Video di parliamodilavoro.it

Reporter, giornalisti, tv, turisti e curiosi. Fondamenta e calli muranesi sono sempre gremite di gente. Il vetro più conosciuto al mondo ha una capacità di attrazione senza tempo né spazio.

Le trasmissioni fanno a gara per raccontare e mostrare l'isola. Ma le fornaci restano ferme. La crisi arriva dritta come un pugno appena varcata la soglia di un'azienda, dove all'interno i forni sono chiusi. E dove parte della fabbrica diventa casa. Abitazione di un'imprenditore che per tirare avanti ha impegnato tutto. 

Scatoloni di merce pronta accatastati, dipendenti in cassa integrazione, pc e calcolatore spenti sopra il tavolo da lavoro, in attesa che i tempi cambino, che le commesse tornino e che i forni ripartano, dopo il torpore che li ha tenuti in vita assicurando l'indispensabile delle funzioni organiche, come corpi agonizzanti attaccati ai respiratori.

Troppo poco per un'arte che è stata cuore pulsante della laguna. Troppo oneroso alimentare quei forni che poi restano fermi.

Loredana Donà vuole raccontare, ma non vuole la telecamera.

"Mi ricordo la chiusura di Nason (Moretti) come fosse ieri. La gente camminava parlando sotto voce. Come quando durante un funerale, si sentono solo i passi della gente che procede in marcia dietro il carro funebre e sussurra sotto voce, per non mancare di rispetto. Non ci sono state proteste. Nessuno ha inveito contro i padroni. C'era un tale alone di tristezza e incredulità sull'isola, esattamente come quando ti viene a mancare un caro".

E' successo nel 2001. E da allora niente è veramente cambiato sull'isola del vetro.

Tristezza, incertezza, amarezza e grida d'allarme arrivano da Murano. Bisogna tenere in vita quest'arte qui dov'è nata, ripete al microfono il segretario Filctem Cgil. Vogliamo rimanere in vita, dicono lavoratori, artigiani e imprenditori.

Il video-racconto del 23 maggio 2016.

 


 

Onorevole Andrea Martella Pd, audizione vetro artistico di Murano, "presentiamo una risoluzione al governo" in cui affrontare i temi come sgravi, lotta alla contraffazione, (c’è proposta in sede di lex stabilità), rafforzamento del marchio, sistema di area franca con incentivi e attenzione al rinnovamento degli impianti, tutela della salute e del LAVORO


 

Riccardo Colletti Filctem Cgil Venezia

 

IL LINK PER RIVEDERE L'AUDIZIONE: http://webtv.camera.it/archivio?id=9470&position=0

Da anni non veniva convocato un tavolo nazionale a Roma sulla questione di Murano. La decima commissione attività produttive alla Camera è intervenuta martedì 17 maggio. Il vetro artistico di Murano è arrivato all’attenzione della politica nazionale, sulle questioni che come sindacato abbiamo contribuito in tutti i modi a far emergere affinché avessero la giusta attenzione.

La Filctem Cgil messo sul tavolo la questione legata alla crisi e alla progressiva sostituzione di strutture alberghiere alle attività produttive, alle fornaci nella fattispecie.

Come Filctem abbiamo presentato dinnanzi ai rappresentanti degli industriali, artigianato, alle istituzioni locali e nazionali i dati sull’occupazione dell’isola, nel loro calare inesorabile dal 2000 ad oggi. E davanti allo sguardo incredulo del presidente della commissione, Guglielmo Epifani.

Abbiamo descritto una situazione preoccupante. Ma proprio sul tema della vocazione industriale e sulla speculazione nell’utilizzo del marchio del vetro di Murano, abbiamo espresso chiaramente quanto temiamo la società Damiani stia attuando.

Dopo essersi insediata per rilevare Venini, uno tra i brand storici e più conosciuti del vetro veneziano e dopo aver iniziato a licenziare, intanto 4 addetti.

Sulla questione ambientale, di cui molto si è dibattuto negli ultimi giorni abbiamo anche fatto una denuncia a livello nazionale.

Perché abbiamo la sensazione che alcune aziende non iscritte o almeno non monitorate dalle associazioni di categoria o industriali, collegate direttamente all’area del commercio, facciano attività di fondita, utilizzando il vetro ottenuto a scopi dimostrativi o espositivi, per darlo in pasto alle orde di turisti che vengono convogliate nella solita rete, nei circuiti che sappiamo e per interessi che conosciamo fin troppo bene, a scapito dell’autenticità e qualità.

E’ lì che abbiamo la sensazione vengano utilizzati ancora materiali fuori legge come l’arsenico e il cadmio.

Su questo abbiamo scoperto che manca un monitoraggio, nel senso che non esiste una mappatura di queste aziende.

Dove ci sono commercializzazioni al minuto sul vetro è ormai un dato di fatto che la presenza del “made in Murano” sia praticamente nulla.

Sia la decima commissione che il vice ministro alle attività produttive, Teresa Bellanova, finalmente sostengono ciò che per la Filctem Cgil Venezia è sempre stato un tema fondamentale in termini di discussione e progettualità. Ci dev’essere un progetto condiviso da Regione, istituzioni locali e parti sociali, atto all’individuazione di un’area di crisi specifica, perché si possano trovare soluzioni idonee ai problemi reali che persistono oggi all’interno del distretto di Murano.

Dal canto loro gli onorevoli del Pd, Andrea Martella, Michele Mognato e Davide Zoggia si sono impegnati a presentare al governo una risoluzione con cui impegnare il governo con un atto di indirizzo politico, su temi quali: restituzione degli sgravi fiscali e restituzione dei relativi interessi che rischiano di spazzare via le attività produttive muranesi, lotta alla contraffazione, (c’è già una proposta in sede di legge stabilità), rafforzamento del marchio e costituzione di un sistema di area franca, con incentivi finalizzati al rinnovamento degli impianti, alla tutela della salute e del lavoro.

Michele Petteno' e Riccardo Colletti

Filctem Cgil Venezia

 

 

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