc. Possiamo senz’altro affermare che il risultato di questo modo di condurre le cose, in merito alle bonifiche a Porto Marghera, abbia portato, da poco, all’ultimo degli esiti fallimentari: la bocciatura del nostro come sito per l’avvio della sperimentazione sulla fusione nucleare.

Questo è anche cartina tornasole di quanto si sta costruendo attraverso Invitalia, l’agenzia per l’attrazione degli investimenti sull’area di crisi. Abbiamo sempre ripetuto che senza bonifiche difficilmente un’impresa, per quanto ci siano state manifestazioni d’interesse, decide di accollarsi costi e responsabilità del risanamento dei terreni. Perché pretenderlo? Perché decidere di sopportare un onere in più, come se non ce ne fossero già abbastanza a pesare, nel nostro Paese, sull’avvio di un’attività?

Quindi le bonifiche sono il punto di partenza. Per ricominciare davvero occorre partire dalle bonifiche. E pensare che ci sono invece molti punti a favore, nel nostro territorio ad esempio, all’innesto di attività produttive. Funzionano infrastrutture, collegamenti, la logistica, la struttura d’impresa, spesso organizzata in distretto, le filiere sfruttabili e che hanno fatto di questo nostro territorio uno dei più importanti siti industriali europei.

E allora come non interessarsene, come non appassionarsi a un tema tanto dibattuto quanto controverso, come le bonifiche? La nostra iniziativa, il 3 maggio, parte da questa consapevolezza. Per poi sviluppare l’argomento grazie ai molti punti di vista, agli studi e ai contributi degli esperti che interverranno, in questa speciale e irripetibile occasione per Porto Marghera. Partiamo da qui, da Marghera, e iniziamo, ad esempio, proprio da quei 107 ettari dati da Eni a Comune e Regione, con i fondi per la realizzazione delle bonifiche, che ancora, dal 2012-2014, non hanno visto la luce.

Le aree messe a disposizione da parte di Eni devono diventare un vero terreno di sperimentazione industriale e altamente innovativo, per fare questo è evidente che un progetto di simili proporzioni non può essere gestito da pochi intimi amici ma c’è invece la necessità di impegnare le aziende esistenti, per noi questo diventa un vero atto di responsabilità che deve essere gestito con competenze e con una vera volontà che ci porti ad avere nuove opportunità industriali e manifatturiere.

Questo nostro convegno non ha scopi politici. Si vuole andare al di là delle semplici discussioni. Intendiamo spingerci fino a formulare progetti concreti, piani di lavoro, proposte, percorsi, e loro implicazioni, economici e tecnici. Al seminario saranno presenti i responsabili di tutti i territori italiani, per un’opportunità, crediamo, irripetibile di confronto e scambio.

Dal ’98 in poi, in questo nostro territorio, con difficoltà, abbiamo portato avanti un cammino sul risanamento dei terreni, per questo abbiamo la pretesa di dire che esistono qui alcuni buoni spunti da cui partire, rispetto ad altri siti.

Ma abbiamo bisogno di un salto di qualità, di obiettivi chiari, di priorità e percorsi. Abbiamo bisogno delle istituzioni, ma non solo perché ci vengano a ricordare, a ogni occasione, l’autonomia, se poi a fronte di queste dichiarazioni non si è in grado di mettere a fuoco i veri problemi e le necessità di questo territorio. A partire dalla sperimentazione di nuove forme di bonifica che coinvolgano, utilizzando fondi statali e europei, università e centri di ricerca, per aprire un filone importante come base concreta di sperimentazione, non solo a Venezia, ma anche negli altri siti.

Il 3 maggio prossimo rappresenta un’occasione importante per le bonifiche. Forniremo materiale e dati, affinché la discussione posso essere portata ai massimi livelli conoscitivi, e il discorso, come detto, si sposti sui fatti concreti, sul fare, più che sullo sterile dibattere.

 

Riccardo  Colletti

Filctem Cgil Venezia

 

Tutti i dettagli nel volantino allegato

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Sono stati superati abbondantemente i 15 giorni che avevamo deciso sul tavolo aziendale nell’ultimo incontro. L’azienda doveva trovare alcune soluzioni per risolvere le questioni legate all’armonizzazione contrattuale sul passaggio dal contratto chimico al contratto energia-petrolio. Purtroppo dobbiamo constatare che Syndial non ha alcuna intenzione di risolvere le carenze economiche che abbiamo ampiamente dimostrato, e che hanno visto i lavoratori di Syndial perdere considerevoli quote economiche, a partire dal premio presenza che ci è stato detto che è nella RAL ma questo non è avvenuto per nessun lavoratore.


