Comunicati Filctem e CGIL

Categoria: Comunicati Filctem e CGIL

Il 19 febbraio 2015, presso la Prefettura di Venezia, si sono incontrare le organizzazioni sindacali FILCTEM CGIL e FEMCA CISL assieme alle Istituzioni locali e le aziende Reckitt Benckiser e Zeolite per discutere delle possibili soluzioni sulla difficile vertenza che ha creato rapporti tesi tra le due ditte e mettendo in discussione la continuità produttiva di due aziende con il conseguente rischio di perdere 40 posti di lavoro. L’atmosfera al tavolo era molto tesa, sono state discusse in modo profondo le diverse posizioni sostenute dalle parti. La nostra Organizzazione Sindacale insieme alle Istituzioni locali ed il Prefetto hanno cercato di condurre una discussione sul merito del problema occupazionale ed alla fine il buon senso ha prevalso, siamo riusciti a smorzare un po’ i toni ed a mettere in campo alcune proposte che vanno nella direzione da noi sperata.

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La Solvay mercoledì sera ha comunicato ai delegati che il sito di Porto Marghera sarà venduto all’azienda Fluorsid di Assemini, a Cagliari. Apprendiamo con molta preoccupazione e stupore la notizia. Prima di tutto perché il sito di Venezia non è mai stato messo in discussione in questi anni, ma anzi, è sempre stato considerato dalla Solvay una produzione strategica per gli equilibri produttivi del gruppo. In seconda battuta perché la cessione di questi impianti mette in seria discussione la continuità produttiva e quindi il futuro del sito. Al di là delle rassicurazioni di forma c’è da capire quali siano le reali motivazioni per cui Solvay si libera di Porto Marghera, e quali sono le eventuali garanzie di continuità produttive da parte dell’acquirente nuovo.


Dopo le recenti esperienze fallimentari che i lavoratori del petrolchimico hanno subito attraverso chiusure, finte acquisizioni e speculazioni immobiliari, operazione al limite della legalità, la Filctem Cgil di Venezia non può che criticare fortemente questa decisione. La di lasciare Porto Marghera arriva a valle delle decisioni del governo di inserire il sito nell’area di crisi complessa che dovrebbe facilitare l’arrivo e il reinsediamento delle produzioni esistenti. La vendita (svendita?) di pezzi del petrolchimico ad aziende di cui non conosciamo le strategie industriali e il peso economico, mette in forte discussione qualsiasi progetto di rilancio.

Il sindacato promettere battaglia su ogni punto di discussione. Restando in prima linea insieme ai lavoratori fino a quando non avrà le necessarie garanzie di rilancio produttivo e occupazionali. Giovedì mattina i lavoratori del sito si sono riuniti in assemblea con i rappresentanti sindacali per discutere delle poche notizie ufficiali trapelate dalla Solvay sul pre-accordo di vendita e a dimostrazione della loro preoccupazione è stato deciso di indire sin da subito lo stato di agitazione da programmare nei prossimi giorni.

Già in passato gli addetti Solvay del veneziano hanno subito un forte ridimensionamento dimezzando produzioni e forza lavoro. Oggi ricordiamo che l’impatto occupazionale riguarda 70 lavoratori dipendenti diretti e altrettanti dell’indotto. La Solvay non è nuova a queste ‘sorprese’ a dimostrazione di relazioni industriali ai minimi termini senza alcun rispetto per la dignità dei lavoratori e della democrazia nei luoghi produttivi.

 

Davide Camuccio

Filctem Cgil Venezia

 

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Mercoledì mattina è divampato un incendio all’azienda Ecoricicli di Veritas a Marghera. Un rogo di vaste proporzioni che ha distrutto un capannone nuovo con dentro materiali ingombranti dove vengono trattati materiali come mobili in legno materassi, divani, ecc.

Fortunatamente nessun lavoratore è rimasto ferito. Si parla di due persone che avrebbero inalato del fumo senza presentare, almeno al momento, alcun segno di intossicazione, come appreso da fonti interne all'azienda.

L’incendio, per quanto abbiamo capito è stato domato. Ora sul posto oltre ai pompieri c’è il Noe e l’Arpav che stanno monitorando l’evolversi della situazione. Come al solito persistono difficoltà sulla gestione del rischio e dell’informazione soprattutto ai cittadini, che si allarmano ogni volta che ora vedono fumo su Marghera.

I materiali che hanno preso fuoco sono materiali che generalmente non producono diossina. Ma la preoccupazione di vedere fumo scuro e di non capire di cosa si tratti per noi è sbagliata e fuorviante.

