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ELETTRICI

  • Elettrici, Tirreno Power: sciopero martedì 28 giugno


     

     
  • Elettrici, è rottura delle trattative: sciopero di 8 ore il 13 gennaio


     

     
  • ELETTRICI, ALLARME LAVORO: STATO DI AGITAZIONE IN TUTTO IL COMPARTO TERMOELETTRICO. A ROMA MANIFESTAZIONE NAZIONALE IL 19 GIUGNO IN PIAZZA MONTECITORIO


     

    Venerdì 19 giugno alle 11,00 in piazza Montecitorio a Roma manifestazione nazionale  dei lavoratori elettrici promossa da Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil per protestare contro la perdita di posti di lavoro nel settore, in particolare nel comparto della generazione termoelettrica. Saranno più di 500 i lavoratori delle centrali italiane provenienti da tutta Italia che chiederanno a gran voce un piano per gestire “l'allarme lavoro” di oltre 10.000 addetti in un settore, quello termoelettrico, che la crisi rischia di travolgere, dove solo pochi anni fa era inimmaginabile che ciò accadesse.

    “Un effetto dirompente – denunciano i segretari generali di Filctem, Flaei, Uiltec Emilio Miceli, Carlo De Masi, Paolo Pirani in una lettera al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ai ministri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico, ai presidenti delle commissioni Attività Produttive e Industria di Camera e Senato -  dovuto senz'altro alla crisi che non accenna a diminuire, al calo dei consumi, oltre che alla mancata pianificazione energetica che ha provocato, fino ad oggi, la perdita di migliaia di posti di lavoro e che, se non adeguatamente affrontata, continuerà a creare disoccupazione diretta e nell’indotto”.

    In questi mesi il sindacato non è stato con le mani in mano. Filctem, Flaei, Uiltec  hanno cercato di fronteggiare la crisi attraverso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali: tutte le società del settore, trovandosi in forte difficoltà, hanno dato avvio a importanti piani di riduzione del personale attraverso gli strumenti della mobilità, dei contratti di solidarietà e dei prepensionamenti. Nel contempo, la situazione ha spinto un importante operatore come E.On a cedere i propri asset; Tirreno Power ad affrontare una crisi senza precedenti; Enel ad attivare, dopo il ricorso all’art.4 della legge Fornero, l’accordo sulla mobilità infragruppo per ricollocare le eccedenze di personale della generazione; Sorgenia, Edison, A2A, Edipower ad utilizzare gli strumenti di legge per fronteggiare la fermata degli impianti.

    Ma non basta. “Abbiamo tenuto più volte incontri alla Presidenza del Consiglio e al ministero dello Sviluppo Economico, ultimo in ordine di tempo il 18 dicembre 2014, nel corso del quale – rivelano Miceli, De Masi e Pirani – ci si era tutti impegnati a proseguire quel “tavolo di programmazione” che avrebbe dovuto (nella successiva riunione del 20 gennaio 2015, n.d.r.) ridisegnare lo scenario 2015 e ridare vigore al mercato dell'elettricità. Ma ad oggi – aggiungono polemici - nessun incontro è strato convocato, nonostante la generazione termoelettrica sia arrivata all'asfissia”: da qui la decisione di indire lo stato di agitazione in tutto il comparto termoelettrico.

    Non c'è più tempo da perdere, se ne è perso fin troppo. Il sindacato ha proposto un vero e proprio piano di emergenza, ipotizzando l'idea di una “cabina di regia” e la indispensabile “riapertura di un tavolo permanente Presidenza del Consiglio, ministeri interessati e parti sociali per definire comunemente – concludono i segretari generali - una strategia volta a rilanciare il mercato elettrico italiano, dare stabilità e certezze ad un asset strategico del paese, garantire lavoro e occupazione”.

     

    Roma, 5 giugno 2015

     

     
  • “ENEL, UN GIGANTE DELL’ENERGIA, SCRICCHIOLA SOTTO IL PESO DI POCHI LAVORATORI INTERINALI!!”

     

     
  • Consumi elettrici - termometro del paese


     

    Sebbene dal Governo continuino ad arrivare rassicurazioni sul quadro economico generale del paese, benché, a dire di qualcuno, ci troviamo già in prossimità della fine di questa eccezionale crisi economica e , soprattutto, nonostante ci stiano raccontando che nel mondo del lavoro stia avvenendo un’inversione di tendenza che vede in aumento il numero delle assunzioni a tempo indeterminato (o meglio oggi “contratti a tutele crescenti”), osservando quello che si può definire “il termometro del grado di salute industriale” analizzando cioè nel dettaglio l’andamento dei consumi elettrici, e più in generale la situazione del comparto elettrico, si evince chiaramente un quadro contradditorio. Dalle analisi di Terna, risulta infatti che i consumi elettrici del mese di aprile 2015, sono in ulteriore calo del 1,4% e che i consumi del primo quadrimestre si attestano sui medesimi livelli dell’anno precedente. Questi dati spiegano poi in parte, perché, a livello nazionale Enel abbia ridotto la forza lavoro, alla fine del 2014, approssimativamente di un ulteriore 10% e, perché oggi, si stiano gestendo, internamente al gruppo, sempre a livello nazionale circa 600 esuberi. Inoltre, la crisi da una parte, e l’assoluta assenza di una politica energetica dall’altra, stanno investendo complessivamente, tutti i competitors del comparto elettrico, decimandone in buona sostanza i lavoratori diretti ed indiretti, e producendo inoltre un devastante effetto domino di chiusura di centrali termoelettriche.

    (Sotto comunicato di Terna e dati Istat su Occupazione)

    Stefanello Luca

    Segreteria Filctem CGIL di Venezia