Comunicati Filctem e CGIL

Categoria: Comunicati Filctem e CGIL

 

“Nell’era dell’innovazione digitale siamo qui a dover parlare di sicurezza sul lavoro", scrive Cgil, preparando le iniziative per la festa del primo maggio in tutta Italia, assieme a Cisl e a Uil. Un posto di rilievo non poteva non essere assegnato quest'anno al tema della sicurezza, degli incidenti, degli infortuni, dei controlli, della formazione e della legalità. E in questa giornata clou per i sindacati, le sigle scenderanno in piazza in tutto il Paese con dibattiti, interventi, iniziative, ma anche festa e musica, come da tradizione, nelle principali piazze. A Mestre, dalle 10, piazza Ferretto, allestita con i gazebo dei sindacati, sarà pronta ad accogliere i lavoratori per dibattiti, scambi, racconti di esperienze, interventi e il concerto dei B-Wops, alle 11.


'Sicurezza: cuore del lavoro' sarà il filo conduttore delle iniziative della Cgil di martedì anche a Mira, che dalle 9.30 vedrà alternarsi sul palco il saluto e l'intervento di noti sindacalisti, tra cui il segretario della Camera Metropolitana del Lavoro, Enrico Piron, e la segretaria dello Spi Cgil Venezia, Angiola Tiboni.

 

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Partiamo dall’inizio. Punto di partenza e condizione di ogni scenario industriale e produttivo futuri, per noi, Filctem Cgil, ha un nome e un significato: bonifiche.

Ci lavoriamo da tempo. I siti a livello nazionale, ma anche internazionale, ci hanno impegnato in osservazioni, letture, raccolte di informazioni, e studi, al fine di creare percorsi fattibili e compatibili, con la salute e la sicurezza, di riutilizzazione dei terreni inquinati. Per restituirli ad un’industria moderna e al passo con i tempi.

A Porto Marghera, in questi anni, cercando di lavorare fianco a fianco delle istituzioni, abbiamo assistito a molti accordi che non hanno avuto l’esito sperato. Si è parlato di sburocratizzazione, specie con la Regione, al fine di dare vita alle opere necessarie per la riqualificazione dei terreni. Ma gli anni sono passati e gli esiti non sono arrivati.

Si è sempre lavorato senza una programmazione generale e obiettivi specifici sui singoli step da portare avanti e monitorare, insomma, con poche strategie. Specchio di quello che è accaduto anche a livello nazionale, con l’assenza di politiche industriali, energetiche, ecc. Possiamo senz’altro affermare che il risultato di questo modo di condurre le cose, in merito alle bonifiche a Porto Marghera, abbia portato, da poco, all’ultimo degli esiti fallimentari: la bocciatura del nostro come sito per l’avvio della sperimentazione sulla fusione nucleare.

Questo è anche cartina tornasole di quanto si sta costruendo attraverso Invitalia, l’agenzia per l’attrazione degli investimenti sull’area di crisi. Abbiamo sempre ripetuto che senza bonifiche difficilmente un’impresa, per quanto ci siano state manifestazioni d’interesse, decide di accollarsi costi e responsabilità del risanamento dei terreni. Perché pretenderlo? Perché decidere di sopportare un onere in più, come se non ce ne fossero già abbastanza a pesare, nel nostro Paese, sull’avvio di un’attività?

Quindi le bonifiche sono il punto di partenza. Per ricominciare davvero occorre partire dalle bonifiche. E pensare che ci sono invece molti punti a favore, nel nostro territorio ad esempio, all’innesto di attività produttive. Funzionano infrastrutture, collegamenti, la logistica, la struttura d’impresa, spesso organizzata in distretto, le filiere sfruttabili e che hanno fatto di questo nostro territorio uno dei più importanti siti industriali europei.

E allora come non interessarsene, come non appassionarsi a un tema tanto dibattuto quanto controverso, come le bonifiche? La nostra iniziativa, il 3 maggio, parte da questa consapevolezza. Per poi sviluppare l’argomento grazie ai molti punti di vista, agli studi e ai contributi degli esperti che interverranno, in questa speciale e irripetibile occasione per Porto Marghera. Partiamo da qui, da Marghera, e iniziamo, ad esempio, proprio da quei 107 ettari dati da Eni a Comune e Regione, con i fondi per la realizzazione delle bonifiche, che ancora, dal 2012-2014, non hanno visto la luce.

