Raffaele Cantone dell'Anac, organismo anticorruzione

 

DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2016, n. 50 

Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonche' per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. (16G00062) (GU Serie Generale n.91 del 19-4-2016 - Suppl. Ordinario n. 10)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 19/04/2016

QUI IL TESTO COMPLETO:

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/04/19/16G00062/sg

 "Nel testo definitivo è saltata l'obbligatorietà della clausola sociale, che impegna l'impresa subentrante a mantenere gli addetti al loro posto. Troppo debole, secondo le sigle sindacali, anche la stretta sui subappalti, che pure è stata fortemente caldeggiata da Raffaele Cantone" (cit. Il Fatto Quotidiano online, 21 aprile 2016)

 

Un governo di sinistra che cancella la salvaguardia dei lavoratori in appalto, eliminando dal testo del decreto le clausole sociali è quanto di più distante dalla difesa del buon lavoro, che come sindacato Filctem Cgil Venezia ci potessimo aspettare.

Il messaggio è dunque che la libertà d'impresa viene sopra ad ogni cosa. Perfino prima della sicurezza e della qualità. In barba a tutte le certificazioni che a questo punto ci chiediamo a cosa siano servite e a cosa servano.

Ci chiediamo anche se dobbiamo considerare l'approvazione di questo decreto, come un ulteriore dono concesso a Confindustria dal governo, dopo il JOBS ACT e se la lotta alla corruzione sia uno slogan a tamburo battente dell'esecutivo per tenere a bada e controllare l'opinione pubblica, visto che sono stati tolti pure i bandi nelle gare con importi inferiori al milione di euro.

Ciliegia sulla torta, per non farsi mancare proprio niente, sono stati addolciti i controlli sui sub appalti degli appalti, sebbene lo stesso Raffaele Cantone, commissario anti-corruzione, ne avesse caldeggiato il rafforzamento.

A questo punto il quadro ci appare molto chiaro.

E siamo indignati di fronte ad un decreto del genere, dopo le morti e gli incidenti sul lavoro anche al petrolchimico di Porto Marghera, dove avevamo puntato il dito proprio sulla mancanza di sicurezza determinata da un ruotare di addetti con poca esperienza, con contratti a termine, precari e in somministrazione che mette a rischio interi cicli produttivi, oltre all'incolumità di loro stessi e degli altri operatori.

E se la regola prima dell'assegnazione di un appalto diventa a questo punto quella del gioco al ribasso del prezzo, ci chiediamo che valore abbia la formazione, cosa conti l'esperienza maturata in ruolo lavorativo e se la prevenzione e l'investimento sulla specializzazione della manodopera conti ancora qualcosa, per il nostro governo di sinistra.

Forse il governo dimentica che con le clausole sociali, come sindacato puntavamo non solo e non tanto a conservare posti di lavoro, evitando fuoriuscite forzate e cambi di mansione dei lavoratori coinvolti, ma prima di tutto a salvaguardare la sicurezza e a promuovere la prevenzione degli incidenti e delle anomalie, specie nei comparti produttivi con mansioni particolarmente pericolose.

Sappia il governo e il presidente del Consiglio, anche segretario del Pd e ora guarda caso, anche reggente ad interim del Ministero dello Svilpuppo economico, che nonostante il suo procedere spedito e incurante troverà nel sindacato una "spina nel fianco", pronta a chiedere conto e denunciare provvedimenti contrari alla tutela e alla salvaguardia del lavoro, in tutte le sue articolazioni.

 

Segreteria Filctem Cgil Venezia


 

Claudio Descalzi Eni, foto da web

 

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