MOBILITAZIONE E SCIOPERI NEL SETTORE TESSILE-ABBIGLIAMENTO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO 2016-2019. MICELI (FILCTEM-CGIL) AL PRESIDIO DI

MILANO: “SCIOPERO RIUSCITO, COMPATTA L'ADESIONE DEI LAVORATORI. IL SALARIO SI NEGOZIA, NON SI REGISTRA!”

 

 

E. Miceli Filctem Cgi, Milano 18 novembre: sciopero tessile-abbigliamento. Foto: web

 

Alta l'adesione agli scioperi in tutti i territori. Manifestazioni e presidì riusciti in molte città. A Milano presenti oltre 1500 lavoratori davanti la sede dello Smi

 

Dopo oltre venti anni di buone relazioni industriali, il settore tessile-abbigliamento torna alla mobilitazione e allo sciopero. E lo fa, tra oggi (18 novembre, n.d.r.) e il 21 novembre per difendere il rinnovo del proprio contratto nazionale di lavoro 2016-2019, scaduto il 31 marzo scorso, che interessa oltre 420.000 lavoratrici e lavoratori impiegati in più di 50.000 imprese, le cui trattative in corso da più di sei mesi con l'associazione imprenditoriale di Confindustria (SMI-Sistema Moda Italia) si sono bruscamente interrotte alla fine di ottobre. Un settore questo che negli ultimi cinque anni ha visto perdere più di 100.000 posti di lavoro, soprattutto tra le donne.

 

Oggi dunque scioperi, manifestazioni e presidì in molte città italiane. Quello più significativo a Milano (dalle 9,30) proprio davanti la sede di Smi-Confindustria dove hanno partecipato  1500 lavoratrici e lavoratori, oltre ai segretari generali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil. “Riteniamo profondamente sbagliato l'atto di subalternità di Smi nei confronti di Confindustria – ha detto Emilio Miceli, segretario generale della Filctem-Cgil, intervenendo al presidio -. Nella nostra cultura contrattuale – ha aggiunto il leader sindacale -  il salario si negozia non si registra! Con la manifestazione di oggi e con la riuscita dello sciopero (in Lombardia c'è un terzo del settore nazionale, lo sciopero in tutta la Regione ha registrato l'adesione di oltre l'80%, n.d.r.) possiamo dire che la risposta delle lavoratrici e dei lavoratori è compatta, così come compatta la posizione del sindacato confederale”.

 

Di seguito l'andamento degli scioperi e dei presidi nei territori, con i primi dati in nostro possesso:

Piemonte: oggi sciopero regionale (escluso il territorio di Cuneo) con manifestazione davanti alla sede dell’Unione Industriale di Biella.  Alta l'adesione agli scioperi: alla Zegna di Biella (70-80%), ai lanifici Angelico e Carlo Barbera (80%), così come alla Sinterama. Punte del 90% alla Zegna Baruffa di Lessona, Lanificio Piacenza e Bmt Strona (Marzotto). Sempre a Biella, lanificio Tollerano (85%), filatura Cervinara (100%), pettinatura Verone (75%).

A Novara tra il 60 e il 70%, con punte del 90% alla Zegna di S.Pietro Mosezzo. Vercelli: Tessitura Crevacuore (50%), Zegna Baruffa (100%), Loro Piana (80%), Comero (90%). Torino: Armani (oltre il 50%), Valentino (100%). Previste a Cuneo 8 ore di sciopero per  lunedì 21 novembre. Emilia Romagna: sciopero di tutti i territori per il 21 novembre. Previsti numerosi presidi davanti alle sedi delle aziende, tra cui Armani. Toscana: sciopero previsto per otto ore il giorno 21 novembre con presidi davanti alle sedi delle Unioni Industriali di ogni territorio. Veneto: oggi sciopero di 8 ore in tutta la Regione. A Vicenza presidio davanti la sede dell’azienda Marzotto con l'80& di adesione allo sciopero, Armani (70%), Valentino (50%), chiusura totale alla Ingas Tintes e alla Rossifloor. A Treviso presidì davanti alla Benetton, alla Monti e alla Olimpias. Marche: oggi sciopero di 8 ore e manifestazione regionale davanti la sede di Confindustria ad Ancona. Abruzzo: sciopero di 8 ore e manifestazione regionale a Penne (Pescara) il 21 novembre. Puglia: forte adesione allo sciopero in tutte le aziende del leccese.

 

Roma, 18 novembre 2016

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