Sebbene dal Governo continuino ad arrivare rassicurazioni sul quadro economico generale del paese, benché, a dire di qualcuno, ci troviamo già in prossimità della fine di questa eccezionale crisi economica e , soprattutto, nonostante ci stiano raccontando che nel mondo del lavoro stia avvenendo un’inversione di tendenza che vede in aumento il numero delle assunzioni a tempo indeterminato (o meglio oggi “contratti a tutele crescenti”), osservando quello che si può definire “il termometro del grado di salute industriale” analizzando cioè nel dettaglio l’andamento dei consumi elettrici, e più in generale la situazione del comparto elettrico, si evince chiaramente un quadro contradditorio. Dalle analisi di Terna, risulta infatti che i consumi elettrici del mese di aprile 2015, sono in ulteriore calo del 1,4% e che i consumi del primo quadrimestre si attestano sui medesimi livelli dell’anno precedente. Questi dati spiegano poi in parte, perché, a livello nazionale Enel abbia ridotto la forza lavoro, alla fine del 2014, approssimativamente di un ulteriore 10% e, perché oggi, si stiano gestendo, internamente al gruppo, sempre a livello nazionale circa 600 esuberi. Inoltre, la crisi da una parte, e l’assoluta assenza di una politica energetica dall’altra, stanno investendo complessivamente, tutti i competitors del comparto elettrico, decimandone in buona sostanza i lavoratori diretti ed indiretti, e producendo inoltre un devastante effetto domino di chiusura di centrali termoelettriche.

(Sotto comunicato di Terna e dati Istat su Occupazione)

Stefanello Luca

Segreteria Filctem CGIL di Venezia

 

 


 

 

 

 

 

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