Comunicati Filctem e CGIL

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Battuta di arresto per l'azienda di produzione di occhiali di Santa Maria di Sala: niente rinnovi degli addetti a tempo determinato ed esuberi in vista. Sindacati: "Grande preoccupazione"

 

È sempre calda la situazione alla Safilo di Santa Maria di Sala, la ditta di produzione e distribuzione di occhiali, dopo l'annuncio di poco tempo fa che i contratti di lavoro a tempo determinato di decine di addetti, non saranno riconfermati, e a seguito della notizia di altri possibili licenziamenti fra i lavoratori fissi. "I numeri sono preoccupanti - afferma Filctem Cgil - si parla di un centinaio di posti".

'Piano industriale stravolto'

"La situazione è preoccupante - dice Davide Camuccio della Filctem -. Queste condizioni confermano i timori già da noi espressi qualche mese fa. Ma ancora non abbiamo compreso come da un piano industriale che aveva in prospettiva l'assunzione a tempo indeterminato di decine di contratti a termine sul Veneziano, con aspettative rosee per il futuro produttivo, si sia arrivati a uno stravolgimento generale del quadro della situazione - afferma Camuccio -. Siamo giunti ad avere nessun rinnovo per gli ultimi addetti inseriti in azienda, i primi a rimetterci dopo il dietro front annunciato dai vertici, e lo spettro del licenziamento che si agita anche sulla testa del nucleo solido dei lavoratori stabili. Una situazione inaccettabile. Vogliamo capire quali strategie abbia in mente la società, per per essere arrivata a questi livelli su Santa Maria di Sala. Di sicuro non staremo a guardare, mentre la situazione evolve".

 

 

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"Il sindacato nelle tue mani". Così la Cgil avvia la campagna di tesseramento 2018 per incoraggiare l'adesione da parte di "chiunque abbia a cuore la democrazia e la dignità della persona. Della persona prima ancora della lavoratrice o del lavoratore, della pensionata o del pensionato; perché la Cgil è un soggetto di rappresentanza generale, non solo del mondo del lavoro comunemente inteso. Dunque, anche di quanti il lavoro lo cercano o che hanno attività non tipicamente classificabili di dipendenza lavorativa".

Un linguaggio diretto, dunque, volto a coinvolgere e far sentire protagonista chi ha già aderito e chi intende farlo quest'anno: "Il sindacato sei tu. La Cgil sei tu. Senza il tuo contributo non esisterebbe".  Per la Cgil, "I contratti collettivi nazionali di lavoro, la contrattazione nel posto di lavoro e nel territorio, i servizi di tutela delle persone; la presenza nel territorio dove la Cgil è punto di riferimento, le tantissime iniziative nazionali e locali, e ancora: il protagonismo e la valorizzazione del mondo del lavoro e di chi il lavoro lo cerca, le mobilitazioni per un fisco più giusto e per leggi più avanzate in tema di mercato e rapporto di lavoro; Le lotte per una sanità diffusa e di qualità, per la legalità, per uno stato sociale finalizzato ad una sempre più forte coesione sociale, sono soltanto alcune delle cose che cerchiamo di fare nel miglior modo possibile". 

"Senza il tuo contributo, senza la tua iscrizione e di quanti hanno fatto e fanno questa scelta, senza la forza e la determinazione che ne derivano, tutta questa attività sarebbe impossibile" e "avrebbe come conseguenza un risultato disastroso: ognuno sarebbe più solo, i diritti arretrerebbero fino ad essere ritenuti una concessione che si può negare in qualsiasi momento. La stessa legislazione sul lavoro deriva molto dalla forza che il sindacato può mettere in campo".

Una Cgil più forte e rappresentativa rende più forte te: "Non siamo tra coloro che promettono di risolvere tutti i problemi - si legge in una nota che fa accompagna questa nuova campagna di tesseramento -, ma con te e con quanti intendano iscriversi facciamo un patto: noi proveremo sempre, fino in fondo, a rendere più giusta, più equa e più coesa la società in cui viviamo e a fare del lavoro lo strumento fondamentale per la libertà delle persone".

