"ENI-VERSALIS UNA VERTENZA CHE NASCONDE MOLTE INCOGNITE MA ANCHE LUCI ED OMBRE, QUESTO E' LA LETTERA APERTA CHE IL SEGRETARIO GENERALE RICCARDO COLLETTI HA INVIATO A TUTTI I SOGGETTI INTERESSATI PERCHE' PASSATO IL PERIODO FESTIVO CI SIA REALMENTE LA VOLONTA' DI AFFRONTARE QUESTA IMPORTANTE ED ULTIMA VERTENZA PER MANTENERE LA CHIMICA DI BASE IN ITALIA"

 

 

ENI – VERSALIS: LUCI ED OMBRE

PRETENDIAMO DISCONTINUITA’

 

Sulla vertenza Versalis ci sono molte ombre rispetto alla cessione ad un fondo americano che non sembra neanche avere le possibilità economiche per sostenere e mantenere tali scelte.

È evidente che non possiamo permettere, né accettare, i soliti percorsi che abbiamo visto svolgersi soprattutto al Ministero dello Sviluppo visto che i soggetti che hanno sottoscritto l’ultimo accordo sulla chiusura del cracking di Porto Marghera sono gli stessi che hanno gestito tutte le altre chiusure che abbiamo subìto, in Italia e soprattutto nel nostro territorio.

Il prossimo 12 gennaio ci sarà un incontro importantissimo al Ministero dello Sviluppo e spero vivamente che ci sarà un cambio di tendenza, una discontinuità rispetto al passato nel gestire le vertenze avendo una più profonda attenzione al mantenimento reale delle attività produttive e la vocazione industriale di questo paese.

 

Purtroppo, nelle sedi ministeriali, ENI ha sempre avuto ragione, o quanto meno gli è stata data ragione quando ha promesso di ridimensionare il cracking di Porto Marghera mantenendo la chimica di base e aprendo le strade per la chimica verde, quando sono stati sottoscritti gli accordi anche per la raffineria di Porto Marghera. Di seguito a tutte quelle promesse e accordi sottoscritti non abbiamo visto mantenere con coerenza quanto la società ENI sosteneva. Perché al Ministero dello Sviluppo nessuno si è mai opposto o ha mai chiesto il rispetto dei piani di ENI?

Per questo credo sia giusto pretendere un’inversione di tendenza. Anche con la presenza di soggetti diversi, che abbiano più cura e determinazione nell’imporre strategie industriali e non subirle così come abbiamo visto in questi ultimi anni.

Non possiamo accettare, così come è accaduto per le banche, che ci siano poteri precostituiti che tutelano e proteggono solo interessi e privilegi di una società come ENI. In questo stato di cose periscono solo i più deboli e il livello di disoccupazione che abbiamo lo dimostra ed è una grande responsabilità di chi ha guidato questo declino industriale; aldilà di quello che si dice, ovvero che ci sono molte assunzioni, stiamo in realtà misurando con mano che non ce ne sono e anzi, c’è una depressione continua e una disoccupazione galoppante e molti di quei lavoratori che conosciamo non hanno purtroppo nessuna alternativa.

Per questo non accettiamo in nessun modo che si affronti questa vertenza con la superficialità che abbiamo visto in questi ultimi anni, ENI deve investire realmente in Italia a partire dalla chimica di base senza se e senza ma.

Una delle ombre che ci sembra doveroso chiarire, almeno da parte del Ministero, è proprio questa: come mai una società a partecipazione statale come ENI Versalis può permettersi di non fare il nome della società per cui stiamo producendo etilene, propilene e polipropilene. Se fosse un’azienda privata, si tratterebbe di una trattativa privata tra soggetti privati che devono tutelarsi, ma in realtà qui chi stiamo tutelando? ENI chi deve tutelare? Non c’è una ragione per cui una società pubblica può prendersi il lusso di non scoprire le proprie carte, noi abbiamo il diritto di sapere.

All’inizio, quando ci hanno fatto riaprire il cracking, stavamo producendo per il gruppo Shell, oggi non si sa per chi stiamo producendo. Credo sia inaudito non prendere una posizione ma soprattutto permettere ad una società come ENI di agire in maniera non trasparente nascondendo, a mio avviso, cose importantissime. Non può essere che ENI imponga il bello e il cattivo tempo, che chiuda gli impianti per poi riaprirli, per poi dirci che vogliono conferire le attività ad un fondo. Consentire ad una società di non dire per chi sta producendo è, per me, una profonda e inaccettabile vergogna.

La trasparenza e la coerenza nelle trattative, negli accordi e nei piani economici che riguardano il nostro paese, dovrebbe accomunare tutte le organizzazioni, le istituzioni che hanno a che fare con il lavoro e il portafoglio dei cittadini, per questo, non ci stancheremo mai come sindacato di chiedere il rispetto di questi due importanti concetti fondamentali in un paese civile.

 

Riccardo Colletti

Segretario generale FILCTEM CGIL Venezia                                              22/12/2015

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