"Corrispondere i rimborsi alla fine del programma formativo, o 45 giorni dopo, ci squalifica nel contesto europeo e crea disparità nelle opportunità in base alle risorse delle famiglie"

PROGETTO GIOVANI IN PILKINGTON

Credo giusto ribadire alcune questioni:

la prima, noi Cgil non siamo assolutamente contrari al progetto giovani però avendolo visto applicare nell’ambito della Pilkington siamo in grado di dire chiaramente, dimostrandolo, che molti di quei giovani stagisti non hanno ricevuto ad oggi alcun indennizzo.

Non siamo di sicuro fuori strada rispetto a quello che stiamo dicendo. Ma vogliamo riferirci a quelli che dicono che i posti di lavoro ci sono, mentre i giovani non sono interessati alle offerte. Ci sarà un motivo?

A poco ci servono le giustificazioni della regione, in quanto si riferiscono a dispositivi di legge che prevedono i rimborsi 45 giorni dopo la fina dello stage. La cosa ci pare alquanto strana, perché osservando quanto previsto dal dispositivo di legge Monti e Fornero, si prevede:

“Contratto stage stipendio minimo di 300 euro lordi: il compenso minimo che un tirocinante può ricevere, con un contratto di tirocinio, detta indennità di partecipazione al tirocinio, è di competenza delle Regioni e delle Province Autonome. Secondo gli standard delle Linee Guida lo stipendio minimo non può essere al di sotto delle 300 euro MENSILI.

Tirocini di inserimento o reinserimento al lavoro: sono stage svolti a favore dei disoccupati, compresi i lavoratori in mobilità e degli inoccupati. La disciplina di questi tirocini è interamente affidata alle Regioni.

Verificando in altre Regioni o Province Autonome, abbiamo riscontrato che la regola dei 300 euro, corrisposti mensilmente, è applicata.

Contratto di stage: stipendio e diritti del Lavoratore

Come abbiamo già sottolineato, per i giovani che hanno concluso il loro percorso formativo e che stipulano un contratto di stage con un’azienda, sono previste particolari tutele e diritti. Lo stage, sottolineiamo, non è un vero e proprio contratto e non esistono specifiche che riguardano la retribuzione e lo stipendio, fatta esclusione per il tirocinio Garanzia Giovani. In ogni caso è comunque garantita un’indennità di partecipazione o rimborso spese che di norma, ripetiamo, non può essere inferiore ai 300 euro lordi MENSILI. Si tratta di un’indennità assimilata fiscalmente al reddito da lavoro dipendente che in ogni caso non ha effetti sullo stato di disoccupazione di chi è assunto con contratto di stage. Una tipologia particolare di stage è, come anticipato, Garanzia Giovani, anche se in questo caso è più corretto parlare di tirocinio.

Il giovane stagista ha diritto ad uno stipendio di norma non inferiore ai 500 euro lordi, che verrà corrisposto in parte dal datore di lavoro, in parte dalla Regione”

La nostra domanda è: se la legge dello Stato prevede questo la Regione Veneto come ha normato tale disposizione?

Se la Regione sostiene di essere in regola, cosa che non mettiamo in discussione, può essere che un giovane che inizia a lavorare attraverso uno stage o tirocinio, debba pagare di tasca propria le spese relative a tutto il periodo formativo, per aspettare 45 giorni dopo questo periodo, il rimborso?


Noi abbiamo la necessità, se non il dovere, di dare una mano alle aziende perché attraverso questi percorsi beneficiano di sgravi fiscali, ma nei confronti dei giovani abbiamo il dovere di rivedere tutto perché mi pare poco accettabile, se non ingiusto, che chi affronta oggi il mondo del lavoro, debba partire già svantaggiato. Mi sembra una regressione di diritti ma anche una disparità rispetto al contesto europeo.

