Comunicati Filctem e CGIL

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Foto: 46 le magliette dei lavoratori Berti Srl di Tessera, appese in segno di protesta contro il rischio di perdere l'occupazione

 

Mercoledì 4 agosto dalle 14.00, Simone Venturini, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Venezia e Paolino D'Anna, assessore al Lavoro, saranno a Tessera per incontrare i 46 lavoratori della Berti Srl, da 3 mesi senza stipendio e che ora rischiano a seguito della pesante crisi aziendale, di rimanere senza occupazione. 

L'appuntamento è in via Triestina. All'incontro sarà presente il sindacato Filctem Cgil di Venezia, a fianco dei dipendenti su questa difficile vertenza, per sollecitare un'assunzione di responsabilità diretta da parte delle istituzioni, locali e regionali, al fine di salvare produzione e lavoro, una volta ancora in questo nostro territorio.

Ringraziando fin d'ora i media per la loro presenza e testimonianza,

Segreteria

FILCTEM CGIL VENEZIA

Team www.parliamodilavoro.it

 

 

 

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SAIPEM, UN PIANO ”LACRIME E SANGUE”.

FORTI LE PREOCCUPAZIONI DEL SINDACATO.

MICELI (FILCTEM-CGIL): “8.800 LAVORATORI A RISCHIO

SONO MOLTO DI PIÙ DI UN AGGIUSTAMENTO IN CORSA DEI CONTI AZIENDALI. IL GOVERNO DEVE INTERVENIRE”

“Il piano di tagli presentato dall'a.d. di Saipem, Stefano Cao, desta fortissime preoccupazioni per la qualità dell’intervento e per i caratteri di drammaticità che presenta. 929 mln di svalutazione, 1.3 mld di risparmi, 8.800 lavoratori a rischio 

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Sono passati ormai alcuni giorni dall’incidente mortale al Petrolchimico dove ha perso la vita un giovane lavoratore. Come organizzazione stiamo chiedendo, attraverso i nostri RLS aziendali, di capire quali siano state le cause dell’incidente ma molto spesso le aziende non ci mettono nella condizione di capire cosa sia successo realmente. Le risposte sono sempre le stesse: “c’è la Magistratura, c’è lo SPISAL, ci sono tutti gli enti preposti che stanno indagando”.

Mi domando allora a cosa servono i nostri RLS. Forse solo perché le assicurazioni altrimenti non risponderebbero? Perché ci sono delle imposizioni di legge? Perché ci sono dei dettami legati al nostro contratto di lavoro?

Non credo ci si possa fermare a questioni burocratiche se esistono gli RLS che sono stati votati dai lavoratori a loro rappresentanza, è un dovere innegabile informarli per capire cosa sia successo realmente e come si può intervenire anche con forme preventive affinché queste disgrazie non possano più accadere.

Voglio ricordare che circa 4 anni fa è morto un altro lavoratore di impresa schiacciato da una pesantissima flangia. Anche in quel caso, solo dopo molto tempo ci è stato descritto come è avvenuto l’incidente, purtroppo però sempre in modo superficiale e per noi poco chiaro.

Lo sgomento, la rabbia, la paura…questi sono i sentimenti dei molti lavoratori che si trovano al posto di lavoro sapendo che un collega è morto proprio lì vicino. Non bastano le ore di sciopero, non basta scrivere un articolo o apparire sui telegiornali e il giorno dopo già non lo ricorda più nessuno facendo passare la notizia in secondo piano. Come trovo inutili tutte le dichiarazioni su cosa si dovrebbe fare, sul perché degli obblighi di cui molti si riempiono la bocca e il giorno dopo già si parla di altro. È passata solo una settimana e voglio ricordarlo:

 

E’ MORTO UN LAVORATORE AL PETROLCHIMICO, VOGLIAMO LA VERITA’

 

Quella che ho, è una profonda preoccupazione proprio sulle modalità con cui ENI sta imponendo alle aziende un abbassamento dei costi che le aziende devono rispettare per continuare a lavorare. Quell’abbassamento dei costi si traduce in risparmi, in riduzioni di organico, si alleggeriscono le buste paga dei lavoratori di impresa e si risparmia anche su mezzi di protezione. Le imprese, per restare dentro a queste imposizioni, con meno personale sono costrette a far correre i lavoratori rimasti per chiudere nei tempi più brevi le commesse di lavoro per le manutenzioni e le fermate degli impianti.

