Riccardo Colletti Filctem Cgil Venezia

Lunedì 16 ottobre ci sarà un evento per noi importante, cioè la riapertura del Float alla Pilkington. Importante non solo per il fatto in sé. E’ un elemento di novità in un’area di crisi e depressa come la prima zona industriale di Porto Marghera.

Speriamo che questa scelta strategica fatta dalla Società si accompagni ad altre. Proprio perché l’area di Porto Marghera, se concepita in un’ottica di reindustrializzazione, offre non solo le opportunità dei terreni ma un’intera area attrezzata che può essere il futuro contenitore di nuove attività manifatturiere e industriali.

Parlando della riapertura della Pilkington e delle assunzioni che sono state fatte, e che saranno seguite a breve da altre, mi concentro sulle potenzialità che questa industria offre anche all’indotto. Prima della chiusura del forno primario avevamo circa 210 dipendenti diretti e una sessantina nell’indotto. Nel periodo di crisi invece, con le fuoriuscite e il mancato turnover, siamo arrivati ad avere 130 unità lavorative, senza utilizzo di ditte terze e i lavoratori in contratto di solidarietà. In questi 4 anni in mancanza di prospettive si profilava sempre più l’ipotesi di un disastro sociale.

Ma dopo i sacrifici fatti dai lavoratori oggi si è di fronte a questo evento importante. Le previsioni dal punto di vista occupazionale, fatte dall’azienda, per me sono sottostimate. Perché se quando il forno era in attività e i dipendenti erano 230, senza contare quelli dell’indotto, ora anche con l’assunzione di 50 persone, così come avvenuto, arriviamo a 180 dipendenti. Non sarà possibile strutturare adeguatamente l’attività, in quanto se prima tutta lalogistica era gestita da 40 lavoratori di un’azienda terza, oggi trovo difficile con questi numeri organizzare un ciclo produttivo senza tenere in considerazione i lavoratori impiegati quando l’attività era pieno regime, in passato. Per questo dico che c’è un sottodimensionamento, attualmente, del personale. Mi auguro che nei prossimi mesi l’azienda rifletta su questo tema per ampliare le assunzioni.

Con questo credo comunque vada lodato l’impegno dell’amministratore delegato che ha sollecitato le istituzioni al fine di rendere possibile la riapertura.

Non è stato facile e lo sappiamo.

Perché c’è una grossa differenza fra le istituzioni venete e quelle di San Salvo, in Abruzzo, dove c’è la sede centrale della Pilkington Nsg Italia.

Perché gli interessi sui terreni a Porto Marghera e la questione delle bonifiche hanno da sempre giocato un ruolo negativo su qualsiasi opportunità di reinsediamento di tipo industriale. Mentre a San Salvo l’attività industriale e il mantenimento dell’occupazione sono stati sempre obiettivi prioritari delle istituzioni locali rispetto al resto.

Spesso si sono utilizzati strumentalmente permessi o pareri ministeriali, iter burocratici locali che hanno sempre remato contro le riaperture.

Oltre al fatto che la questione grandi navi sta giocando un ruolo negativo su tutti gli elementi di novità che la prima zona industriale sta portando, cioè la Bioraffineria e la Pilkington. Essendo questi nuovi esempi produttivi che tengono conto delle questioni ambientali, non possono essere le prime attività ad essere messe in discussione, pregiudicate o superate da altri tipi di interessi.

Dovremo capire bene quali saranno i progetti che hanno previsto ministero e istituzioni locali circa l’utilizzo delle aree stesse per portarci le grandi navi. Quindi viviamo in un momento in cui le idee di sviluppo industriali e i possibili insediamenti, si trovano ad un bivio dove ci auguriamo non nascano conflitti che magari sanano un problema, ma dall’altra parte ne creano altri, con conseguenze occupazionali pesanti, in entrambi i casi. Per quello penso che la Pilkington sia un esempio da seguire perché non solo fa reali investimenti, ma parte di questi, oltre alla riattivazione del forno primario, saranno utilizzati anche per le questioni ambientali. Ad esempio l’abbattimento delle polveri sottili. Ci sono aree libere che devono diventare contenitore di un’industria rinnovata dove al centro dell’interesse non c’è solo la produzione ma il rispetto sociale e dell’ambiente. Ed è chiaro che Pilkington e Bioraffineria non possono e non devono essere messe all’angolo per altri interessi.

 

 

Pilkington, inaugurazione Float, 16 ottobre,