Abbiamo il dovere di tutelare i giovani e di cercare i percorsi che rendano la vita più semplice alla ricerca di inserimento occupazionale. E’ ovvio che un giovane che non ha lavoro è costretto a chiedere aiuto alla famiglia, ai genitori, ai nonni, per sostenere qualsiasi spesa per affrontare un percorso di inserimento lavorativo. Ma se la famiglia è disagiata, allora un giovane si vede costretto a rinunciare a questi percorsi e a queste opportunità.


Se chiunque volesse approfondire può verificare: bonus-garanzia-giovani-2017-circolare-inps-40-2017

 

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Comunicati Filctem e CGIL

  • Porto Marghera, Petrolchimico, bonifiche e speculazioni: "Si vada oltre i titoli di giornale e le polemiche, servono i fatti"


     

     

     

    A Porto Marghera sulle aree del Petrolchimico, sulla questione delle bonifiche ma soprattutto sugli interessi di carattere speculativo non possiamo lasciare che il tempo passi, così come è accaduto in questi ultimi periodi dove si passa da un picco di interesse mediatico sulla questione delle aree e sugli interessi (appunto speculativi) e poi si spengono i riflettori per qualche mese.

    Inchieste

    Il problema c’è e dev’essere affrontato ma non si può farlo a giorni alterni, non può essere che un’inchiesta di Report o di Fanpage riproponga lo stato dell’arte che conosciamo bene tutti e si riapra una discussione che durerà un altro paio di giorni e poi si rimette tutto nel cassetto. L’area dei Pili è inquinata, dimostrino il contrario in termini trasparenti. L’area dei Pili è un’area demaniale acquistata per pochi soldi dall’attuale Sindaco di Venezia che ha la possibilità di cambiare la destinazione d’uso di quell’area e quindi di riutilizzarla come meglio crede ma ovviamente di mezzo ci stanno le bonifiche i cui costi non possono essere scaricati sui cittadini e sullo Stato. È giusto affrontare la questione sul conflitto degli interessi non solo sulle aree dei Pili, ma bisogna anche verificare il contesto globale su cui stanno avvenendo cessioni di palazzi, di aree specifiche proprio per dare sfogo ai privati e ad un piano di investimenti prevalentemente legato al turismo. Praticamente Venezia, Marghera, Mestre e Murano sono diventate un supermarket dove privati facoltosi stanno acquisendo pezzi importanti a pochi soldi, privati che hanno solo un interesse di business che non coincide con  interessi e i bisogni della nostra città.

    Bonifiche

    Le aree libere di Porto Marghera, le bonifiche del sito di interesse nazionale devono essere seguite in maniera puntuale e precisa e soprattutto con la trasparenza che da tempo stiamo rivendicando; questo è un punto prioritario che dev’essere sull’agenda dei politici locali, non può essere una materia di discussione prevalentemente politica legata a semplici contrapposizioni che non ci portano da nessuna parte.Si ritorna a parlare della cabina di regia dell’area SIN ma se ricordo bene qualcuno sosteneva che ci sono diverse manifestazioni di interesse con più di 60 aziende che vogliono investire sulle aree di Porto Marghera, NESSUNO CHIEDE CONTO DI QUESTO? Ci si limita a dire che il problema dello sviluppo è legato alla questione delle bonifiche e quindi? Da vent’anni stiamo sostenendo questa tesi e da vent’anni vediamo la riproposizione dei soliti accordi di programma e del fatto che si continua ancora a parlare di burocrazia, ma le cose sono sempre ferme.

    Tavolo 

    Ci siamo stancati di vedere questo continuo disinteresse sulle cose basilari e pratiche che si potrebbero affrontare da subito, assistiamo a continue polemiche e al fatto che il Sindaco attacca la stampa nemica o chi fa domande precise e pretende di avere risposte. Per questo motivo, chiedo alle forze politiche di costituire un tavolo permanente prendendo spunto da quel poco di esperienza che abbiamo per far capire come stanno esattamente le cose sia sullo stato di inquinamento sia sulle attività produttive, ma anche su come la pensiamo sui pericoli che derivano dalle speculazioni perché non vi è solo l’area dei Pili ma la cosa è ben più ampia di quello che si pensa.

