Comunicati Filctem e CGIL

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Il segretario Filctem Cgil Venezia, Riccardo Colletti

In questi giorni stiamo assistendo ad una serie di dichiarazioni che affermano quanto Porto Marghera sia un’area di sviluppo importantissima sulla quale puntare nel prossimo futuro, semplificando però i processi sulla questione delle bonifiche.

Mi pare giusto e doveroso puntualizzare alcune questioni. Proprio qualche giorno fa Regione Veneto e Comune di Venezia, rappresentati dai propri assessori, hanno visitato l’area Vinyls sostenendo che le bonifiche sono finite e che si possono aprire nuovi spazi per altre attività; in realtà si è tolto solo il ferro presente, smontati gli impianti e fatta una bonifica dei fanghi clorurati.

Se dovessimo prendere in considerazione quell’area, questa dovrebbe essere considerata esclusivamente industriale perché in quell’area, come in molte altre zone del Petrolchimico, è necessario verificare cosa c’è nei terreni sottostanti.

Esiste una mappatura molto chiara che si evince dai carotaggi effettuati su tutti i duemila e duecento ettari. Da questa indagine risulta in maniera palese quale sia il tasso di inquinamento dei terreni e quali costi comporti il reinsediamento di una qualsiasi attività. Ovviamente su questo posso dire che vi è una notevole differenza tra una bonifica per reinsediare un’attività industriale manifatturiera e quella per un’attività ad uso civile.

Su questo non possiamo transigere o pensare, così come stanno facendo, di metterci una pietra sopra facendo passare l’idea che con la fine del marginamento delle macro isole sia finita la questione delle bonifiche.

Penso sia inutile parlare di piani di sviluppo citando la Bio Raffineria e il cambio di rotta e quindi la riattivazione dei forni primari della Pilkington. Perché, se non si chiarisce una volta per tutte la questione delle Grandi Navi e la malsana idea di metterle a Porto Marghera, è evidente come quelle due aziende non possano rimanere aperte. Chi oggi rappresenta l’Autorità Portuale, ha già manifestato dei progetti specifici dicendo che qualche industria dovrebbe essere “spostata”.

Non si può navigare a vista o quantomeno non chiarire le strategie che si vogliono attuare, non può essere che soggetti come l’Autorità Portuale e privati giochino su queste contraddizioni, infatti l’area Montesyndial, che ha visto perdere più di 500 lavoratori diretti, oggi rischia di diventare un deposito di container che non produce alcun effetto dal punto di vista occupazionale.

Quelle aree sono state un terreno di grande disputa, un terreno di grandi progetti. Mi ricordo chi ipotizzava attività nuove vista la posizione strategica, con il coinvolgimento di oltre 600 lavoratori. Se il saldo è questo (cioè zero) è evidente che è una strada che non si può percorrere perché il risultato non va a beneficio della collettività ma solo ad attività che non portano a nessuna economia.

Anche l’Oleificio Medio Piave che ha acquisito dei terreni da parte di Syndial opera in quelle aree e non sappiamo assolutamente quali siano le attività che la società svolge. Anche lì ci furono promesse di posti di lavoro, ovvero il ricollocamento dei lavoratori della Vinyls che non si sono ovviamente mantenute.

Veniamo agli ultimi giorni dove siamo stati convocati dalla Regione Veneto per discutere di un nuovo progetto su Porto Marghera dove si prevede il reinsediamento industriale delle aree libere e liberabili. Dopo una breve introduzione fatta dagli assessori Regionali, Elena Donazzan e Roberto Marcato, questi se ne sono andati e hanno lasciato la discussione in mano a dei tecnici che stanno elaborando e mettendo insieme il progetto su Porto Marghera.

