Venezia è la terza tappa, dopo Firenze e Napoli, del viaggio nell'artigianato della Filctem Cgil. La sigla sindacale ha da tempo inglobato la tutela del lavoro nei settori tessile e della moda. Il distretto della calzatura del Veneziano è al centro del dibattito organizzato venerdì, al Vega, dalle 10, che darà modo, grazie alla partecipazione di esperti del settore a livello nazionale, e locale, di scambiare informazioni, esperienze e conoscenze, valutando lo stato dell'arte nel comparto e diffondendo buone pratiche. 

Un passo verso la tutela delle professionalità e del made in Italy. Ma come si è arrivati alla sua realizzazione? A rispondere saranno Andrea Saviane, segretario regionale Federazione moda Confartigianato Imprese Veneto, Tiziano De Toffol, dell'occhialeria Mati Rosso, Sonia Paoloni, della Filctem Cgil nazionale e Maristella Viola, Filctem Cgil regionale.

Sul percorso normativo, comprese le criticità territoriali, introdurrà Enrico Piron, segretario della Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia, e interverrà, parlando di lavoro, Riccardo Colletti, Filctem Cgil Venezia. "Spesso moda e calzature vengono trattate come produzioni periferiche dell'economia territoriale e nazionale - scrive Colletti -. Ma si commette un errore a pensare che le mansioni impiegate siano scarsamente specializzate e che il valore aggiunto non sia importante. Queste piccole, a volte piccolissime, unità produttive coltivano e custodiscono saperi e segreti che fanno grande il made in Italy nel mondo e hanno portato i prodotti locali ovunque. Occorre una tutela specifica. Servono nuove formule normative che accrescano la capacità delle imprese di stare nel mondo e competere".

A questo punto il dibattito diverrà vivace e coinvolgente. Scalderanno i motori in un brillante botta e risposta: Emilio Miceli, segretario nazionale Filctem Cgil, Antonio Baldi, Confindustria Venezia, Pier Giorgio Silvestrin, portavoce del Tavolo Veneto della moda, Fabio Pietrella, presidente nazionale Confartigianato moda, e Roberta Alessandri, della presidenza nazionale Cna Federmoda. Un buffet concluderà i lavori.

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Comunicati Filctem e CGIL

  • Syndial: "Il tempo è scaduto". A Porto Marghera stop alle relazioni sindacali, in attesa di sciopero


     

     

    Sono stati superati abbondantemente i 15 giorni che avevamo deciso sul tavolo aziendale nell’ultimo incontro. L’azienda doveva trovare alcune soluzioni per risolvere le questioni legate all’armonizzazione contrattuale sul passaggio dal contratto chimico al contratto energia-petrolio. Purtroppo dobbiamo constatare che Syndial non ha alcuna intenzione di risolvere le carenze economiche che abbiamo ampiamente dimostrato, e che hanno visto i lavoratori di Syndial perdere considerevoli quote economiche, a partire dal premio presenza che ci è stato detto che è nella RAL ma questo non è avvenuto per nessun lavoratore.


    Nelle ultime ore l’azienda ha presentato uno pseudo accordo che, oltre a non risolvere le questioni poste, ci rinvia ad un prossimo incontro nazionale per trovare le soluzioni possibili, cosa che avevamo già previsto nell’ultimo incontro dove si dava mandato ai territori di trovare appunto soluzioni per superare questo problema. Questo rimpallo da parte di Syndial è incomprensibile, ma soprattutto dimostra quanto scarsamente questa azienda è interessata ai propri settori produttivi, tendendo anzi a privilegiare i propri centri direttivi senza tenere conto che questa idea di unificazione di orari e di modalità operativa è inapplicabile per una realtà come Porto Marghera dove le maestranze sono per il 90% chiamate a svolgere attività in trasferta.


