Comunicati Filctem e CGIL

Categoria: Comunicati Filctem e CGIL

 

A fronte delle assemblee generali tenutesi in Azienda Veritas, dove sono stati consultati 260 lavoratori, tutti tranne 2 astenuti e un contrario, i quali hanno espresso un preciso percorso, tale percorso ci da il mandato per avviare la procedura di raffreddamento, prevista dalla legge, prima di procedere a forme di lotta.

Dopo 7 mesi di trattativa, ci siamo visti costretti a firmare un mancato accordo con tutte le sigle sindacali e  le motivazioni che ci hanno portato alla rottura delle trattative sono state condivise, spiegate all' assemblea e trasformate in un comunicato.

Da subito abbiamo sostenuto che non avremmo accettato ricatti  sul tavolo delle trattative e abbiamo  individuato come temi di rottura, i seguenti punti :

Modificare i valori economici sulla reperibilità con l' aumento della flessibilità.

Aumentare l'orario di lavoro altrimenti si viene penalizzati sul premio.

Obbligare i quadri e  gli impiegati, ad accettare un orario di 42 ore altrimenti perdono quota di salario.

Peraltro non accettiamo che l' azienda interpreti il contratto nazionale del lavoro in modo unilaterale e lo applichi solo quando gli fa comodo.

La contrattazione aziendale è un elemento importante e non si possono mettere in discussione valori salariali definiti negli anni.

Non si può affermare che i lavoratori con mansioni direttive non hanno un orario definito  per poi chiederci di individuare come normale orario di lavoro  42 ore settimanali, e chiedendoci di  penalizzarlo in modo consistente sulla retribuzione.

Non si può aumentare l' orario di lavoro senza un riconoscimento economico.

La nostra posizione non è mai cambiata, è stata sempre chiara e coerente, abbiamo sempre sostenuto di essere disponibili a trattare sul merito di ogni problema, siamo stati chiari dall'inizio, si dovevano slegare i vari temi senza avere ricatti, constatando che a Veritas questo non interessa.

Rispetto a quanto sopra riportato, abbiamo programmato di avviare la procedura di raffreddamento, nel caso questo percorso non avrà esito positivo metteremo in atto tutte le iniziative di mobilitazioni atte a ripristinare le corrette relazioni sindacali e la ripresa del confronto sul merito dell'integrativo in discussione.

Non è accettabile che un'azienda pubblica come Veritas  anziché cercare relazioni sindacali di qualità,  insista con  forzature rispetto a contenuti inseriti nel contratto nazionale di lavoro con lo scopo di modificare tutti gli accordi in essere conquistati con anni di contrattazione.

Come risposta abbiamo avuto il grave attacco sulla modifica dell'orario dei lavoratori part-time,  utilizzando un metodo che fino a ieri non si era mai visto.

Una scelta unilaterale che ci lascia tutti stupiti per come si scarica negativamente e soprattutto nei confronti delle donne di questa azienda.

Un’azienda pubblica che deve diffondere e che utilizza il codice etico, il quale sottolinea come si devono promuovere condizioni che incentivino orari e rapporti di lavoro atti a conciliare gli impegni familiari con quelli lavorativi, se non lo applica nei confronti dei propri dipendenti come potrebbe farlo nei confronti dei cittadini?

 

Riteniamo che le relazioni sindacali in un' azienda pubblica come Veritas debbano mirare all' interesse della collettività e al rispetto delle regole senza penalizzare i lavoratori.

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VENDITE “E.ON.”: ACCORDO RAGGIUNTO SULLE GARANZIE OCCUPAZIONALI. FILCTEM-CGIL, FLAEI-CISL, UILTEC-UIL REVOCANO LO SCIOPERO DEL 28 APRILE

Mantenute le tutele previste dall'art. 18 della legge 300/70

Intesa raggiunta tra “E.On.”, il gruppo tedesco tra i principali player energetici operanti nel nostro paese, e i sindacati del settore Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil sulle potenziali operazioni di vendita delle attività del gruppo e i riflessi sull'occupazione dei 900 lavoratori impegnati nei siti italiani.

“Le operazioni di vendita – si legge nell'accordo quadro firmato nella tarda serata del 22 aprile – non avranno alcun impatto negativo dal punto di vista occupazionale e che, pertanto, dalle stesse non scaturiranno, quale diretta conseguenza, esuberi di personale”. Possibili trasferimenti dei rapporti di lavoro alle società acquirenti (una di queste, la ceca “Eph”, n.d.r.) nell'ambito delle operazioni di vendita saranno effettuati secondo le normali procedure previste dalla legislazione italiana (art.2112 del codice civile, cessione individuale del contratto di lavoro ex artt. 1406 e segg, del cod.civ.): in entrambi i casi viene espressamente ribadito che i lavoratori manterranno le tutele previste dall'art. 18 della legge 300/70 (Statuto dei lavoratori).

