Sono stati superati abbondantemente i 15 giorni che avevamo deciso sul tavolo aziendale nell’ultimo incontro. L’azienda doveva trovare alcune soluzioni per risolvere le questioni legate all’armonizzazione contrattuale sul passaggio dal contratto chimico al contratto energia-petrolio. Purtroppo dobbiamo constatare che Syndial non ha alcuna intenzione di risolvere le carenze economiche che abbiamo ampiamente dimostrato, e che hanno visto i lavoratori di Syndial perdere considerevoli quote economiche, a partire dal premio presenza che ci è stato detto che è nella RAL ma questo non è avvenuto per nessun lavoratore.


Nelle ultime ore l’azienda ha presentato uno pseudo accordo che, oltre a non risolvere le questioni poste, ci rinvia ad un prossimo incontro nazionale per trovare le soluzioni possibili, cosa che avevamo già previsto nell’ultimo incontro dove si dava mandato ai territori di trovare appunto soluzioni per superare questo problema. Questo rimpallo da parte di Syndial è incomprensibile, ma soprattutto dimostra quanto scarsamente questa azienda è interessata ai propri settori produttivi, tendendo anzi a privilegiare i propri centri direttivi senza tenere conto che questa idea di unificazione di orari e di modalità operativa è inapplicabile per una realtà come Porto Marghera dove le maestranze sono per il 90% chiamate a svolgere attività in trasferta.


Non abbiamo mai assistito a delle relazioni sindacali e industriali incomprensibili come in questi ultimi anni. Tutto ciò dimostra che se è questo l’atteggiamento di Syndial, potrebbe essere che in tutti gli ambiti di ENI ci sia un adeguamento che non possiamo assolutamente accettare. Nei tavoli territoriali, addirittura, chi abbiamo di fronte non ha nessuna autonomia per poter decidere e per poter trovare soluzioni anche su piccole questioni. Syndial non è una piccola realtà industriale, queste cose sarebbero quasi una normalità che affrontiamo troppo spesso nelle aziende con pochi dipendenti.
Anche le ultime questioni legate alle decisioni di assumere un percorso relativo all’applicazione dello Smart-Working, strumento che riteniamo utile, e che da anni stiamo chiedendo che venga concesso per un dipendente che ha le caratteristiche per accedere a tale strumento, le stanno gestendo in maniera autoritaria e unilaterale senza minimamente pensare se i colleghi hanno la necessità reale di usufruirne, ma anzi la vogliono far passare come una scelta obbligatoria, e senza un confronto con le RSU.


Per questi motivi riteniamo sia l’ennesima presa in giro ritornare al tavolo contrattuale Nazionale a Roma in quanto è da mesi che questa cosa sta andando avanti, pertanto abbiamo deciso di sospendere qualsiasi relazione sindacale, e nei prossimi giorni comunicheremo le forme di sciopero che intenderemo adottare con un presidio informativo all’ingresso principale del Petrolchimico portineria 9, con il blocco dello straordinario e dell’ impianto TAF e il rientro dei lavoratori in trasferta nei relativi cantieri di bonifica.

 

Syndial,