Raccolta rifiuti differenziata: rispetto per l’ambiente, senso civico, cultura moderna, risparmio energetico. La differenziata è il futuro. E’ investimento per il territorio e le generazioni future.

Ma qual’è l’altra faccia della medaglia? Nel frattempo, chi ci guadagna e chi ci perde?

Come categoria Filctem Cgil veneziana, ci occupiamo di tutto quanto ruota attorno alla chimica, ma non solo.

Sono di nostra competenza anche il comparto energetico, il tessile e calzaturiero e il gas-acqua.

Seguiamo anche l’azienda Veritas, per quanto riguarda il settore idrico nel veneziano.

Veritas gestisce “il ciclo integrale dei rifiuti in tutte le sue fasi, dal conferimento al trattamento, riciclaggio, recupero e smaltimento nel polo tecnologico di Fusina, uno tra i maggiori impianti presenti in Europa per quantità trattate e potenzialità”.

Veritas possiede partecipazioni di imprese, in parte pubbliche e in parte private, come Ecoprogetto Venezia Srl.

Quest’ultima “dispone di 2 impianti che utilizzano il rifiuto secco proveniente dalla raccolta differenziata realizzata dal gruppo Veritas per produrre CDR (Combustibile Derivato da Rifiuto), da utilizzare in centrali termoelettriche (come quella dell’ENEL a Fusina), in cementifici e in termovalorizzatori".

Come segretario della Filctem Cgil Venezia, non potevo non seguire con molta attenzione le indicazioni che l’azienda ha impartito durante una delle assemblee organizzate nel comune di Mira pochi giorni fa, per istruire i cittadini sul nuovo modo di trattare i rifiuti.

E sono rimasto sbalordito nell’apprendere che per le famiglie, i rifiuti messi nel secco, oltre alla tassa normale stabilita da Veritas, comporteranno una spesa supplementare. Perché oltre un certo quantitativo smaltito, si pagherà una quota in più rispetto al fisso imposto in bolletta.

Non solo. Alla cittadinanza Veritas chiede di pulire i rifiuti, prima di riporli nel bidone indicato. E chiede di non trattare la carta sporca, ad esempio intrisa di olio o altre sostanze, come “carta”, ma come “secco”. Mi sono chiesto se indirettamente si voglia incrementare il volume del secco, in questo modo.

Perché, che bisogno c’è di gettare la carta “sporca” nel secco, se il processo di recupero di carta e cartone passa attraverso lo scioglimento su vasche nei cantieri e il prodotto anche se sporco, non dà nessuna alterazione alla cellulosa?

Si vogliono forse aumentare i costi delle famiglie? Naturalmente rimango aperto ad ogni tipo di confronto su questo punto.

Organizzare la raccolta dei rifiuti in modo differenziato è un passo avanti per tutti. Ma significa anche “consegnare” a chi le tratta, immondizie “di qualità”.

Cioè accrescere il valore dei rifiuti che poi vengono venduti alle aziende che li trasformano. Quindi per Veritas e le aziende collegate, ciò si traduce in un aumento dei margini di profitto.

Credo ovviamente sia logico che una società miri ad aumentar i propri guadagni. Ma questo non lo si può fare a scapito dei cittadini che vedranno aumentare i costi, né di quei lavoratori, circa 30 secondo quanto riferito dai media locali, che nello stabilimento di Ecoprogetto a Fusina, verranno messi in cassa integrazione.

La separazione e la pulizia dei rifiuti realizzata a monte, dai cittadini, probabilmente consente all’azienda di ottenere gli stessi risultati, risparmiando su una linea di produzione.

In pratica chi tratta rifiuti ottiene un doppio beneficio: risparmia sul personale e aumenta il guadagno perché tratta rifiuti di qualità. La collettività invece:

1) si accolla l’onere di sistemare bene i rifiuti, mette a disposizione spazio e tempo per separarli e pulirli. E semmai paga pure il supplemento, se lo smaltimento supera un determinato limite, fissato da Veritas stessa;

2) riceve nuovi cassintegrati, il cui onere è sempre a carico dei cittadini.

Ben inteso. Dicendo questo non voglio dire che dovremmo sottrarci al nostro dovere, in quanto consumatori e produttori di rifiuti che il nostro pianeta deve assorbire e di cui dobbiamo acquisire consapevolezza.

Ma mi chiedo ad esempio, perché le aziende per prime non si impegnano a ridurre imballaggi e alleggerire confezioni, incarti e involucri di tutto ciò che compriamo e che, vista la mole di cartoni, pellicole, vaschette, sacchetti, buste, scatole, ecc. ha il potere di intasare incredibilmente i nostri bidoni?

Perché per il cittadino non c’è alcun ritorno e solo incombenze e nuove spese (e pure più lavoro)?

Riccardo Colletti

 FILCTEM CGIL VENEZIA

14 ottobre 2015

30172 MESTRE  Via Ca’ Marcello 10,  telefono 0415491244   fax 041 5491245

30141 MURANO  Calle del Mistro 22, telefono 041 739102  fax 041 736840

30030 DOLO via Fondamenta, 4 telefono 0415491464/460 fax 041 5491457

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

sito: www.parliamodilavoro.it

SEGUITECI SU FACEBOOK E TWITTER

 

Iscrizione Mailinglist

Iscriviti alla nostra mailinglist e sarai il primo a consocere le ultime novità
Please wait