http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/voucher_senato_approva_decreto_abolisce-2389866.html 

Il decreto che abolisce i voucher, già approvato dalla Camera, diventa definitivo. Il provvedimento passa infatti al Senato con 140 sì, 49 no, 31 astenuti.


"È un risultato importante, anche se questo non ferma la nostra iniziativa per riscrivere il diritto del lavoro. La nostra mobilitazione continua per la Carta dei diritti universali del lavoro". Questo il primo commento del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, alla conversione in legge del decreto che abolisce i voucher e reintroduce la responsabilità solidale negli appalti. È un risultato, ha aggiunto, "frutto della nostra iniziativa e mobilitazione".

Camusso ha sottolineato che, "Essendo il testo corrispondente al quesito referendario ci immaginiamo che la Corte di Cassazione applichi le norme che prevedono la possibilità di non svolgere il voto qualora l'intervento legislativo corrisponda ai quesiti proposti dalla Cgil. Ovviamente - ha aggiunto Camusso - l'ultima parola spetta alla Corte di Cassazione".

Cosa prevede il decreto. Il disegno di legge contenente le "Disposizioni in materia di lavoro breve, di lavoro intermittente e di responsabilità solidale tra committente e appaltatore", che porta la firma dell'ex-ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e dei senatori Giancarlo Serafini, Hans Berger, Roberto Formigoni e Franco Panizza, nasce per colmare il vuoto lasciato dall'abrogazione dei voucher. In particolare, spiegano gli estensori, "l'abrogazione di tutte le disposizioni relative ai buoni prepagati ha lasciato un vuoto che deve essere tempestivamente riempito con una strumentazione analogamente semplice e conveniente ai fini della regolarizzazione degli spezzoni lavorativi altrimenti condannati alla sommersione".

Due le vie complementari proposte per regolarizzare le prestazioni occasionali: il lavoro breve e il lavoro intermittente "liberalizzato" (quest'ultimo più conveniente nel caso di lavori saltuari, ma ricorrenti, con gli stessi prestatori). Il "lavoro breve" è definito da una disciplina speciale che ne dispone la semplice iscrizione e comunicazione telematica, almeno 60 minuti prima, su idonea piattaforma Inps, da assenza di qualificazione specifica della prestazione, dal contestuale accreditamento in misura ridotta dei contributi previdenziali e assicurativi, dal pagamento diretto e tracciabile del compenso da parte del committente e dalla neutralità fiscale del compenso.

Il ddl dispone anche la semplificazione dei contratti di lavoro intermittente che vengono sottratti ai vincoli della contrattazione collettiva e delle fasce di età dei prestatori e dei settori indicati dal Regio decreto del 1923. Ulteriore scopo del ddl è poi quello di "correggere l'attuale incoerenza del regime di responsabilità solidale negli appalti con l'assetto e i principi di matrice civilistica e ordinamentale vigenti in Italia", dicono gli estensori. L'obiettivo è quello di introdurre una previsione normativa che identifichi "con certezza l'adeguata vigilanza ad opera del committente mettendolo in condizione di esercitarla". Dunque, la responsabilità solidale del committente si configurerebbe solo laddove l'organo ispettivo accerti l'omessa vigilanza dello stesso o la sua tolleranza di condotte inadempienti.

Per "lavoro breve" si intendono tutte le prestazioni che con un singolo committente danno luogo a compensi non superiori a 900 euro in un anno. Se il prestatore è beneficiario di sussidi pubblici non può superare con più committenti la soglia di 2.000 euro. Una misura maggiore giustificherebbe, infatti, un rapporto di lavoro strutturato con gli oneri conseguenti per le parti. Il rapporto di lavoro e la modalità di pagamento consentono la piena tracciabilità della prestazione e lo svolgimento del controllo ispettivo. L'accredito dei contributi previdenziali e assicurativi deve essere effettuato contestualmente alla comunicazione preventiva dei dati del lavoratore, del luogo, del giorno e dell'orario della prestazione. Il ministero del Lavoro e delle politiche sociali aggiorna il valore orario della prestazione che è fissato in 10 euro, mentre le contribuzioni a Inps e Inail sono rispettivamente nelle misure del 13 e del 7% (per il nucleo familiare la contribuzione è del 4%). Il lavoro breve non può, inoltre, essere consentito negli appalti di opere o servizi e in particolare nei cantieri edili, fatte salve le diverse disposizioni del ministero del Lavoro e sentite le parti sociali.

 


 

http://www.veneziatoday.it/cronaca/alberghi-posto-fornaci-murano.html 

Al posto delle fornaci sorgeranno alberghi a Murano: "Sì al cambio di destinazione d'uso"

Il Consiglio ha approvato la costruzione di due hotel al posto dei complessi industriali De Majo e Lag. L'assessore De Martin: "Abbandonati da tempo". Opposizioni critiche

Al posto delle fornaci sorgeranno alberghi. E lo scontro si infiamma in Consiglio comunale, tra chi vede in questa operazione un aiuto a Murano all'insegna di un turismo "non mordi e fuggi" e chi invece afferma che sarebbe stato meglio assicurarsi che al posto degli hotel potessero trovare spazio altre attività produttive. Chi ha ragione lo si vedrà solo nel medio lungo termine, fatto sta che il Consiglio comunale, nella seduta di giovedì, ha approvato gli interventi edilizi di ristrutturazione, con i relativi cambi d'uso, degli edifici costituenti i complessi industriali delle fornaci Da Majo e L.A.G. dell'isola lagunare.