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Il segretario della Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia, Enrico Piron

  

AREA PILI- L'area strategica tra la Terraferma e Venezia è oggetto di interesse di un Tycoon orientale che ha base a Singapore. Pubblichiamo la lettera aperta di Enrico Piron, segretario generale della Cgil di Venezia

Apprendo oggi dalla stampa che il signor Ching Chit Kwong, attraverso la sua società, la Grandeur Oxley Holding Limited, sarebbe interessata all’acquisto dell’area dei Pili con finalità turistico/ ricettive e commerciali. Comprendo l’imbarazzo della proprietà dei terreni che, certamente, per buona educazione, non esprime compiutamente quali siano le effettive prospettive e la reale progettualità del territorio di Porto Marghera, della sua vocazione industriale e delle aspettative che i suoi cittadini ripongono nei progetti di re-industrializzazione, per i quali si sta lavorando da tempo e soprattutto della ferma volontà, manifestata tenacemente e risolutamente in centinaia di dichiarazioni, dal signor Sindaco della nostra Città, sulla necessità di una ripartenza di un tessuto manifatturiero del territorio e del puntiglio del Primo Cittadino perché questo di realizzi.
A costo di sembrare scortese, ho quindi deciso di parlare io al signor Kwong,

Caro signor Kwong,

certo le sarà capitato di visitare il nostro territorio in questi giorni e avrà notato come, per giustissima volontà dell’Amministrazione e del nostro Sindaco, da qualche tempo, alcuni siti industriali siano illuminati la notte. E’ un’idea certo d’impatto ma, mi creda, non evocativa o estetica. Serve a ricordare alle menti più distratte, proprio perché stiamo celebrando il Centenario dell’area industriale, che questo compleanno non è unicamente una rievocazione del tempo che fu, di industrie che non ci sono più, di lavoro scomparso e territorio abusato, ma l’inizio di nuova progettualità. Venezia, che abbiamo la fortuna di abitare, è certamente uno straordinario luogo storico e artistico, unico nel mondo, ma deve tornare ad essere il centro di un processo di ricostruzione di un tessuto industriale e manifatturiero che da troppo tempo attende segnali di ripresa (parlo bene, signor Sindaco?).

Tutte e tutti ci stiamo impegnando affinché tale progettualità non resti lettera morta, ma che, attraverso un allineamento di intenti tra politica, istituzioni e rappresentanza sociale, dia nel più breve tempo possibile, risposte concrete che permettano a progetti industriali ed investimenti, di trovare, proprio qui e finalmente, quelle prerogative per rimettere in moto il volano della produzione industriale moderna, di creare buon lavoro e stabile e di redistribuire alle cittadine e ai cittadini gli esiti di uno sviluppo che ci aspettiamo da troppo tempo.

Lo status di “area di crisi complessa”, il grande lavoro svolto in questi mesi e l’imminente inizio di questa fase, nonostante le già grandi difficoltà ambientali presenti, rappresentano un’occasione alla quale nessuno intende a rinunciare e per la quale ognuno è disposto a fare la proprio parte con determinazione e puntiglio. (giusto, signor Sindaco?)

Non le nego poi che in questi giorni ci stiamo impegnando tutti anche per ripensare il territorio, per valorizzarne le specificità, per integrare maggiormente il Porto con la città, per trovare elementi di compatibilità tra fattori presenti a partire proprio dal turismo e dalle Grandi Navi da crociera, salvaguardando quell’importantissimo lavoro, magari valorizzandolo e stabilizzandolo ma evitando che il turismo si divori tutto il nostro territorio e che lo impoverisca, sopratutto perché Venezia non diventi un parco di divertimenti a tema, ma resti una città, con i suoi abitanti, con le attività produttive, artigianali, di servizio che una città deve mantenere, con i servizi essenziali per i suoi cittadini, tutti i cittadini di un luogo tanto complesso, dalla città storica alla terraferma, con un welfare che non discrimini e che liberi dal bisogno, insomma un progetto politico di rilancio anche in un’ottica metropolitana, anche se ormai quasi ci siamo dimenticati di esserlo, metropolitani (un po' è così, vero signor Sindaco?).