Nelle ultime ore l’azienda ha presentato uno pseudo accordo che, oltre a non risolvere le questioni poste, ci rinvia ad un prossimo incontro nazionale per trovare le soluzioni possibili, cosa che avevamo già previsto nell’ultimo incontro dove si dava mandato ai territori di trovare appunto soluzioni per superare questo problema. Questo rimpallo da parte di Syndial è incomprensibile, ma soprattutto dimostra quanto scarsamente questa azienda è interessata ai propri settori produttivi, tendendo anzi a privilegiare i propri centri direttivi senza tenere conto che questa idea di unificazione di orari e di modalità operativa è inapplicabile per una realtà come Porto Marghera dove le maestranze sono per il 90% chiamate a svolgere attività in trasferta.


Non abbiamo mai assistito a delle relazioni sindacali e industriali incomprensibili come in questi ultimi anni. Tutto ciò dimostra che se è questo l’atteggiamento di Syndial, potrebbe essere che in tutti gli ambiti di ENI ci sia un adeguamento che non possiamo assolutamente accettare. Nei tavoli territoriali, addirittura, chi abbiamo di fronte non ha nessuna autonomia per poter decidere e per poter trovare soluzioni anche su piccole questioni. Syndial non è una piccola realtà industriale, queste cose sarebbero quasi una normalità che affrontiamo troppo spesso nelle aziende con pochi dipendenti.
Anche le ultime questioni legate alle decisioni di assumere un percorso relativo all’applicazione dello Smart-Working, strumento che riteniamo utile, e che da anni stiamo chiedendo che venga concesso per un dipendente che ha le caratteristiche per accedere a tale strumento, le stanno gestendo in maniera autoritaria e unilaterale senza minimamente pensare se i colleghi hanno la necessità reale di usufruirne, ma anzi la vogliono far passare come una scelta obbligatoria, e senza un confronto con le RSU.


Per questi motivi riteniamo sia l’ennesima presa in giro ritornare al tavolo contrattuale Nazionale a Roma in quanto è da mesi che questa cosa sta andando avanti, pertanto abbiamo deciso di sospendere qualsiasi relazione sindacale, e nei prossimi giorni comunicheremo le forme di sciopero che intenderemo adottare con un presidio informativo all’ingresso principale del Petrolchimico portineria 9, con il blocco dello straordinario e dell’ impianto TAF e il rientro dei lavoratori in trasferta nei relativi cantieri di bonifica.

 

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"Si chiede l'aiuto dello Stato, ma non si chiede la responsabilità di chi ha portato via i soldi, che c'erano - dice il segretario dei Chimici, Riccardo Colletti -. Se i soldi sono stati portati via, chiediamo che si faccia chiarezza sui milioni di euro che erano stati stanziati. Se non c'è la bonifica un imprenditore qualsiasi non si prende la responsabilità di acquistare un terreno con il rischio di accollarsi i soldi del risanamento. La domanda è - continua - come prendiamo in mano la situazione per il prossimo futuro? Non possiamo tollerare inutili giochini strategici per speculare su quelle aree, e non possiamo permetterci che un domani qualcuno ci venga a spiegare che 'abbiamo fatto tutto, tra l'area di crisi e partecipato alle gare e nessuno si è presentato'. Non possiamo rischiare che ci dicano che 'alla fine possiamo solo pensare a fare turismo e navi da crociera'. Non è così che si gestisce un territorio". La ricetta, secondo Colletti, deve essere concertata: "Basta cartelli pubblicitari dove sindaco e altri dicono che siamo bravissimi - conclude il sindacalista - si sottolinea la sinergia con la Regione, ma poi ti accorgi che queste sinergie non ci portano da nessuna parte rispetto ad altri territori che programmano da tempo. Oggi non sappiamo chi fa parte della cabina di regia tanto decantata con il ministro dell'Ambiente. Chi ne fa parte, inoltre, quali compiti ha? Questo si chiarisce solo quando ci si siede a un tavolo e si comincia a stabilire cosa bisogna fare una volta concluse le bonifiche, a quel punto avremo un territorio già strutturato che avrà le possibilità di competere con qualsiasi altra realtà".

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Venezia è la terza tappa, dopo Firenze e Napoli, del viaggio nell'artigianato della Filctem Cgil. La sigla sindacale ha da tempo inglobato la tutela del lavoro nei settori tessile e della moda. Il distretto della calzatura del Veneziano è al centro del dibattito organizzato venerdì, al Vega, dalle 10, che darà modo, grazie alla partecipazione di esperti del settore a livello nazionale, e locale, di scambiare informazioni, esperienze e conoscenze, valutando lo stato dell'arte nel comparto e diffondendo buone pratiche. 

