La nostra preoccupazione aumenta di fronte all’ennesima chiusura di laboratori, scoperti a impiegare lavoratori in nero e clandestini, senza il minimo rispetto per regole della sicurezza e salute sui luoghi di lavoro.

La nostra preoccupazione riguarda innanzitutto il trattamento degli esseri umani, costretti in schiavitù, in una società civile e moderna come quella dei nostri territori. Ci chiediamo come esistano qui sistemi che tengono appositamente persone senza permessi, senza documenti, praticamente senza identità, a lavorare per alimentare la grande distribuzione.

Senza contare che il lavoro nero, oltre a danneggiare il lavoratore, devasta le casse dello stato e impoverisce l’intera economia e il sistema industriale.

A volte abbiamo l’impressione che alcuni degli aspetti più terribili dei paesi del “terzo mondo” arrivino fin qui e trovino spazio nella nostra società.

Insomma è una specie di “delocalizzazione a chilometro zero”.

Ma il vero problema è l’omertà che circonda e favorisce queste attività illecite.

La domanda è a chi servono? Chi commissiona il lavoro a questi laboratori? E’ necessario ricostruire la filiera della committenza, perché è molto probabile che questi prodotti vengano ordinati da importanti aziende della distribuzione.

Oltre a speculare, chi ci guadagna, guadagna nella vendita al dettaglio dei prodotti realizzati in questo modo, oltre il 400%.

A discapito, ovviamente delle imprese serie che rispettano le regole. Per questo riteniamo utile, semmai ci fossero sequestri di materiale, capire bene chi ne chiede poi il dissequestro.

E se questo accade, pensiamo che tutto ciò che viene dissequestrato dovrebbe essere dato a quelle imprese che competono onestamente in un settore che giorno dopo giorno diventa sempre più difficile da governare.

A questo proposito ricordiamo che, consapevoli dell’enorme difficoltà di uscire allo scoperto per denunciare queste pratiche abusive, come Filctem Cgil Venezia abbiamo da tempo istituito un numero verde, dov’è possibile segnalare abusi, mantenendo l’anonimato.

Vogliamo ricordarlo:         041 5491244

 

Pregandovi di memorizzarlo e diffonderlo

Riccardo Colletti

 

FILCTEM CGIL VENEZIA

30172 MESTRE  Via Ca’ Marcello, 10   telefono 0415491244   fax 041 5491245

30141 MURANO  Calle del Mistro 22, telefono 041 739102  fax 041 736840

30030 DOLO via Fondamenta, 4 telefono 0415491464/460 fax 041 5491457

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

sito: www.parliamodilavoro.it

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Foto da web 

 

Si sono tenute le elezioni per la costituzione della RSU/RLSA di Sandro Vicari.

Grande soddisfazione per la partecipazione al voto che ha visto l’elezione di 3 delegati come RSU di cui uno RLS per la FILCTEM CGIL.

La segreteria ringrazia tutti coloro che hanno dato fiducia ai nostri rappresentanti e darà pieno sostegno ai nuovi delegati affinché siano in grado di dare risposte adeguate ai quesiti posti dai lavoratori.

 

La FILCTEM CGIL di Venezia augura quindi ai nuovi delegati di proseguire con determinazione a sostenere la linea della FILCTEM CGIL per tutelare e difendere gli interessi e i diritti di tutti i lavoratori attraverso la piena e completa applicazione del CCNL contribuendo così ad ampliare le adesioni alla nostra organizzazione.

 

La segreteria FILCTEM CGIL di Venezia

Mestre, 01 dicembre 2015


 

 

L'assemblea nazionale unitaria dei delegati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, riunitasi a Firenze,  ha messo a punto, con largo anticipo, l'ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale 2016-2019 del settore pelli e succedanei (interessati 35.000 addetti in oltre 5000 piccole e medie imprese), che scadrà il 31 marzo 2016.

La richiesta economica dei sindacati è di 100 euro medi nel triennio.

Nel campo delle normative, Filctem, Femca, Uiltec puntano al miglioramento delle relazioni industriali, con orientamento all'informazione e alla partecipazione, nonché alla responsabilità sociale dell'impresa e alla contrattazione di filiera.

Sul fronte del  “welfare” contrattuale si richiede l'istituzione del Fondo sanitario integratiìvo, mentre sul tema dei diritti dei lavoratori– oltre al miglioramento di quelli individuali – si rivendica maggiore attenzione alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e al tema dell'inquadramento come fattore qualificante della prestazione lavorativa e delle professionalità.

Ora la parola passa alle assemblee dei lavoratori per arrivare poi, entro il 3 dicembre, al varo definitivo della piattaforma per essere presentata all'Aimpes, l'associazione imprenditoriale del settore aderente a Confindustria, ed iniziare rapidamente le trattative.

 

Firenze, 9 novembre 2015

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