Susanna Camusso CGIL e Nicoletta Zago FILCTEM CGIL VENEZIA. Foto: parliamodilavoro.it

 

Il lavoro, questo sconosciuto.

Le politiche del governo hanno consentito di evitare il peggio, afferma Susanna Camusso a La Stampa ma, aggiunge, di sicuro non hanno portato il paese fuori dalla crisi. 

Crescita zero, deflazione, nessuna ripresa della fiducia di imprese e consumatori. Lavoro al palo.

Nel caso di quello giovanile, l'andamento ha subito un ulteriore calo.

Il Jobs Act ha "drogato" i dati del mercato occupazionale. Poi quando l'effetto bonus è terminato e l'ISTAT ha messo fuori le nuove percentuali, tutti i nodi sono tornati al pettine, perfino rafforzati, se possibile.

Cambiare tutto per non cambiare nulla. La politica dei grandi proclami e dei grandi slogan mostra di nuovo i suoi risultati: il paese è fermo.

I sacrifici richiesti sono tanti. I risultati sono nulli. 

I giovani se vogliono costruire, possono accomodarsi all'estero.

Emigrare in paesi limitrofi dove pure le difficoltà non mancano, ma dove talvolta si mettono in pratica misure poco popolari pur di curare drasticamente "anomalie croniche" del tessuto sociale.

Il governo Renzi ha presentato in pompa magna le potenzialità del Jobs Act. Spieghi ora perché le assunzioni a tempo indeterminato hanno subito una battuta d'arresto. E perché i voucher sono esplosi. Perché gli ammortizzatori sociali a carattere universalistico sono spariti dall'agenda e perché le donne, specie al sud, continuano a rimanere fra coloro che non riescono a lavorare.

Ammettiamo pure che tra non più di mezzo secolo intelligenze artificiali e robot prenderanno il posto delle braccia e menti umane nell'ambito della produzione. E ammettiamo che la sopravvivenza delle persone sarà sempre meno legata allo scambio tra un salario e il lavoro, con l'estensione del reddito di cittadinanza (rivedi la puntata di Presa Diretta del 5 settembre 2016: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-7ec6bf90-b049-450f-81ee-ee0cf8ee0426.html#p=).

Parliamo di lavoro pertanto per quello che riguarda strettamente il presente. Visto che per l'immediato futuro non è prevista neppure l'apertura di un dibattito in merito.

Apprendiamo con piacevole stupore dalle parole del segretario generale della CGIL, S. Camusso che il governo ha leggermente modificato negli ultimi tempi l'atteggiamento di esclusione iniziale nei confronti del sindacato e sembra timidamente iniziare a dialogare con le parti sociali.

Forse possiamo ben sperare in qualche risposta, alle molte domande messe da mesi sul tavolo dell'esecutivo, meritevoli di attenzione se non altro perché Renzi deve pur immaginare un futuro per il suo partito e, speriamo, per il paese, fatta salva l'immagine da copertina patinata da continuare a dover dare all'estero.

 

di parliamodilavoro.it

 

 

 

 

 

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Comunicati Filctem e CGIL

  • FILCTEM-CGIL, ELETTA LA NUOVA SEGRETERIA NAZIONALE

     

     

    L’assemblea generale della Filctem-Cgil nazionale ha eletto oggi, con voto segreto, la nuova segreteria nazionale con 171 (95%) voti a favore, 6 (3,3%) contrari e 3 astenuti (1,7%).
    Hanno votato 180 componenti dell’assemblea (l’84,1%) su un totale di 214 aventi diritto. Nella nuova segreteria nazionale si segnalano due nuovi ingressi: Massimo Marani e Ilvo Sorrentino, rispettivamente ex segretario generale dalla Filctem Cgil di Ravenna e attuale segretario generale della Filctem Cgil del Lazio. I due nuovi componenti subentrano a Luca Barbetti e Gabriele Mazzariello. La nuova segreteria nazionale risulta pertanto così composta: Emilio Miceli, segretario generale; Claudio Bettoni, Marco Falcinelli, Massimo Marani, Elena Palumbo, Sonia Paoloni, Ilvo Sorrentino.
    Roma, 5 febbraio 2019

     
  • COMUNICATO STAMPA

     

     


    Apprendiamo dalla stampa locale che esponenti di primo piano del governo Lega e Movimento 5 Stelle, insieme al presidente della Regione del Veneto e al Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia, danno per scontata la permanenza delle grandi navi passeggeri in laguna e lo spostamento delle attività crocieristiche dalle banchine della Marittima di Venezia a Porto Marghera. Già in passato come FIOM e FILCTEM di Venezia abbiamo avuto modo di esprimere, per ragioni di merito, la nostra contrarietà allo spostamento delle grandi navi a Marghera perché inconciliabile con la prosecuzione delle attività produttive di Porto Marghera e la salvaguardia dell’occupazione, e perché propedeutica ad un cambio speculativo di destinazione d’uso delle aree di Marghera da industriale a turistico - commerciale.  L’inserimento per Legge di Porto Marghera e del comune di Venezia nelle aree di crisi industriale complessa non ha finora prodotto alcun progetto concreto di reinsediamento industriale e di nuova e qualificata occupazione. Su questo, e non sul cambio di destinazione d’uso delle aree di Marghera, il governo e le istituzioni locali sono chiamate a rispondere per diversificare le attività economiche nel territorio veneziano e contribuire ad una programmazione dello sviluppo e delle attività manifatturiere di Porto Marghera fondata su nuovi investimenti e su progetti ad alta innovazione tecnologica, di processo e di prodotto