Da sempre su Porto Marghera esiste il sistema Simage che mette in rete pompieri, Arpav e aziende e attraverso il quale si è in grado di definire l’entità del rischio. Ma invece di avere notizie certe, apprendiamo di telefonate giunte da più parti che avvisano di chiudere finestre e barricarsi in casa.


Questo alimenta una psicosi, che per noi è vergognosa.  In quanto se ci fosse un grave rischio per la popolazione le sirene di Porto Marghera suonerebbero tutte. Non a caso periodicamente vengono effettuate delle esercitazione per testare i sistemi di controllo.


Come è possibile che alle scuole arrivino telefonate che avvertono di chiudere le finestre, non solo nella nostra zona ma addirittura fino ai confini della provincia? Quando dovrebbe essere la stessa Arpav collegata al sistema Simage a dare una comunicazione quasi simultanea di quanto sta accadendo?

Siamo alle solite. I cittadini che dovrebbero essere informati e non disinformati o allarmati vengono portati ad assumere una gestione del rischio sbagliata perché lasciata al caso o peggio strumentalizzata. Il comune di Venezia dovrebbe da subito attivarsi per informare la popolazione, utilizzando i mezzi descritti. Aspettiamo una verifica di Arpav sulle analisi ambientali per poi dare, anche dal canto nostro un’informazione più appropriata.

Filctem Cgil Venezia

 

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Riccardo Colletti Filctem Cgil Venezia

 

E i nodi vennero al pettine.

Dovremmo poter ammirare i terreni nel cuore di Porto Marghera, risanati, bonificati, recuperati e messi a disposizione di decine di imprese, in fila e impazienti d’insediarsi e iniziare le loro attività.

Almeno queste erano state le dichiarazioni di Zaia e Orsoni.

Ma, ahimè, lo scenario che constatiamo rispetto a questo è l'opposto.

Apprendiamo dai media locali che i nostri presagi si sono trasformati in realtà.

I 110 ettari accompagnati dai 38 milioni che Eni doveva cedere a Comune di Venezia e Regione Veneto, rimangono “terra di nessuno”, nel senso che a giorni scade il preliminare che avrebbe dovuto ufficializzare la transazione e siamo di fronte ad un nuovo nulla di fatto.

Quale strategia si nasconde in questo atteggiamento di Comune e Regione?

Da sindacato non abbiamo mai nascosto il timore che dietro ad operazioni mai portare a termine, che dovevano restituire spazio ad attività produttive e creare lavoro, ci fossero tutt’altri tipi d’interessi. Nella fattispecie di tipo speculativo. Lo abbiamo detto in occasione dalla torre di Pierre Cardin e ribadito di fronte al progetto della "nuova Manhattan" di Marghera.

Questo continuo procrastinare di Comune e Regione non sarà un modo di fare per portare sempre più lontana una soluzione di carattere industriale?

Quali sono le reali destinazioni d’uso che i soggetti che partecipano a questi accordi hanno in mente per questi terreni?

E cosa ci guadagnano davvero i cittadini, che in tutti questi anni hanno visto sparire pezzo dopo pezzo il patrimonio industriale e produttivo dei nostri territori e il lavoro, ricevendo in cambio fumo negli occhi, promesse non mantenute e altri soldi da pagare per le bonifiche?

Per quale motivo altrimenti, un impegno così lineare come quello di strappare le zone industriali all’abbandono, attirando nuove attività e generando occupazione, non avrebbe dovuto conoscere la luce?

Ci dispiace essere qui a constatare l’ovvio. Nulla degli impegni sottoscritti dalle istituzioni è diventato realtà sulle bonifiche di Porto Marghera.

Mentre nel frattempo è scoppiato lo scandalo dei soldi pubblici per conterminazioni “inutili” attorno all'area industriale veneziana.

Inutili perché queste “barriere” che avrebbero dovuto circondare il terreno su cui insistono le industrie, impedendo ai residui inquinanti di fluire in laguna, sono dei "colabrodo". E necessiteranno perfino di altro denaro pubblico per essere portate a termine, semmai dovessero servire a qualcosa.

Non vogliamo che si lasci correre. Non vogliamo che i soggetti politici che di volta in volta ci governano confondano le idee dell'opinione pubblica, per non rendere mai conto delle promesse fatte, degli impegni presi, degli accordi sottoscritti. 

Alle istituzioni chiediamo risposte su questo.

