"Già è un problema - spiegano i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil -  il mancato rinnovo contrattuale, con potere d'acquisto bloccato da quasi due anni per i lavoratori del settore coibenti. A tutto questo si aggiunge, paradossalmente, l'impossibilità di dialogo con la controparte e le pretese aziendali di "intaccare" istituti ampiamente acquisiti e duramente conquistati dagli addetti del campo. Si parla perfino di mettere mano alla malattia, ai permessi, alla quattordicesima mensilità, alle ferie, senza tenere minimamente in considerazione la pesantezza delle condizioni di lavoro nel settore, spesso a contatto con materiali nocivi come l'amianto e esposti a rischi importanti, come quello di rimanere sospesi ad altezze notevoli per operare"-

I sindacati mostrano con chiarezza la loro posizione al petrolchimico di Porto Marghera venerdì all'alba. Non ci stanno ad accettare lo smantellamento dei diritti e delle tutele e sono pronti a bloccare le manutenzioni estive degli impianti del sito, come quella già programmate da Eni Versalis per la sostituzione delle caldaie. Un atto estremo, che comporterebbe ritardi e l'impossibilità di portare avanti la produzione, con danni notevoli. Ma "inevitabile" dicono le sigle, "di fronte ad un atteggiamento di totale chiusura della controparte che sembra sempre di più avere l'obiettivo di arrivare a non chiudere alcun accordo, facendo saltare il contratto nazionale".

 


 

 

Riccardo Colletti, Filctem Cgil Venezia

 

All'indomani dell'ufficialità del cambio uso della storica fornace De Majo a Murano ad albergo, Filctem Cgil prende posizione sulla strada intrapresa dal Comune di Venezia.

"Ci sembra che un vero e proprio comitato di affari si stia concentrando a Murano - dice Riccardo Colletti, segretario Filctem Cgil Venezia - altro che aiuti alle imprese dell'isola. Se approvando in così poco tempo una modifica di destinazione per una struttura produttiva del vetro si fa capire che è possibile uscire dalla crisi cambiando vocazione alle aziende è evidente che ci sono interessi diversi e che si vuole spostare la Murano imprenditoriale da un'altra parte. Gli stessi imprenditori vanno infatti a produrre in terraferma, mantenendo il marchio 'Murano'". 

Prosegue Colletti: "L'interesse a Murano si concentra più su attività del turismo che sulla produzione artigianale e la sua difesa. A cosa serve portare il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, e mostrargli il museo del vetro mentre una realtà storica dell’isola se ne va a produrre altrove? Altro che patrimonio dell’Unesco. Ci aspettavamo dal Comune un atteggiamento diametralmente opposto sui cambi d’uso a Murano. Dov'è appena stata riconosciuta l'area di crisi complessa, tra l'altro. Capiamo bene, in questo modo, che gli interessi sono molto diversi dalla salvaguardia e conservazione del vetro sull'isola e che c’è una convenienza differente. Perciò, evidentemente, tutto quello che è stato detto su Murano fino ad oggi, sono solo chiacchiere al vento".

E torna sulla crisi di alcune fornaci a Murano, Colletti, quelle che "hanno deciso di continuare a produrre nonostante le molte difficoltà: perchè non vengono sostenute dopo anni di appelli e richieste d'aiuto e le tante casse integrazioni per salvaguardare l'occupazione nei momenti più difficili, mentre in così poco tempo e così facilmente si dà il via libera alla costituzione di una struttura alberghiera che nulla ha a che fare con il vetro? A cosa serve la scuola Abate Zanetti per formare maestri vetrai in loco, se si fa tutt'altro che mantenere la storicità della produzione artigianale?"


 

 

Riccardo Colletti, Filctem Cgil Venezia

 

All'indomani dell'ufficialità del cambio uso della storica fornace De Majo a Murano ad albergo, Filctem Cgil prende posizione sulla strada intrapresa dal Comune di Venezia.

"Ci sembra che un vero e proprio comitato di affari si stia concentrando a Murano - dice Riccardo Colletti, segretario Filctem Cgil Venezia - altro che aiuti alle imprese dell'isola. Se approvando in così poco tempo una modifica di destinazione per una struttura produttiva del vetro si fa capire che è possibile uscire dalla crisi cambiando vocazione alle aziende è evidente che ci sono interessi diversi e che si vuole spostare la Murano imprenditoriale da un'altra parte. Gli stessi imprenditori vanno infatti a produrre in terraferma, mantenendo il marchio 'Murano'". 

Prosegue Colletti: "L'interesse a Murano si concentra più su attività del turismo che sulla produzione artigianale e la sua difesa. A cosa serve portare il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, e mostrargli il museo del vetro mentre una realtà storica dell’isola se ne va a produrre altrove? Altro che patrimonio dell’Unesco. Ci aspettavamo dal Comune un atteggiamento diametralmente opposto sui cambi d’uso a Murano. Dov'è appena stata riconosciuta l'area di crisi complessa, tra l'altro. Capiamo bene, in questo modo, che gli interessi sono molto diversi dalla salvaguardia e conservazione del vetro sull'isola e che c’è una convenienza differente. Perciò, evidentemente, tutto quello che è stato detto su Murano fino ad oggi, sono solo chiacchiere al vento".

E torna sulla crisi di alcune fornaci a Murano, Colletti, quelle che "hanno deciso di continuare a produrre nonostante le molte difficoltà: perchè non vengono sostenute dopo anni di appelli e richieste d'aiuto e le tante casse integrazioni per salvaguardare l'occupazione nei momenti più difficili, mentre in così poco tempo e così facilmente si dà il via libera alla costituzione di una struttura alberghiera che nulla ha a che fare con il vetro? A cosa serve la scuola Abate Zanetti per formare maestri vetrai in loco, se si fa tutt'altro che mantenere la storicità della produzione artigianale?"

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