Importante e significativo anche il fatto che “E.On.” si impegna ad inserire, tra i termini proposti alle società acquirenti per la vendita, il mantenimento della sede di lavoro ai dipendenti “amministrativi” nell'attuale ambito regionale per un periodo pari a 12 mesi successivi al trasferimento.

L'accordo sarà subito messo alla prova il prossimo 27 aprile, quando è previsto proprio l'incontro di chiusura della procedura di cessione  degli asset di “E.On.” Produzione (ramo gas e carbone) ai cechi di “Eph”: “un appuntamento importante – dicono i sindacati – anche per verificare se l'applicazione dell'accordo sottoscritto darà i frutti attesi”.

Soddisfatti i sindacati per l'intesa raggiunta, “uno strumento utile – sostengono – alla gestione di questa delicata fase di vendita, fermo restando le nostre preoccupazioni sulle prospettive industriali future sulle quali è stato nuovamente sollecitato l'intervento del ministero dello Sviluppo Economico”.

Per effetto dell'intesa raggiunta proprio oggi, 23 aprile, le organizzazioni sindacali hanno revocato lo sciopero nazionale previsto per l'intera giornata del 28 aprile e il contestuale blocco dello straordinario.

 

Roma, 23 aprile 2015

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In un momento in cui si profila sempre più difficile il futuro pensionistico, soprattutto quello dei giovani, (a parte le disposizioni del Governo Renzi secondo cui il TFR si può mettere in busta paga, ovviamente con le tassazioni che andrebbero a favore del Governo stesso), ci pare giusto attraverso questa tabella dei fondi interaziendali di tutte le categorie e di tutti i contratti che lo prevedono far capire quali sono i vantaggi nell’aderire, secondo noi, a questi importanti istituti contrattuali.

Teniamo conto che con la crisi dei mercati internazionali, dove fondi privati come quelli delle banche e quelli delle assicurazioni hanno perso molti punti percentuale, i fondi interaziendali invece hanno avuto flessioni negative in proporzione molto bassa, in quanto ci sono degli istituti di vigilanza e tutti i consigli dei fondi sono composti in forma paritetica cioè tra imprese e lavoratori eletti attraverso le votazioni che ogni 3 anni facciamo nelle aziende.

Questi fondi si dividono più o meno tutti con lo stesso schema utilizzando queste tre terminologie: i comparti Garantito, Bilanciato, Dinamico.

In questi punti il consiglio che diamo noi, visto che si può cambiare solo una volta gratis il comparto, se si è all’inizio dell’attività lavorativa di restare almeno per 5 o 6 anni sul fondo dinamico per poi passare a quello bilanciato oppure garantito.

Il lavoratore o la lavoratrice può versare da subito il 100% del proprio TFR che è soggetto ad una tassazione minima. Rispetto a quello che viene versato dal lavorate o dalla lavoratrice l’azienda versa gli stessi soldi, quindi questa è già una convenienza perché è come garantirsi un’altra busta paga.

Bisogna ricordare anche che nel caso in cui l’azienda fallisse, purtroppo in questo periodo si riscontra molto spesso questo genere di difficoltà, il TFR è protetto.

Ci sarebbero molte altre questioni da approfondire, molte altre domande potrebbero essere fatte per far capire a chi non è iscritto il valore di questi fondi ma questo si può fare andando dentro ai siti dei fondi dove vi è la possibilità di interloquire con gli addetti che ogni giorno rispondono cortesemente alle molte richieste.

 

I fondi di riferimento alla nostra categoria sono:

Chimica : FONCHIM

Gomma Plastica: GOMMA PLASTICA

Tessile e Calzaturiero: PREVIMODA

Gas acqua: PEGASO

Energia petrolio: FOPEN

 

Vogliamo farvi notare che il fondo Solidarietà Veneto non è un fondo di carattere contrattuale, utilizza gli stessi metodi ma con percentuali differenti soprattutto per il prelievo che riguarda le aziende, il lavoratore paga il 100% ma l’azienda paga molto meno, per questi motivi la CGIL non ha ritenuto opportuno aderire a questo fondo.

 

ECCO DI SEGUITO LA TABELLA RELATIVA AI RENDIMENTI DEI PRINCIPALI FONDI PENSIONE NEGOZIALI NEL PRIMO TRIMESTRE 2015 ED IL CONFRONTO CON LA RIVALUTAZIONE DEL TFR NELLO STESSO PERIODO:

 

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Gli impianti del TAF non più tardi di qualche anno fa erano stati oggetto di valutazione da parte di Sifa, ma dopo una lunga trattativa la Regione non ha dato il via libera, anche se su questo però abbiamo solo delle dichiarazioni fatte al tavolo dall’azienda Syndial ,che non ha mai chiarito il perché della sua volontà di cedere questi impianti.

