Venini, Murano

E' tanta la rabbia ma la preoccupazione è anche di più, per quanto accaduto ai lavoratori della Venini di Murano, appena prima di Pasqua. La lettera di licenziamento ricevuta la sera prima della fermata per le vacanze da 4 operai ha sconvolto la vita di tutti.

In primis dei 4 addetti della piazza direttamente coinvolti, colpiti da un provvedimento inaspettato nella sua violenza e immediatezza e poi di tutti i colleghi in generale, 70 dipendenti, che si sono stretti attorno decidendo, appena al rientro di martedì 29 di incrociare le braccia ad oltranza, impedendo l'accesso ai magazzini e bloccando l'intero ciclo della produzione, che fa di Venini uno dei marchi storici del vetro più famosi e conosciuti di Murano.

Forse solo l'inizio. Di una reazione ad una provocazione bella e buona, come l'hanno definita i sindacalisti della Filctem Cgil Venezia, a fianco dei lavoratori.

Un colpo basso che si poteva evitare. E di cui non si capisce il senso, perché da sempre a Murano, il vetro è stato oggetto del costituirsi di una comunità in cui maestranze e padroni sono rimasti legati da obiettivi comuni, nonostante i diversi interessi.

Riccardo Colletti Filctem Cgil Venezia, che ha trascorso buona parte dell'inizio del suo impegno sindacale su quest'isola spesso ricorda l'arduo approccio della categoria ai protagonisti delle fornaci, discutendo di sicurezza, salute, diritti sui luoghi di lavoro.

Proprio per quel senso di appartenenza di tutti i soggetti del sistema, tipico dello spirito dei sistemi distrettuali.

La crisi economica e la tutela del marchio oggi, non sono che alcune conseguenze di difficoltà più profonde che hanno interessato il sistema.

E lo hanno indebolito. Senza che un rafforzamento dei naturali "anticorpi" che proteggono gli organismi, venisse messo in atto dai soggetti, politici e istituzionali prima di tutto.

I lavoratori della Venini da venerdì scorso trascorrono giornate d'inferno. 

Non vivono tranquillamente, non dormono serenamente, temono che questo sia l'inizio della fine per tutti.

A molti di loro mancano troppi anni per andare in pensione. Ad altri ne mancano pochi, ma interrompere il lavoro adesso con zero garanzie di trovare altro, significa entrare tra le fila degli "esodati".

Un limbo in cui ci si difende per un po' con le casse integrazioni, ma che poi condanna ad un futuro privo di garanzie e pieno di preoccupazioni e problemi per sé e la propria famiglia, nel disinteresse generale.

La reazione del sindacato è stata ferma e immediata. I licenziamenti vanno ritirati e subito. Nessun problema se per ottenere questo si dovrà arrivare a Roma, dov'è stato chiesto un incontro immediato al Ministero dello Sviluppo, per quanto accaduto.

Intanto ogni tavolo locale verrà sfruttato, ogni livello istituzionale sarà interpellato, a cominciare dalla provincia, continuando con la direzione territoriale del lavoro e a seguire con ogni iniziativa atta ad invertire questo "scellerato" senso di marcia.

 

Segreteria Filctem Cgil Venezia

 

 

 

 

 

 

 


 

 


 

 

 

Solo 2 mesi fa l'annuncio dell'acquisto dei vetri Venini di Murano da parte della Damiani, quella dei gioielli.
Capitale fresco, nuovi progetti, prospettive di aumento del fatturato, del volume degli affari e dell'occupazione, come si legge negli articoli dei quotidiani locali.
La prima manovra della società va però in tutt'altra direzione, e con una spietatezza inspiegabile, la sera della vigilia di Pasqua fa recapitare a 4 lavoratori una lettera che ne annuncia il licenziamento "per giusta causa".
Uno di loro è un delegato Filctem Cgil. Gli altri sono iscritti al sindacato.

"Noi presi di mira". Dopo anni di contratti di solidarietà e casse integrazioni, l'ingresso di Damiani che doveva risollevare la storica bottega del vetro di Murano dalla crisi, dà il benservito a questi addetti. Tutta la maestranza si stringe attorno, in uno sciopero solidale ad oltranza, che ha come obiettivo quello di portare i vertici della nuova società a trattare con i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali.

 

Tutte le interviste ai lavoratori, con l'intervento di Michele Pettenò e Riccardo Colletti del sindacato dei chimici veneziano, Filctem Cgil.