    La nostra disponibilità non mancherà mai nei confronti di chi vuole bene a questo territorio e seriamente vuole creare innovazione, sostenibilità ambientale e industriale e occupazione vera.

    Riccardo Colletti
    Segretario generale Filctem Cgil Venezia

     
  • Piattaforma rinnovo contratto chimico: oltre alla parte economica ci sono salute, sicurezza, relazioni industriali e formazione: a breve le assemblee per la partecipazione nei territori


     

    Nella nuova piattaforma di rinnovo del CCNL chimico siamo in presenza di alcuni fattori: la scadenza dell’EDR che si attesta a circa € 40.00 ma anche la difficoltà di interpretazione che Confindustria vuole dare all’ultimo accordo interconfederale che disciplina alcune questioni centrali per i rinnovi dei contratti. Uno in particolare è sul salario minimo garantito, in questo caso noi non abbiamo alcuna intenzione di far diventare una tariffa questa voce perché metterebbe in discussione soprattutto la disciplina con cui abbiamo gestito gli ultimi rinnovi proprio a partire dai valori punto.

    Non è nostro costume discutere le scelte e le modalità con cui si chiudono altri contratti ma quello che è più evidente è che l’ultimo contratto dei metalmeccanici stranamente sposato e sostenuto da Confindustria crea ampie difficoltà di gestione ma soprattutto ci possiamo trovare di fronte a momenti in cui sia il primo che il secondo livello di contrattazione possono subire modifiche sostanziali.

    Ovviamente siamo i primi che affronteranno la nuova fase di rinnovo dei contratti quindi abbiamo una grande responsabilità nel ripristinare alcune questioni di carattere contrattuale per evitare che ci sia una compressione specifica su tutti i contratti da parte di Confindustria.

    Richiesta economica

    Il nostro rinnovo avviene in una situazione economica e produttiva abbastanza buona diversamente dagli anni passati, il che ci mette in una condizione di fare una richiesta economica di 130€ (divisi ovviamente su indicazione chiara dei valore punto) che sia realmente esigibile ma soprattutto che sia immodificabile, a differenza di quanto avvenuto nei precedenti rinnovi.

    Relazioni industriali

    Questo è un capitolo fondamentale in quanto dev’essere sempre più stretto il sistema di relazioni industriali per definire sia le situazioni di crisi sia come intervenire, ma soprattutto per evitare che ci siano processi di delocalizzazione produttive e commerciali ma anche attraverso appositi coordinamenti degli osservatori, dei gruppi industriali che vengano esplicitati i piani industriali e allo stesso tempo i piani di investimento nei comparti chimici (non possiamo più assistere a situazioni come quella della Solvay che a nostro avviso non ha rispettato assolutamente il sistema delle relazioni industriali).

    Organizzazione del lavoro

    Da sempre il sistema chimico oltre a quello farmaceutico hanno utilizzato proposte innovative al fine di abbassare i costi e governare meglio i processi; la velocità con cui si muovono le tecnologie, diversamente dagli anni passati, impone un adeguamento continuo dell’organizzazione del lavoro, questo sistema per noi deve ruotare dentro un rispetto di etica sociale e di pieno coinvolgimento di tutte le parti in quanto i valori professionali che si sviluppano dentro questo aspetto vengono sempre sottovalutati e poco riconosciuti dal punto di vista economico, così come anche la gestione dei tempi. L’altra questione che merita una riflessione specifica è anche purtroppo l’innalzamento dell’età media delle aziende, sia negli impianti a ciclo continuo ma anche nelle attività commerciali. Su questo punto vanno attentamente valutate le riorganizzazioni del lavoro che devono tenere conto appunto delle anzianità degli addetti e dello stato di salute degli addetti.