Negli ultimi anni, nella complessa riorganizzazione di Syndial Porto Marghera, sono state affrontate proprio sugli impianti del TAF e dell’ex CICLO CLORO, alcune riorganizzazioni; nel mentre però la società prendeva accordi con la “Lecher – Depuracque” per realizzare alcuni impianti adiacenti al TAF prevedendo di utilizzare personale esterno.

Su questo ci siamo opposti e quegli impianti oggi sono gestiti da personale Syndial proveniente da cicli che Syndial stessa ha chiuso.

Dopo questa breve cronistoria però, è giusto che come organizzazione, facciamo il punto mettendo in evidenza quali sono le nostre contrapposizioni alla nuova riorganizzazione che l’azienda Syndial ci sta proponendo.

Il ritorno alle idee iniziali, ovvero quella di togliere il personale Syndial dalla gestione dei nuovi impianti o quanto meno di governarli a distanza con controlli sporadici  portandoli ad un numero di addetti molto basso, con una riorganizzazione che noi consideriamo a perdere ed incomprensibile.

Guardando più in là del nostro naso, però una considerazione più precisa la possiamo fare, in quanto il trattamento delle acque di tutto il sito è un punto fondamentale per la gestione futura dei terreni, legata al nuovo accordo bonifiche di Porto Marghera e legato a questo vi è un profondo interesse da parte di società esterne ad entrare in questo business e ad inserirsi  in qualsiasi (e con qualsiasi) modo alla gestione delle bonifiche dell’area di Marghera che noi diciamo rientra nelle grandi opere.

Perché Syndial che inizialmente aveva una vocazione legata alla gestione ambientale oggi attraverso questo tipo di riorganizzazione ci mette in una condizione di quasi abbandono degli impianti? Si stanno  creando le eventuali possibilità di ingressi societari che non vedrebbero più impegnata la società ENI sulle questioni ambientali?

Questo potrebbe essere uno dei primi tasselli che poi gradualmente coinvolgerebbero tutti gli altri punti di interesse legati alla questione trattamento acque e bonifiche, quindi l’esempio di Syndial potrebbe diventare l’esempio anche di altre società. Questo per noi è un gravissimo problema.

Possiamo dire che in questo ambito la cessione dei terreni e i soldi che ENI ha messo per le bonifiche possano essere l’esempio più pratico di un abbandono progressivo senza pagare nessun altro pegno?

Noi di fronte a questa modalità di gestire un così importante pezzo di industria in un luogo così altrettanto importante, rimaniamo veramente perplessi ma allo stesso tempo saremo altrettanto determinati affinché non si generino derive di carattere speculativo e su questo, come organizzazione, vigileremo anche per il fatto che negli impianti di questa società ci sono lavoratori e lavoratrici in carne ed ossa che non meritano assolutamente di essere abbandonati a loro stessi o cacciati dentro altre aziende attraverso la cessione di rami aziendali.

 

Il segretario generale

Riccardo Colletti

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Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia Mestre, 16 aprile 2015

70° anniversario della liberazione

Care compagne, cari compagni,

oltre alle varie celebrazioni che si terranno nel nostro territorio in occasione del 70° anniversario della liberazione, tra le quali Mestre dove saremo presenti con una delegazione CGIL CISL UIL di Venezia (interverrà per le Confederazioni Lino Gottardello, Segretario Generale della Cisl di Venezia), come Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia abbiamo deciso di partecipare alla manifestazione nazionale che l’ANPI organizza a Milano per il 25 aprile.

La manifestazione prevede il concentramento alle ore 14.00 lungo Corso Venezia e seguirà il corteo fino a Piazza Duomo.

Tra gli interventi anche quello del nostro Segretario Generale, Susanna CAMUSSO, mentre il comizio conclusivo sarà tenuto da Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale ANPI. Tutti i dettagli li potete trovare sul sito nazionale dell’ANPI.

Per la partecipazione è previsto un pullman che partirà da Portogruaro alle ore 8.45 dalla sede della Camera del Lavoro di Via Boito, 26 (parcheggio COOP), farà sosta a Mestre davanti alla nostra sede di Via Ca’ Marcello, 10 alle ore 10.00.

La partenza da Milano è prevista al termine della manifestazione verso le ore 18.30 con rientro previsto per le ore 21.00 a Mestre e per le ore 22.00 a Portogruaro.

Eventuali adesioni nominative (accompagnate da numero di cellulare), vanno comunicate alla compagna Michela Manente dell’ufficio Segreteria Confederale (0415491318 – 3485278123).

Fraterni saluti.

A tutte le Strutture ______________________________

Enrico Piron Segretario Generale CGIL Venezia

30172 Mestre (VE) Via Ca’ Marcello, 10 – Tel. 041-5491300 Fax 041-5491305-311 e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.venezia.cgil.it

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