Riccardo Colletti

Filctem Cgil Venezia

 

 

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Cogliamo l'occasione per informare che il sindacato Filctem Cgil Venezia ha chiesto ufficialmente l'intervento dell'amministrazione comunale, nella persona del sindaco Luigi Brugnaro e regionale, in quella del presidente Luca Zaia per scongiurare la scomparsa dell'azienda d'infissi Berti Srl di Tessera e dei 46 posti di lavoro dei dipendenti che vi lavorano all'interno. Partita richiesta d'incontro anche al Ministero dello Sviluppo economico.

 

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  • Ci mancherai Annalisa . . . .

     
    Questa notte ci ha lasciato la compagna e amica Annalisa Salmistraro, delegata della Safilo di Santa Maria di Sala. La Filctem Cgil di Venezia esprime tutto il suo dolore ed esprime condoglianze alla famiglia. 
    Annalisa era una delegata storica della Safilo e una dirigente sindacale componente del Direttivo della Filctem Cgil di Venezia. Sarà ricordata per il suo profondo impegno verso i più deboli, per la sua dedizione nel difendere i diritti e le tutele delle proprie colleghe di lavoro. Sempre in prima fila nelle lotte che hanno caratterizzato gli ultimi anni della storia turbolenta del Gruppo Safilo.
    Ci mancherai Annalisa, che la terra ti sia lieve.
     
    Filctem Cgil di Venezia
     
    Venerdì 10 luglio 2020

     

    Davide Camuccio
     
  • Al Compagno Bruno Filippini

     


     

     


     

    Sono passati ormai due anni dalla scomparsa del nostro caro amico e compagno Bruno Filippini.

    La FILCTEM CGIL di Venezia continua a ricordarlo come un compagno che ha fatto vivere momenti indimenticabili e di valore inestimabile a chi, come molti di noi, si stava affacciando in un mondo così complesso come quello del sindacato, trasmettendo valori ed insegnamenti che difficilmente ci abbandoneranno.

    Bruno ci ha fatti crescere lasciando dentro ognuno di noi un pezzo di sé stesso, è sempre stato per noi una spalla e ci ha sempre dato consigli, senza mai togliere autonomia di pensiero, per affrontare, con responsabilità, le grandi vertenze che abbiamo vissuto in questi ultimi anni.

    Con le sue qualità e con i suoi consigli Bruno ci ha fatto capire quanto grande è la nostra organizzazione e come viverla.

    Sono molti i valori che abbiamo assimilato standogli vicino, valori che ci accompagneranno per il resto della nostra vita, non solo sindacale.

    Bruno è la storia del nostro Sindacato e del Petrolchimico di Porto Marghera e l’ha vissuta con grande responsabilità nei momenti più bui contro il terrorismo e quando il sindacato non aveva grandi radici all’interno delle grandi aziende.

    Bruno diceva spesso: “Quando i lavoratori sono con te e condividono le scelte, nessuno può mettere in discussione quello che stai facendo”. Non è una frase banale, ma è un modo di rappresentare con forza, passione e determinazione i più deboli, quelli che subiscono ingiustizie, la parte della società che è sempre stata messa in discussione da chi ha un potere più alto.

     Sei sempre con noi compagno!

     

    La segreteria FILCTEM CGIL di Venezia

    Mestre, 26 settembre 2019

     
  • UN SALUTO ED UN ABBRAACIO A LUCIA


     

     

    Abbiamo appreso con sgomento ed incredulità la notizia della prematura ed improvvisa scomparsa della compagna Lucia Berto.
    Lucia è stata segretaria generale della FILCEA Venezia, segretaria della CGIL di Padova e dal 2017 faceva parte della segreteria dello SPI Cgil di Padova.
    Compagna storica e persona speciale, sempre in prima linea nella difesa dei diritti delle donne, dei lavoratori e delle lavoratrici.
    La ricordiamo per il suo indiscusso impegno e professionalità alla guida della FILCEA di Venezia in un periodo politico-sindacale difficile e caratterizzato da profonde
    trasformazioni del sito produttivo di Venezia.
    Ricordiamo la sua umanità nel confrontarsi con le lavoratrici, i lavoratori e i propri collaboratori avendo sempre un momento di ascolto per ognuno di noi.
    La FILCTEM CGIL di Venezia esprime il proprio cordoglio alla figlia Marina e alla famiglia
    e ai compagni dello SPI CGIL di Padova.

    La segreteria FILCTEM CGIL di Venezia

     
  • GRANDI NAVI A VENEZIA