Veda, signor Kwong, siamo lusingati dal fatto che lei abbia pensato a Venezia per i suoi investimenti e all’area dei Pili, ma, mi creda, la sua visione imprenditoriale confligge proprio con le aspettative del territorio e con i desiderata del nostro Sindaco.

Quel territorio ha un vincolo industriale ed è opportuno non solo che mantenga quel vincolo, ma che su quell’area vengano impiantate realtà manifatturiere e industriali, start up, progetti produttivi con l’università e quant’altro vada in quella direzione.

Mi permetto di aggiungere che, tra l’altro, proprio il proprietario di quelle aree da mesi sta dicendo con veemenza e coraggio, che a Venezia serve proprio che l’industria riparta e che non intende rassegnarsi al declino in cui verte, che lui è figlio di questo territorio e che a Porto Marghera e alle sue industrie deve moltissimo e che intende ricompensarlo di quello che ha ricevuto e sono convinto che giammai permetterà che proprio sulle aree di sua proprietà vengano impiantati progetti che non sono improntati su questa dimensione.

Forse non lo dice a lei ma lo ha detto a tutti noi.

Caro signor Kwong, mi creda. A Venezia serve ricostruire un tessuto produttivo ed industriale all’altezza della sfida mondiale.

Partecipi anche lei ai progetti di re-industrializzazione. Converta gli investimenti di capitali in lavoro e produzione.

Sottragga tutti noi da questo imbarazzo.

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Come segreterie territoriali FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL, oggi abbiamo incontrato l’Ente Zona che è stato incaricato dalle aziende petrolchimiche e dell'energia di Porto Marghera a dare risposte specifiche sulla questione “Grandi Navi da crociera” e i relativi impatti che l'ipotesi uscita nella riunione del comitatone dello scorso 7 novembre, comporterà nei confronti delle attività produttive e manifatturiere dell'area.
L’Ente Zona ha confermato un’effettiva difficoltà che non deriva solo dalla questione del progetto, ma soprattutto dalla fase di incertezza orientativa che tale ipotesi comporta.
Tuttavia le aziende hanno precisato di essersi riservate di fare qualsiasi tipo di dichiarazione mezzo stampa ma non per questo non hanno omesso di sollevare i loro dubbi nelle apposite sedi, dubbi che ovviamente permangono sia sulla questione del traffico navale e dell’occupazione del canale dei petroli, sia sulla questione riferita ai marginamenti, così come su questioni specifiche legate alla sostenibilità ambientale del progetto e alla sicurezza che potrebbe essere messa in discussione dalla promiscuità dei traffici (turistici e croceristici), con le attività industriali esistenti.
Per noi era doveroso ottenere queste risposte visto che, come ci è stato confermato, nessuna rappresentanza delle imprese ha potuto far parte del Comitatone. Come le stesse hanno ribadito di aver tempestivamente presentato le loro osservazioni ai vari progetti di analisi e di studio, realizzati dall’Autorità Portuale, richieste che ad oggi non hanno ancora ottenuto nessun riscontro.
Come Segreterie Territoriali, riconfermiamo a pieno titolo la nostra preoccupazione causata soprattutto dai limiti imposti alla discussione di un tema così importante, a tal punto di non permetterci di esprimere le nostre valutazioni. La totale mancanza di un progetto industriale e di riqualificazione delle aree, nonché quelle relative ai 107 ettari che Syndial sta trattando con il Comune, per noi è l’emblema di come si stanno trattando argomenti di interesse non solo territoriale ma anche nazionale e quindi riteniamo inconcepibile che non ci siano condizioni di trasparenza sulle evoluzioni importanti di un’area come Porto Marghera che deve poter rappresentare e difendere gli interessi industriali, manifatturieri, logistici e occupazionali che la caratterizzano, oltre alle vocazioni preponderanti. Per far questo e per rendere effettivo e efficace il futuro accordo di programma per il rilancio dell'area di crisi complessa di Venezia, vanno inoltre reperite le risorse per completare i 3 km mancanti di marginamento e la bonifica delle aree deve essere legata all'effettivo riuso delle stesse e come indicato dal PAT.
Pertanto e per non favorire intenti speculativi o favorire eventuali gruppi di interesse, che aprirebbero inevitabili e sicuri conflitti tra settori economici, pensiamo sia utile la convocazione di un Tavolo locale per definire un intesa specifica che tenga strettamente legati gli argomenti di economia, sviluppo e tutela delle industrie, chiarendo tutti gli aspetti tecnici oltre al relativo progetto che ad oggi ancora non c'è.

