Lavorano nell’ area industriale della Reckitt Benckiser, ma non ne fanno parte. Anzi, i 36 lavoratori Zeolite non si sentono più parte della ex Mira Lanza veneziana, da quando le 2 aziende sono finite davanti al giudice, scambiandosi accuse e additandosi colpe reciprocamente. Reckitt Benckiser, a dicembre scorso, ha comunicato a Zeolite che avrebbe dovuto addossarsi gran parte delle spese per i servizi ad essa forniti (tra cui trattamento acque reflue, energia elettrica e acqua industriale), arrivando a bloccare gli automezzi che forniscono le materie prime a Zeolite, fuori dal cancello dell'azienda.

E' allora che i lavoratori Zeolite hanno deciso di ricorrere al Prefetto, in attesa delle decisioni del tribunale di Venezia sulla diatriba fra aziende, perché si deve fermare il percorso che le due aziende stanno portando avanti e sederle attorno un tavolo per trovare le giuste soluzioni. Pretendendo di avere risposte nero su bianco, circa le intenzioni di Benckiser. Forse arrivare al punto di costringere Zeolite a chiudere i battenti? Così da rientrare in possesso di quegli spazi finalmente lasciati liberi dall’azienda strozzata da spese assurde e insostenibili? Come i costi del trattamento dell'acque industriali aumentati del 400% e di a carico di Zeolite? Quello che è certo è che, chi rischia di pagare in primis sono come sempre e ancora una volta i lavoratori. Quelli della Zeolite, prima di tutto. Una quarantina, certo. Ma non dimentichiamoci di moltiplicare i 40 stipendi portati a casa dai capifamiglia, per il numero dei componenti di tutti i nuclei, la cui sopravvivenza è legata a quei proventi. Ed ora anche nell’un tempo ricco e florido nord est, la paura di perdere il posto di lavoro, per un uomo di 40/50 anni è altissima e non fa dormire la notte. Perché rimanere senza occupazione significa anche qui, non riuscire più a reinserirsi nel mercato del lavoro, trovando una collocazione sicura e dignitosa. Tale da garantire a sé e ai propri cari, un’esistenza degna di essere vissuta. GUARDA IL VIDEO PROTESTA 28 GENNAIO 2015

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