Mira, 20 gennaio 2015

Rappresentanze Sindacali Unitarie
Reckitt-Benckiser stab. Di Mira (ve)
Alle segreterie Sindacali nazionali di:
FILCTEM CGIL –FEMCA CISL-UILCEM UIL- CISAL
Epc. Segreterie provinciali
FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, UILCEM UIL, CISAL

Le RSU R. B di Mira Venezia, vogliono mettere a conoscenza i massimi dirigenti di tutte le sigle sindacali di categoria, della situazione che si sta verificando nella nostra azienda.


La RECKITT-BENCKISER (ex Miralanza) che nello stabilimento di Mira produce prodotti per la detergenza con i marchi: CALGON, VANISH, SOLE, WOOLITE, FINISH, LANZA.

L’azienda con una raccomandata a/r fattaci pervenire tramite l’Associazione degli Industriali di Venezia, conferma la volontà di voler disdire l’accordo sull’orario di lavoro sottoscritto nel 1989.

Accordo che dopo la firma consensuale tra le parti, regolava uno schema di turno che prevedeva un orario in 3x5 con lo spezzettamento del turno notturno il mercoledì notte e la ripartenza il giovedì mattina alle ore 06 con il recupero del turno notturno in orario 06/14 il sabato successivo.
Questo ha permesso all’azienda di poter usufruire del turno notturno da parte di tutto il personale femminile che a quel tempo era la maggioranza della forza lavoro presente in stabilimento.

Ma vogliamo fare un passo indietro nel tempo per mettervi anche a conoscenza dei moltissimi sacrifici che i lavoratori di questo sito produttivo hanno fatto per far si che questo rimanesse efficiente e produttivo sia in termini di costi che di ricavi.
Anche senza andare troppo lontano nel tempo, facendo partire la storia dal 1989 con la prima riorganizzazione che ha portato all’esubero di circa 600 lavoratori, passiamo poi al l’anno 2000 con la chiusura della stamperia continuando negli anni con il reparto di produzione grassi, la centrale termoelettrica, il reparto saponeria con un totale altro di 300 lavoratori in esubero.
Quindi questo stabilimento da circa 800 unità lavorative presenti nell’anno 2000, siamo rimasti ad oggi in 170 unità in produzione e 120 unità al centro ricerche, totale complessivo 290 unità tra operai e impiegati. Un trend di circa 40 posti di lavoro tagliati ogni anno dal 2000 ad oggi.
Arriviamo al 2013, ultima riorganizzazione di questo sito che ha previsto la chiusura del reparto produzione polveri e il reparto allestimento polveri con lo spostamento delle quantità produttive in un sito del gruppo stesso in Spagna
L’ accordo di cui sopra ha comportato l’esubero incentivato di 81 unità che poi sono diventate 90, facendo quasi scomparire il personale femminile presente in produzione, ( unità femminile rimasto n. 6 unità ), il cambio mansione dei capi turno e dei manutentori dell’officina centrale tutto personale diventato operativo sulle linee di confezionamento nei reparti ( liquidi e tabs ), il superamento delle fermate per pausa mensa , l’aumento dei carichi di lavoro e di responsabilità anche in termini di qualità, inoltre ulteriori terziarizzazioni a cooperative e imprese terze con contratti che prevedono anche multe salatissime in caso di sciopero.
L’azienda non sazia un anno dopo si ripresenta con la A/R di cui sopra e giustifica la sua richiesta di un turno con orario settimanale composto da n. 5 gg in turno 06/14 n. 5 gg in turno 14/22 e n. 5 gg in turno 22/06 motivandola con l’esigenza di eliminare secondo il suo punto di vista l’inefficienza dell’attuale orario così da poter avere un risparmio economico che si aggira su 47 mila euro annui.
A questo punto i lavoratori riunitisi in due assemblee generali hanno detto basta!!!, perché continuano a non vedere mai una certezza rispetto ai sacrifici fatti fino ad ora e rimangono esterrefatti dall’arroganza di una Direzione aziendale che vuole mettere mano peggiorandolo anche all’orario di lavoro, orario di lavoro che i lavoratori ritengono importante quasi come il salario.
Quest’Azienda che riteniamo più nostra di loro perché i Direttori ormai da parecchio tempo cambiano ogni due anni, ha al suo interno accordi che sono stati trampolino per essere poi adottati anche dai CCNL, vedi flessibilità di orario che da noi si applica fin dal 1995, parametro presenza sul premio di partecipazione, e l’attuale orario che può sicuramente essere da esempio per nuovi e migliorativi accordi che vadino nella direzione del superamento della gravosa settimana del turno notturno.
La scelta che vuole invece mettere in atto questa Direzione Aziendale a nostro avviso comporta rischi altissimi sulla salute dei lavoratori e la vita sociale, come dimostrato da tantissime ricerche effettuate dalle università dei paesi più industrializzati del mondo da centri di medicina specializzati nel settore, ma anche un notevole aumento del rischio d’infortuni sul lavoro accompagnati da un maggiore assenteismo e quindi una minore efficienza produttiva e qualitativa.
Ultimo ma non per questo meno importante ci farebbe entrare a piedi uniti nella categoria dei lavori usuranti e tutti sappiamo che la legge invita le parti a trovare soluzioni alternative, per non incorrere in questa situazione.
I Consigli di Fabbrica prima e le R.S.U. dopo ,di questo stabilimento, non hanno mai disdetto un accordo, anche quando potevano esserci delle valide ragioni per farlo, ma abbiamo seguito lo spirito che ha sempre contraddistinto la nostra categoria nella ricerca di accordi funzionali alla competitività, che significa crescita, occupazione e benessere.
Siamo quindi sempre andati alla ricerca di soluzioni innovative e migliorative anche sottoscrivendo accordi difficili ( vedi accordo scaglionamento ferie), portando questo stabilimento possibilmente ad essere ancora più competitivo per attrarre quegli investimenti per quei progetti veri che in realtà dovevano essere già la contropartita dell’ultima riorganizzazione.
Convinti come siamo che la situazione di difficoltà occupazionale che permane in generale, e che tende a minare sempre di più i diritti e le conquiste dei lavoratori, affermiamo che questo è sicuramente il caso indicativo dove la Direzione ne vuole approfittare dimostrando la propria forza, che però non serve a dividere questa realtà in termini di certezze, aumento produttivo.
Chiediamo quindi alle segreterie Nazionali e Provinciali di farsi carico di questa vertenza e di farci sentire il loro supporto, dateci una mano, perché attaccare l’orario di lavoro ci sembra un precedente pericoloso che potrebbe aprire scenari poco rassicuranti anche a livello nazionale.
Restando in attesa di un vostro positivo riscontro e invitandovi fin d’ora a un’assemblea con i lavoratori a difesa di quest’orario di lavoro cordialmente vi salutiamo e rimaniamo a vostra disposizione per un qualsiasi chiarimento in merito.
LE R.S.U.
I LAVORATORI RECKITT BENCKISER

Ci vogliono togliere anche l'orario, non ne possiamo più, in nome di una competitività sempre comunque con un incerto basta,basta,basta,servono investimenti ,per creare sviluppo, lavoro no chiacchiere, numeri, numeri.

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