Un passo verso la tutela delle professionalità e del made in Italy. Ma come si è arrivati alla sua realizzazione? A rispondere saranno Andrea Saviane, segretario regionale Federazione moda Confartigianato Imprese Veneto, Tiziano De Toffol, dell'occhialeria Mati Rosso, Sonia Paoloni, della Filctem Cgil nazionale e Maristella Viola, Filctem Cgil regionale.

Sul percorso normativo, comprese le criticità territoriali, introdurrà Enrico Piron, segretario della Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia, e interverrà, parlando di lavoro, Riccardo Colletti, Filctem Cgil Venezia. "Spesso moda e calzature vengono trattate come produzioni periferiche dell'economia territoriale e nazionale - scrive Colletti -. Ma si commette un errore a pensare che le mansioni impiegate siano scarsamente specializzate e che il valore aggiunto non sia importante. Queste piccole, a volte piccolissime, unità produttive coltivano e custodiscono saperi e segreti che fanno grande il made in Italy nel mondo e hanno portato i prodotti locali ovunque. Occorre una tutela specifica. Servono nuove formule normative che accrescano la capacità delle imprese di stare nel mondo e competere".

A questo punto il dibattito diverrà vivace e coinvolgente. Scalderanno i motori in un brillante botta e risposta: Emilio Miceli, segretario nazionale Filctem Cgil, Antonio Baldi, Confindustria Venezia, Pier Giorgio Silvestrin, portavoce del Tavolo Veneto della moda, Fabio Pietrella, presidente nazionale Confartigianato moda, e Roberta Alessandri, della presidenza nazionale Cna Federmoda. Un buffet concluderà i lavori.

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Si trova ancora ricoverato in Rianimazione Alessio, il 24enne dipendente di E-distribuzione che martedì mattina è rimasto coinvolto in un incidente sul lavoro a Mestre, in una laterale di via Esiodo. Per cause ancora al vaglio, il giovane è caduto da un'altezza di 3 o  4 metri mentre si trovava impegnato su una scala, riportando un pesante trauma cranico. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno trasportato il ferito all'Angelo. Servirà ancora del tempo per far luce sull'evoluzione del quadro sanitario.

"Troppi incidenti"

L'accaduto ha avuto eco tra i rappresentanti dei lavoratori, in un periodo nero dal punto di vista delle tragedie sul lavoro in Veneto: "Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ad Alessio - dichiarano in una nota unitaria Filctem Cigl, Flaei Cisl e Uiltec Uil - Questo non è il momento delle polemiche, tuttavia come organizzazioni sindacali riteniamo anche di dover esprimere un pesante giudizio rispetto alla situazione che si è creata negli ultimi tempi in E-distribuzione: in particolare riteniamo che la strada per la qualità del servizio non possa trascurare la qualità del lavoro". 

"Si metta al centro la sicurezza"

Secondo le sigle che hanno firmato il documento, l'evento si collocherebbe in un contesto fosco più ampio. "In questi primi mesi sono accaduti ben 5 infortuni in Italia con gravi conseguenze - continua la nota - 2 a lavoratori di imprese e ben 3 a colleghi E-distribuzione. Martedì un giovane lavoratore non è tornato a casa al termine della sua giornata di lavoro, un fatto di gravità sconcertante. Per noi è importante individuare le motivazioni che hanno portato a questo infortunio. I carichi di lavoro e lo stress sono pesanti nel territorio e l’organizzazione del lavoro è frenetica. La riduzione di organico è stata drastica e la formazione è spesso frettolos. La cultura della sicurezza di una grande azienda non cresce in questo modo. Ora basta - concludono - vogliamo che la qualità del lavoro torni al centro dell’organizzazione, prima della qualità del servizio. Proponiamo di fermarci tutti nei luoghi di lavoro per parlare sui temi della sicurezza, dell’organizzazione, dei diritti e dei doveri, di tutto ciò che può aiutarci a non vivere più giornate come martedì".

