Mesi di battaglie e sacrifici enormi per i lavoratori Berti Srl. Fra di loro ancora qualcuno non percepisce la cassa integrazione, a causa delle ferie arretrate. Però c'è del buono all'orizzonte. La possibilità per i lavoratori di poter costituire una cooperativa con la quale recuperare lavoro e produzione, ormai è quasi realtà. Questo il racconto.


 

26 ottobre 2015

Quella dell’11 novembre sarà la seconda udienza, questa volta al Tribunale di Venezia, del processo a carico dell’azienda Vetronaviglio di Rivale di Pianiga, per condotta antisindacale.

Ma il futuro per gli addetti della sede in provincia di Venezia appare sempre più incerto. Da Rivale continuano infatti ad essere portati via i macchinari verso destinazioni come Alessandria, in Piemonte. Addirittura un’altra regione, rispetto a quella della sede amministrativa della società, la Lombardia.

Il sospetto che l’azienda sia intenzionata a mettere in vendita la produzione, per occuparsi esclusivamente della commercializzazione dei prodotti, appare sempre più fondato. Come del resto il trasferimento della sede veneziana verso il milanese, a detta dell’azienda finalizzato al taglio dei costi e al recupero dell’investimento, non ha mai convinto il sindacato Filctem Cgil Venezia.

Si potrebbe pensare che la mancanza di liquidità abbia gettato la società in una condizione tale da renderla incapace di versare gli stipendi. Quando però come sindacato andiamo ad approfondire questa vicenda, scopriamo che solo alcuni tra gli addetti Vetronaviglio da 2 mesi non percepiscono la retribuzione. E guarda caso si tratta proprio di 5 fra i dipendenti che hanno aderito nei mesi precedenti allo sciopero contro la perdita del posto di lavoro nel veneziano.

Se risparmio e recupero ci sarà per l’azienda, come i vertici della stessa continuano a paventare davanti alle istituzioni, siamo convinti che questo verrà fatto sì, ma sulla pelle dei lavoratori.

L’azienda oggi per come si pone è assolutamente inaffidabile sotto tutti i punti di vista, sempre alla ricerca di pretesti per scaricare le conseguenze delle proprie scelte scellerate, su chi non ne ha alcuna responsabilità.

Ci piacerebbe, come sindacato, vedere i progetti e sapere a che punto sta la messa in opera del nuovo sito produttivo di Bareggio, quello in provincia di Milano che secondo i dirigenti Vetronaviglio avrebbe dovuto assorbire anche la sede di Pianiga.

In Regione Veneto, il dott. Lazzari in rappresentanza dell’azienda, ha dichiarato, assistito dall’avvocato Piana, che i lavori per l’allestimento del nuovo sito in provincia di Milano sarebbero iniziati il primo ottobre.

Quasi un mese è trascorso ma, come abbiamo detto, i macchinari che erano a Rivale hanno intanto preso un’altra strada, andando in Piemonte.

Continuiamo a ribadire un concetto molto semplice, l’azienda deve continuare a produrre a Pianiga evitando disagi sociali che ricadrebbero su un territorio già penalizzato da una situazione congiunturale negativa.

 

Michele Pettenò

 

Segreteria Filctem Cgil Venezia

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30141 MURANO  Calle del Mistro 22, telefono 041 739102  fax 041 736840

30030 DOLO via Fondamenta, 4 telefono 0415491464/460 fax 041 5491457

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La vertenza Vetronaviglio approda in Tribunale a Milano. I lavoratori sono tornati a presidiare l'ingresso della fabbrica nella sede di Rivale di Pianiga, lunedì mattina. Fermi nella convinzione che produzione e lavoro debbano rimanere nel veneziano.

Il trasferimento in Lombardia non ha mai convinto Filctem Cgil, sindacato a fianco dei dipendenti in questa battaglia, che vedrà il primo step nel capoluogo lombardo, mercoledì alle 13.30. Il giudice si pronuncerà in quest'occasione per violazione dell'articolo 28, condotta antisindacale.

Una vicenda, quella di Vetronaviglio che ormai va avanti da mesi. Con i "diktat" aziendali di cui i lavoratori sono stati messi a conoscenza solo di recente. Come la decisione, arrivata come un fulmine a ciel sereno, di spostare tutto, dipendenti compresi nella sede di Bareggio, nel milanese, dove c'è l'amministrazione della ditta.

All'origine di tutto questo, secondo la società il passivo in bilancio. Una condizione economica che non permette altra soluzione, se non quella di sopprimere la filiale di Rivale.

E portare tutto e tutti altrove. Anche a costo di pagare ai dipendenti le spese per intero per il trasferimento e l'alloggio.

Una tegola sulla testa degli addetti. Tutti veneziani. Che si domandano: ma conviene davvero all'azienda sostenere questo ammontare di spesa? Non si tratterà solo di una maniera "gentile" per spingere i lavoratori non intenzionati a stravolgere le loro vite e quelle delle loro famiglie, a rassegnare le dimissioni?

E che dire del personale arrivato da Milano a fare formazione a Rivale di Pianiga? Perché formare altro personale in fretta, se l'azienda sostiene di essere in crisi e nella prospettiva di dover già pagare il trasferimento a tutta la manodopera veneziana?

Questi ed altri sono gli interrogativi che i lavoratori e Filctem Cgil si pongono. Senza nascondere il timore che l'azienda nasconda in realtà, intenti diversi da quello della salvaguardia di produzione e occupazione. 

Anche perché la comunicazione fra le parti non è mai stata agevole. E questa vertenza è andata avanti e procede tutt'ora, a colpi di scena.

Team Parliamo di Lavoro

 

 

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