Con tutto il rispetto che ho per le persone che lavorano e soprattutto per i tecnici della Regione, posso affermare che pur essendo dei precari stanno svolgendo un lavoro importantissimo con grande responsabilità mentre i politici Donazzan e Marcato non danno il peso che serve ad un progetto di sviluppo per noi importantissimo. Quindi se il futuro di Porto Marghera è affidato a questi lavoratori, questo mi fa pensare che i politici della Regione Veneto e del Comune di Venezia nel loro modo di fare stiano mettendo a serio rischio il nostro futuro.   

Non ci servono progetti per ottenere fondi, non ci servono aree franche su Porto Marghera per evitare che i grandi player non paghino le tasse, non ci servono politici che si attaccano medaglie in qualsiasi occasione senza affrontare i temi del lavoro e dell’economia del nostro territorio. Bisogna finirla con questa continua campagna elettorale, i tempi sono stretti e ci troveremo a settembre con grandi proclami, con grandi idee, con qualche soldo che arriva senza che vi sia un piano strategico che metta in sinergia tutte le attività presenti.

Fra poco celebreremo il centenario di Porto Marghera. Un simbolo per il lavoro, per lo sviluppo e con l'obiettivo di creare una società migliore. Negli ultimi anni, invece, ci troviamo di fronte ad un deserto, di fronte ad un’area molto complessa proprio per la questione delle bonifiche, ma anche ad un’area che sarà teatro di speculazioni da parte di soggetti privi di scrupoli.

Ultima questione, e credo una delle più importanti se si vuole ricordare la storia di Porto Marghera, riguarda lo storico capannone di Porto Marghera, tutt’ora in funzione perché all'interno facciamo molte assemblee. Lo teniamo pulito non solo dal punto di vista igienico, vogliamo tenerlo pulito da chi si vuole appropriare di quel capannone per farne un uso diverso. Quel capannone per noi non è un museo ma è la prova vivente di cos’è e di cosa sia stato Porto Marghera con i suoi lavoratori.

Di storia in quel capannone ce n’è tantissima, ma è una storia del sindacato e dei lavoratori chimici e meccanici lasciati spesso da soli proprio dalla politica e da quei soggetti che ci hanno visto come difensori di un’attività mostruosa, mentre in realtà abbiamo sempre lottato a favore dell’ambiente e della sicurezza pagando prezzi altissimi. Ed è per questo che il capannone deve restare un simbolo sindacale e una sede dei lavoratori di Porto Marghera.

Il segretario generale

Riccardo Colletti

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Pensioni: ecco cosa fare in caso di mancato versamento della quattordicesima. Chi ne ha diritto e i consigli dello Spi Cgil Venezia
Lo Spi Venezia rileva a Venezia almeno 200 casi di mancata percezione della mensilità. Oltre ai pensionati con redditi bassi, ai quali è stata aumentata del 30%, ci sono poi tutti gli aventi diritto sulla base di un nuovo accordo con il governo. "Molti non sanno neppure di doverla ricevere perché l'Inps non manda una comunicazione scritta in merito", sottolinea lo Spi Cgil, che lancia l'appello: "Chiedete una verifica e controllate anche più volte. Trovati errori in circa il 30% delle pensioni nella provincia. Due milioni e mezzo di euro restituiti". I consigli del sindacato di via Ca' Marcello“

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Kelemata, foto: Google Maps

 

L'azienda Kelemata di Martellago ha presentato in Regione la propria situazione nei giorni scorsi. 

Dopo anni di ammortizzatori sociali e l'avvicinarsi della scadenza del primo anno di contratto di solidarietà, la preoccupazione dei lavoratori si fa sempre più palpabile. Dopo un sacrificio pesante sostenuto dai lavoratori con la fruizione del contratto di solidarietà, chiediamo di capire le strategie che l’azienda ha in mente per risollevarsi da una crisi di sistema, sollecitando un progetto futuro a lungo raggio, investendo su prodotti nuovi capaci di attrarre altri segmenti di mercato, puntando sulla ricerca e sul rafforzamento del settore commerciale.