Voglio ricordare che gli impianti del Petrolchimico e della Raffineria sono impianti complessi, ci sono delle sostanze pericolose e ogni addetto che vi opera all’interno deve avere un’alta professionalità e una conoscenza molto chiara di dove si opera.

Le esperienze lavorative di tutti, maturate nelle attività del Petrolchimico, non si costruiscono in poco tempo ed è per noi inaccettabile pensare che potrebbero esserci delle persone che sottovalutano o che si permettono di essere negligenti e superficiali imponendo regole che poi si possono trasformare in eventi mortali così come è avvenuto al Petrolchimico.

 

E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI FARE UN ACCORDO QUADRO SUGLI APPALTI DOVE TUTTI CI METTIAMO LA FACCIA DANDOCI DELLE REGOLE DALLE QUALI NESSUNO PUO’ ESIMERSI. NON SI PUO’ NEL 2015 MORIRE SUL POSTO DI LAVORO.

 

Il segretario generale

Riccardo Colletti

Porto Marghera, 29 luglio 2015

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Conversione in legge del decreto n. 65 che, oltre a prevedere la rivalutazione delle pensioni sulla base della sentenza della Corte Costituzionale, prevede alcuni interventi in materia di ammortizzatori sociali. Vengono stanziate le risorse per gli ammortizzatori in deroga 2015 (art. 3) e per i contratti di solidarietà di cui alla legge 236/93 (tipo B). Nella nota del dipartimento nazionale viene inoltre specificato che sono state reperite le risorse per finanziare i contratti di solidarietà di tipo A e per le Cigs per cessazione di attività fino a fine 2015

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INCIDENTI LAVORO: MUORE OPERAIO AL PETROLCHIMICO DI PORTO MARGHERA. MICELI (FILCTEM-CGIL): “PURTROPPO I LAVORATORI IN APPALTO SONO CONSIDERATI ANCORA DI SERIE B”

 

“Accertare subito le responsabilità;  seguiremo con grande attenzione l'evolversi della situazione, senza fare sconti a nessuno” : a dirlo è Emilio Miceli, segretario generale della Filctem-Cgil, non appena appresa la notizia della morte dell'operaio albanese di una ditta appaltatrice mentre lavorava al cracking del petrolchimico di Porto Marghera. “Purtroppo in Italia - ha aggiunto il dirigente sindacale, che ha espresso le condoglianze e la solidarietà della sua organizzazione alla famiglia dello scomparso – i lavoratori in appalto sono ancora considerati di serie B, con scarsi diritti e tutele”.

 

Roma, 21 luglio 2015

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Oggi 21 luglio 2015, il mondo del lavoro esprime una profonda amarezza e rabbia dopo l’ennesimo infortunio mortale accorso ad un lavoratore in appalto del Petrolchimico di Porto Marghera.

Un lavoratore di 40 anni che all’improvviso svolgendo il proprio lavoro perde la vita.

L’incidente mortale verrà valutato da tutti gli organi competenti che sapranno dare risposte alle dinamiche che hanno causato questo grave lutto, ma l’amarezza di apprendere queste funeste notizie viene alimentata dai richiami, dalle denunce e dalle discussioni anche a livello istituzionale che le OO. SS. sollecitano di continuo.

Non più tardi di un paio di mesi fa le organizzazioni sindacali di categoria avevano richiamato l’attenzione del Prefetto di Venezia sui continui cambi di appalto nel perimetro del petrolchimico e della raffineria di Venezia sottolineando la pericolosità di logiche al continuo ribasso sull’aggiudicazione degli appalti, che trovano facile strada nel ridurre le tutele per quanto riguarda la sicurezza e l’ambiente dei lavoratori.

Tutto questo anche a causa della mancanza di un protocollo che obblighi le parti al vincolo della clausola sociale che vincola le aziende subentranti a farsi carico del personale occupato presso le imprese che hanno perso l'appalto.

Oggi ci troviamo ancora a porci i dubbi sull’efficacia delle politiche e delle regole sull’appalto di un gruppo come l’Eni aggravati dalla morte di un altro lavoratore.