    Formazione

    È ovvio che, se così come abbiamo registrato, vi è un innalzamento dell’età anagrafica diventa importante e centrale il ruolo della formazione perché dev’essere associata all’ingresso di nuove figure affiancante a chi ha esperienza maturata. Su questo punto va aggiunta anche una specifica verifica delle nuove professionalità e competenze che possono essere sviluppate dalle nuove tecnologie.

    Mercato del lavoro

    Deve continuare la nostra azione nell’aumentare e consolidare diritti e tutele evitando che ci siano sacche di gestione aziendale dove per abbassare i costi si cerca di usufruire di quanto previsto dalla Jobs Act, quindi devono essere valutati attentamente tutti i ricorsi alla flessibilità in genere che le aziende stanno utilizzando.

    Salute e sicurezza

    Nell’ultimo periodo quanto sta accadendo nel mondo del lavoro è preoccupante ed è possibile che tutte le morti a cui stiamo assistendo siano legate proprio alla precarietà in genere. Per questo abbiamo deciso di inserire nella piattaforma una figura nuova ovvero un responsabile della sicurezza di sito. Questa nuova figura a nostro avviso però dovrebbe non solo essere informato dei piani di sicurezza delle attività delle imprese e quant’altro, ma avendo una responsabilità specifica crediamo sia opportuno che come figura responsabile partecipi alla stesura dei bandi di appalto al fine di includere tutte quelle prerogative che permettano speculazioni in questo senso, proprio perché in molti appalti abbiamo visto che la questione della sicurezza è una delle voci che apre ad una competizione al ribasso tra i contraenti.

    Welfare

    Questo è un capitolo da una parte importante ma dall’altra potrebbe avere riflessi negativi se gestito male. Se parliamo di fondi bilaterali credo ci siano dei chiari vantaggi nei confronti dei lavoratori ma se invece parliamo dei carrelli spesa o benefici ad altro titolo non computabili al vero welfare è evidente che il sindacato ha un ruolo più residuale nella contrattazione, in quanto su quel welfare sono le aziende che stabiliscono attraverso una piattaforma le regole e i lavoratori, ovviamente, possono accettare o meno ottenendo un esiguo risparmio fiscale. Tutto questo però nuoce alla questione pensionistica ed è per questi motivi che bisogna avere una profonda attenzione nel dare maggiori garanzie e sostenibilità vera ai lavoratori.

    Tra giugno e luglio faremo tutte le assemblee informative dove porteremo eventuali integrazioni alla piattaforma al fine di favorire un percorso di rinnovo contrattuale più partecipato. Nei prossimi giorni come segreterie territoriali ci riuniremo per stabilire le date delle assemblee.

     Riccardo Colletti

    Segretario generale FILCTEM CGIL Venezia

     
  • Cfm Ambiente, preoccupazioni e incertezze


     


    Apprendiamo dalle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa del 3 giugno, che CFM Ambiente è completamente scollegata a CFM Company Futura Marghera. Da tempo abbiamo chiesto alle 2 società di fare un incontro congiunto per chiarire i nostri dubbi sui legami tra CFM Company e CFM Ambiente, sempre rifiutato. Rifiuto che non ci ha mai permesso di avere le delucidazioni in merito.

    Leggiamo dai giornali e da dichiarazioni ufficiali a noi pervenute, che il socio Strada dovrebbe nel tempo assumere un ruolo marginale all'intero di CFM Ambiente, nata da una cessione di ramo aziendale dalla CFM Company. Pur apprendendo che il signor Strada uscirà nel tempo da CFM Ambiente, pare essere confermata ad oggi la nostra dichiarazione rispetto la sua rilevante posizione come socio di maggioranza.