Riteniamo fondamentale salvare alcune attività che oggi vengono date all’esterno, come il magazzino, perché questo porterebbe al recupero di alcune figure che altrimenti alla fine degli ammortizzatori sociali diventerebbero esuberi, anche attraverso un piano formativo per valorizzare le risorse interne.

La formazione deve avere anche lo scopo di facilitare un turnover con le vicine uscite pensionistiche, per trasportare la conoscenza e non perdere il know how interno.

Crediamo non ci possa essere solo una politica di recupero dei costi, ma debba esserci anche una fase di rilancio che dopo anni di sacrifici deve concretizzarsi. Il progetto per uscire dalla crisi non deve passare solo attraverso un recupero dei costi ma c’è bisogno di prodotti che aderiscano alle future tendenze del mercato.Come CGIL riteniamo che l' incontro di oggi in Regione debba essere un passo per tentare di concretizzare i percorsi fermi sulla carta da troppo tempo, cogliendo le nostre richieste su sviluppo, ricerca e formazione. Vediamo con favore la disponibilità data dalla Regione Veneto a tenere aperto un tavolo per monitorare i percorsi descritti.

 

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Care Compagne e Cari Compagni,

La Direzione Centrale INPS ha elaborato la locandina che vi alleghiamo 

per una diffusione capillare tra i lavoratori al fine di evitare

inutili ricorsi e pesanti penalizzazioni.

Vi chiediamo quindi di darne massima diffusione.

Fraterni saluti.

 Segreteria FILCTEM CGIL di Venezia

tel: 041 5491244
fax: 041 5491245
email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
website: www.parliamodilavoro.it

 

 

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In merito alla questione delle fiaccole c’è poco da esultare rispetto al loro abbattimento GUARDA IL VIDEO DELL'ESPLOSIONE ma la cosa più sconcertante è la leggerezza con cui si sono affrontati i piani di dismissione delle stesse. Prova ne è il fallimento del primo abbattimento e le procedure che si sono messe in atto per compierle. Ma questo rappresenta la storia degli ultimi anni di Porto Marghera, un fallimento continuo, la mancanza di un’idea chiara e soprattutto di una strategia vera. Oggi più che mai sono preoccupato in quanto con la prima opera di demolizione, si era messo anche in atto il piano per la demolizione della fiaccola più alta. Di quest'altra torcia sono stati infatti tolti i tiranti che tenevano salda a terra la torcia, hanno tagliato in diversi punti i tubi di sostegno indebolendone di fatto la struttura.

Non sappiamo quante e quali discussioni siano in atto per decidere i tempi dell’abbattimento ma penso, e ne sono certo, che stiamo correndo dei rischi che potremmo esserci risparmiati. Con una fiaccola così indebolita, e per le dimensioni della stessa, perdere ulteriore tempo crea come ho già detto una situazione di reale e potenziale rischio in quanto se dovessero mutare le condizioni atmosferiche e in presenza di un evento atmosferico significativo la fiaccola in quelle condizioni non potrebbe reggere cadendo in una situazione non controllata. 

Voglio ricordare che lì vicino ci sono linee di tubi che portano metano e altre sostanze pericolose, oltre al fatto che c’è una portineria con l’ ingresso dei lavoratori di Versalis, delle imprese e della mensa di tutto lo stabilimento.
Se la fiaccola collassando prendesse quella direzione, andrebbe a crollare sopra questa portineria e sopra una parte considerevole del parcheggio adiacente.

C’è anche un ulteriore e importante punto che bisogna prendere in considerazione: gli impianti del cracking sono dotati di alcuni dispositivi (vibrometri) che sentendo vibrazioni fuori dalla norma potrebbero mandare in blocco l’impianto stesso. Quindi, di fronte a tale questione, sarebbe opportuno non perdere ulteriore tempo su chi deve avere l’appalto e su chi saranno gli eventuali esecutori. Mi auguro che sulla burocrazia prevalga il buon senso e che non ci siano ulteriori tentennamenti perché questo determinerebbe un reale rischio per i lavoratori e per gli impianti che oggi, e non sono pochi, sono in attività.