 

In tale Tavolo di confronto vanno coinvolti tecnici, esperti e Ministeri competenti affinché dal progetto che sarà poi presentato e che va posto alla base di un confronto, si possa fare chiarezza sulla compatibilità tra “Grandi Navi”, ambiente, traffici commerciali, industria e manifatturiero, dando le dovute garanzie per la tutela delle aziende esistenti e la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali. Un confronto questo che non può essere superato da pareri e da riunioni di Comitatone, come l'ultima del 7 novembre scorso, dove ad oggi nessun documento è stato prodotto, creando confusione e incertezze; come confermato dalle stesse imprese tale situazione, invece di attrarre nuovi imprenditori, rischia di allontanarli e allo stesso tempo mina l'esistenza delle attività presenti su tutta Porto Marghera. Come da noi richiesto il tavolo di confronto rimarrà aperto in via permanente e nel frattempo valuteremo tutte le iniziative utili a far chiarezza e per passare dalle incertezze alla certezza che in quest'area strategica si può ancora investire e fare industria.

 

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Egregio

Avv. Pizzigati Mauro

 

 Invio tramite mail

 

 

Le scrivo in merito alla situazione a dir poco esasperante che stiamo vivendo come ex lavoratori della Vinyls.

Apprendo dall'ufficio vertenze della Cgil che sono stati sospesi i pagamenti da parte dell'Inps del fondo integrativo Fonchim ai noi lavoratori.

Apprendo altresì che il piano di riparto non è ancora stato depositato...mi sembra di tornare indietro di un anno quando lei mi aveva assicurato invece che entro fine 2016 detto piano ci sarebbe stato.

A questo punto mi chiedo: quando potremmo finalmente avere i nostri soldi? Le ricordo che ormai gli ammortizzatori sociali sono terminati e molti ex colleghi sono ancora disoccupati e senza alcun reddito.

La misura ormai è colma, ci son famiglie che non sanno più dove sbattere la testa, i soldi del Fonchim (se fossero arrivati dall'Inps) almeno avrebbero permesso di tamponare un po' la situazione in cui versano la maggior parte di noi e di conseguenza le nostre famiglie.

Ci sentiamo presi in giro e non poco. Come sempre solo chiacchiere e zero fatti concreti.

Dopo tanti anni dall'inizio della vertenza Vinyls ancora non vediamo la fine di questo incubo.

In una sua intervista del 14 luglio 2017 alla Nuova Venezia lei aveva detto testuali parole: “naturalmente restano da liquidare anche le spettanze dei lavoratori, buona parte degli stipendi arretrati sono già stati liquidati ( Ma dove???…) e conto di completare i pagamenti a breve”….la procedura sta facendo cassa con i soldi e sulle spalle dei lavoratori????

A questo punto le chiedo:

 

Ma quanto dobbiamo ancora aspettare per avere ciò che è nostro?

 

Abbiamo bisogno, ora più che mai, di certezze e non siamo più in grado di aspettare, siamo esasperati e a questo punto ci muoveremo di conseguenza.

