Egregio Sig. Presidente del Consiglio Dott. Paolo Gentiloni,

Egregio Amministratore Delegato Dott. Claudio Descalzi,

la Vostra presenza qui oggi, conferma che il futuro della chimica e dell'industria è l'ecosostenibilità attraverso tecnologie che favoriscano lo sviluppo dell'economia circolare. Una visita anche dal forte valore simbolico che avviene nell'anno del centenario di Porto Marghera.

Il riconoscimento di Venezia quale area di crisi complessa e l'accordo di programma che probabilmente ne scaturirà, rappresentano una straordinaria opportunità per la riqualificazione e il rilancio industriale di quest'area strategica per il paese. Ma vi sono due incognite che, se non chiarite, rischiano di vanificare gli sforzi che congiuntamente alle Istituzioni Locali stiamo compiendo per ridare un futuro industriale a questo territorio, a partire dalla costruzione della Bioraffineria e dal riavvio della Pilkington. Questi progetti corrispondono ad un avanzamento tecnologico ed ambientale e creano altresì nuovi processi di filiera economica di notevole rilevanza e prospettiva.

La prima riguarda la riconversione "green" del cracking di Eni/Versalis. Il 14 novembre 2014 abbiamo sottoscritto un accordo presso il Mise che prevedeva investimenti per 200 milioni di euro per la costruzione di una "Piattaforma Tecnologica di Chimica Verde” nelle aree adiacenti il cracking. Da allora nessun segnale concreto. Del futuro di questa realtà nessuno ne parla più. Siamo a chiedere pertanto un reale impegno da parte di Eni, con il rispetto degli accordi sottoscritti in sede Ministeriale, operando in linea con quanto fatto nella riconversione della Raffineria. Come va chiarito il tema delle bonifiche e delle risorse mancanti per completare il marginamento delle quattro macro-isole, mettendo basi concrete per un reinsediamento produttivo e manifatturiero utile a mantenere il vincolo di area industriale. Porto Marghera è un sito di interesse nazionale e a tal proposito vanno evitate speculazioni da parte di chi, quelle aree, le vuole utilizzare per altri scopi ad un costo basso su terreni che devono essere bonificati.

La seconda incognita è rappresentata dalle Grandi Navi e dalla necessità di non farle più transitare davanti il bacino S.Marco, come prevede il decreto Clini/Passera di qualche anno fa. A tal proposito sono state fatte tutta una serie di ipotesi, alcune delle quali risultano incompatibili con i traffici commerciali e con l'industria. Venezia e' un comune enorme e in esso si possono trovare tutte le soluzioni utili a favorire lo sviluppo di tutti i settori, evitando così che si ostacolino tra loro. Il comitatone del 7 novembre p.v. deve dare risposte e garanzie a tutti; come vanno salvaguardati i lavoratori del porto turistico e commerciale, vanno tutelati e difesi anche i lavoratori e le imprese del sistema industriale. Non si possono infatti creare i presupposti di un possibile conflitto tra categorie economiche così importanti per la nostra città e per il nostro Paese.

All'Eni e a Lei dottor Descalzi chiediamo pertanto chiarezza e il rispetto degli accordi. A Lei Presidente Gentiloni chiediamo invece forte sostegno e soluzioni in grado di rilanciare l'industria e gli investimenti a Porto Marghera proprio a partire dall'anno del suo centenario. Risposte chiare e decise in tal senso potrebbero risultare determinanti per il rilancio del Veneto e di tutto il paese. Il destino di tante persone e di tante imprese, e soprattutto tutto il sistema industriale di Porto Marghera è nelle Vs mani, egregi presidente e amministratore delegato, per favore fatene buon uso.

 

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