Onorevole Andrea Martella Pd, foto: Facebook

 

 

L'approvazione arrivata oggi all'unanimità, da parte della Commissione Attività produttive della Camera, della risoluzione che ho proposto per il rilancio produttivo del distretto del vetro di Murano, rappresenta un punto di svolta importante per questa realtà.

Il 26 luglio si terrà già la prima riunione del tavolo tecnico fissata al ministero dello Sviluppo economico e inizierà il lavoro per dare seguito agli impegni fissati dalla risoluzione.

Ricordo qui i punti salienti della risoluzione, che impegna il governo: a valutare l'opportunità di assumere iniziative per riconoscere l'isola di Murano come area di crisi non complessa; a promuovere misure di sostegno e sgravi fiscali con agevolazioni per le piccole imprese, su base pluriennale, anche e in particolare finalizzate a incentivare l'adozione di strumenti per l'abbattimento delle emissioni di agenti inquinanti nocivi dalle lavorazioni del vetro, valutando anche la fattibilità di realizzare per Murano una zona franca urbana; ad assumere iniziative per rafforzare le misure di contrasto alla contraffazione e a tutelare anche il marchio collettivo ‘Vetro Artistico®Murano’; ad istituire presso il Ministero dello Sviluppo economico un tavolo tecnico permanente finalizzato a potenziare la collaborazione tra istituzioni e associazioni di categoria al fine di attivare azioni mirate e coordinate per garantire tracciabilità e sicurezza dei prodotti; ad istituire un tavolo interministeriale per affrontare le problematiche connesse alla tipologia delle produzioni, coniugando tradizione ed innovazione, e prevedendo misure di sostegno alla ricerca applicata e per il monitoraggio e contenimento delle emissioni nocive delle produzioni vetrarie, anche per il tramite della stazione sperimentale per il vetro; a sostenere la candidatura della lavorazione del vetro di Murano quale bene intangibile dell'Unesco.

Con la svolta di oggi penso ci siano tutte le condizioni per accelerare quelle decisioni che sono indispensabili per salvare e dare un futuro a Murano.

 
foto di Andrea Martella.

 

