Una marcia sotto il sole cocente per tutto il centro di Cavarzere. Si sono fatte sentire e vedere le 50 lavoratrici dell'ennesima azienda tessile fallita a Cavarzere, che ha chiuso i battenti dall'oggi al domani lasciandole senza occupazione e senza stipendi.

Era accaduto un anno fa. Stesse modalità. Capannone lasciato spoglio, tolti i macchinari e cartello "chiuso per ferie" in bella vista appeso davanti al cancello. E ferie non furono per le dipendenti. Che aspettando il trascorrere di quei giorni d'estate nella totale incertezza, si trovarono poi con un pugno di mosche in mano e una vertenza da affrontare per far valere i loro diritti, primo fra tutti quello di ricevere le mensilità arretrate, mai percepite. Persero l'occupazione una cinquantina di addette l'anno scorso. E ad altre 50 tocca la stessa sorte quest'anno.

Al comune venerdì le lavoratrici vengono accolte e ascoltate dal primo cittadino, Henri Tommasi. Con loro ci sono i sindacati, Filctem Cgil e Femca Cisl. Al sindaco le parti sociali e i lavoratori strappano l'impegno di andare a fondo su queste continue aperture e chiusure nel territorio. Ma intanto l'emergenza rimane. Senza lavoro e senza stipendio, in un'area in cui, dicono le lavoratrici, "trovare un posto è come trovare l'oro".

Prossimo step, appena dopo le vacanze di agosto, sarà la richiesta d'incontro in Regione. Ma non si esclude neppure il ricorso alla Procura e al ministero del Lavoro, se necessario, fanno sapere i sindacati. Concludono Davide Stoppa, Cgil e Francesco Coco, Cisl: "Questo modo di fare impoverisce l'economia locale, mette con le spalle al muro chi lavora e getta sulle spalle della collettività i costi della chiusura delle attività produttive. Non ci fermeremo".


 

Dopo una intensa notte di trattative, giovedì 27 aprile, intorno alle 4.00, tra Assocalzaturifici-Confindustria e i sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, è stata siglata l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2016-2019 del settore calzaturiero (80.000 addetti in più di 5.000 imprese), scaduto il 31 marzo 2016.

L'intesa prevede un aumento complessivo pari a 90 euro (minimi e welfare contrattuale). L'aumento sui minimi salariali è di 70 euro (4° liv.), suddiviso in tre tranche: dal 1° aprile 2017, 25 euro; dal 1° aprile 2018, 25 euro; dal 1° aprile 2019, 20 euro.

Sul versante del welfare contrattuale, viene finalmente istituito il Fondo integrativo sanitario di settore: 12 euro a carico delle imprese, di cui 8 euro dal 1° gennaio 2019 e 4 euro dal 1° settembre 2019. Previsto inoltre un incremento (+0,5% euro, circa 8 euro), a partire dal 1 gennaio 2019, per il Fondo pensionistico complementare “Previmoda”, sempre a totale carico delle imprese. Di rilievo infine la sottoscrizione tra le parti di un protocollo sulla legalità. In allegato vi rimettiamo il comunicato stampa unitario che riporta, sia pure in sintesi, tutte le novità economiche e normative previste nell'intesa. Vi saremmo grati di darne notizia. Cordialmente e grazie per la collaborazione.

 

CALZATURE: SIGLATA L'IPOTESI DI ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO 2016-2019. L'AUMENTO COMPLESSIVO E' DI 90 EURO: 70 EURO SUI MINIMI SALARIALI, 12 EURO SULLA SANITA' INTEGRATIVA, 8 EURO IN PIU' PER LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

L'intesa raggiunta interessa 80.000 addetti in più di 5000 imprese del settore. Soddisfazione per i sindacati che hanno ritirato conseguentemente lo sciopero nazionale previsto per il 5 maggio

 

“Anche in questo contratto – dicono i segretari nazionali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, Stefania Pomante, Mario Siviero, Riccardo Marcelli - abbiamo superato numerose difficoltà, soprattutto in tema di salario, trovando una soluzione condivisa tra le parti e ripristinando quel clima di buone relazioni industriali solido e partecipativo che ha contraddistinto il settore in tutti questi anni. L'impegno sottoscritto per un protocollo sulla legalità – aggiungono soddisfatti – è un segnale importante e qualificante perchè testimonia una convergenza tra associazioni imprenditoriali e sindacati non solo di interessi ma anche di principì. Ora – concludono i segretari – il reddito di migliaia di lavoratrici e lavoratori delle calzature e il loro welfare contrattuale è salvaguardato, dopo anni di crisi che lo aveva falcidiato”.
Nel campo delle normative, l'intesa prevede un ulteriore miglioramento delle relazioni industriali e della responsabilità sociale dell'impresa, puntando sulla piena operatività dell'Osservatorio nazionale e sul suo monitoraggio per le politiche di sviluppo delle produzioni in Italia e sulle condizioni per facilitarne iniziative di “reshoring” (il ritorno a casa di produzioni oltre confine, n.d.r.). Quanto alla contrattazione di secondo livello, le parti hanno deciso di arricchirla, assegnandole materie quali: le staffette generazionali, l'occupazione giovanile, il consolidamento a tempo indeterminato dei contratti atipici, max 30% la somma dei tempi determinati e somministrati (per quello in somministrazione fino al max 10%), la possibilità di attivare forme di “smart-working” (lavoro agile, n.d.r.).

 Una vera e propria novità, arriva dai diritti: Il part-time sale dall' 8 al 12% e diventa vincolante in caso di figli con handicap fino a 13 anni di età. Fortemente voluto il congedo parentale, che diviene obbligatorio per il padre. Normato anche il percorso per le adozioni internazionali. Inoltre, come si diceva, importante e significativa è l'introduzione nel contratto di un vero e proprio protocollo sulla legalità.

Infine c'e' l'impegno delle parti ad intervenire a livello ministeriale per far fronte al problema della ciclicità in caso di richiesta di ammortizzatori sociali.
“L'intesa – fanno sapere i sindacati – sarà subito sottoposta alle assemblee dei lavoratori per la definitiva approvazione”. Per effetto dell'intesa raggiunta, viene ritirato lo sciopero nel settore previsto il 5 maggio.

 

Pagina 1 di 13

Iscrizione Mailinglist

Iscriviti alla nostra mailinglist e sarai il primo a consocere le ultime novità
Please wait