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Il segretario Filctem Cgil, Colletti: "L'ex Pansac di Mira è rientrata in un circolo virtuoso. La crisi sembra lontana, però manca un programma per il Veneziano che sia di lungo respiro"

 

"Bene la ripresa, l'aumento della produzione e dell'occupazione alla Polimira. Ma l'azienda ora non sta investendo sul futuro". Riccardo Colletti, segretario Filctem Cgil Venezia, dipinge un quadro in chiaro scuro riguardo la situazione in cui versa l'ex Pansac di Mira, azienda produttrice di materiale plastico, incorporata a inizio anno nel gruppo Poligof, controllato quasi completamente da Benetton. "Ha ricominciato a produrre e riassumere lavoratori, dopo la pesante crisi che l'aveva colpita negli anni scorsi. Però ora si pensi al futuro", continua Colletti.

Professionisti

"C'è scarso interesse per le professionalità presenti in azienda -continua il sindacalista - al punto che molti lavoratori specializzati lasciano il gruppo e vanno a lavorare altrove, attirati da migliori prospettive occupazionali e di guadagno, che altre società propongono loro. Perché questo accade?", si chiede il segretario Filctem, "al di là del normale turn over, come mai non scattano delle contromisure per bloccare la fuoriuscita di addetti preparati e con esperienza dall'azienda?".

Precari 

"La preoccupazione aumenta - dice ancora Colletti - quando vediamo che questi professionisti vengono sostituiti da lavoratori interinali con contratto a termine. Spesso le procedure di realizzazione dei prodotti in ambienti sterili, richiedono attenzione e precisione, comportamenti che si apprendono nel tempo e attraverso l'esperienza. Un elevato tasso di sostituzione della manodopera non può che farci pensare a un abbassamento della qualità. E questo, con quali conseguenze nel lungo periodo per il gruppo?", si chiede Colletti.

 Macchinari all'estero

 C'è poi la questione delle macchine che vengono spostate verso India e Russia, spiega il sindacalista. "Abbiamo sempre accolto con favore le occasioni di sviluppo che per una società possono arrivare dall'estero, sia in termini di formazione delle risorse umane, sia in termini di crescita. Comprendiamo però che se vi è una lenta e costante uscita di macchinari dalla sede di Mira, verso altri paesi, forse i piani non riguardano il territorio. Chiediamo di comprendere e venire a conoscenza dei programmi dell'azienda, una ditta così importante, che si è saputa riprendere, superare le criticità generando benessere. E che pensiano abbia ancora molto da offrire nel Veneziano", conclude il segretario Filctem Cgil.

 

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  • GRANDI NAVI A VENEZIA

     
  • Segreteria Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia

     

     


     

    Care compagne, cari compagni,
    abbiamo il piacere di comunicarvi che in data 2 maggio 2019 l’Assemblea Generale della Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia ha eletto il compagno Ugo Agiollo quale Segretario Generale e le compagne e i compagni della nuova Segreteria Confederale che sono: Daniele Giordano (S.G. FP), Valter Novembrini (S.G. FILT), Valentina Rampazzo (FILCAMS), Francesca Salviato (S.G. FISAC), Antonio Silvestri (S.G. FIOM), Federica Vedova (FILT), Monica Zambon (S.G. FILCAMS).
    Cordiali saluti.

     

    Mestre, 6 maggio 2019

     

     
  • Marco Falcinelli - Nuovo Segretario Nazionale Filctem - CGIL

     

     

    È Marco Falcinelli il nuovo segretario generale della Filctem Cgil. 53 anni romano, Falcinelli ha una lunga esperienza nella federazione della Cgil che unisce i lavoratori chimici, tessili, dell'energia e delle manifatture. È infatti presente nella categoria nazionale dal 2001 (prima Filcea, poi Filcem e infine Filctem, in allegato la biografia dettagliata, ndr). Come è noto andrà a sostituire Emilio Miceli, eletto segretario confederale della Cgil il 24 gennaio scorso.

    I 196 membri dell’assemblea nazionale hanno votato, a scrutinio segreto, ed eletto Marco Falcinelli segretario generale con 179 voti favorevoli (91,5%), 14 contrari (7%) e 3 astenuti (1.5%).

     “il valore aggiunto della Filctem Cgil, oggi, sta nell’avere immaginato, anzitempo e per tempo, un modello di categoria in grado di raccogliere le sfide che il mondo del lavoro ci pone davanti. Mentre ciò che sta intorno a noi si frammenta sempre di più noi siamo in grado, con i tanti settori che rappresentiamo, di offrire un punto di unificazione fondamentale per le politiche contrattuali, per le politiche industriali per le politiche organizzative” così ha detto questa mattina Marco Falcinelli nella sua dichiarazione programmatica all’assemblea generale.

