Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. Foto: YouTube

 

http://www.veneziatoday.it/cronaca/sindaco-brugnaro-bonifiche-pili.html 

Porto Marghera: accordo sulle bonifiche, ma una società di Brugnaro fa ricorso al Tar

L'accusa dell'opposizione è quella di conflitto d'interessi. I tre legali della società "Porta di Venezia Spa", di proprietà del sindaco, erano stati incaricati di fare ricorso

Conflitto d'interessi? Come riportano i quotidiani locali, è quello all'interno del quale potrebbe trovarsi il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, con la sua società "Porta di Venezia spa", proprietaria di alcune aree da bonificare in zona Pili, e nella quale il ministero dell'Ambiente impone specifici interventi, in accordo con i piani di bonifica di Porto Marghera stretti da Comune, Regione e Città Metropolitana. È tuttavia di qualche settimana fa il ricorso depositato al Tar da tre legali della società per chiedere l'annullamento dell'accordo. Da una parte, quindi, il primo cittadino difenderebbe i "patti" sulle bonifiche, dall'altra, però, una delle sue società li contesta.

Non sono mancate le accuse dirette al primo cittadino, in primis da Davide Scano, consigliere dei 5 Stelle. "Molti temevano questa commistione di interessi - ha commentato - ora è palese sotto gli occhi di tutti". Il Comune, ha spiegato, ha bisogno di amministratori che si dedichino solo ed esclusivamente ad amministrare la città. L'invito, senza mezzi termini, è quello di tornare a fare l'imprenditore a tempo pieno. La società di Brugnaro, guidata dal suo braccio destro, Derek Donadini, non ha fatto tardare la propria versione, specificando che il ricorso ha origine sette anni fa, nel 2010, quando mister Umana non era ancora stato eletto sindaco di Venezia. Gli ultimi atti, quindi, sarebbero solo integrativi.


 

 

Aumento dell’età media dei lavoratori e lavori usuranti

 

Il costante aumento dell’età media della forza lavoro ha imposto il permanere nelle occupazioni anche a persone che hanno svolto durante la loro attività anche o in prevalenza mansioni particolarmente gravose e condizionanti il benessere psico-fisico.

Con la Legge di Bilancio 2017 sono state quindi riviste alcune regole di tutela previdenziale per i cosiddetti LAVORI USURANTI, sia per quelli già previsti dall’art.24 della Legge 214/2011 sia per altri di cui è stata riconosciuta l’incidenza negativa sul benessere fisico e psichico dei lavoratori.

 

L’azione di queste attività sulla psiche e/o sulle capacità funzionali fisiche dei lavoratori può manifestarsi per condizioni fisiche ed ambientali precarie, per ritmi lavorativi imposti ed uguali a sè stessi nel tempo, per un impegno psico-fisico intenso e continuativo, per gli orari di svolgimento del lavoro ed altresì in tutte le mansioni che potessero comprendere più di una di queste caratteristiche.

 

L’elenco dei LAVORI USURANTI comprende:

- Lavori in galleria, cava o miniera; tra questi sono inseriti anche gli addetti alle cave di materiale di pietra ed ornamentale

- Lavori di scavo in gallerie, in particolare per gli addetti al fronte di avanzamento con carattere di prevalenza e/o continuità

- Lavori nei cassoni ad aria compressa, per lavori di fondazioni idrauliche nelle costruzioni subacquee

- Lavori svolti dai palombari

- Lavori ad alte temperature, ove le misure di prevenzione e tutela non riescano ad essere esimenti il rischio (fonderie di seconda fusione, addetti a colate manuali, ecc)

- Lavori del vetro cavo (a mano ed a soffio)

- Lavori in spazi ristretti (intercapedini, cisterne, cunicoli,  ecc)

- Lavori di asportazione amianto

 

A questo elenco deve aggiungersi il LAVORO NOTTURNO, purchè NON SALTUARIO, e quindi

- Per almeno 6 ore continuative, dalle 24 alle 5 del mattino, con un minimo di giorni lavorativi/anno compreso tra 64 e 79;

- Per almeno 3 ore tra le 24 e le 5 del mattino per uno o più anni continuativi.

 

Sono ora considerati USURANTI, e quindi ricompresi nelle maggiori tutele previdenziali,

- Lavori in catena di montaggio per produzione di serie, con misurazione di tempi e metodi ed attività monotona e ripetitiva

- Guida di veicoli trasporto persone, almeno 9 posti, compreso il conducente

 

Saranno poi considerati LAVORI GRAVOSI, e ricompresi in un anticipo pensionistico (APE) sociale, NON PENALIZZATO ECONOMICAMENTE, anche 

-Operai di industrie estrattive e di edilizia

-Conduttori di gru e macchinari mobili per escavazioni edili

-Conciatori di pelli e pellicce

-Conduttori e personale viaggiante ferroviario

-Autisti di trasporti pesanti e camion

-Professioni infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con svolgimento a turni

-Addetti alle persone non autosufficienti

-Professori di scuole pre-primarie

-Addetti a facchinaggio

-Addetti, senza qualifiche specifiche, a pulizie

-Operatori ecologici e raccoglitori/smaltitori di rifiuti

Rimandando ai competenti uffici INPS l’esame dei singoli casi, più o meno particolari, i requisiti fondamentali per ottenere la PENSIONE ANTICIPATA, sono: 

-Anzianità contributiva di almeno 35 anni

-Avere 61 anni e 7 mesi

 

Si deve cioè superare la “quota 97,6”,anticipando la quiescenza lavorativa da uno a due anni rispetto alla scadenza naturale.

 

Altri due requisiti sono poi richiesti:

-Almeno 7 anni negli ultimi dieci di attività lavorativa, compreso l’anno di maturazione dei requisiti, per le pensioni con decorrenza 31/12/2017

-Almeno la metà della vita lavorativa per le pensioni con decorrenza dal 01/01/2018 in poi.

 

Particolare importanza riveste poi la tutela dei lavoratori portatori di PATOLOGIE INVALIDANTI (es. INPS > 75%) e che rientrano o sono prossimi ai parametri suddetti; in questi casi gli anni di anticipo pensionistico possono aumentare in rapporto al grado di invalidità riconosciuta.

Viviamo in un momento sociale del mondo lavorativo che ha grande difficoltà a procedere con un progressivo ricambio generazionale e con molti lavoratori con carriere risalenti ad anni a bassa tutela dei luoghi di lavoro;  questi provvedimenti possono sicuramente rappresentare una valida opportunità di miglioramento delle condizioni dei lavoratori ed una diminuzione delle problematiche legate alle molte limitazioni e prescrizioni che i Medici Competenti devono assegnare e che le aziende, coi loro Servizi di Prevenzione e Protezione, faticano spesso a rispettare per l’attuale contrazione del lavoro e la necessità cogente di una sempre maggiore polivalenza.

 

Luigi Dal Cason

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