Lei sa bene che la fantasia non ci manca…e con la fantasia ci è rimasta ancora la nostra dignità, invece la pazienza ormai è finita.

 

Saluti

 

Per la segreteria Filctem CGIL di Venezia                                         

Nicoletta Zago                          

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Ecco quali discontinuità si incontrano in pratica, per realizzare il passaggio dei grandi condomini del mare in quest'area. Tutti i nodi irrisolti: dai serbatoi della Raffineria Eni al tubo dell'azoto, passando attraverso il nastro trasportatore Pilkington con il magazzino di stoccaggio, e il pericolo speculazione sui terreni

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"Corrispondere i rimborsi alla fine del programma formativo, o 45 giorni dopo, ci squalifica nel contesto europeo e crea disparità nelle opportunità in base alle risorse delle famiglie"

PROGETTO GIOVANI IN PILKINGTON

Credo giusto ribadire alcune questioni:

la prima, noi Cgil non siamo assolutamente contrari al progetto giovani però avendolo visto applicare nell’ambito della Pilkington siamo in grado di dire chiaramente, dimostrandolo, che molti di quei giovani stagisti non hanno ricevuto ad oggi alcun indennizzo.

Non siamo di sicuro fuori strada rispetto a quello che stiamo dicendo. Ma vogliamo riferirci a quelli che dicono che i posti di lavoro ci sono, mentre i giovani non sono interessati alle offerte. Ci sarà un motivo?

A poco ci servono le giustificazioni della regione, in quanto si riferiscono a dispositivi di legge che prevedono i rimborsi 45 giorni dopo la fina dello stage. La cosa ci pare alquanto strana, perché osservando quanto previsto dal dispositivo di legge Monti e Fornero, si prevede:

“Contratto stage stipendio minimo di 300 euro lordi: il compenso minimo che un tirocinante può ricevere, con un contratto di tirocinio, detta indennità di partecipazione al tirocinio, è di competenza delle Regioni e delle Province Autonome. Secondo gli standard delle Linee Guida lo stipendio minimo non può essere al di sotto delle 300 euro MENSILI.

Tirocini di inserimento o reinserimento al lavoro: sono stage svolti a favore dei disoccupati, compresi i lavoratori in mobilità e degli inoccupati. La disciplina di questi tirocini è interamente affidata alle Regioni.

Verificando in altre Regioni o Province Autonome, abbiamo riscontrato che la regola dei 300 euro, corrisposti mensilmente, è applicata.

Contratto di stage: stipendio e diritti del Lavoratore

Come abbiamo già sottolineato, per i giovani che hanno concluso il loro percorso formativo e che stipulano un contratto di stage con un’azienda, sono previste particolari tutele e diritti. Lo stage, sottolineiamo, non è un vero e proprio contratto e non esistono specifiche che riguardano la retribuzione e lo stipendio, fatta esclusione per il tirocinio Garanzia Giovani. In ogni caso è comunque garantita un’indennità di partecipazione o rimborso spese che di norma, ripetiamo, non può essere inferiore ai 300 euro lordi MENSILI. Si tratta di un’indennità assimilata fiscalmente al reddito da lavoro dipendente che in ogni caso non ha effetti sullo stato di disoccupazione di chi è assunto con contratto di stage. Una tipologia particolare di stage è, come anticipato, Garanzia Giovani, anche se in questo caso è più corretto parlare di tirocinio.

Il giovane stagista ha diritto ad uno stipendio di norma non inferiore ai 500 euro lordi, che verrà corrisposto in parte dal datore di lavoro, in parte dalla Regione”

La nostra domanda è: se la legge dello Stato prevede questo la Regione Veneto come ha normato tale disposizione?

Se la Regione sostiene di essere in regola, cosa che non mettiamo in discussione, può essere che un giovane che inizia a lavorare attraverso uno stage o tirocinio, debba pagare di tasca propria le spese relative a tutto il periodo formativo, per aspettare 45 giorni dopo questo periodo, il rimborso?


