Giovedì 5 febbraio 2015, presso la sede di Confindustria si sono incontrate le RSU, le segreterie territoriali FILCTEM e FEMCA con l’azienda calzaturiera di G.A. Operations della sede di Fossò.

L’incontro è stato urgentemente richiesto dalle segreterie territoriali in quanto è stata prospettata da parte dell’azienda una notevole riduzione degli ordinativi per la prossima collezione primavera/estate e quindi un ridimensionamento dell’organico aziendale.

Purtroppo 11 lavoratrici e lavoratori a tempo determinato o interinali nelle prossime settimane non verranno confermati nell’organico aziendale.

 

 

Nel dramma di dover apprendere dall’azienda che 11 loro dipendenti non lavoreranno più per la G.A. Operations, si aggiunge la  beffa che buona parte di questi lavoratori erano a tempo determinato o interinali già da qualche anno e quindi pienamente inseriti nella produzione aziendale e in attesa di essere definitivamente confermati a tempo indeterminato.

Come FILCTEM CGIL riteniamo profondamente ingiusto che questi lavoratori debbano per l’ennesima volta subire l’ingiustizia di una precarietà a vita e prendiamo atto, senza condividere, che anche un gruppo importante come la G.A. Operations sfrutta al massimo le potenzialità delle leggi sul precariato. Abbiamo più volte incalzato l’azienda di rivedere i loro piani per non arrivare alla riduzione di personale prospettando un rientro presso la sede di Fossò di produzioni che vengono fatte in laboratori esterni, ma l’azienda ha rifiutato tale prospettiva ritenendo le produzioni fatte esternamente poco remunerative. La situazione del calzaturificio di Fossò si fa particolarmente preoccupante considerando che non più tardi di novembre le organizzazioni sindacali con l’azienda hanno dovuto affrontare il trasferimento del reparto pelletteria a Milano coinvolgendo 27 lavoratori attraverso ricollocazione, mobilità e cassa integrazione straordinaria e riducendo sensibilmente le attività nella realtà veneziana.

L’azienda, per rispondere a questo difficile momento, ha intenzione di presentare un piano di azione di efficientamento e riduzione dei costi attraverso un percorso di formazione per aumentare la polivalenza dei lavoratori e un più efficiente controllo della qualità del prodotto, oltre a questo ha prospettato la revisione dei fornitori esterni per seguire una strada di maggiore trasparenza e controllo. Come FILCTEM CGIL di Venezia, in attesa di un piano industriale complessivo, riteniamo questo ultimo aspetto importante perché finalmente in un tavolo dove sono presenti le OO.SS., Confindustria, ACRIB e azienda si prende atto di un grave problema che insiste sul Distretto  che è quello delle aziende di fornitura che spesso sono coinvolte da lavoro nero e illegalità. Il fatto che un gruppo come la G.A. Operations voglia fare chiarezza sulle proprie aziende fornitrici non può che essere interpretato come un passo in avanti verso la lotta all’illegalità e al massimo ribasso.

Come organizzazioni sindacali abbiamo chiesto di essere coinvolti in questa operazione di verifica e di avere una discussione sempre aperta nelle modalità di gestione delle forniture e degli appalti.

Martedì prossimo le OO.SS. insieme con le RSU incontreranno i lavoratori in assemblea per informarli dell’esito dell’incontro ed eventualmente condividere insieme a loro anche azioni di protesta per la riduzione del personale.

La FILCTEM CGIL di Venezia resta comunque seriamente preoccupata per il futuro di questa realtà e in attesa della presentazione del piano industriale incalzerà l’azienda per capire meglio l’esternalizzazione delle produzioni Emporio Armani verso l’est europeo. Inoltre chiediamo alla segreteria nazionale di attivare un coordinamento e di richiedere alla G.A. Operations un incontro a livello di gruppo per fare chiarezza sulle prospettive industriali in Italia.

 

Il segretario

Davide Camuccio

Fossò, 5 febbraio 2015

calzature, lavoratori precari