Alla GA Operations di Fossò, l’ora di sciopero decisa dai lavoratori riceve un consenso inaspettato e straordinario. Scende quasi metà degli addetti dell’azienda. Lavoratrici e lavoratori lasciano ciò che stavano facendo e arrivano in camice bianco davanti al cancello della sede, perché di cose da dire oggi, ce ne sono davvero tante.

La GA Operations d’improvviso e a pochi giorni dalla scadenza, comunica a 11 lavoratori assunti e fatti lavorare per 2/3 anni con contratti a termine, che di proroghe questa volta non ce ne saranno più.

Proprio così. Quest’azienda che ha all'interno del suo nome, GA, il marchio di una delle griffe più note e pagate del pianeta, Giorgio Armani, dichiara, ci raccontano, di non essere in grado non solo di stabilizzare il loro rapporto di lavoro, ma neppure di poterlo rinnovare anche solo per un altro periodo.

La crisi? Eppure, a molti di questi dipendenti, ci riferiscono, fino a non molto tempo fa era stato fatto intendere che non ci sarebbero stati problemi a prolungare i contratti. Se non a parole, sicuramente con i fatti. Perché a tanti, sempre più preparati e professionalmente bravi, erano pure stati affidati compiti di una certa responsabilità.

Cosa è accaduto quindi, cerchiamo di sapere, di tanto importante da indurre la società a cambiare parere, così repentinamente? Una risposta che non riusciamo ad ottenere. Perché anche se ci aprono la sbarra e la porta della sede di Fossò per farci entrare, la risposta che ci viene data da chi sta al ricevimento è che “l’azienda non intende rilasciare alcuna dichiarazione”.

I chiarimenti i lavoratori però li aspettano eccome e li hanno chiesti a gran voce durante lo sciopero. Perché ormai, raccontano, il clima all’interno dei reparti è diventato irrespirabile. E i sindacati, Filctem Cgil e Femca Cisl, promettono che “non finisce qui”. La questione, assicurano, finirà sul tavolo nazionale.

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