Filctem-Cgil, Femca e Flaei-Cisl, Uiltec-Uil: “ Gravi incertezze sulle garanzie economiche ed occupazionali per i 940 lavoratori”

 

Mercoledì 22 aprile 2015 i sindacati del settore Filctem-Cgil, Femca e Flaei-Cisl, Uiltec-Uil hanno proclamato per l'intera giornata uno sciopero nazionale in tutti i siti italiani di “E.On.”, il gruppo tedesco tra i principali player energetici nel nostro paese. Prevista per quel giorno una manifestazione a Roma,  davanti la sede del ministero dello Sviluppo Economico.

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Il 17 febbraio 2015 si sono incontrate la segreteria Filctem Cgil di Venezia e il neo costituito Coordinamento energia petrolio veneziano per discutere della situazione del settore e del territorio.
Il coordinamento esprime preoccupazione per l'andamento delle trattative e il clima che si sta creando attorno ai rinnovi dei contratti nazionali di lavoro a partire dal contratto chimico, tradizionalmente testa di ponte per tutti i rinnovi negli altri settori. E' evidente la reale intenzione da parte di Confindustria di destrutturare la discussione, non solo economica, sui rinnovi contrattuali per indebolire il sistema contrattuale nazionale e spostare sempre più la discussione verso la contrattazione di sito e/o di azienda, mettendo così in grave pericolo le tutele e i diritti dei lavoratori.
L'atteggiamento ormai diffuso di arroganza verso i rappresentanti dei lavoratori si nota ancora di più negli ultimi anni nel confronto con Eni. Ormai sempre più spesso sia a livello territoriale che a livello nazionale le relazioni sindacali sono mere comunicazioni di decisioni già prese dai vertici Eni che permettono alle rsu e le segreterie solo ed esclusivamente accordi difensivi dove ciò è possibile.

Indicativo e grave è il fatto che dal 2012 non si riesca più a parlare di contrattazione di secondo livello nel gruppo Eni e che ad oggi non ci sia nessuna certezza sull'erogazione del premio di partecipazione 2014 e tanto meno una discussione sul prossimo triennio. A tal riguardo il Coordinamento chiede un impegno più deciso alle segreterie nazionale per garantire almeno la discussione sul premio di partecipazione 2014 e l'impegno da parte delle segreterie ad una capillare campagna informativa verso i lavoratori del gruppo sullo stato di difficoltà nelle relazioni sindacali di gruppo. Inoltre, con il cambio al vertice del gruppo Eni e l'arrivo di De Scalzi la discussioni con le OO.SS. si sono praticamente interrotte a fronte di scelte da parte del gruppo di dismissioni importanti nella raffinazione e nelle divisioni Saipem e Diram. Non è possibile che il più importante gruppo italiano chiuda o svenda buona parte del patrimonio industriale italiano con il tacito assenso del Governo e con la chiara ma miope intenzione di fare cassa.

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ENI GAS & POWER SUL MERCATO? MICELI (FILCTEM-CGIL): “SCELTA NON SOLO SBAGLIATA MA DANNOSA PER IL PAESE"

 

“Quello di Eni Gas & Power sarebbe l'ennesimo caso – se fosse confermata la notizia – di quel processo radicale di dismissioni immaginato dal management dell'Eni. Dopo gli annunci a singhiozzo su Saipem, che hanno contribuito ad indebolire quell'azienda, e lo smantellamento della raffinazione, c'è il rischio che quel grande gruppo che ha fatto la storia di questo paese ed ha rappresentato un grande sistema , si dissolva”: a dirlo è Emilio Miceli, segretario generale della Filctem-Cgil, dopo la notizia apparsa oggi sui quotidiani a proposito della ventilata cessione di quote di minoranza della Divisione Eni Gas& Power. 

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