Il segretario

Riccardo Colletti

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In merito alla questione delle fiaccole c’è poco da esultare rispetto al loro abbattimento GUARDA IL VIDEO DELL'ESPLOSIONE ma la cosa più sconcertante è la leggerezza con cui si sono affrontati i piani di dismissione delle stesse. Prova ne è il fallimento del primo abbattimento e le procedure che si sono messe in atto per compierle. Ma questo rappresenta la storia degli ultimi anni di Porto Marghera, un fallimento continuo, la mancanza di un’idea chiara e soprattutto di una strategia vera. Oggi più che mai sono preoccupato in quanto con la prima opera di demolizione, si era messo anche in atto il piano per la demolizione della fiaccola più alta. Di quest'altra torcia sono stati infatti tolti i tiranti che tenevano salda a terra la torcia, hanno tagliato in diversi punti i tubi di sostegno indebolendone di fatto la struttura.

 

Non sappiamo quante e quali discussioni sono in atto per decidere i tempi dell’abbattimento ma penso, e ne sono certo, che stiamo correndo dei rischi che potremmo esserci risparmiati. Con una fiaccola così indebolita, e per le dimensioni della stessa, perdere ulteriore tempo crea come ho già detto una situazione di reale e potenziale rischio in quanto se dovessero mutare le condizioni atmosferiche e in presenza di un evento atmosferico significativo la fiaccola in quelle condizioni non potrebbe reggere cadendo in una situazione non controllata.
Voglio ricordare che lì vicino ci sono linee di tubi che portano metano e altre sostanze pericolose, oltre al fatto che c’è una portineria con l’ ingresso dei lavoratori di Versalis, delle imprese e della mensa di tutto lo stabilimento.
Se la fiaccola collassando prendesse quella direzione, andrebbe a crollare sopra questa portineria e sopra una parte considerevole del parcheggio adiacente.

C’è anche un ulteriore e importante punto che bisogna prendere in considerazione: gli impianti del cracking sono dotati di alcuni dispositivi (vibrometri) che sentendo vibrazioni fuori dalla norma potrebbero mandare in blocco l’impianto stesso. Quindi, di fronte a tale questione, sarebbe opportuno non perdere ulteriore tempo su chi deve avere l’appalto e su chi saranno gli eventuali esecutori. Mi auguro che sulla burocrazia prevalga il buon senso e che non ci siano ulteriori tentennamenti perché questo determinerebbe un reale rischio per i lavoratori e per gli impianti che oggi, e non sono pochi, sono in attività.

Il segretario

Riccardo Colletti

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L'impegno dell'onorevole, in visita alla sede di Articolo Uno, a far pressione al tavolo ministeriale per ottenere risposte concrete sulla vertenza. Continuano le proteste dei lavoratori

L'onorevole Pierluigi Bersani, in visita alla sede del partito 'Articolo Uno' di Mestre giovedì pomeriggio, ha incontrato i lavoratori Thetis.
A Bersani operatori e sindacati hanno spiegato le loro preoccupazioni e le notevoli contraddizioni che questa vertenza sta mettendo in evidenza. All'incontro presente anche Michele Mognato di Articolo Uno.
L'impegno da parte di Bersani è quello di spingere per il tavolo ministeriale già richiesto qualche mese fa da Regione Veneto e Comune di Venezia, senza esito. Venerdì gli addetti della società sita all'Arsenale saranno in strada per volantinare al mercato di Mestre dalle 10 alle 12.
Lunedi è previsto il primo incontro tra sindacato e azienda per la procedura di licenziamento collettivo.

 

 

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  • Ci mancherai Annalisa . . . .