Come FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL di Venezia non vogliamo aggiungerci al coro di chi protesta dopo che l’incidente è già avvenuto ma spiegare per l’ennesima volta che c’è un sistema che non funziona del tutto, che non permette un’efficace prevenzione e controllo nel mondo degli appalti.

Più volte abbiamo sollecitato il gruppo Eni e le principali aziende di appalti a sedersi ad un tavolo e trovare nuove regole che finalmente tutelino a pieno i lavoratori attraverso azioni di prevenzione, attraverso piani formativi, attraverso il controllo della spesa nei bilanci aziendali sotto la voce sicurezza e ambiente.

Purtroppo c’è sempre un’inerzia nell’affrontare questi argomenti perché ancora oggi la sicurezza dei lavoratori viene considerata un costo e non una opportunità.

La FILCTEM CGIL, la FEMCA CISL e UILTEC UIL  di Venezia ribadiscono tutta la loro convinzione e la loro forza nel contrastare fenomeni di aggiudicazione degli appalti poco chiari e poco tutelanti.

In ragione di tutto ciò le organizzazioni sindacali sono pronti ad aprire un tavolo di discussione con le istituzioni locali, gli enti di prevenzione, le aziende e il Prefetto per affrontare questo problema che come vediamo se non discusso con serietà e determinazione ci trova ad esporre i lavoratori ad un pericolo continuo.

 

In ragione di tutto ciò la FILCTEM CGIL,  FEMCA CISL e UILTEC UIL di Venezia ed il coordinamento RSU del Petrolchimico,

proclamano un’ora di sciopero per il giorno 22 luglio 2015

per tutti i lavoratori chimici giornalieri dell’area petrolchimico Porto Marghera

a partire da inizio giornata lavorativa.

 

 

 Il Coordinamento Rsu/Rls del Petrolchimico di Porto Marghera

 

Le segreterie territoriali di Venezia

   Filctem-Cgil Femca -Cisl Uiltec-Uil 

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Venerdì 17 luglio 2015, si è tenuta l’assemblea dei lavoratori della vetreria Berti per discutere la grave situazione che insiste sull’azienda.
Qualche giorno fa l’azienda e le organizzazioni sindacali si sono incontrate per discutere la situazione aziendale e da quell’incontro è emersa una situazione economica e finanziaria molto difficile, un mix tra mancati pagamenti da parte dei clienti e debiti accumulati verso i fornitori che creano una situazione che mette a forte rischio la continuità produttiva.

Inoltre sono già quasi 3 mesi che i lavoratori non vengono pagati.
Il rischio della chiusura dell’azienda e della perdita del posto di lavoro per 47 lavoratori è realmente concreto pur trattandosi di un’azienda che sino a qualche anno fa spesso lavorava in straordinario e godeva di una salute economica e finanziaria che la vedeva come un’azienda di eccellenza nel proprio settore.
I lavoratori e la FILCTEM CGIL di Venezia sono molto sorpresi di come si è ridotta questa azienda e non vorremmo che dietro questo dramma ci fossero interessi che nulla hanno a che fare con l’attività imprenditoriale.
Lunedì 20 luglio 2015 sotto nostra richiesta siamo stati convocati presso il Dipartimento Provinciale del Lavoro per discutere la vertenza e trovare le giuste soluzioni sugli ammortizzatori sociali.
Il nostro obiettivo non è quello, come purtroppo spesso succede, di assicurare gli ammortizzatori sociali a lavoratori destinati a perdere il posto di lavoro, ma di mantenere le fabbriche aperte e produttive, soprattutto fabbriche come queste che attraverso la professionalità dei lavoratori sono sempre state considerate punti d’eccellenza nel territorio.
A tal riguardo chiederemo l’intervento della Regione e del Comune di Venezia perché si facciano carico di questo problema.
Lunedì mattina 20 luglio, in concomitanza all’incontro presso il Dipartimento Provinciale del Lavoro ci sarà un concentramento di tutti i lavoratori della Berti come primo momento di protesta e di mobilitazione.

La Segreteria FILCTEM CGIL di Venezia

Mestre, 17 luglio 2015

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