    Non abbiamo mai assistito a delle relazioni sindacali e industriali incomprensibili come in questi ultimi anni. Tutto ciò dimostra che se è questo l’atteggiamento di Syndial, potrebbe essere che in tutti gli ambiti di ENI ci sia un adeguamento che non possiamo assolutamente accettare. Nei tavoli territoriali, addirittura, chi abbiamo di fronte non ha nessuna autonomia per poter decidere e per poter trovare soluzioni anche su piccole questioni. Syndial non è una piccola realtà industriale, queste cose sarebbero quasi una normalità che affrontiamo troppo spesso nelle aziende con pochi dipendenti.
    Anche le ultime questioni legate alle decisioni di assumere un percorso relativo all’applicazione dello Smart-Working, strumento che riteniamo utile, e che da anni stiamo chiedendo che venga concesso per un dipendente che ha le caratteristiche per accedere a tale strumento, le stanno gestendo in maniera autoritaria e unilaterale senza minimamente pensare se i colleghi hanno la necessità reale di usufruirne, ma anzi la vogliono far passare come una scelta obbligatoria, e senza un confronto con le RSU.


    Per questi motivi riteniamo sia l’ennesima presa in giro ritornare al tavolo contrattuale Nazionale a Roma in quanto è da mesi che questa cosa sta andando avanti, pertanto abbiamo deciso di sospendere qualsiasi relazione sindacale, e nei prossimi giorni comunicheremo le forme di sciopero che intenderemo adottare con un presidio informativo all’ingresso principale del Petrolchimico portineria 9, con il blocco dello straordinario e dell’ impianto TAF e il rientro dei lavoratori in trasferta nei relativi cantieri di bonifica.

     

     
  • Stop al polo di fusione nucleare a Porto Marghera, Colletti Filctem Cgil: "Urge un tavolo sulle bonifiche, nessuna programmazione"


     

    "Si chiede l'aiuto dello Stato, ma non si chiede la responsabilità di chi ha portato via i soldi, che c'erano - dice il segretario dei Chimici, Riccardo Colletti -. Se i soldi sono stati portati via, chiediamo che si faccia chiarezza sui milioni di euro che erano stati stanziati. Se non c'è la bonifica un imprenditore qualsiasi non si prende la responsabilità di acquistare un terreno con il rischio di accollarsi i soldi del risanamento. La domanda è - continua - come prendiamo in mano la situazione per il prossimo futuro? Non possiamo tollerare inutili giochini strategici per speculare su quelle aree, e non possiamo permetterci che un domani qualcuno ci venga a spiegare che 'abbiamo fatto tutto, tra l'area di crisi e partecipato alle gare e nessuno si è presentato'. Non possiamo rischiare che ci dicano che 'alla fine possiamo solo pensare a fare turismo e navi da crociera'. Non è così che si gestisce un territorio". La ricetta, secondo Colletti, deve essere concertata: "Basta cartelli pubblicitari dove sindaco e altri dicono che siamo bravissimi - conclude il sindacalista - si sottolinea la sinergia con la Regione, ma poi ti accorgi che queste sinergie non ci portano da nessuna parte rispetto ad altri territori che programmano da tempo. Oggi non sappiamo chi fa parte della cabina di regia tanto decantata con il ministro dell'Ambiente. Chi ne fa parte, inoltre, quali compiti ha? Questo si chiarisce solo quando ci si siede a un tavolo e si comincia a stabilire cosa bisogna fare una volta concluse le bonifiche, a quel punto avremo un territorio già strutturato che avrà le possibilità di competere con qualsiasi altra realtà".

     
  • Lavoro e made in Italy nella filiera della moda: venerdì l'iniziativa al Vega


     

    Venezia è la terza tappa, dopo Firenze e Napoli, del viaggio nell'artigianato della Filctem Cgil. La sigla sindacale ha da tempo inglobato la tutela del lavoro nei settori tessile e della moda. Il distretto della calzatura del Veneziano è al centro del dibattito organizzato venerdì, al Vega, dalle 10, che darà modo, grazie alla partecipazione di esperti del settore a livello nazionale, e locale, di scambiare informazioni, esperienze e conoscenze, valutando lo stato dell'arte nel comparto e diffondendo buone pratiche. 