    Appare chiaro come un incontro avrebbe permesso ai rappresentanti dei lavoratori di chiedere spiegazioni sul progetto aziendale, sulle strutture societarie e chiarire come vengono gestiti i distacchi dei lavoratori tra le 2 società. Riteniamo importanti questi confronti, soprattutto in fasi difficili per i lavoratori e, non averli accettati, è per noi un errore che amplifica i problemi. Ci interesserebbe fare molte domande alle 2 società: capire il piano industriale di CFM Company Futura Marghera, considerando la riduzione dell'organico passato in CFM Ambiente, risolvere una volta per tutte i ritardi sui pagamenti degli stipendi, e capire come vengono gestiti i lavoratori nelle 2 società.

    Siamo contenti che dopo i nostri articoli di questi giorni la CFM Ambiente abbia presentato ai lavoratori, attraverso un'assemblea, progetti e prospettive per il futuro, tranquillizzandoli sul fatto che si sta lavorando per pagare tutti gli arretrati degli stipendi; forse in un incontro avrebbero potuto spiegarlo anche a noi, e attendiamo lo facciano in un tavolo ufficiale perché alcuni progetti è da tempo che li sentiamo e non dall'amministratore. Speriamo che dopo molti mesi di ritardi sugli stipendi, finalmente i lavoratori abbiano una tranquillità economica e che tali progetti si concretizzino.

    Le domande che noi come organizzazioni sindacali ci poniamo sono: bisognava arrivare a mezzo stampa? La presentazione ai lavoratori di tali progetti non poteva essere fatta prima, quando i lavoratori stessi chiedevano a noi chiarimenti e soldi per vivere ed evitare debiti? Come hanno intenzione di saldare le somme arretrate? Come sindacati siamo disponibili a un confronto sul futuro di queste due società, ricordando che lo scopo del sindacato è rappresentare i lavoratori che lavorano, e non quelli che sono senza stipendio o lavoro.

    Davide Stoppa e Francesco Coco

    Filctem Cgil Venezia e Femca Cisl Venezia

     
  • Elezioni fondo Pegaso: sostenere Filctem Cgil per garantire una qualità migliore al futuro, alle pensioni, al lavoro


     

    I giorni 19 e 20 giugno si terranno le elezioni del fondo pensione integrativo PEGASO, del settore Gas Acqua, su base nazionale per tutti gli iscritti. L’appuntamento è importante perché sempre di più i fondi pensionistici contrattuali ricoprono un ruolo centrale per l’integrazione economica delle pensioni, per la contrattazione nazionale e territoriale, ma anche perché si stanno sviluppando scelte nazionali su anticipi pensionistici legati agli stessi.

    Le elezioni diventano quindi importanti per determinare i nomi di dei rappresentanti del fondo e di conseguenza le politiche future sostenute da FILCTEM CGIL. Riteniamo che alcuni punti non siano più derogabili e vadano trattati non solo nei contratti ma anche nelle leggi nazionali. Serve dare un maggior supporto fiscale ai fondi, garantire una pensione dignitosa per i giovani, una flessibilità maggiore di uscita per il pensionamento, una rivisitazione della legge Fornero, un lavoro dignitoso che permetta di avere diritti e garanzie contributive. Nel territorio veneziano abbiamo candidato un nostro delegato, lavoratore di Veritas, che vi invitiamo a sostenere dando il voto alla lista FILCTEM CGIL. Abbiamo, anche in questa tornata elettorale, voluto inserire un nostro referente perché riteniamo importante avere qualcuno che colga le discussioni e le proposte del territorio per poi trasferirle all’interno del Fondo Pegaso. Nelle immagini le sintesi di quanto rende il fondo, con le opportune differenze tra rendimento nei confronti del TFR, dove si capiscono bene i ritorni per la futura pensione, i rendimenti e la tassazione agevolata.

    Vi invitiamo quindi, a partecipare al voto dei giorni 19 e 20 per la lista FILCTEM CGIL