"Si chiede l'aiuto dello Stato, ma non si chiede la responsabilità di chi ha portato via i soldi, che c'erano - dice il segretario dei Chimici, Riccardo Colletti -. Se i soldi sono stati portati via, chiediamo che si faccia chiarezza sui milioni di euro che erano stati stanziati. Se non c'è la bonifica un imprenditore qualsiasi non si prende la responsabilità di acquistare un terreno con il rischio di accollarsi i soldi del risanamento. La domanda è - continua - come prendiamo in mano la situazione per il prossimo futuro? Non possiamo tollerare inutili giochini strategici per speculare su quelle aree, e non possiamo permetterci che un domani qualcuno ci venga a spiegare che 'abbiamo fatto tutto, tra l'area di crisi e partecipato alle gare e nessuno si è presentato'. Non possiamo rischiare che ci dicano che 'alla fine possiamo solo pensare a fare turismo e navi da crociera'. Non è così che si gestisce un territorio". La ricetta, secondo Colletti, deve essere concertata: "Basta cartelli pubblicitari dove sindaco e altri dicono che siamo bravissimi - conclude il sindacalista - si sottolinea la sinergia con la Regione, ma poi ti accorgi che queste sinergie non ci portano da nessuna parte rispetto ad altri territori che programmano da tempo. Oggi non sappiamo chi fa parte della cabina di regia tanto decantata con il ministro dell'Ambiente. Chi ne fa parte, inoltre, quali compiti ha? Questo si chiarisce solo quando ci si siede a un tavolo e si comincia a stabilire cosa bisogna fare una volta concluse le bonifiche, a quel punto avremo un territorio già strutturato che avrà le possibilità di competere con qualsiasi altra realtà".

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