Le aree messe a disposizione da parte di Eni devono diventare un vero terreno di sperimentazione industriale e altamente innovativo, per fare questo è evidente che un progetto di simili proporzioni non può essere gestito da pochi intimi amici ma c’è invece la necessità di impegnare le aziende esistenti, per noi questo diventa un vero atto di responsabilità che deve essere gestito con competenze e con una vera volontà che ci porti ad avere nuove opportunità industriali e manifatturiere.

Questo nostro convegno non ha scopi politici. Si vuole andare al di là delle semplici discussioni. Intendiamo spingerci fino a formulare progetti concreti, piani di lavoro, proposte, percorsi, e loro implicazioni, economici e tecnici. Al seminario saranno presenti i responsabili di tutti i territori italiani, per un’opportunità, crediamo, irripetibile di confronto e scambio.

Dal ’98 in poi, in questo nostro territorio, con difficoltà, abbiamo portato avanti un cammino sul risanamento dei terreni, per questo abbiamo la pretesa di dire che esistono qui alcuni buoni spunti da cui partire, rispetto ad altri siti.

Ma abbiamo bisogno di un salto di qualità, di obiettivi chiari, di priorità e percorsi. Abbiamo bisogno delle istituzioni, ma non solo perché ci vengano a ricordare, a ogni occasione, l’autonomia, se poi a fronte di queste dichiarazioni non si è in grado di mettere a fuoco i veri problemi e le necessità di questo territorio. A partire dalla sperimentazione di nuove forme di bonifica che coinvolgano, utilizzando fondi statali e europei, università e centri di ricerca, per aprire un filone importante come base concreta di sperimentazione, non solo a Venezia, ma anche negli altri siti.

Il 3 maggio prossimo rappresenta un’occasione importante per le bonifiche. Forniremo materiale e dati, affinché la discussione posso essere portata ai massimi livelli conoscitivi, e il discorso, come detto, si sposti sui fatti concreti, sul fare, più che sullo sterile dibattere.

 

Riccardo  Colletti

Filctem Cgil Venezia

 

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Sono stati superati abbondantemente i 15 giorni che avevamo deciso sul tavolo aziendale nell’ultimo incontro. L’azienda doveva trovare alcune soluzioni per risolvere le questioni legate all’armonizzazione contrattuale sul passaggio dal contratto chimico al contratto energia-petrolio. Purtroppo dobbiamo constatare che Syndial non ha alcuna intenzione di risolvere le carenze economiche che abbiamo ampiamente dimostrato, e che hanno visto i lavoratori di Syndial perdere considerevoli quote economiche, a partire dal premio presenza che ci è stato detto che è nella RAL ma questo non è avvenuto per nessun lavoratore.


Nelle ultime ore l’azienda ha presentato uno pseudo accordo che, oltre a non risolvere le questioni poste, ci rinvia ad un prossimo incontro nazionale per trovare le soluzioni possibili, cosa che avevamo già previsto nell’ultimo incontro dove si dava mandato ai territori di trovare appunto soluzioni per superare questo problema. Questo rimpallo da parte di Syndial è incomprensibile, ma soprattutto dimostra quanto scarsamente questa azienda è interessata ai propri settori produttivi, tendendo anzi a privilegiare i propri centri direttivi senza tenere conto che questa idea di unificazione di orari e di modalità operativa è inapplicabile per una realtà come Porto Marghera dove le maestranze sono per il 90% chiamate a svolgere attività in trasferta.


Non abbiamo mai assistito a delle relazioni sindacali e industriali incomprensibili come in questi ultimi anni. Tutto ciò dimostra che se è questo l’atteggiamento di Syndial, potrebbe essere che in tutti gli ambiti di ENI ci sia un adeguamento che non possiamo assolutamente accettare. Nei tavoli territoriali, addirittura, chi abbiamo di fronte non ha nessuna autonomia per poter decidere e per poter trovare soluzioni anche su piccole questioni. Syndial non è una piccola realtà industriale, queste cose sarebbero quasi una normalità che affrontiamo troppo spesso nelle aziende con pochi dipendenti.
Anche le ultime questioni legate alle decisioni di assumere un percorso relativo all’applicazione dello Smart-Working, strumento che riteniamo utile, e che da anni stiamo chiedendo che venga concesso per un dipendente che ha le caratteristiche per accedere a tale strumento, le stanno gestendo in maniera autoritaria e unilaterale senza minimamente pensare se i colleghi hanno la necessità reale di usufruirne, ma anzi la vogliono far passare come una scelta obbligatoria, e senza un confronto con le RSU.


