VI RICORDATE DI NOI ?

E' lo slogan scelto dalle lavoratrici di Cavarzere rimaste senza lavoro, senza stipendio e senza risposte, ex dipendenti di un'azienda tessile, la Taglia e Cuci di via Einaudi, che ha chiuso i battenti l'estate scorsa lasciandole tutte a casa. Con i sindacati, Filctem Cgil e Femca Cisl, hanno organizzato un'altra mobilitazione, venerdì, "decise a far sentire la loro voce, a chiedere chiarezza, il rispetto dei loro diritti e il pagamento dei salari non corrisposti", come denunciato dalle sigle, che hanno aperto una vertenza nei confronti della società. La loro marcia inizierà dal cancello della ditta, alle 9.15, fino ad arrivare in corteo al Municipio, per poi proseguire fino al mercato, dove ci sarà un volantinaggio.

"Rieccoci in strada!! Nel mese di Agosto la ditta Taglia e Cuci denim, con un increscioso, improvviso e anomalo fallimento ci ha mollati. Le lavoratrici sono ancora senza un lavoro e senza neanche aver preso uno dei tanti stipendi che il Sig. Stefano Evstifeev si è intascato chiudendo i cancelli del laboratorio dalla sera al mattino, producendo fino al giorno seguente al licenziamento".


Vi ricordate cosa è successo l’anno precedente? Fashion jeans ha chiuso i battenti e trasferito gran parte del personale a Taglia e cuci denim.
Ma tornando indietro, la stessa cosa è successa quando dall’Artigiano del jeans hanno passato le lavoratrici in Fashion jeans e quando prima ancora da Italia confezioni sono passate in artigiano del jeans e…….probabilmente la stessa cosa che stanno tentando di fare con altri strani passaggi, visto che alcune lavoratrici vengono ancora contattate dai soliti per lavorare su aziende loro….!!


A volte la cosa passa per fallimenti, altre volte il fallimento arriva dopo qualche anno, ma chi resta senza lavoro sono sempre loro, LE LAVORATRICI
Quando è stata costituita la Taglia e cuci, stavano programmando la chiusura della Fashion Jeans e così hanno sempre fatto con tutte le aziende che hanno preceduto queste, spesso con lo stesso titolare e a volte con altri nomi. Purtroppo ad oggi siamo in attesa che qualcuno ci dia una risposta sui soldi che le lavoratrici avanzano, come siamo in attesa che venga fatta chiarezza sulla vicenda.


Da anni in questo territorio abbiamo a che fare con questi eventi ma mai nessuno ha tentato di bloccare il meccanismo che ben si conosce. Si parla spesso e tanto di tutela per le donne, lavoro femminile, lavoro in nero, tutti argomenti e fatti correlati che da anni vengono denunciati sul territorio, ma che nessuno degli enti ed organi preposti ha mai ostacolato, contrastato o combattuto. Ci aspettiamo che le istituzioni si impegnino affinché i diritti dei lavoratori e le aziende corrette vengano rispettati e tutelati.
La “TAGLIA E FUGGI DENIM” è fuggita con i soldi e la dignità delle lavoratrici?


CINQUANTA lavoratori buttati in strada senza lavoro e senza soldi! IMPRENDITORI che NON sono imprenditori! è ora di fare chiarezza e giustizia!!


 


 

Una marcia sotto il sole cocente per tutto il centro di Cavarzere. Si sono fatte sentire e vedere le 50 lavoratrici dell'ennesima azienda tessile fallita a Cavarzere, che ha chiuso i battenti dall'oggi al domani lasciandole senza occupazione e senza stipendi.

Era accaduto un anno fa. Stesse modalità. Capannone lasciato spoglio, tolti i macchinari e cartello "chiuso per ferie" in bella vista appeso davanti al cancello. E ferie non furono per le dipendenti. Che aspettando il trascorrere di quei giorni d'estate nella totale incertezza, si trovarono poi con un pugno di mosche in mano e una vertenza da affrontare per far valere i loro diritti, primo fra tutti quello di ricevere le mensilità arretrate, mai percepite. Persero l'occupazione una cinquantina di addette l'anno scorso. E ad altre 50 tocca la stessa sorte quest'anno.

Al comune venerdì le lavoratrici vengono accolte e ascoltate dal primo cittadino, Henri Tommasi. Con loro ci sono i sindacati, Filctem Cgil e Femca Cisl. Al sindaco le parti sociali e i lavoratori strappano l'impegno di andare a fondo su queste continue aperture e chiusure nel territorio. Ma intanto l'emergenza rimane. Senza lavoro e senza stipendio, in un'area in cui, dicono le lavoratrici, "trovare un posto è come trovare l'oro".

Prossimo step, appena dopo le vacanze di agosto, sarà la richiesta d'incontro in Regione. Ma non si esclude neppure il ricorso alla Procura e al ministero del Lavoro, se necessario, fanno sapere i sindacati. Concludono Davide Stoppa, Cgil e Francesco Coco, Cisl: "Questo modo di fare impoverisce l'economia locale, mette con le spalle al muro chi lavora e getta sulle spalle della collettività i costi della chiusura delle attività produttive. Non ci fermeremo".

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