    Coniugare la sostenibilità ambientale di Venezia con lo sviluppo e la capacità di creare nuova occupazione nel territorio è possibile a patto che si smetta di sperperare ingenti risorse pubbliche per faraonici progetti pensati per favorire in primo luogo le lobbies turistiche e quei potentati economici e speculativi che hanno impoverito e svuotato il centro storico, distrutto attività economiche e produttive storicamente legate alla città e alla sua vocazione industriale e manifatturiera. Servono al contrario, in applicazione della Legge sulle aree di crisi industriale complessa, investimenti in nuove attività produttive e di servizio per riequilibrare una economia, quella veneziana, oggi troppo sbilanciata sul turismo e sullo sfruttamento dei lavoratori.

    Di questo chiediamo conto al Governo e ai suoi ministri, alle istituzioni locali, alla Confindustria, per non perdere l’ennesima occasione data dall’inserimento di Porto Marghera nelle aree di crisi industriale complessa e nel tentativo di produrre il necessario cambiamento delle scelte politiche che hanno finora penalizzato la città e i lavoratori di Porto Marghera.

    Chiediamo pertanto l’apertura di una discussione con il governo su Porto Marghera e sulla città per rimettere al centro i temi del lavoro, degli investimenti e dell’assetto industriale del territorio veneziano.

     Marghera 13 novembre 2018

     Segreteria FIOM CGIL e FILCTEM CGIL di Venezia

     


     

     
  • XVIII Congresso Cgil, mercoledì 19 l'assemblea al Capannone


     

     
  • Enel: Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil preoccupate per la cura dimagrante delle risorse umane


     

     

    L’assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan, e il capogruppo in regione della Lega Nord, Nicola Finco, assistititi dall’Unità di crisi della Regione Veneto, hanno incontrato a Venezia, nella sede della Regione, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali regionali e territoriali dei lavoratori di Enel. I sindacati hanno espresso le loro preoccupazioni in merito al numero degli attuali occupati Enel in Veneto e, di conseguenza, sulla qualità del servizio che l’azienda sarà in grado di garantire nel territorio regionale. L’assessore e il capogruppo del partito di maggioranza hanno assunto l’impegno di invitare i vertici aziendali Enel a un incontro di confronto in regione, da organizzarsi a settembre, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali dei lavoratori.

    'Cura dimagrante'

    Da molti anni Enel, spiegano i sindacati, una delle più importanti società italiane a carattere multinazionale, sta mettendo in atto una lenta e costante cura dimagrante delle risorse umane nelle varie divisioni. Da aprile il personale di E-distribuzione del Veneto è in stato di protesta attraverso il blocco degli straordinari, dello spostamento d’orario e delle ore viaggio eccedenti il normale orario di lavoro perché la pesante riduzione del personale, pari al 23% in dieci anni di riorganizzazioni, ha fiaccato tutto il personale. Ora la situazione si è aggravata ulteriormente, specie per il territorio del Veneto, a seguito delle pesanti riorganizzazioni che nelle varie società Enel vuole mettere in campo da qui a fine anno: chiusura dei Punti Enel per i clienti del mercato di Maggior Tutela, riduzione del personale nella Centrale di Fusina (Porto Tolle è ormai definitivamente “spenta”), accorpamento delle strutture territoriali di E-distribuzione, riorganizzazione nell’ambito delle rinnovabili. Tutte queste riorganizzazioni penalizzano fortemente il Veneto. Per questo, sostenuti anche da un’azione nazionale unitaria a tutela del servizio, dei cittadini e del nostro territorio, abbiamo segnalato la situazione alle istituzioni e alla politica del Veneto. 

    Incontro positivo

    Le segreterie regionali del Veneto della Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil hanno illustrato all’assessore Elena Donazzan, delegata dal presidente, la situazione in cui versa il gruppo Enel nel Veneto e le possibili ricadute negative che le scelte, recentemente presentate ai sindacati, porterebbero al servizio e alla stessa occupazione. L’assessore Donazzan, sentite le criticità illustrate, si è impegnata a convocare tutte le parti, azienda e sindacati, per i primi giorni di settembre. Filctem, FlaeI, e Uiltec valutando positivo l’esito dell’incontro, e visto l’impegno della Regione Veneto, auspicano che vengano riconosciute le giuste istanze da parte della Società Enel.