    Un passo verso la tutela delle professionalità e del made in Italy. Ma come si è arrivati alla sua realizzazione? A rispondere saranno Andrea Saviane, segretario regionale Federazione moda Confartigianato Imprese Veneto, Tiziano De Toffol, dell'occhialeria Mati Rosso, Sonia Paoloni, della Filctem Cgil nazionale e Maristella Viola, Filctem Cgil regionale.

    Sul percorso normativo, comprese le criticità territoriali, introdurrà Enrico Piron, segretario della Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia, e interverrà, parlando di lavoro, Riccardo Colletti, Filctem Cgil Venezia. "Spesso moda e calzature vengono trattate come produzioni periferiche dell'economia territoriale e nazionale - scrive Colletti -. Ma si commette un errore a pensare che le mansioni impiegate siano scarsamente specializzate e che il valore aggiunto non sia importante. Queste piccole, a volte piccolissime, unità produttive coltivano e custodiscono saperi e segreti che fanno grande il made in Italy nel mondo e hanno portato i prodotti locali ovunque. Occorre una tutela specifica. Servono nuove formule normative che accrescano la capacità delle imprese di stare nel mondo e competere".

    A questo punto il dibattito diverrà vivace e coinvolgente. Scalderanno i motori in un brillante botta e risposta: Emilio Miceli, segretario nazionale Filctem Cgil, Antonio Baldi, Confindustria Venezia, Pier Giorgio Silvestrin, portavoce del Tavolo Veneto della moda, Fabio Pietrella, presidente nazionale Confartigianato moda, e Roberta Alessandri, della presidenza nazionale Cna Federmoda. Un buffet concluderà i lavori.

     
  • Infortunio all'operaio Enel della distribuzione: "Troppi incidenti, si mettano al centro sicurezza e formazione"


     

     

    Si trova ancora ricoverato in Rianimazione Alessio, il 24enne dipendente di E-distribuzione che martedì mattina è rimasto coinvolto in un incidente sul lavoro a Mestre, in una laterale di via Esiodo. Per cause ancora al vaglio, il giovane è caduto da un'altezza di 3 o  4 metri mentre si trovava impegnato su una scala, riportando un pesante trauma cranico. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno trasportato il ferito all'Angelo. Servirà ancora del tempo per far luce sull'evoluzione del quadro sanitario.

    "Troppi incidenti"

    L'accaduto ha avuto eco tra i rappresentanti dei lavoratori, in un periodo nero dal punto di vista delle tragedie sul lavoro in Veneto: "Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ad Alessio - dichiarano in una nota unitaria Filctem Cigl, Flaei Cisl e Uiltec Uil - Questo non è il momento delle polemiche, tuttavia come organizzazioni sindacali riteniamo anche di dover esprimere un pesante giudizio rispetto alla situazione che si è creata negli ultimi tempi in E-distribuzione: in particolare riteniamo che la strada per la qualità del servizio non possa trascurare la qualità del lavoro". 

    "Si metta al centro la sicurezza"

    Secondo le sigle che hanno firmato il documento, l'evento si collocherebbe in un contesto fosco più ampio. "In questi primi mesi sono accaduti ben 5 infortuni in Italia con gravi conseguenze - continua la nota - 2 a lavoratori di imprese e ben 3 a colleghi E-distribuzione. Martedì un giovane lavoratore non è tornato a casa al termine della sua giornata di lavoro, un fatto di gravità sconcertante. Per noi è importante individuare le motivazioni che hanno portato a questo infortunio. I carichi di lavoro e lo stress sono pesanti nel territorio e l’organizzazione del lavoro è frenetica. La riduzione di organico è stata drastica e la formazione è spesso frettolos. La cultura della sicurezza di una grande azienda non cresce in questo modo. Ora basta - concludono - vogliamo che la qualità del lavoro torni al centro dell’organizzazione, prima della qualità del servizio. Proponiamo di fermarci tutti nei luoghi di lavoro per parlare sui temi della sicurezza, dell’organizzazione, dei diritti e dei doveri, di tutto ciò che può aiutarci a non vivere più giornate come martedì".