L'assemblea nazionale unitaria dei delegati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, riunitasi a Firenze,  ha messo a punto, con largo anticipo, l'ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale 2016-2019 del settore pelli e succedanei (interessati 35.000 addetti in oltre 5000 piccole e medie imprese), che scadrà il 31 marzo 2016.

La richiesta economica dei sindacati è di 100 euro medi nel triennio.

Nel campo delle normative, Filctem, Femca, Uiltec puntano al miglioramento delle relazioni industriali, con orientamento all'informazione e alla partecipazione, nonché alla responsabilità sociale dell'impresa e alla contrattazione di filiera.

Sul fronte del  “welfare” contrattuale si richiede l'istituzione del Fondo sanitario integratiìvo, mentre sul tema dei diritti dei lavoratori– oltre al miglioramento di quelli individuali – si rivendica maggiore attenzione alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e al tema dell'inquadramento come fattore qualificante della prestazione lavorativa e delle professionalità.

Ora la parola passa alle assemblee dei lavoratori per arrivare poi, entro il 3 dicembre, al varo definitivo della piattaforma per essere presentata all'Aimpes, l'associazione imprenditoriale del settore aderente a Confindustria, ed iniziare rapidamente le trattative.

 

Firenze, 9 novembre 2015


 

 

L'assemblea nazionale unitaria dei delegati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, riunitasi oggi a Belluno,  ha approvato all'unanimità l'ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale 2016-2018 del settore occhiali e occhialeria (interessati circa 15.000 addetti in 400 imprese, tra le più significative Luxottica, Safilo, Galileo, ecc.), in scadenza il 31 dicembre 2015.

La richiesta economica dei sindacati è di 105 euro (3° liv.) medi nel triennio.

Nel campo delle normative, Filctem, Femca, Uiltec puntano al miglioramento delle relazioni industriali, con orientamento all'informazione e alla partecipazione, nonché alla responsabilità sociale dell'impresa.

Sul fronte del  “welfare” contrattuale si richiede di dare piena attivazione alla realizzazione del Fondo integrativo sanitario, nella prospettiva di un costituendo fondo intersettoriale sul modello di quanto già previsto per il fondo previdenziale (“Previmoda”) mentre sul tema dei diritti individuali  i sindacati chiedono di elevare a 10 giorni l'anno (cinque dei quali retribuiti) il congedo per malattia figlio e di istituire una aspettativa non retribuita di 30 giorni in casi di adozione internazionale.

Ora la parola passa alle assemblee dei lavoratori per arrivare poi, entro 27 novembre, al varo definitivo della piattaforma per essere presentata all'Anfao, l'associazione imprenditoriale del settore aderente a Confindustria, ed iniziare rapidamente le trattative.

 

Belluno, 6 novembre 2015

 


 

 

Foto archivio giugno 2014 

 Ci risiamo, ancora ESUBERI (45 per la precisione) in ISC (INDUSTRIES SPORTWEAR COMPANY) con sede a Mestre. Peccato però che non erano questi gli accordi discussi nell’incontro tra azienda e OO.SS. a Novembre 2014.

La direzione aziendale, non più tardi di qualche mese fa, aveva garantito che non vi sarebbero state ulteriori ristrutturazioni ma che invece sarebbe nato un nuovo gruppo dall’unificazione di ISC e MCS (Marlboro Sportswear) con sede a Valdagno (Vi), operazione definita come un’integrazione funzionale con l’obiettivo di unire le due aziende per portare beneficio economico ad entrambe pur rimanendo però ognuna nel proprio sito produttivo, diventando così il primo gruppo Sportswear italiano, invece come un fulmine a ciel sereno arriva la notizia che MCS dal primo Settembre 2015 trasferirà tutti i 101 dipendenti da Valdagno a Mestre.

In tutta questa operazione però ci rimettono, oltre che i lavoratori di Valdagno, anche i lavoratori di Mestre in quanto sono già stati dichiarati 45 ESUBERI.

Ricordiamo che ISC a Mestre ha già pagato un conto altissimo in posti di lavoro persi già nel 2014 con ben 51 ESUBERI, ora ci si trova di fronte all’ennesima decisione imposta dall’alto e precisamente dal fondo Emerisque Brands che di fatto è proprietaria sia di ISC che di MCS.
Il fondo Emerisque in pratica sconfessa gli accordi firmati in sede ministeriale nel 2013 a Roma dove si era impegnato a rimanere a Valdagno, invece dal primo settembre non sarà così...101 lavoratrici e lavoratori verranno di fatto trasferiti a Mestre con pesanti ripercussioni e disagi anche per tutte le famiglie coinvolte in questa scellerata decisione. Ci troviamo di fronte all’ennesima riorganizzazione “mascherata”.
A questo punto, a gran voce, chiediamo come organizzazione sindacale l’intervento di tutte le istituzioni, in primis della Regione Veneto per un incontro con i vertici aziendali e Confindustria.

Foto archivio giugno 2014

L’assessore Donazzan già in un precedente incontro l’anno scorso aveva dichiarato che si sarebbe attivata con tutti gli strumenti politici di sua competenza, affinché venisse convocato un tavolo in sede ministeriale per fare chiarezza con un piano industriale trasparente sul futuro di ISC e MCS.
Il fondo Emerisque nel giro di un anno ha lasciato dietro di sé solo ESUBERI=LICENZIAMENTI.
Vanno difesi i posti di lavoro e il mantenimento dei siti produttivi.
Al più presto dev’essere trovata una soluzione a questo ennesimo dramma, bisogna intervenire subito con ogni forma di lotta affinché queste operazioni , esclusivamente di tipo finanziario, non portino a ricadute pesantissime per il sistema produttivo sia di Mestre che di Valdagno, ma soprattutto per le tante, troppe famiglie coinvolte in questa assurda vicenda.

La segreteria Filctem-Cgil di Venezia

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