Alla GA Operations di Fossò, l’ora di sciopero decisa dai lavoratori riceve un consenso inaspettato e straordinario. Scende quasi metà degli addetti dell’azienda. Lavoratrici e lavoratori lasciano ciò che stavano facendo e arrivano in camice bianco davanti al cancello della sede, perché di cose da dire oggi, ce ne sono davvero tante.

La GA Operations d’improvviso e a pochi giorni dalla scadenza, comunica a 11 lavoratori assunti e fatti lavorare per 2/3 anni con contratti a termine, che di proroghe questa volta non ce ne saranno più.

Proprio così. Quest’azienda che ha all'interno del suo nome, GA, il marchio di una delle griffe più note e pagate del pianeta, Giorgio Armani, dichiara, ci raccontano, di non essere in grado non solo di stabilizzare il loro rapporto di lavoro, ma neppure di poterlo rinnovare anche solo per un altro periodo.

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Oggi 10 febbraio 2015, le Segreterie territoriali e le RSU hanno incontrato i lavoratori in assemblea per informarli e discutere degli argomenti trattati durante l’ultimo incontro con l’azienda.
I lavoratori tutti ritengono inaccettabile che seppur a fronte di un calo di ordinativi ci sia il licenziamento di 11 lavoratori.

Non è possibile che dalle rassicurazioni fatte non più tardi di due mesi fa, lo scenario produttivo della G.A. Operations settore calzaturiero sia cambiato così drasticamente. L’assemblea dei lavoratori inoltre chiede un confronto sulle produzioni fatte all’estero, in particolare la linea Emporio in quanto a fronte di questo calo produttivo possono essere facilmente internalizzate nello stabilimento di Fossò.

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Viaggio dentro a "La maschera del galeone", per capire quanto tutelare il Made in Italy significhi proteggere anche il lavoro. Quello regolare, sicuro, troppe volte messo a repentaglio da una concorrenza che gioca al ribasso. E vince sul mercato abbattendo i costi, perché aggira le normative contrattuali, abbassa qualità, sicurezza e svuota, anziché valorizzare le professionalità degli addetti.

Così scopriamo quanto lavoro possa esserci dietro ad un oggetto apparentemente "semplice" come una maschera di carnevale. Quanta tradizione, manualità, passione ed esperienza. E come tutto questo sia esattamente quel valore aggiunto che fa la differenza. Quel valore in più che il nostro paese deve custodire gelosamente, come qualcosa di raro, prezioso e irripetibile altrove.

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