GAS-ACQUA: VENERDI' 17 MARZO È SCIOPERO GENERALE PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DI LAVORO 2016-2018.  FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL: “DALLE CONTROPARTI RISPOSTE INACCETTABILI”

 

Dopo l’esito negativo presso il ministero del Lavoro del tentativo di conciliazione , Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec Uil hanno indetto per venerdì 17 marzo una giornata di sciopero in tutto il settore gas-acqua (interessati oltre 45 mila lavoratori) per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto il 31 dicembre 2015.

Contestualmente i sindacati di categoria hanno dichiarato lo stato di agitazione con conseguente sospensione di ogni prestazione straordinaria, unitamente al blocco delle relazioni sindacali in tutto il settore. “È inaccettabile che dopo 14 mesi di trattative le proposte delle associazioni imprenditoriali siano del tutto sproporzionate e peggiorative, sia sotto il profilo normativo, che sotto l’aspetto salariale”, dicono Emilio Miceli, Angelo Colombini, Paolo Pirani, rispettivamente segretari generali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil.

I sindacati hanno, quindi, programmato assemblee in tutti i luoghi di lavoro, presidi di fronte alle aziende e iniziative di mobilitazione in tutti i territori finalizzate a sbloccare il negoziato per il rinnovo del contratto nazionale.


 

 

Gas, Venezia contro la paralisi delle gare. Il Sole24Ore

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-05-07/gas-venezia-contro-paralisi-gare-081358.shtml?uuid=ADsV06C

 

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha scritto a Matteo Renzi per chiedergli un aiuto a districare i Comuni dal pasticcio che blocca le gare per le concessioni del metano. Basterebbe un chiarimento normativo, un sostegno, un’indicazione.

Le aziende del metano — dice il decreto Letta del 2000 che liberalizza il settore del gas — si dividono fra venditori e distributori. Le aziende di distribuzione posseggono solamente le condutture cittadine, su concessione del Comune, e consegnano il metano che i consumatori acquistano dai rivenditori, facendosi pagare il “pedaggio” per il servizio di trasporto. Da anni le concessioni fra una proroga, un ritocco normativo e un rinvio devono essere rimesse a gara. Fra chi rischia di perdere la concessione, alcune aziende (e una più di altre, l’Italgas) ha facile gioco individuare le debolezze e fare ricorsi a raffica al Tar per bloccare la quindicina di gare già avviate,

soprattutto nel Triveneto, in Lombardia e Piemonte. Tra queste gare sotto Tar c’è quella di Venezia.

Il sindaco Brugnaro, primo fra i sindaci, scrive a Renzi nel doppio ruolo di presidente del Consiglio e ministro a interim dello Sviluppo economico. In gioco, il bando per il gas per l’ambito Venezia 1-Laguna Veneta, 400mila abitanti e 200mila utenze. Il sindaco, aiutato dal Consorzio concessioni gas, dice di non avere ricevuto «adeguata collaborazione» né dal ministero né dall’Autorità dell’energia.

Anche la gara del Comune di Venezia è stata impugnata da Italgas, gestore uscente, che ne ha sostenuto l’illegittimità benché a parere del sindaco il bando sia «attuativo delle norme sancite dal D.M 226/2011» e «della disciplina contenuta nelle deliberazioni» dell’authority dell’energia. E l’Autorità, scrive Brugnaro, «fino a questo momento è sembrata poco attenta alle ragioni del Comune Stazione Appaltante, mantenendo attivo, piuttosto, il tradizionale dialogo con i gestori, specie i più importanti». Lo scarso aiuto dato ai sindaci dalle due istituzioni non consente «di semplificare le procedure e di avere chiarimenti condivisi per la concreta prosecuzione di un percorso così complesso». Brugnaro coinvolge i suoi colleghi sindaci attraverso l’Anci presieduta da Piero Fassino (Torino) e chiede «un intervento normativo finalizzato ad alleggerire l’iter procedurale e a rendere effettivo lo svolgimento delle gare in condizioni di trasparenza e concorrenza».

Il Tar Lazio deciderà il 12 maggio sul caso Venezia, ma quasi tutte le altre gare sono paralizzate: alcune sono in attesa di sentenza, altre sono state ritirate, altre ancora prorogate.


 

 

Aperte oggi a Roma, presso la sede di Confindustria,  le trattative per il rinnovo del contratto  del settore gas-acqua (oltre 48.000 i lavoratori interessati, dipendenti da circa 600 imprese).

Dopo la presentazione delle rispettive posizioni e nonostante uno scenario comunque difficile, Confindustria-Energia, Utilitalia-Confservizi e i sindacati del settore Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil hanno ribadito la volontà comune delle parti a rinnovare il contratto, scaduto il 31 dicembre 2015. Nei prossimi giorni le parti hanno in programma la ripresa del confronto.

La richiesta di aumento  salariale dei sindacati è di 128 euro per il triennio 2016-2018, “coerente – sostengono – con la situazione economica attuale, che deve garantire la difesa del potere di acquisto attraverso l'incremento dei minimi, il miglioramento del welfare contrattuale e delle prestazioni lavorative”. Le sigle sindacali hanno chiesto garanzie di continuità delle precedenti norme sul mercato del lavoro, in caso di cambio di appalto nella concessione del servizio. Infine occorre puntare sulla partecipazione – hanno concluso Filctem, Femca, Uiltec – quale leva di avanzamento del sistema di relazioni industriali.

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