Noi abbiamo la necessità, se non il dovere, di dare una mano alle aziende perché attraverso questi percorsi beneficiano di sgravi fiscali, ma nei confronti dei giovani abbiamo il dovere di rivedere tutto perché mi pare poco accettabile, se non ingiusto, che chi affronta oggi il mondo del lavoro, debba partire già svantaggiato. Mi sembra una regressione di diritti ma anche una disparità rispetto al contesto europeo.

Abbiamo il dovere di tutelare i giovani e di cercare i percorsi che rendano la vita più semplice alla ricerca di inserimento occupazionale. E’ ovvio che un giovane che non ha lavoro è costretto a chiedere aiuto alla famiglia, ai genitori, ai nonni, per sostenere qualsiasi spesa per affrontare un percorso di inserimento lavorativo. Ma se la famiglia è disagiata, allora un giovane si vede costretto a rinunciare a questi percorsi e a queste opportunità.


Se chiunque volesse approfondire può verificare: bonus-garanzia-giovani-2017-circolare-inps-40-2017

 

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  • GRANDI NAVI A VENEZIA

     
  • Segreteria Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia

     

     


     

    Care compagne, cari compagni,
    abbiamo il piacere di comunicarvi che in data 2 maggio 2019 l’Assemblea Generale della Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia ha eletto il compagno Ugo Agiollo quale Segretario Generale e le compagne e i compagni della nuova Segreteria Confederale che sono: Daniele Giordano (S.G. FP), Valter Novembrini (S.G. FILT), Valentina Rampazzo (FILCAMS), Francesca Salviato (S.G. FISAC), Antonio Silvestri (S.G. FIOM), Federica Vedova (FILT), Monica Zambon (S.G. FILCAMS).
    Cordiali saluti.

     

    Mestre, 6 maggio 2019

     

     
  • Marco Falcinelli - Nuovo Segretario Nazionale Filctem - CGIL

     

     

    È Marco Falcinelli il nuovo segretario generale della Filctem Cgil. 53 anni romano, Falcinelli ha una lunga esperienza nella federazione della Cgil che unisce i lavoratori chimici, tessili, dell'energia e delle manifatture. È infatti presente nella categoria nazionale dal 2001 (prima Filcea, poi Filcem e infine Filctem, in allegato la biografia dettagliata, ndr). Come è noto andrà a sostituire Emilio Miceli, eletto segretario confederale della Cgil il 24 gennaio scorso.

    I 196 membri dell’assemblea nazionale hanno votato, a scrutinio segreto, ed eletto Marco Falcinelli segretario generale con 179 voti favorevoli (91,5%), 14 contrari (7%) e 3 astenuti (1.5%).

     “il valore aggiunto della Filctem Cgil, oggi, sta nell’avere immaginato, anzitempo e per tempo, un modello di categoria in grado di raccogliere le sfide che il mondo del lavoro ci pone davanti. Mentre ciò che sta intorno a noi si frammenta sempre di più noi siamo in grado, con i tanti settori che rappresentiamo, di offrire un punto di unificazione fondamentale per le politiche contrattuali, per le politiche industriali per le politiche organizzative” così ha detto questa mattina Marco Falcinelli nella sua dichiarazione programmatica all’assemblea generale.

    “Sul salario minimo – ha continuato Falcinelli -, condivido la posizione della Cgil sul tema: si dia certezza alla rappresentanza e si assuma, come valore legale, quanto contenuto nei contratti nazionali. Con la volontà di dare un contratto nazionale, nella sua complessità, a chi ne è oggi privo e non di determinare la condizione per cui quel lavoratore il contratto non l’avrà mai perché alle imprese conviene applicare il semplice salario minimo, facendo finta che tutto quello che è altrettanto importante, come diritti e tutele, semplicemente, non esista”.

     “La linea politica della Filctem Cgil sui contratti non cambierà – ha affermato senza mezzi termini Falcinelli -, il nostro modello contrattuale non cambierà”.