Risoluzione in commissione 7-01009

presentato da

MARTELLA Andrea

testo di

Mercoledì 25 maggio 2016, seduta n. 631

La X Commissione, 

premesso che: 
l'arte vetraia di Murano costituisce da secoli una produzione d'eccellenza, di richiamo mondiale, del made in Italy
sin dal XII secolo l'arte vetraia a Murano ha assunto il profilo di attività manifatturiera; 
esiste un distretto del «vetro artistico» costituito dalle imprese vetrarie, dalle associazioni di categoria degli imprenditori industriali e artigiani, dagli enti pubblici e dai maggiori enti privati direttamente interessati allo sviluppo della realtà territoriale; 
in data 17 maggio 2016, presso la Commissione attività produttive della Camera si è svolto un ciclo di audizioni concernenti la crisi del distretto dei vetro artistico di Murano; 
la Commissione ha avuto modo di ascoltare i rappresentanti del mondo delle imprese, della camera di commercio, delle organizzazioni sindacali e di categoria nonché del comune di Venezia e della regione Veneto; 
sulla base delle informazioni acquisite, attualmente, risultano essere attive nell'ambito del distretto circa 263 imprese manifatturiere del vetro e dell'illuminazione, quasi il 10 per cento in meno rispetto al 2009; 9 imprese su 10 hanno dimensioni artigianali con un massimo di 9 dipendenti, e solo 25 imprese superano questa soglia; ben 125 imprese hanno cessato la loro attività negli ultimi 7 anni, delle quali 7 nel 2016, mentre altre 17 risultano essere tuttora in procedura concorsuale, anche a seguito dell'annosa questione relativa agli sgravi contributivi concessi alle imprese veneziane dal 1995 al 1997 e oggetto di procedura di infrazione da parte della Commissione europea; 
dall'analisi condotta dalla camera di commercio di Venezia Rovigo Delta Lagunare sui bilanci di 66 imprese, emerge che il risultato netto medio dal 2008 al 2014, è passato da un dato positivo (+ 5.915 euro) ad uno estremamente negativo (-45.344 euro); 
sulla crisi ha anche inciso un complesso rapporto con il fisco sul tema degli sgravi, in particolare con il recupero della quota capitale, tant’è che per le imprese che non sono coperte dal cosiddetto «de minimis» tale onere rischia di determinare ulteriori difficoltà con un incremento delle procedure fallimentari; 
a testimoniare l'andamento della crisi del settore vi è anche la curva degli ammortizzatori sociali che ha continuato a crescere dal 2008 al 2015 con un picco nel 2013 e che oggi dopo la fine dello strumento della mobilità in deroga vede ulteriori difficoltà per i lavoratori fuoriusciti; 
dal 2015 si registra, tuttavia, un confortante segnale di inversione di tendenza che riguarda la ripresa dell’export fattore sicuramente importante per un segmento produttivo come quello in oggetto; 
gli operatori nel corso delle audizioni hanno evidenziato una serie di criticità di sistema a partire dalle problematiche di natura contestuale ambientale con la presenza di vincoli che risultano essere onerosi e in conflitto con le lavorazioni di profilo tradizionale che hanno reso famoso il brand nel mondo; 
sono altresì emerse le problematiche concernenti la faticosa convivenza tra tessuto urbano e fabbriche nella loro trasformazione in strutture ricettive dopo la cessazione dell'attività industriale in senso stretto; 
questo profilo evidenzia ancor di più la necessità di una rivisitazione della normativa della specialità di Venezia ai sensi della legge n. 117 del 1973, relativamente alla quale sono state presentate alcune proposte di legge nella legislatura in corso; 
particolare rilevanza assume il problema della contraffazione, tant’è che il vetro di Murano è una delle produzioni maggiormente contraffatte a livello mondiale; ciò comporta una contrazione dei fatturati delle aziende oltre ad un danno di immagine considerevole per l'intero distretto; 
da una recente ricerca promossa dal Consorzio Promovetro Murano e dalla Confartigianato di Venezia con il contributo della camera di commercio di Venezia Rovigo Delta Lagunare, si evince che l'80 per cento dei prodotti in vendita nei negozi del centro storico non provengono dall'isola di Murano; 
l'indagine, effettuata su un campione di 12 negozi e 120 oggetti specifici, ha evidenziato anche la presenza sui prodotti di ben 41 «diciture suggestive diverse» con fantasiosi riferimenti a Murano, 9 delle quali fanno inequivocabilmente riferimento a una lavorazione effettuata all'interno dell'isola di Murano; tra i 52 fornitori individuati, solo 15 risultavano essere operanti nell'isola di Murano; 
i luoghi di produzione di oggetti in «Vetro di Murano» spesso risultano essere in Romania, in Repubblica Ceca e in Marocco; si tratta di un dato preoccupante considerato che a Venezia ogni anno giungono oltre 20 milioni di turisti; 
un contributo importante al contrasto alla contraffazione può venire dall'approvazione in via definitiva della proposta di legge C. 1454 Senaldi, approvata, in prima lettura, dalla Camera il 29 marzo e attualmente all'esame della Commissione industria del Senato (S. 2308); 
le problematiche evidenziate dimostrano una imprescindibile necessità di intervenire al fine di salvaguardare una delle produzioni simbolo del made in Italy di qualità,

impegna il Governo:

a valutare l'opportunità di assumere iniziative per riconoscere l'isola di Murano come area di crisi non complessa ai sensi della legge n. 181 del 1989 che, con la modifica normativa introdotta dalla legge n. 134 del 2012, ha visto un'integrale riorganizzazione della disciplina degli interventi di sviluppo e reindustrializzazione con l'obiettivo di utilizzare finanziamenti sia in conto capitale sia in conto interessi per sviluppo ed innovazione, incrementando l'occupazione e la modernizzazione degli impianti e degli strumenti, anche organizzativi; 
a promuovere misure di sostegno e sgravi fiscali con agevolazioni per le piccole imprese, su base pluriennale, valutando anche la fattibilità di realizzare per Murano una zona franca urbana; 
ad assumere iniziative per rafforzare le misure di contrasto alla contraffazione attribuendo la dimensione di certificazione nazionale, anche utilizzando tecnologie innovative e non solo sulla base della legislazione regionale, al marchio Vetro Artistico® Murano quale requisito obbligatorio, per l'attività concernente la lavorazione del vetro di Murano; 
ad istituire presso il Ministero dello sviluppo economico un tavolo tecnico permanente finalizzato a potenziare la collaborazione tra istituzioni e associazioni di categoria al fine di attivare azioni mirate e coordinate per garantire tracciabilità e sicurezza dei prodotti sulla base della esperienza del protocollo siglato agli inizi del 2014 da prefettura di Venezia, regione Veneto, comune di Venezia, provincia di Venezia, Unioncamere Veneto, camera di commercio Venezia, associazioni dei consumatori, associazioni di categoria e dal Consorzio Promovetro di Murano; 
ad istituire un tavolo interministeriale a cui partecipino il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per affrontare le problematiche connesse alla tipologia delle produzioni, coniugando tradizione ed innovazione e prevedendo misure di sostegno alla ricerca applicata anche per il tramite della stazione sperimentale per il vetro; 
a sostenere la candidatura della lavorazione del vetro di Murano quale bene intangibile dell'Unesco, in quanto lavorazione legata all'artigianato tradizionale e locale, come stabilito dalla Convenzione per il patrimonio immateriale del 2003, e che rientra a pieno titolo nei requisiti richiesti dalla convenzione stessa. 
(7-01009) «MartellaMognatoZoggiaMurerMorettoBenamatiArlottiBecattiniBiniCamaniDonatiGinefraIaconoImpegnoPeluffoScuveraSenaldi,TarantoTentoriVico».

 


 

 

Video di parliamodilavoro.it

Reporter, giornalisti, tv, turisti e curiosi. Fondamenta e calli muranesi sono sempre gremite di gente. Il vetro più conosciuto al mondo ha una capacità di attrazione senza tempo né spazio.

Le trasmissioni fanno a gara per raccontare e mostrare l'isola. Ma le fornaci restano ferme. La crisi arriva dritta come un pugno appena varcata la soglia di un'azienda, dove all'interno i forni sono chiusi. E dove parte della fabbrica diventa casa. Abitazione di un'imprenditore che per tirare avanti ha impegnato tutto. 

Scatoloni di merce pronta accatastati, dipendenti in cassa integrazione, pc e calcolatore spenti sopra il tavolo da lavoro, in attesa che i tempi cambino, che le commesse tornino e che i forni ripartano, dopo il torpore che li ha tenuti in vita assicurando l'indispensabile delle funzioni organiche, come corpi agonizzanti attaccati ai respiratori.

Troppo poco per un'arte che è stata cuore pulsante della laguna. Troppo oneroso alimentare quei forni che poi restano fermi.

Loredana Donà vuole raccontare, ma non vuole la telecamera.

"Mi ricordo la chiusura di Nason (Moretti) come fosse ieri. La gente camminava parlando sotto voce. Come quando durante un funerale, si sentono solo i passi della gente che procede in marcia dietro il carro funebre e sussurra sotto voce, per non mancare di rispetto. Non ci sono state proteste. Nessuno ha inveito contro i padroni. C'era un tale alone di tristezza e incredulità sull'isola, esattamente come quando ti viene a mancare un caro".

E' successo nel 2001. E da allora niente è veramente cambiato sull'isola del vetro.

Tristezza, incertezza, amarezza e grida d'allarme arrivano da Murano. Bisogna tenere in vita quest'arte qui dov'è nata, ripete al microfono il segretario Filctem Cgil. Vogliamo rimanere in vita, dicono lavoratori, artigiani e imprenditori.

Il video-racconto del 23 maggio 2016.

 

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