PENSIONI. CAMUSSO  AL GOVERNO: SE NON CI  ASCOLTA SAREMO IN PIAZZA

 “Se la legge sulle pensioni rimarrà questa, il nostro diverrà un paese
 poverissimo perché i precari di oggi non avranno una pensione per
 vivere. Non possiamo aspettare, dobbiamo lavorare oggi per prevenire
 tutto questo. Per questo al governo dico: abbiate il coraggio di
 pensare oggi a quello che servirà al paese tra qualche anno”. Lo ha
 detto ieri il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso
 concludendo l’attivo interregionale che si è svolto ieri a Firenze (in
 contemporanea con gli attivi unitari di Torino e Bari). La cronaca
 delle tre iniziative e l’intervento di Susanna Camusso su Rassegna
 Sindacale
 http://www.rassegna.it/articoli/i-sindacati-uniti-cambiare-le-pensioni.
 Sul sito di Radio Articolo 1, che ieri ha seguito in diretta
 l’incontro di Firenze il podcast per riascoltare tutto l’intervento
 del segretario generale:


 http://www.radioarticolo1.it/audio/2015/12/17/26599/vertenza-pensioni-da-firenze-lintervento-di-susanna-camusso.


 Secondo la leader della Cgil, le emergenze  vanno affrontate
 subito: “Bisogna risolvere innanzitutto il problema degli esodati.
 Apprezziamo il lavoro che il parlamento ha fatto su alcuni aspetti, ma
 questa cosa va risolta adesso, perché è un problema di civiltà prima
 ancora che un problema sindacale”. Poi ha ricordato 'quota 96' per gli
 insegnanti, che sembra “un insulto terrificante per il governo, anche
 se siamo di fronte a una cosa che stravolgerebbe i conti pubblici”, e
 'Opzione donna' per le lavoratrici. “Nessuno però pensi che sia la
 soluzione della flessibilità”. E ancora: “Quanto ci vuole a rendere
 non costosa per il lavoratore la ricongiunzione dei contributi?. Tutte
 queste ingiustizie bisogna affrontarle, per questo bisogna aprire una
 vertenza. Ma non sarà una vertenza facile, perché l'attuale governo e
 il Parlamento non sono in sintonia su questi problemi”.“Il governo ci
 dica se pensa seriamente che a 68 anni si possa lavorare in una classe
 piena di bambini, in una fonderia o su un’impalcatura – ha detto tra
 l’altro nel corso del suo intervento Susanna Camusso - per noi 62 anni
 sono già abbastanza e se poi si è cominciato a lavorare a 15 sono
 anche troppi”. Si dice che non ci siano risorse sufficienti, “ma io
 credo che sia la politica a scegliere dove mettere le risorse: c’era
 bisogna di togliere la tassa sugli yacht di lusso”?. Insomma, bisogna
 cambiare il sistema di calcolo delle pensioni e c’è bisogno di
 solidarietà all’interno del sistema stesso: “Prendere risorse da chi
 ne ha di più per aiutare chi è in difficoltà, ma non nel senso
 indicato da Boeri, per cui pare che se si abbassano le pensioni a
 tutti, tutti stanno un po’ meglio”. Per Cgil, Cisl, Uil, tutto il
 sistema previdenziale va cambiato a partire dalla riforma Fornero.
 “Deve essere un sistema solidale, con una solidarietà che però arrivi
 anche dall'alto – ha spiegato Susanna Camusso - è questo il senso del
 nostro essere qui oggi. Ed è un impegno che prendiamo unitariamente .
 Abbiamo mandato più volte la nostra piattaforma al governo, che non ci
 ha mai risposto.  La differenza è che se stavolta non saremo convocati
 entro un mese, la prossima iniziativa sarà nelle piazze di tutta
 Italia. Continueremo lì la nostra battaglia, perché il governo non può
 più rinviare”. Il segretario ha voluto ricordare anche lo sciopero del
 commercio di domani, sabato 19, invitando a "non fare acquisti" quel
 giorno per sostenere la mobilitazione dei lavoratori della grande
 distribuzione. “Abbiamo tante vertenze aperte ma ognuno di noi,
 durante queste feste, rivolga il pensiero al tema delle pensioni,
 perché dobbiamo dare forza a questa nostra piattaforma. Tocca a noi
 riunire un mondo del lavoro che i governi hanno finora tentato di
 dividere. Per questo partiamo dai giovani, per dare una prospettiva a
 tutti. E' una vertenza in salita, lo sappiamo, ma se il governo non ci
 ascolta scenderemo in piazza”.

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