È passato diverso tempo da quando si è costituito il Comitato per i festeggiamenti del centenario di Porto Marghera.

Tralasciamo il fatto che inizialmente il sindacato, che ha vissuto in prima linea i tempi più bui della crisi di Porto Marghera, non era nemmeno stato assolutamente menzionato sui gruppi di discussione, cosa poi risolta come si suol dire “all’italiana”.

Oggi siamo di fronte alla rappresentazione più cinica e poco interessata delle vere questioni di Porto Marghera e della sua storia; questo centenario si è oramai trasformato in un’operazione di marketing e di interessi che poco hanno a che vedere con le battaglie e la vita vissuta da parte dei lavoratori e del sindacato di Porto Marghera.

Si sprecano le mostre fotografiche, i comizi fatti da grandi “professoroni”, addirittura siamo arrivati a vedere l’interesse del Teatro La Fenice nel celebrare questo centenario. Abbiamo visto pochi lavoratori, pochi esponenti veri di quella storia chiamati a fare la propria parte e a dimostrare in termini reali ciò che hanno vissuto sulla propria pelle.  Si dimostra così, in maniera palese, che il centenario di Porto Marghera è diventato un business per pochi ai quali è stato affidato del denaro da parte dello stato per gestire una fase così importante e soprattutto storica della nostra città.

La stessa cosa sta accadendo anche per quello che riguarda il grande Comitatone che discuterà l’eventuale piano di sviluppo di Porto Marghera. Anche in questo caso gli interessi possono prevaricare qualsiasi tipo di obiezione che possono fare le categorie che insistono sul territorio; infatti dicono ci sia un progetto sulle Grandi Navi che non confligge con le aree industriali e logistiche ma di questo progetto pochi ne sono a conoscenza e quei pochi fanno parte del Comitatone.

Quindi, quando saremo messi di fronte al piano evolutivo di quel progetto, possiamo immaginare, così come è sempre avvenuto, che i soldi per i progetti previsti sia per quanto riguarda la conterminazione delle aree inquinate di Porto Marghera sia per le aree destinate soprattutto a sviluppare piani di reinsediamento di sicuro non avranno assolutamente caratteri logistici o industriali e sicuramente saranno in forte contraddizione con le attività presenti.

Per questo penso che il Comitatone in realtà sia solo un’operazione di facciata mentre dietro le quinte si stia operando per trasformare Porto Marghera in una cosa che nulla ha a che vedere con il lavoro e le attività oggi presenti. I rischi ci sono tutti e la dimostrazione di questo è proprio l’esclusione di tutti i soggetti interessati che possono esprimere pareri di merito e che, così come accaduto sia per il Comitato per il festeggiamento del centenario e anche per  il Comitatone stesso di Porto Marghera, è stata strategicamente prevista l’esclusione di chi conosce bene il proprio territorio e un sito di interesse nazionale importante come quello di Porto Marghera.

Mi auguro che questo modo di fare non sia la continuità di come hanno gestito risorse dello stato sulla questione Mose e bonifiche.

Il segretario generale

Riccardo Colletti

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