 

ECCO L'ARTICOLO DEL 20 GENNAIO SCORSO APPARSO SU "IL MATTINO DI PADOVA":

Ai gioielli Damiani il 60% dei vetri Venini, Il Mattino di Padova

http://mattinopadova.gelocal.it/focus/2016/01/20/news/i-vetri-venini-passano-ai-gioielli-damiani-1.12809558

A vendere è la compagine di soci della Luxury industries di Vicenza dell’imprenditore Giancarlo Chimento con la 2G Investimenti di Giuliano Tabacchi, ai quali resterà in mano il 40%. Ora nuove strategie e più occupazione

 
 20 gennaio 2016
 

MURANO. La storica azienda di Murano Venini, la più famosa e blasonata vetreria artistica del mondo, è passata sotto il controllo della famiglia Damiani, brand internazionale di gioielli. L’azienda, quotata a Piazza Affari e guidata dai fratelli Guido e Giorgio Grassi Damiani, ha rilevato il 60% della casa di vetri artistici attraverso la cassaforte familiare D. Holding. E qualcuno già intravede un primo embrione di un nuovo polo del lusso made in Italy fatto da un portafoglio di brand storici e di competenze.

A vendere Venini è la compagine di soci della Luxury industries di Vicenza dell’imprenditore Giancarlo Chimento e la 2G Investimenti di Giuliano Tabacchi, ai quali resterà in mano il 40 per cento. Le famiglie Chimento e Tabacchi avevano acquisito l’azienda nel 2001. Ora rimarranno nella compagine azionaria, con Chimento che "continuerà a svolgere un ruolo operativo nella gestione della società coadiuvando Damiani nelle nuove strategie di crescita" spiega una nota stampa.

“Venini - ha commentato Guido Damiani, presidente del Gruppo nato a Valenza nel 1924 – è una realtà unica al mondo che vanta una tradizione di eccellenza, creatività, artigianalità made in Italy e unicità. Questi sono i valori chiave che da sempre guidano la società unitamente ad una profonda passione per l’arte. Sin dalla nascita Venini ha potuto contare sulla disponibilità in loco di un know-how esclusivo e antico qual è quello di Murano.
Sono gli stessi punti di forza che da sempre caratterizzano il gruppo Damiani e la famiglia, uniti alla profonda passione per un’arte, quella orafa, che si tramanda di padre in figlio”.

"La vetreria sta utilizzando la cassa integrazione e presto dovrebbe accedere ai contratti di solidarietà ma il nostro obiettivo è sicuramente aumentare l'occupazione, oltre a sfruttare tutte le sinergie possibili, a partire dalla rete di vendita" ha aggiunto l'imprenditore piemontese.

“La famiglia Damiani è il partner giusto: i valori comuni, la conoscenza del mondo del lusso e l’essere ambasciatore della migliore tradizione orafa made in Italy nel mondo garantiranno un sicuro sviluppo e una crescita della società a livello internazionale” ha chiosato Giancarlo Chimento.

Venini è nata nel 1921, vanta 95 anni di storia, ed è sinonimo di made in Italy nelle lavorazioni artistiche del vetro. Fin dalla fondazione è stata la protagonista del distretto produttivo di Murano, contribuendo al rinnovamento e, soprattutto, alla riqualificazione di un’attività plurisecolare qual è quella vetraria. Durante la sua storia, Venini ha collaborato con i migliori architetti e designer mondiali come Tomaso Buzzi, Tobia Scarpa e suo padre Carlo Scarpa,  la ceramista svedese Tyra Lundgren, i fratelli Fernando e Humberto Campana il pittore e stilista americano Ken Scott, Fulvio Bianconi, il designer e scultore finlandese Tapio Wirkkala e, ancora, Alessandro Mendini, il giapponese Tadao Ando, Gio Ponti, Gae Aulenti, Ettore Sottsass e Massimiliano Fuksas.

Venini Spa, conta attualmente circa 80 dipendenti ed è distribuita in vari paesi in tutto il mondo, specialmente in Europa, in Asia e nel Nord America. Il museo Venini espone 45.000 disegni, 6 mila foto d'epoca e 4 mila opere d’arte. Già, perché le opere di Venini, uniche per importanza nell’arte vetraria, sono presenti in molti libri e sono esposte nei musei d’arte di tutto il mondo tra cui la Fondazione Cartier di Parigi, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Metropolitan Museum e il Moma di New York e la Triennale di Milano.
Nel negozio di Venini di Piazza San Marco a Venezia e all’interno della fornace di Murano sono state girate alcune scene del film 007 Moonraker del 1979.  


Damiani ha chiuso l'esercizio 2014/2015 con un giro d'affari di 150,45 milioni di euro in aumento del 4,3%. Il prossimo bilancio si chiuderà il 31 marzo prossimo. "Questa acquisizione - ha dichiarato l'azienda - si inserisce nella strategia dei fratelli Damiani di investire e sviluppare brand di lusso e storici come Damiani, Salvini, Rocca, Calderoni e Pomellato, e ha l’obiettivo di diversificare l’offerta di prodotto dell’azienda... 

@eleonoravallin

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