    “Sul salario minimo – ha continuato Falcinelli -, condivido la posizione della Cgil sul tema: si dia certezza alla rappresentanza e si assuma, come valore legale, quanto contenuto nei contratti nazionali. Con la volontà di dare un contratto nazionale, nella sua complessità, a chi ne è oggi privo e non di determinare la condizione per cui quel lavoratore il contratto non l’avrà mai perché alle imprese conviene applicare il semplice salario minimo, facendo finta che tutto quello che è altrettanto importante, come diritti e tutele, semplicemente, non esista”.

     “La linea politica della Filctem Cgil sui contratti non cambierà – ha affermato senza mezzi termini Falcinelli -, il nostro modello contrattuale non cambierà”.

    “La difesa dei contratti nazionali non passa solo attraverso il loro rinnovo e dalle scelte che faremo, ma anche da come li andremo a costruire e con chi. Non solo, quindi, con la loro approvazione ma anche come garantiremo la massima partecipazione attiva dei delegati e delle migliaia di lavoratrici e lavoratori”: ha detto Falcinelli sul tema della partecipazione

    “il nostro Paese ha un governo di destra - ha poi spiegato il neoeletto segretario generale della Filctem Cgil riflettendo sull’attuale politica -, molto pericoloso perché opera sul terreno della frammentazione sociale, cavalcando il disagio e fomentando le paure. Altro che inclusività, questo Governo introduce giornalmente azioni che separano le persone, gli uni contro gli altri. La progressiva insicurezza delle persone per il loro futuro è la cifra caratteristica del nostro tempo: precariato, disoccupazione, sfruttamento, impoverimento della classe media, disattenzione sui temi della differenza di genere e pericolosi ritorni a politiche oscurantiste sul tema della famiglia e dei diritti civili”.

    “Il Paese ha bisogno di investimenti pubblici e privati se vogliamo che l’economia riparta – ha infine concluso il segretario generale della Filctem Cgil sul delicato tema dell’economia nazionale -. Produrre ricchezza e reddito rappresentano l’unica via attraverso la quale si possono affermare strategie di redistribuzione solidale”.

     

    Roma, 8 aprile 2019

     


     

     

    BIOGRAFIA

    Marco Falcinelli – Nato a Roma il 4 maggio del 1966, dopo il diploma viene assunto giovanissimo alla Sigma Tau di Pomezia come ricercatore nei laboratori biologici. 

    Si avvicina molto velocemente al mondo sindacale della Cgil entrando, già nel 1990 appena concluso il periodo di formazione, a far parte del consiglio di fabbrica e contestualmente nella delegazione trattante per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro chimico farmaceutico.

    Nel 1992 ha il suo primo incarico politico, eletto infatti nella segreteria territoriale del comprensorio Pomezia-Castelli-Colleferro, vi rimarrà fino al 2001, anno in cui arriva alla Filcea Cgil nazionale.

    Dal 2001, in Filcea Cgil nazionale, ricopre il ruolo di funzionario politico occupandosi del settore chimico farmaceutico. Dal 2006 al 2010 prosegue l'incarico nella Filcem Cgil, nata dall’accorpamento avvenuto proprio nel 2006 tra la Filcea Cgil e la Fnle Cgil (ex energia).

    Nel 2011 entra in segreteria nazionale della Filctem Cgil, categoria costituitasi l’anno precedente con l’accorpamento della Filtea Cgil (ex tessili), con la delega del settore chimico farmaceutico, successivamente si occupa del settore della gomma plastica e del vetro e ceramica, deleghe che ha conservato fino ad oggi.

    L’8 aprile 2019 viene eletto segretario generale della Filctem Cgil.

     

     
  • FILCTEM-CGIL, ELETTA LA NUOVA SEGRETERIA NAZIONALE

     

     

    L’assemblea generale della Filctem-Cgil nazionale ha eletto oggi, con voto segreto, la nuova segreteria nazionale con 171 (95%) voti a favore, 6 (3,3%) contrari e 3 astenuti (1,7%).
    Hanno votato 180 componenti dell’assemblea (l’84,1%) su un totale di 214 aventi diritto. Nella nuova segreteria nazionale si segnalano due nuovi ingressi: Massimo Marani e Ilvo Sorrentino, rispettivamente ex segretario generale dalla Filctem Cgil di Ravenna e attuale segretario generale della Filctem Cgil del Lazio. I due nuovi componenti subentrano a Luca Barbetti e Gabriele Mazzariello. La nuova segreteria nazionale risulta pertanto così composta: Emilio Miceli, segretario generale; Claudio Bettoni, Marco Falcinelli, Massimo Marani, Elena Palumbo, Sonia Paoloni, Ilvo Sorrentino.
    Roma, 5 febbraio 2019