Il primo intervento di riqualificazione riguardante l'ex De Majo, in fondamenta Navagero (che dispone di 17 corpi di fabbrica per una superficie coperta di oltre 4.000 metri quadrati), prevede la realizzazione di un albergo con 238 posti letto, un bar, un ufficio con sala riunioni, un negozio, due aree relax, un ristorante ed una sala conferenze. Nel secondo complesso, in fondamenta Sebastiano Santi, utilizzato dalla ditta L.A.G. (Lavorazione Artigiana Gocce) fin dal 1963 per la lavorazione del vetro, sarà realizzato un albergo con 75 posti letto, una hall con reception, un punto ristoro con sala colazione e alcuni locali tecnici e di servizio funzionali all'attività. Nell'area adiacente l'ex fornace, sarà inoltre allestita un'area verde pubblica.

"Entrambi gli interventi, realizzati dalla Società Leon srl, del valore di 37 milioni di euro, saranno compiuti valorizzando le preesistenze storiche e l'edificato industriale tipico dell'isola, prevedendo interventi di restauro conservativo dei prospetti degli edifici di testa e operando, negli edifici di archeologia industriale, limitate correzioni al partito architettonico esterno, nel rispetto del contesto urbano e paesaggistico in cui si inseriscono", dichiara in una nota il Comune.

“Non si rilancia la città solo con le idee - ha commentato a margine dell'approvazione della delibera l'assessore all'Urbanistica Massimiliano De Martin - servono anche i progetti. E i progetti, per essere realizzati hanno bisogno di risorse. Le due aree abbandonate verranno ora valorizzate in prospettiva turistica, in un'isola, Murano, che non ha strutture ricettive di queste dimensioni. Si tratterà di un intervento qualitativo perché porterà alla realizzazione di un albergo a quattro stelle di categoria superiore e costituirà un'occasione di beneficio pubblico grazie al milione di entrate in oneri di urbanizzazione. Verranno ripristinati due spazi verdi pubblici, con piantumazione e sistemazione a verde e video sorveglianza collegata con i sistemi della polizia municipale. Ci sarà anche un intervento di rigenerazione ambientale visto che si parla di fabbriche dismesse per la produzione del vetro”.

Nel ricordare poi come la delibera non vada contro le vetrerie, perché l'isola di Murano “deve restare la capitale del vetro” l'assessore ha sottolineato come l'atto rappresenti un'opportunità per rilanciare il P.I.P. di Sacca Serenella. “Se ci dovessero essere investitori nuovi interessati a sostenere attività artigianali o legate al terziario, ha detto De Martin - è arrivato il momento per proporre con forza e determinazione quest'area”.

Non dello stesso avviso la consigliera muranese del Movimento Cinque Stelle, Sara Visman, e del Partito Democratico, Monica Sambo: "Il problema non sono i due alberghi, è il metodo che si sta usando - ha dichiarato la prima - E' stato scelto di privilegiare il settore ricettivo e turistico. Di questo passo abdicheremo alla monocultura turistica in tutta Venezia". "Questa amministrazione continua ad approvare cambi d'uso ad ogni seduta del Consiglio - rincara la seconda consigliera - Sono ormai una decina gli interventi di questo genere. Per il futuro sostenibile della città serve un blocco dei cambi di destinazione d'uso".

 


 

 

Nella seconda parte: "Le nuove leggi che hanno reso più flessibili e precarie le condizioni di chi ha un'occupazione. I cambiamenti intervenuti nel campo dei diritti e delle tutele dei lavoratori e il ruolo dei sindacati in questo nuovo panorama sociale. Ospiti: Maurizio Landini, leader della Fiom, Domenico De Masi, sociologo, Massimo Cacciari, filosofo, Michele Riondino, attore, Enrico Bertolino, attore comico. 

RIVEDI TUTTO CLICCANDO QUI --> http://bit.ly/2pB4xLv 

 


 

Eni chiude l'impianto di Viggiano, in Basilicata: avviate procedure per la fermata

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-04-18/eni-annuncia-chiusura-temporanea-dell-impianto-viggiano-115958.shtml?uuid=AETfR36&refresh_ce=1 

 

 

Dovrebbe essere una chiusura temporanea quella decisa da Eni al Centro Olio Val d'Agri di Viaggiano, in provincia di Potenza, con il conseguente avvio delle procedure per il fermo dell'impianto. Lo chiarisce un comunicato diffuso da Eni. "Tale decisione - prosegue la nota - è stata presa per rispetto delle posizioni espresse dal territorio, dal presidente della Regione Basilicata e dalla giunta regionale".

Eni spiega di aver adempiuto a tutte le prescrizioni imposte dagli enti competenti che sono sempre stati tenuti informati sulle attività di intervento e di monitoraggio ambientale in corso.

Durante la chiusura saranno eseguite le verifiche necessarie a rassicurare gli investitori sulla correttezza del proprio operato e sull'integrità dell'impianto e la presenza di tutte le condizioni di sicurezza per lo svolgimento delle attività.

 

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