Per questi motivi riteniamo sia l’ennesima presa in giro ritornare al tavolo contrattuale Nazionale a Roma in quanto è da mesi che questa cosa sta andando avanti, pertanto abbiamo deciso di sospendere qualsiasi relazione sindacale, e nei prossimi giorni comunicheremo le forme di sciopero che intenderemo adottare con un presidio informativo all’ingresso principale del Petrolchimico portineria 9, con il blocco dello straordinario e dell’ impianto TAF e il rientro dei lavoratori in trasferta nei relativi cantieri di bonifica.

 

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"Si chiede l'aiuto dello Stato, ma non si chiede la responsabilità di chi ha portato via i soldi, che c'erano - dice il segretario dei Chimici, Riccardo Colletti -. Se i soldi sono stati portati via, chiediamo che si faccia chiarezza sui milioni di euro che erano stati stanziati. Se non c'è la bonifica un imprenditore qualsiasi non si prende la responsabilità di acquistare un terreno con il rischio di accollarsi i soldi del risanamento. La domanda è - continua - come prendiamo in mano la situazione per il prossimo futuro? Non possiamo tollerare inutili giochini strategici per speculare su quelle aree, e non possiamo permetterci che un domani qualcuno ci venga a spiegare che 'abbiamo fatto tutto, tra l'area di crisi e partecipato alle gare e nessuno si è presentato'. Non possiamo rischiare che ci dicano che 'alla fine possiamo solo pensare a fare turismo e navi da crociera'. Non è così che si gestisce un territorio". La ricetta, secondo Colletti, deve essere concertata: "Basta cartelli pubblicitari dove sindaco e altri dicono che siamo bravissimi - conclude il sindacalista - si sottolinea la sinergia con la Regione, ma poi ti accorgi che queste sinergie non ci portano da nessuna parte rispetto ad altri territori che programmano da tempo. Oggi non sappiamo chi fa parte della cabina di regia tanto decantata con il ministro dell'Ambiente. Chi ne fa parte, inoltre, quali compiti ha? Questo si chiarisce solo quando ci si siede a un tavolo e si comincia a stabilire cosa bisogna fare una volta concluse le bonifiche, a quel punto avremo un territorio già strutturato che avrà le possibilità di competere con qualsiasi altra realtà".

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Venezia è la terza tappa, dopo Firenze e Napoli, del viaggio nell'artigianato della Filctem Cgil. La sigla sindacale ha da tempo inglobato la tutela del lavoro nei settori tessile e della moda. Il distretto della calzatura del Veneziano è al centro del dibattito organizzato venerdì, al Vega, dalle 10, che darà modo, grazie alla partecipazione di esperti del settore a livello nazionale, e locale, di scambiare informazioni, esperienze e conoscenze, valutando lo stato dell'arte nel comparto e diffondendo buone pratiche. 

Un passo verso la tutela delle professionalità e del made in Italy. Ma come si è arrivati alla sua realizzazione? A rispondere saranno Andrea Saviane, segretario regionale Federazione moda Confartigianato Imprese Veneto, Tiziano De Toffol, dell'occhialeria Mati Rosso, Sonia Paoloni, della Filctem Cgil nazionale e Maristella Viola, Filctem Cgil regionale.

Sul percorso normativo, comprese le criticità territoriali, introdurrà Enrico Piron, segretario della Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia, e interverrà, parlando di lavoro, Riccardo Colletti, Filctem Cgil Venezia. "Spesso moda e calzature vengono trattate come produzioni periferiche dell'economia territoriale e nazionale - scrive Colletti -. Ma si commette un errore a pensare che le mansioni impiegate siano scarsamente specializzate e che il valore aggiunto non sia importante. Queste piccole, a volte piccolissime, unità produttive coltivano e custodiscono saperi e segreti che fanno grande il made in Italy nel mondo e hanno portato i prodotti locali ovunque. Occorre una tutela specifica. Servono nuove formule normative che accrescano la capacità delle imprese di stare nel mondo e competere".

