"Con la nuova struttura aziendale facciamo fatica a intervenire entro un'ora dall'emergenza, chiediamo che il gruppo faccia un passo indietro". Sciopero con manifestazione lunedì mattina da parte dei rappresentanti di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec-Uil, che si sono radunati davanti a Ca' Farsetti per far sentire la propria voce. Nel mirino finisce il nuovo modello di organizzazione aziendale che prevedono, stando a una nota di Italgas, "l'eliminazione dei passaggi intermedi tra il Centro integrato di supervisione, che riceve le segnalazioni degli interventi, e i reparti operativi cui assegna direttamente gli interventi da effettuare".

"Stop al presidio di Santa Marta"
In soldoni, è stato spiegato dai rappresentanti sindacali, che con le loro bandiere si sono poi riversati in campo Manin e in campo San Luca, viene soppresso "il presidio permanente di Santa Marta, con l'operatore che dovrà partire da casa con tutte le difficoltà legate alla particolarità di Venezia".

"Inevitabili gli interventi più lenti"

Secondo i lavoratori, che hanno l'obbligo di intervenire sul posto entro 60 minuti, chi abita in terraferma difficilmente riuscirà a essere operativo in centro storico in un lasso di tempo così breve. Per questo si chiede una rimodulazione della proposta, ma per ora le parti non hanno trovato l'accordo. "E' inammissibile scambiare il risparmio economico con la sicurezza degli impianti e la tempestività degli interventi - dichiara Davide Camuccio della Filctem Cgil - Gli sforamenti non dovranno in futuro addebitati ai lavoratori, dalla scorsa settimana se ne sono già registrati 6 su 10, e gli altri 4 si sono evitati solo perché il personale si trovava ancora nella struttura di Santa Marta. Vogliamo che ai cittadini possa essere garantito un servizio il più veloce possibile. L'azienda confida nel fatto che l'Authority non può sanzionarla se sfora meno del 10 per cento degli interventi sul territorio nazionale".

L'incontro al Municipio di Mestre

Soddisfatta Filctem Cgil per la straordinaria partecipazione allo sciopero che si è concentrato davanti al Comune di Venezia. "Sin dalle prime ore del mattino abbiamo constatato la ferma protesta da parte dei lavoratori davanti ai cancelli delle sedi di Mestre e Venezia. Alle 11.30 siamo stati ricevuti dal sindaco Brugnaro e dall’assessore al Bilancio Michele Zuin, dal prosindaco del Lido Paolo Romor e dal consigliere metropolitano delegato Alessio De Rossi, i quali hanno espresso piena solidarietà alla lotta dei lavoratori e convinta preoccupazione per la soppressione del pronto intervento in turno. Il primo cittadino ha garantito il suo fattivo intervento attraverso la convocazione di un tavolo tra Comune, Italgas e sindacati, per ripristinare il pronto intervento in turno e quindi i livelli di sicurezza".

“La nostra città ha delle specificità che la rendono unica anche in tema di sicurezza – ha spiegato il sindaco Brugnaro – senza voler entrare nelle specifiche questioni di natura sindacale, rispetto alle quali azienda e lavoratori si confronteranno nelle apposite sedi, ritengo fondamentale che a Venezia e nelle isole rimanga un presidio operativo con il pronto intervento in turno, a tutela della cittadinanza. Non possiamo tollerare un allungamento dei tempi di azione in caso di pericolo”. “La velocità con la quale si interviene a gestire un guasto è un dato fondamentale per ridurre il rischio di incendi ed esplosioni – ha proseguito Brugnaro – non si può pensare di gestire la nostra città senza tener conto della mobilità acquea. Venezia ha una specificità riconosciuta dalla legge e la sua tutela passa anche attraverso la capacità di intervento per ripristinare le condizioni di sicurezza. Prenderemo contatti con Italgas – ha concluso il sindaco – che convocheremo formalmente per affrontare la questione. Non è un problema di natura prettamente sindacale, ma soprattutto di sicurezza dei cittadini e delle imprese che operano a Venezia e nelle isole. Come amministrazione intendiamo essere in prima linea per affrontare un tema così delicato ed importante per la città”.


 

 

Lo sciopero del comparto gas acqua a livello nazionale, venerdì 17 marzo. Ecco le immagini della manifestazione a Piazzetta Pellicani in centro a Mestre, dove oltre 100 lavoratori hanno dichiarato irricevibili, per i diritti e il trattamento salariale, le proposte della controparte datoriale. L'intervista a Davide Stoppa Filctem Cgil Venezia e le immagini dei lavoratori.


 

GAS-ACQUA: VENERDI' 17 MARZO È SCIOPERO GENERALE PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DI LAVORO 2016-2018.  FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL: “DALLE CONTROPARTI RISPOSTE INACCETTABILI”

 

Dopo l’esito negativo presso il ministero del Lavoro del tentativo di conciliazione , Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec Uil hanno indetto per venerdì 17 marzo una giornata di sciopero in tutto il settore gas-acqua (interessati oltre 45 mila lavoratori) per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto il 31 dicembre 2015.

Contestualmente i sindacati di categoria hanno dichiarato lo stato di agitazione con conseguente sospensione di ogni prestazione straordinaria, unitamente al blocco delle relazioni sindacali in tutto il settore. “È inaccettabile che dopo 14 mesi di trattative le proposte delle associazioni imprenditoriali siano del tutto sproporzionate e peggiorative, sia sotto il profilo normativo, che sotto l’aspetto salariale”, dicono Emilio Miceli, Angelo Colombini, Paolo Pirani, rispettivamente segretari generali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil.

I sindacati hanno, quindi, programmato assemblee in tutti i luoghi di lavoro, presidi di fronte alle aziende e iniziative di mobilitazione in tutti i territori finalizzate a sbloccare il negoziato per il rinnovo del contratto nazionale.

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