    “La difesa dei contratti nazionali non passa solo attraverso il loro rinnovo e dalle scelte che faremo, ma anche da come li andremo a costruire e con chi. Non solo, quindi, con la loro approvazione ma anche come garantiremo la massima partecipazione attiva dei delegati e delle migliaia di lavoratrici e lavoratori”: ha detto Falcinelli sul tema della partecipazione

    “il nostro Paese ha un governo di destra - ha poi spiegato il neoeletto segretario generale della Filctem Cgil riflettendo sull’attuale politica -, molto pericoloso perché opera sul terreno della frammentazione sociale, cavalcando il disagio e fomentando le paure. Altro che inclusività, questo Governo introduce giornalmente azioni che separano le persone, gli uni contro gli altri. La progressiva insicurezza delle persone per il loro futuro è la cifra caratteristica del nostro tempo: precariato, disoccupazione, sfruttamento, impoverimento della classe media, disattenzione sui temi della differenza di genere e pericolosi ritorni a politiche oscurantiste sul tema della famiglia e dei diritti civili”.

    “Il Paese ha bisogno di investimenti pubblici e privati se vogliamo che l’economia riparta – ha infine concluso il segretario generale della Filctem Cgil sul delicato tema dell’economia nazionale -. Produrre ricchezza e reddito rappresentano l’unica via attraverso la quale si possono affermare strategie di redistribuzione solidale”.

     

    Roma, 8 aprile 2019

     


     

     

    BIOGRAFIA

    Marco Falcinelli – Nato a Roma il 4 maggio del 1966, dopo il diploma viene assunto giovanissimo alla Sigma Tau di Pomezia come ricercatore nei laboratori biologici. 

    Si avvicina molto velocemente al mondo sindacale della Cgil entrando, già nel 1990 appena concluso il periodo di formazione, a far parte del consiglio di fabbrica e contestualmente nella delegazione trattante per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro chimico farmaceutico.

    Nel 1992 ha il suo primo incarico politico, eletto infatti nella segreteria territoriale del comprensorio Pomezia-Castelli-Colleferro, vi rimarrà fino al 2001, anno in cui arriva alla Filcea Cgil nazionale.

    Dal 2001, in Filcea Cgil nazionale, ricopre il ruolo di funzionario politico occupandosi del settore chimico farmaceutico. Dal 2006 al 2010 prosegue l'incarico nella Filcem Cgil, nata dall’accorpamento avvenuto proprio nel 2006 tra la Filcea Cgil e la Fnle Cgil (ex energia).

    Nel 2011 entra in segreteria nazionale della Filctem Cgil, categoria costituitasi l’anno precedente con l’accorpamento della Filtea Cgil (ex tessili), con la delega del settore chimico farmaceutico, successivamente si occupa del settore della gomma plastica e del vetro e ceramica, deleghe che ha conservato fino ad oggi.

    L’8 aprile 2019 viene eletto segretario generale della Filctem Cgil.

     

     
  • FILCTEM-CGIL, ELETTA LA NUOVA SEGRETERIA NAZIONALE

     

     

    L’assemblea generale della Filctem-Cgil nazionale ha eletto oggi, con voto segreto, la nuova segreteria nazionale con 171 (95%) voti a favore, 6 (3,3%) contrari e 3 astenuti (1,7%).
    Hanno votato 180 componenti dell’assemblea (l’84,1%) su un totale di 214 aventi diritto. Nella nuova segreteria nazionale si segnalano due nuovi ingressi: Massimo Marani e Ilvo Sorrentino, rispettivamente ex segretario generale dalla Filctem Cgil di Ravenna e attuale segretario generale della Filctem Cgil del Lazio. I due nuovi componenti subentrano a Luca Barbetti e Gabriele Mazzariello. La nuova segreteria nazionale risulta pertanto così composta: Emilio Miceli, segretario generale; Claudio Bettoni, Marco Falcinelli, Massimo Marani, Elena Palumbo, Sonia Paoloni, Ilvo Sorrentino.
    Roma, 5 febbraio 2019