A questo punto il dibattito diverrà vivace e coinvolgente. Scalderanno i motori in un brillante botta e risposta: Emilio Miceli, segretario nazionale Filctem Cgil, Antonio Baldi, Confindustria Venezia, Pier Giorgio Silvestrin, portavoce del Tavolo Veneto della moda, Fabio Pietrella, presidente nazionale Confartigianato moda, e Roberta Alessandri, della presidenza nazionale Cna Federmoda. Un buffet concluderà i lavori.

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  • Al Compagno Bruno Filippini

     


     

     


     

    Sono passati ormai due anni dalla scomparsa del nostro caro amico e compagno Bruno Filippini.

    La FILCTEM CGIL di Venezia continua a ricordarlo come un compagno che ha fatto vivere momenti indimenticabili e di valore inestimabile a chi, come molti di noi, si stava affacciando in un mondo così complesso come quello del sindacato, trasmettendo valori ed insegnamenti che difficilmente ci abbandoneranno.

    Bruno ci ha fatti crescere lasciando dentro ognuno di noi un pezzo di sé stesso, è sempre stato per noi una spalla e ci ha sempre dato consigli, senza mai togliere autonomia di pensiero, per affrontare, con responsabilità, le grandi vertenze che abbiamo vissuto in questi ultimi anni.

    Con le sue qualità e con i suoi consigli Bruno ci ha fatto capire quanto grande è la nostra organizzazione e come viverla.

    Sono molti i valori che abbiamo assimilato standogli vicino, valori che ci accompagneranno per il resto della nostra vita, non solo sindacale.

    Bruno è la storia del nostro Sindacato e del Petrolchimico di Porto Marghera e l’ha vissuta con grande responsabilità nei momenti più bui contro il terrorismo e quando il sindacato non aveva grandi radici all’interno delle grandi aziende.

    Bruno diceva spesso: “Quando i lavoratori sono con te e condividono le scelte, nessuno può mettere in discussione quello che stai facendo”. Non è una frase banale, ma è un modo di rappresentare con forza, passione e determinazione i più deboli, quelli che subiscono ingiustizie, la parte della società che è sempre stata messa in discussione da chi ha un potere più alto.

     Sei sempre con noi compagno!

     

    La segreteria FILCTEM CGIL di Venezia

    Mestre, 26 settembre 2019

     
  • UN SALUTO ED UN ABBRAACIO A LUCIA


     

     

    Abbiamo appreso con sgomento ed incredulità la notizia della prematura ed improvvisa scomparsa della compagna Lucia Berto.
    Lucia è stata segretaria generale della FILCEA Venezia, segretaria della CGIL di Padova e dal 2017 faceva parte della segreteria dello SPI Cgil di Padova.
    Compagna storica e persona speciale, sempre in prima linea nella difesa dei diritti delle donne, dei lavoratori e delle lavoratrici.
    La ricordiamo per il suo indiscusso impegno e professionalità alla guida della FILCEA di Venezia in un periodo politico-sindacale difficile e caratterizzato da profonde
    trasformazioni del sito produttivo di Venezia.
    Ricordiamo la sua umanità nel confrontarsi con le lavoratrici, i lavoratori e i propri collaboratori avendo sempre un momento di ascolto per ognuno di noi.
    La FILCTEM CGIL di Venezia esprime il proprio cordoglio alla figlia Marina e alla famiglia
    e ai compagni dello SPI CGIL di Padova.

    La segreteria FILCTEM CGIL di Venezia

     
  • GRANDI NAVI A VENEZIA

     
  • Segreteria Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia

     

     


     

    Care compagne, cari compagni,
    abbiamo il piacere di comunicarvi che in data 2 maggio 2019 l’Assemblea Generale della Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia ha eletto il compagno Ugo Agiollo quale Segretario Generale e le compagne e i compagni della nuova Segreteria Confederale che sono: Daniele Giordano (S.G. FP), Valter Novembrini (S.G. FILT), Valentina Rampazzo (FILCAMS), Francesca Salviato (S.G. FISAC), Antonio Silvestri (S.G. FIOM), Federica Vedova (FILT), Monica Zambon (S.G. FILCAMS).
    Cordiali saluti.

     

    Mestre, 6 maggio 2019