     
    Questa notte ci ha lasciato la compagna e amica Annalisa Salmistraro, delegata della Safilo di Santa Maria di Sala. La Filctem Cgil di Venezia esprime tutto il suo dolore ed esprime condoglianze alla famiglia. 
    Annalisa era una delegata storica della Safilo e una dirigente sindacale componente del Direttivo della Filctem Cgil di Venezia. Sarà ricordata per il suo profondo impegno verso i più deboli, per la sua dedizione nel difendere i diritti e le tutele delle proprie colleghe di lavoro. Sempre in prima fila nelle lotte che hanno caratterizzato gli ultimi anni della storia turbolenta del Gruppo Safilo.
    Ci mancherai Annalisa, che la terra ti sia lieve.
     
    Filctem Cgil di Venezia
     
    Venerdì 10 luglio 2020

     

    Davide Camuccio
     
  • Al Compagno Bruno Filippini

     


     

     


     

    Sono passati ormai due anni dalla scomparsa del nostro caro amico e compagno Bruno Filippini.

    La FILCTEM CGIL di Venezia continua a ricordarlo come un compagno che ha fatto vivere momenti indimenticabili e di valore inestimabile a chi, come molti di noi, si stava affacciando in un mondo così complesso come quello del sindacato, trasmettendo valori ed insegnamenti che difficilmente ci abbandoneranno.

    Bruno ci ha fatti crescere lasciando dentro ognuno di noi un pezzo di sé stesso, è sempre stato per noi una spalla e ci ha sempre dato consigli, senza mai togliere autonomia di pensiero, per affrontare, con responsabilità, le grandi vertenze che abbiamo vissuto in questi ultimi anni.

    Con le sue qualità e con i suoi consigli Bruno ci ha fatto capire quanto grande è la nostra organizzazione e come viverla.

    Sono molti i valori che abbiamo assimilato standogli vicino, valori che ci accompagneranno per il resto della nostra vita, non solo sindacale.

    Bruno è la storia del nostro Sindacato e del Petrolchimico di Porto Marghera e l’ha vissuta con grande responsabilità nei momenti più bui contro il terrorismo e quando il sindacato non aveva grandi radici all’interno delle grandi aziende.

    Bruno diceva spesso: “Quando i lavoratori sono con te e condividono le scelte, nessuno può mettere in discussione quello che stai facendo”. Non è una frase banale, ma è un modo di rappresentare con forza, passione e determinazione i più deboli, quelli che subiscono ingiustizie, la parte della società che è sempre stata messa in discussione da chi ha un potere più alto.

     Sei sempre con noi compagno!

     

    La segreteria FILCTEM CGIL di Venezia

    Mestre, 26 settembre 2019

     
  • UN SALUTO ED UN ABBRAACIO A LUCIA


     

     

    Abbiamo appreso con sgomento ed incredulità la notizia della prematura ed improvvisa scomparsa della compagna Lucia Berto.
    Lucia è stata segretaria generale della FILCEA Venezia, segretaria della CGIL di Padova e dal 2017 faceva parte della segreteria dello SPI Cgil di Padova.
    Compagna storica e persona speciale, sempre in prima linea nella difesa dei diritti delle donne, dei lavoratori e delle lavoratrici.
    La ricordiamo per il suo indiscusso impegno e professionalità alla guida della FILCEA di Venezia in un periodo politico-sindacale difficile e caratterizzato da profonde
    trasformazioni del sito produttivo di Venezia.
    Ricordiamo la sua umanità nel confrontarsi con le lavoratrici, i lavoratori e i propri collaboratori avendo sempre un momento di ascolto per ognuno di noi.
    La FILCTEM CGIL di Venezia esprime il proprio cordoglio alla figlia Marina e alla famiglia
    e ai compagni dello SPI CGIL di Padova.

    La segreteria FILCTEM CGIL di Venezia

     
  • GRANDI NAVI A VENEZIA